Il mercato dei mutui rallenta ma Verona non si ferma.
Anzi, nel confronto con le altre province venete, la citt scaligera si conferma una delle piazze pi vivaci dell'intero panorama nazionale.
E' la fotografia che emerge dai dati relativi all'inizio del 2026 in un momento nel quale il costo del denaro torna a rappresentare una variabile tutt'altro che trascurabile per chi sta pensando di acquistare casa.
Il dilemma  sempre quello: meglio il tasso fisso o quello variabile? Non  una decisione scontata, anche alla luce della progressiva discesa dei tassi che fra il 2024 e il 2025 aveva ridato ossigeno al mercato immobiliare.Su Verona, i primi numeri del 2026 sono incoraggianti.
Nel primo trimestre dell'anno le famiglie della provincia hanno ottenuto 242,9 milioni di euro di finanziamenti per l'acquisto dell'abitazione.
Rispetto allo stesso periodo del 2025, il dato arretra dello 0,3% appena.
Il Veneto - regione che rappresenta il 9,5% dell'intero mercato italiano dei mutui immobiliari - ha registrato infatti un calo dello 2,7%, con la flessione pi vistosa a Padova (-6,6%) e Vicenza (-6,5%). Tendenza analoga a livello nazionale: -2,1%.Domanda d'acquisto solidaNel 2025 la provincia di Verona aveva raggiunto 1,095 miliardi di euro di mutui erogati, +17,7% rispetto all'anno precedente contro l'aumento 13,6% del Veneto.
Verona  inoltre la provincia veneta con il maggior volume di finanziamenti nel primo trimestre 2026, davanti a Padova (236,2 milioni), e a Venezia (222,2 milioni). Significa che il mercato immobiliare veronese continua a palesare una domanda di acquisto sufficientemente solida per sostenere il ricorso al credito.
Un altro elemento merita attenzione: l'importo medio del mutuo sta aumentando.
Secondo l'elaborazione Kron, nel primo trimestre 2026 il finanziamento medio in Veneto  stato di 132.731 euro, contro i 122.867 euro dello stesso periodo del 2025. L'incremento  quindi pari a poco pi dell'8% (il mutuatario veneto riceve circa il 3% in pi rispetto a quello medio italiano).Relativamente alla scelta del tasso, Bankitalia rileva che nel corso del 2025 il costo dei nuovi mutui a tasso fisso era leggermente aumentato dopo la diminuzione del 2024, mentre quello dei mutui a tasso variabile aveva continuato a diminuire.
Nel quarto trimestre 2025 i tassi medi erano rispettivamente del 3,7% per il fisso e del 3,4% per il variabile.
Nel primo trimestre 2026 il tasso fisso ha poi registrato un ulteriore incremento di 13 punti base (3,83%) mentre il variabile  rimasto stabile.
E' proprio qui che si riapre il grande interrogativo per le famiglie.Il bivioSe il tasso fisso garantisce la certezza della rata per tutta la durata del finanziamento, il variabile risente direttamente dell'andamento di un Euribor che nelle ultime settimane ha ripresto a muoversi verso l'alto.
Il 31 agosto, quello a tre mesi era salito al 2,59%, contro il 2,34% di inizio luglio e il 2,24% di inizio giugno.
Tale tendenza trova giustificazione nel probabile aumento del tasso ufficiale dello 0,25% durante l'autunno, anche a fronte dell'inflazione dell'Eurozona, salita ad agosto al 3,3% dal 2,9% di luglio.
All'Euribor va quindi aggiunto lo spread (la commissione bancaria) attualmente compreso fra lo 0,8 e l'1%. Un esempio.
Immaginiamo una famiglia in procinto di dover finanziarie 150 mila euro in 25 anni.
Con un tasso variabile lordo al 2,6, la rata si colloca indicativamente nell'ordine dei 700 euro mensili.
Se il tasso sale al 3%, la rata supera i 740 euro.
Se arriva al 4%, si avvicina agli 780 euro.
Per i mutui a tasso fisso il punto di riferimento  invece l'Irs. Quello a 10 anni  oggi attorno al 3,36%, un tasso al quale va aggiunto lo spread bancario visto oggi attorno allo 0,7%.A conti fatti, a spuntarla con uno 0,5% di vantaggio  oggi il variabile, soggetto per ai chiari di luna di una situazione internazionale tutt'altro che tranquilla e che rischia di far lievitare la rata ben oltre le aspettative.Alessandro Azzoni.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
