"Gravi carenze strutturali e di manutenzione a carico dei locali di produzione, trasformazione e confezionamento degli alimenti, della zona lavaggio e delle attrezzature, nonch l'accertata diffusa presenza di infestanti striscianti (blatte vive e spoglie)". Ecco quel che hanno trovato gli ispettori dell'Ulss 9 nelle cucine di Villa Monga, l'Istituto Assistenza Anziani di via Baganzani, durante un controllo svolto lo scorso 27 agosto.
Ce n' abbastanza per motivare la chiusura immediata del "centro cottura" disposta dai direttori del Sian e del Siao del Dipartimento Prevenzione della Scaligera.
L'hanno comunicato lo stesso giorno ai vertici della casa di riposo e al Comune di Verona, spiegando che "nelle condizioni descritte, il proseguimento dell'attivit di preparazione in loco degli alimenti potrebbe pregiudicare la sicurezza alimentare e comportare un grave rischio per la salute pubblica in quanto le non conformit accertate evidenziano un rilevante stato di trascuratezza nella gestione che pone a rischio sanitario la popolazione fragile servita sia dalla struttura (circa 250 ospiti) che delle altre utenze verso cui sono veicolati i pasti l prodotti (per un totale di oltre 1.500 al giorno)". Quindi nelle cucine di Villa Monga - dove la presenza di insetti  stata confermata anche dal presidente Balbi, che ha chiesto scusa agli ospiti e ai loro familiari per il disagio della mensa ora affidata ad una ditta esterna - fino a gioved scorso venivano cucinati, in condizioni inaccettabili dal punto di vista igienico, oltre 1.500 piatti destinati anche alle altre residenze dell'Istituto.Ma non  tutto.
L'Ulss 9 ha imposto all'Istituto di provvedere anche all'attuazione di "un corso di formazione generale e specifico rivolto a tutto il personale addetto alla manipolazione, preparazione e conservazione degli alimenti, a cui dovr seguire prova dell'avvenuta attuazione". La revoca del provvedimento (la chiusura delle cucine, ndr)",  scritto sempre nel dispositivo del Dipartimento di Prevenzione, " subordinata alla verifica del ripristino dei requisiti minimi di igiene, della risoluzione delle non conformit e della prova di operazioni di disinfestazione da parte di ditta specializzata". Ma chi controller? La Polizia Locale.
Il dispositivo  stato inviato infatti anche al Comando di via del Pontiere affinch "vigili sull'osservanza del provvedimento di sospensione".Intanto la rabbia delle famiglie aumenta. "Noi paghiamo la retta piena, 3.300 euro al mese, senza alcun contributo pubblico", si sfoga la figlia di un'ospite, "per avere un'assistenza che ha mancato totalmente di rispetto verso chi non pu difendersi.
Non ci facevano assistere ai pasti, ora capisco il perch. E tutto questo nonostante, a detta dei sindacati, la situazione fosse stata pi volte denunciata.
Ma come possiamo continuare ad affidare i nostri anziani ad una Rsa in cui il cibo  stato preparato da chiss quanto tra blatte e sporcizia?", chiede allibita. "A che servono le scuse per il disagio perch adesso i piatti arrivano da fuori, gi cotti, freddi, con men limitato, quando fino a ieri pranzo e cena erano cucinati in condizioni vergognose? Ma perch si  giocato con la vita dei nostri vecchi?".
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
