Due anni e mezzo fa, contraria alla precedente legge sul fine vita, rest in aula al voto e si astenne, facendo bocciare la legge, essendosi il suo voto sommato ai contrari.
E questo le cost il posto di vicesegretaria provinciale del Pd. La revoc il segretario Franco Bonfante, dicendo che "era mancato il rapporto di fiducia politica" verso di lei, visto che il partito era favorevole alla legge.
Ma ieri Anna Maria Bigon, consigliera regionale del Pd ha votato s alla nuova legge. "Stavolta il Consiglio ha approvato una legge sul fine vita profondamente diversa, pi solida e umana rispetto al testo di due anni fa", dice. "Nel 2024 scelsi di astenermi perch quel testo presentava carenze legislative e non prevedeva l'informazione e l'accesso alle cure palliative.
La decisione ebbe un prezzo politico e personale altissimo.
Ma ho continuato a lavorare". E il nuovo testo "ha tre pilastri: la dignit della persona, la libert di scelta e il dovere del Servizio sanitario pubblico di accompagnare i malati e le loro famiglie, garantendo che nessuno venga lasciato solo.
E come Pd abbiamo parallelamente depositato un progetto di legge per potenziare e riorganizzare le rete delle cure palliative in Veneto, estendendole ai pazienti non oncologici, alle strutture per anziani e all'ambito perinatale".Plaude ora Bonfante: "Premesso che non  stato un voto di parte e il confronto ha tenuto conto di tutte le cautele e le sensibilit, non si pu evitare di notare il peso determinante dei voti del centrosinistra e del Pd nell'approvare il testo, e la spaccatura della maggioranza di centrodestra, in buona parte rimasta appesa su steccati ideologici e posizioni di chiusura contrarie alla sensibilit del Paese". E per Giorgio Pasetto, di Area Liberal "sul fine vita ora sappiamo chi ha avuto il coraggio di scegliere". E.G.
