Il presidente russo, Vladimir Putin,  molto geloso della sua privacy e negli ultimi anni ha raggiunto quelli che potremmo definire veri e propri livelli di paranoia.
Questo per non impedisce al numero uno del Cremlino di essere oggetto di pettegolezzi che a volta assumono i contorni della leggenda.
Di certo, si sa che dal 1983 al 2013  stato sposato con Lyudmila Putina.
La coppia ha avuto due figlie, Maria e Katerina, entrambe tenute lontane dai riflettori.
Putin ha sempre difeso rigidamente la loro privacy: non partecipano a eventi pubblici e le informazioni su di loro sono limitate, spesso frammentarie, anche se entrambe hanno comunque ruoli importanti nelle principali aziende e istituzioni pubbliche russe, pur senza fare politica attiva.
Dopo il divorzio, Lyudmila  letteralmente sparita dalla circolazione.
Da anni, circolano voci su una sua relazione con l'ex campionessa olimpica di ginnastica ritmica, Alina Kabaeva (in foto), di 30 anni pi giovane e dalla quale Putin avrebbe avuto addirittura due figli.
Di certo, la madre, dopo il ritiro,  prima stata deputata per il partito Russia Unita (quello del presidente) e ha intrapreso la carriera di modella, diventando il volto di campagne pubblicitarie e testimonial di brand importanti.
Kabaeva vivrebbe in una delle quattro residenze di Putin, quella sul lago di Valdai insieme con i loro presunti figli.
Nella conferenza di fine anno del 2025, il presidente ha ammesso di essere innamorato.
Ma non ha aggiunto di chi. 
Una dittatura totale, fondata su un potere personale sempre pi paranoico.
Anna Zafesova, analista dello spazio ex sovietico e autrice del libro "Russia, l'impero che non sa morire" (Rizzoli) ha spiegato com' cambiato il potere e come i servizi segreti siano fondamentali per la gestione del potere da parte del presidente.Anna Zafesova, come potremmo definire il sistema costruito da Putin? Si tratta un sistema autoritario classico oppure una forma ibrida del potere?Per molto tempo si  parlato di un sistema ibrido.
Sono state usate definizioni come "democrazia sovrana", "democrazia gestita", "autoritarismo informativo", tutte formule che cercavano di descrivere una realt che manteneva formalmente elementi democratici - elezioni, istituzioni, divisione dei poteri - ma con un potere sostanzialmente concentrato nelle mani di Putin. Era quindi una "democratura", un sistema che conservava l'apparenza della democrazia senza averne la sostanza.
Dal 2021 e soprattutto dal 2022, con l'invasione su larga scala dell'Ucraina, questa ambiguit  venuta meno.
Oggi siamo di fronte a una dittatura senza aggettivi.
La libert di espressione  repressa, la censura  rigidissima, e non esiste alcuna reale possibilit per posizioni non allineate di accedere allo spazio pubblico.
Anche le elezioni sopravvivono solo formalmente e non rappresentano un reale meccanismo di competizione politica.Che ruolo hanno in questo contesto i servizi segreti?In questo quadro il ruolo dei servizi  centrale.
A differenza del sistema sovietico, in cui il partito controllava i servizi segreti per evitarne derive autonome, oggi questo controllo non esiste pi. I servizi - o meglio la polizia politica - hanno un'influenza enorme e non mediata.
Questo produce un sistema dominato da una mentalit di sospetto, repressione e ricerca del nemico interno.
Si costruisce cos un potere che tende a chiudersi su se stesso e a considerare ogni forma di dissenso come una minaccia esistenziale.
Questa logica finisce per prevalere anche su considerazioni economiche e di sviluppo, fino al punto di sacrificare modernizzazione, innovazione e settori strategici pur di mantenere il controllo totale del discorso pubblico e delle comunicazioni.L'esperienza nel Kgb ha influenzato la visione del potere di Putin?L'esperienza nel Kgb ha inciso profondamente.
Putin non proveniva dallo spionaggio estero ma dai servizi interni, quindi dalla repressione del dissenso e dal controspionaggio.
Questo comporta una forma mentis specifica: leggere la realt in termini di colpevoli, complotti, minacce, pi che di dinamiche sociali o politiche.
E' un approccio che tende a personalizzare i problemi e a cercare sempre un responsabile, invece di interpretare i processi.
