Uve sane e di elevata qualit, ma quotazioni in calo e un mercato che impone cautela.
E' il quadro emerso dal focus "Vendemmia 2026: scenari, territori e prospettive" alla Camera di commercio, da dove  partito un appello alla compattezza del mondo del vino per affrontare una fase delicata.
Anche a Verona, prima provincia italiana per l'export e il valore della produzione enologica.Al confronto, promosso da Assoenologi, hanno partecipato i direttori dei Consorzi di tutela dei vini veronesi e i rappresentanti sia delle associazioni di categoria che degli enti di controllo.
Un'occasione per fare il punto su una vendemmia che sta mostrando qualit nonostante una stagione caratterizzata da temperature elevate, scarse precipitazioni e alcune violente grandinate.
Per i rossi, in particolare, si profila un'annata di rilievo.
Sul fronte quantitativo, invece, la produzione resta al di sotto della media.
E i prezzi delle uve si stanno attestando su livelli inferiori rispetto alle annate pi recenti."Oggi pi di un tempo abbiamo bisogno di coesione e strategie condivise per affrontare un mare agitato", sottolinea Alberto Marchisio, presidente di Assoenologi Veneto Occidentale. "Dobbiamo mettere da parte personalismi e divisioni, per costruire una visione comune e rafforzare il sistema Verona". Da qui anche la scelta di riunire allo stesso tavolo tutti i componenti della filiera, con la consapevolezza che "uva, vino e turismo devono entrare sempre pi in rapporto tra loro". Un invito subito raccolto da Biagio Morana, direttore per il Nord Est dell'Ispettorato centrale repressione frodi dei prodotti agroalimentari, e altri relatori: "Massima attenzione va posta alla credibilit del settore", evidenzia Morana, "con la collaborazione di tutte le parti in causa".Sul fronte delle quotazioni il presidente della Commissione prezzi uva e vino della Borsa merci Camera di commercio, Mirko Sella, delinea "un leggero calo rispetto ai prezzi delle annate scorse", con valori che si collocano sui livelli 2023. "Ma la qualit  alta e dipende molto dalle aziende.
Inoltre, viste le rese in campagna, la situazione sta migliorando giorno per giorno".Le diverse aree produttive confermano un quadro positivo sul piano qualitativo.
Nell'Est veronese, ha ricordato Igor Gladich, direttore del Consorzio tutela vini Soave e Recioto di Soave, la Garganega rappresenta la "regina" delle variet bianche, con ampie superfici vitate dominate dalla sua presenza.
In Valpolicella la raccolta  iniziata con circa 15 giorni di anticipo rispetto al 2025. "La qualit delle uve  di elevato profilo", conclude Matteo Tedeschi, direttore del Consorzio tutela vini.
La ricchezza di denominazioni e tipologie resta, secondo gli operatori, uno dei punti di forza del Veronese: un sistema articolato e capace di intercettare gusti, tendenze e mode di un mercato in continua evoluzione.
