Performer e musicista, Serena Brancale ha costruito il suo percorso mettendo insieme linguaggi diversi: dal dialetto pugliese, al jazz al soul. Una musica che porta con s le radici della sua Puglia ma che guarda anche altrove, tra sperimentazione e contaminazioni.
Il 7 settembre sar per la prima volta in concerto a Verona, al Teatro Romano, con il tour "Sacro". La tourne di Serena - prodotta da Vivo Concerti e Isola degli Artisti - ha debuttato a Londra per poi arrivare a Madrid e Barcellona e "tornare a casa" per incantare tutta la penisola con uno spettacolo che celebra le sue radici.
Sul palco, con lei, sedici artisti: otto musicisti e otto ballerini, protagonisti di uno show in cui musica e danza si fondono in un'esplosione di energia.
Un live che richiama l'atmosfera delle grandi feste di paese del Sud, tra ritmi travolgenti, contaminazioni e la forza identitaria della Puglia.
Com' nato il tormentone estivo "Al tuo paese" con Levante e Delia?Siamo tutte e tre ragazze del Sud, profondamente legate alla nostra terra.
Dopo essermi divertita l'estate scorsa a duettare con Alessandra Amoroso, mia conterranea pugliese, quest'anno ho deciso di farlo con due siciliane doc. Tutto  cominciato dall'amicizia con Claudia, in arte Levante, per cui provo grande stima, e dalla scrittura dei testi di Delia, che parlano cos intensamente della sua terra.
Il video di "Al tuo paese"  stato girato a Ortigia e racconta un Sud che esce dai confini della mia Puglia, abbracciando quei simboli che chiunque sia nato al Sud riconosce come casa.A febbraio sei salita sul palco dell'Ariston con una canzone dedicata alla tua mamma.
La famiglia e le radici sono spesso temi centrali nei tuoi brani.Scrivere "Qui con me"  stata una lunga seduta di psicoterapia.
Aver portato a Sanremo questa canzone  stato fondamentale.
Mia mamma mi ha insegnato tantissimo: era musicista e da lei ho preso la passione per gli strumenti musicali, per la musica latino americana e una grande curiosit. Mi ha insegnato a mettermi in gioco e a voler sempre imparare cose nuove.Sei la regina delle contaminazioni.
Da "Anima e Core" a "Qui con me", fino a "Baccal", in dialetto.
Come riesci a passare da un'anima all'altra senza perdere la tua identit? Sento una grande responsabilit quando salgo sul palco.
La chiave  ricordarmi che faccio il lavoro pi bello del mondo e che devo farlo con seriet. Ho sempre studiato musica in conservatorio e devo tutto questo alla mia famiglia.
Mi piace cambiare faccia, mostrarmi con look diversi e cantare cose diverse: sperimentare mi diverte molto.
Ma rimango sempre fedele a me stessa.
Nel 2025 hai stupito tutti sul palco dell'Ariston suonando la drumpad e nei tuoi live usi la loopstation. Che ruolo hanno questi strumenti nella tua musica? S, in "Anima e Core" ho suonato la drumpad, uno strumento che riproduce elettronicamente percussioni e batteria e che ho usato per creare i suoni di ispirazione afro nell'intro.
La loopstation non l'ho ancora usata a Sanremo, ma nei miei live s: a volte ne spiego anche il funzionamento e ho tenuto delle masterclass. E' uno strumento che mi appassiona cos tanto che per la mia tesi di laurea al conservatorio ho scritto un libro intitolato "In bocca al Loop".Vanessa Righetti.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
