FOCUS: INVISIBILE.

Wood wide web: la rete sotterranea di funghi che connette le piante, di Celeste Ottaviani.


Sotto ogni bosco, prato o campo coltivato si sviluppano reti invisibili che collegano le radici di piante diverse attraverso i funghi del suolo, che formano le micorrize. Quando queste associazioni si intrecciano tra ospiti differenti danno vita a un vero e proprio "internet biologico", capace di trasferire acqua, nutrienti e segnali di allarme da una pianta all'altra.  la cosiddetta "wood wide web", come ci ha spiegato Cristiana Sbrana, responsabile della sede di Pisa dellIstituto di biologia e biotecnologia agraria del Cnr.


Quando camminiamo in un bosco, su un prato o in un campo vediamo solo la parte superficiale di un sistema molto pi vasto che non si limita a cespugli, tronchi, rami, foglie. Sotto i nostri piedi, infatti, si sviluppano reti invisibili e nascoste, intrecci tra radici e funghi nel suolo, le micorrize, associazioni simbiotiche tra piante e funghi, in cui il fungo riceve composti del carbonio prodotti dalla fotosintesi, e in cambio procura alla pianta acqua e nutrienti minerali che le sole radici non riuscirebbero a raggiungere. Quando poi le ife, filamenti microscopici e tubulari di funghi diversi, o le radici di piante diverse colonizzate dallo stesso fungo si fondono nel terreno questa relazione individuale si trasforma in una rete diffusa e interconnessa, che collega pi piante tra loro, anche di specie differenti, non solo quelle nelle foreste ma anche coltivate o spontanee. Si tratta di quella che  stata soprannominata "wood wide web", un network di nutrienti, ma anche di informazioni, che permette alle piante di interagire tra loro. Ne abbiamo parlato con Cristiana Sbrana, responsabile della sede di Pisa dellIstituto di biologia e biotecnologia agraria (Ibba) del Cnr.

La wood wide web  formata da funghi in simbiosi con piante e alberi che formano unestesa rete di ife nel suolo, capace di collegare gli apparati radicali di piante appartenenti a specie, generi e famiglie diverse. Il risultato  la formazione di un gran numero di 'ragnatele' di ife molto interconnesse che collegano le piante attraverso il suolo. Tutte le piante capaci di formare simbiosi micorriziche possono essere collegate da una o pi reti, prodotte da simbionti fungini diversi, mentre rimangono escluse le piante non micorriziche, come ad esempio la maggior parte delle brassicacee (es. le specie di cavoli), delle chenopodiacee e delle cariofillacee (es. lo spinacio e il garofano), cos come le piante carnivore e altre con caratteristiche peculiari dal punto di vista nutrizionale. In un ambiente dove convivono piante che formano tipi diversi di micorrize si trovano pertanto molte reti che si intersecano nel suolo, collegando le radici in un grande internet biologico, spiega la ricercatrice.

Vediamo allora qual  la funzione della rete micorrizica. La sua principale attivit  quella di trasferire acqua e nutrienti minerali dal suolo alla pianta. Ma, grazie alla rete, si muovono anche i composti di carbonio che il fungo acquisisce dagli ospiti, che possono essere ceduti a piante incapaci di svolgere la fotosintesi, perch giovani o in ombra oppure perch prive di clorofilla, chiarisce Sbrana. Le piante comunicano sempre attraverso lemissione di molecole volatili, ma la rete micorrizica fa da ulteriore mezzo di comunicazione, trasferendo a tutti gli ospiti collegati dalla stessa rete i segnali emessi da piante che subiscono stress, come lattacco di patogeni o di parassiti, i quali agiscono da segnali di allarme e inducono la produzione precoce di sostanze di difesa nella pianta che riceve il messaggio. La rete micorrizica fa anche da autostrada a batteri benefici per le piante, permettendo loro di diffondersi anche dove non  presente acqua, mezzo di cui i batteri hanno bisogno per muoversi.

Si tratta di una rete antichissima, sviluppatasi contemporaneamente ai primi esemplari vegetali terrestri. Alcune forme sembrano essersi evolute in parallelo alla conquista della terraferma da parte delle piante, e i loro primi fossili risalgono a 460 milioni di anni fa. La rete si sviluppa in tutti gli ecosistemi, e non  stata rilevata solo in quelli acquatici ed estremi, precisa lesperta.

Una recente analisi pubblicata su Science che ha tentato di valutare la biomassa totale della wood wide web ha stimato che i filamenti dei funghi arbuscolari, allineati, arrivino a coprire una distanza di 110 milioni di miliardi di chilometri. Sarebbero quindi capaci di raggiungere la stella Proxima Centauri a 4,24 anni luce da noi, equivalenti a circa 40.100 miliardi di chilometri, tornare indietro e non ancora esaurirsi. Per arrivare a questi numeri gli studiosi hanno messo insieme centinaia di ricerche precedenti e creato la prima mappa mondiale di questi funghi, che si trovano associati a circa il 70% delle piante del pianeta. La rete dei funghi arbuscolari  veramente molto estesa, si pensi che il fungo  in grado di aumentare fino a 800 volte la superficie assorbente di ogni radice e, grazie alla capacit delle sue ife, non solo di crescere indefinitamente, ma soprattutto di ramificarsi e formare fusioni, che danno origine a questa struttura interconnessa e ampia. Infatti, il lavoro citato riporta che la massa stimata delle reti micorriziche dei funghi arbuscolari sarebbe 5 volte quella di tutti gli umani presenti sulla Terra, conclude Sbrana.

Fonte: Cristiana Sbrana, Istituto di biologia e biotecnologia agraria, cristiana.sbrana@cnr.it