Al via domani, tra Gabicce e Cattolica, il Modcast 2026. Un grande festival diffuso che racconta - attraverso la musica e le attitudini e le varie sfaccettature dell'arte - la sottocultura Mod che dall'Inghilterra degli anni 60  arrivata fino ai giorni nostri contaminando le giovani generazioni.
Per tutto il weekend, da domani a domenica, si svolgeranno serate con dj (al Lamparino di Cattolica), mostre e vintage market (al Mississippi di Gabicce), incontri con artisti e presentazioni di libri (domenica al Lamparino) ed escursioni in Vespa e Lambretta nel territorio.
Ma tra i big attesi, in particolare dall'Inghilterra, c' il celebre James Taylor Quartet in concerto sabato alle 21 in piazza Primo Maggio a Cattolica (ingresso gratuito).
Il genere.
James Taylor  un musicista (tastierista) considerato un gigante dell'Hammond groove.
Ovvero quel rhythm'n'blues macchiato di funk, che affonda le proprie radici nella tradizione "black" degli anni 60 e 70. Gi sulla breccia nei primi anni 80 con la formazione The Prisoners - particolarmente apprezzata dai Mods inglesi di quel periodo - il James Taylor Quartet debutta nella seconda met degli anni 80 e ancora oggi si erge a portavoce di un genere musicale che spesso e volentieri conquista ampi riconoscimento anche al di fuori della nicchia di riferimento.
James Taylor racconta cos il suo profondo legame con la sottocultura Mod: "Mi ha sempre affascinato una cultura che aspira a puntare pi in alto o ad andare oltre, soprattutto considerando le mie origini legate alla classe operaia.
Ritengo che il sistema di classi nel Regno Unito sia estremamente deleterio, motivo per cui tendo a schierarmi dalla parte degli svantaggiati.
In fondo, l'essenza del movimento Mod sembra risiedere proprio nella working class come forza espressiva degli oppressi;  quindi naturale che io mi riconosca in questa mentalit". Sulla passione verso la musica degli anni 60, James Taylor si reputa fortunato per aver avuto dei buoni maestri: "Da bambino ero circondato da buona musica.
I miei fratelli collezionavano dischi fantastici, quindi ho avuto modo di ascoltare ottima musica fin da piccolo.
Inoltre, mio zio era il leader di un gruppo negli anni '60 e andavo a vederlo suonare da quando avevo sei anni.
Quei dischi mi piacevano". L'ultimo album del James Taylor Quartet, intitolato The truth,  attraversato da una matrice pi jazz rispetto alle precedenti produzioni. "Ha rappresentato per me una novit assoluta, grazie all'uso del contrabbasso e delle tabla indiane - racconta - cerco sempre di far evolvere la mia musica e detesto restare ancorato al passato; per questo punto sempre a sperimentare e a guardare avanti".
La scaletta.
Sabato a Cattolica si esibir in un mix vecchi e nuovi brani. "Nutro una profonda ammirazione per il popolo italiano e per la sua capacit di godersi la vita - afferma - la vostra cultura  molto pi antica della nostra e ho sempre pensato che il Regno Unito abbia molto da imparare dall'Italia, e viceversa.
E' per questo che la Brexit ci ha fatto cos male.
Sono sposato con un'italiana e ho rapporti di lavoro con l'Italia da decenni, quindi forse posso considerarmi una sorta di italiano "per procura".
Andrea Maccarone.
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