Cinquant'anni di carriera e non sentirli: Vincenzo Salemme li celebra in un tour: Lo spettacolo della mia vita 50 anni di teatro, con al centro ...E fuori nevica!. Una commedia che l'attore, regista, sceneggiatore e scrittore campano ha scritto 30 anni fa e che oggi riprende, portandola all'arena Gigli di Porto Recanati domani, alle ore 21.
Le modifiche.
"Ho modificato il cast racconta e mi sono assegnato il ruolo di Cico, il pi fragile, ma il pi umano dei tre fratelli che la pice racconta". La storia  quella di tre fratelli e di tre solitudini alla ricerca tanto di affetto quanto di soddisfazioni.
Cico, "lo speciale", ha un disturbo dello spettro autistico e passa dalla capacit cognitiva a momenti di depressione: tra la varie cose che fa riempie i vuoti con interpretazioni costringendo anche i fratelli a partecipare.
Stefano, "il secchione"  il pi ordinato: si  laureato, sta per sposarsi con Nora, con cui per ha una relazione solo telefonica.
C' infine Enzo che, cantante che si esibisce saltuariamente sulle navi di crociera, che urla "nevica" anche il 20 agosto.
Cico far loro capire che il fragile non  lui, ma lo sono i due fratelli. "Ho deciso di rimettere in scena questa commedia spiega dopo 30 anni, con una nuova regia, ma con la stessa forza.
Nel 1994 la tematica veniva derubricata come "stranezza", oggi c' credibilit scientifica e le famiglie possono inserire il loro figlio in un contesto di normalit che fa essere tutti pi sereni e che accoglie la "stranezza" senza timori e con attenzione". Quanto a Cico, Salemme lo definisce "un eroe imprevedibile, capace di vincere i pregiudizi e le ipocrisie del cosiddetto mondo normale: nella mia commedia, non ha una precisa patologia mentale, non sono un medico per potermi addentrare in tecnicismi psichiatrici.
Cico  soltanto una persona con un equilibrio psicofisico molto particolare.
E' un unicum in un mondo di omologati.
Ma, in tutti questi anni,  stato capace di arrivare a tutti quelli che hanno a cuore il disagio e la diversit dei fragili". Salemme ha avuto le idee ben chiare sin da subito su ci che voleva fare da grande, ovvero esattamente quello che poi ha fatto.
Racconta infatti che "nessuno pi di me sa che non avrei mai smesso di provarci, perch sapevo che questo era il mio percorso, pieno di salite, ma con una vista meravigliosa sul futuro, che devo dire  arrivato anche molto presto".
La carriera.
Debutta 50 anni fa, nel 1976 con la compagnia di Tato Russo, in Ballata e morte di un capitano del popolo, poi dal 1978 fino al 1984 fa parte della compagnia di Eduardo De Filippo.
Nel 1986  in scena ne La tempesta di Carlo Cecchi e, per la stagione 1986/1987  con la compagnia di Luca De Filippo per il Don Giovanni. "Nel frattempo ricorda ho messo in scena i miei testi teatrali alternandoli a quelli di Eduardo De Filippo nella compagnia del figlio Luca". Va avanti fino al 1992 e da allora scrive, dirige e interpreta i suoi testi. "A oggi ne ho portati in scena oltre 30 in 40 anni.
Il pubblico mi ha seguito e continua a farlo, e questo  bellissimo.
Io lo dico sempre alla fine di ogni replica, mentre ringrazio gli spettatori: "Noi senza di voi non esistiamo"".
Chiara Morini.
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Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