Questa impostazione si  rafforzata nel tempo.
Dopo oltre vent'anni di potere incontrastato, il sistema si  progressivamente personalizzato.
Non siamo pi di fronte alla dittatura di un partito, ma a quella di una singola persona.
Tutto ruota attorno a Putin, che  diventato la fonte primaria del potere politico.
Le istituzioni esistono, ma sono funzionali alla sua figura e alla sua volont.Quali sono le conseguenze di un atteggiamento del genere?In un contesto del genere, qualunque ipotesi di successione viene percepita come una minaccia.
Lo stesso Putin ha esplicitato che il suo apparato non deve "guardarsi intorno", cio non deve nemmeno immaginare alternative.
Questo tipo di impostazione genera una dinamica di crescente paranoia: chiunque possa rappresentare un'alternativa viene visto come un potenziale nemico.
Il risultato  un sistema che funziona sempre meno come uno Stato e sempre pi come una corte, basato su relazioni personali, fedelt e favore del leader, dove le carriere e le posizioni dipendono dal rapporto diretto con il capo.Che ruolo hanno oggi le lite economiche e gli oligarchi?Sul tema degli oligarchi si  fatta spesso confusione.
Solo negli anni '90, sotto Eltsin, alcuni grandi imprenditori potevano essere considerati relativamente autonomi.
Con l'arrivo di Putin questo spazio si  progressivamente ridotto fino quasi a scomparire.
Oggi non esiste un'oligarchia indipendente dal Cremlino.
Esistono invece oligarchi legati al presidente, spesso amici personali, ex colleghi o membri della sua cerchia, che hanno ottenuto posizioni economiche rilevanti grazie alla loro vicinanza al potere.
In molti casi si tratta di gestione pi che di propriet reale, perch il controllo ultimo resta politico.
Anche gli imprenditori emersi negli anni '90 sopravvivono solo collaborando con lo Stato.
Il rapporto  di dipendenza: senza allineamento politico non  possibile mantenere posizioni economiche rilevanti.
In questo senso le lite economiche non rappresentano un contropotere, ma sono parte integrante del sistema e uno strumento attraverso cui il potere politico si consolida e distribuisce risorse.
L'economia stessa diventa quindi un'estensione del potere politico, non un ambito autonomo.In che condizioni versa l'opposizione? Esiste una reale alternativa a Putin?Un'opposizione pubblica, organizzata e visibile, sul modello occidentale, non esiste pi. E' stata progressivamente eliminata attraverso arresti, processi, esilio forzato o silenziamento.
Lo spazio pubblico  completamente controllato e non consente la formazione di alternative politiche reali.
Accanto alla repressione diretta esistono strumenti pi sottili, come lo status di "agente straniero", che non comporta necessariamente il carcere ma rende di fatto impossibile lavorare, insegnare o svolgere attivit pubbliche.
E' una forma di esclusione sociale che colpisce individui e organizzazioni, impedendo loro di avere un ruolo nella societ. Esiste per un altro tipo di opposizione, meno visibile: una resistenza clandestina.
Si tratta di attivisti che compiono azioni di sabotaggio, che aiutano civili ucraini o che portano avanti attivit anti-guerra.
Di queste reti si sa poco, proprio perch operare apertamente sarebbe troppo pericoloso.
La loro reale dimensione e il loro impatto potranno essere compresi solo in futuro, quando le condizioni politiche lo permetteranno.Che Russia lascer Putin?Molto dipender da come e quando finir il suo potere: se si concluder con una successione controllata, con una crisi interna o con un esito negativo della guerra.
Tuttavia,  possibile individuare alcune tendenze.
Sul piano economico, Putin lascer probabilmente una Russia indebolita, con una modernizzazione incompiuta e risorse investite nella guerra piuttosto che nello sviluppo.
Settori importanti, soprattutto quelli legati all'innovazione e al digitale, rischiano di essere compromessi dall'isolamento e dal controllo statale.
Sul piano politico e sociale, il Paese appare pi chiuso, pi conservatore e pi distante dagli standard europei.
L'isolamento internazionale e la rottura con molte reti di cooperazione avranno effetti duraturi.
La Russia dovr ricostruire non solo la propria economia, ma anche il proprio rapporto con il mondo e con se stessa, cercando di uscire da una fase segnata da guerra, repressione e isolamento e dall'eredit del putinismo.
