L'INTERVISTA.
Francesca Scicchitano, lei  psicologa, psicoterapeuta e psicoanalista.
Non solo, ha lavorato per quasi venticinque anni come dirigente psicologa del Dipartimento di Salute Mentale di Pesaro ed  stata responsabile dell'ambulatorio regionale per adolescenti "La stanza dei Pescibanana". Oggi tra vandalismi, danneggiamenti e furti a Pesaro gli adolescenti sono finiti di nuovo sotto accusa.
E il livello d'allarme sociale si innalza.
"Mi sembra che ci sia una sorta di allarme sociale unidirezionale, nel senso che sono sempre gli adolescenti a finire sotto accusa.
Ci sono problemi di comportamento, ma i ragazzi si inseriscono in un contesto di rabbia anche adulta.
Viviamo un momento sociale complesso e gli adolescenti vanno contestualizzati dentro una situazione di disagio importante.
Sono probabilmente la frangia pi fragile e quella che si vede meglio".
Lei dice che "i ragazzi stanno male". Che cosa significa?
"Stanno male per tanti motivi.
Sono molto lucidi nel pensare di non avere possibilit e di non avere un futuro.
La laurea non  pi una garanzia e quelli che possono spesso se ne vanno.
E' diventato difficile costruirsi una prospettiva".
E' ancora possibile individuare un tipo di famiglia da cui arrivano pi facilmente questi problemi?
"No, non  pi cos. Una volta si faceva presto: il padre beve, i genitori sono separati, la famiglia  povera e si cercava l la spiegazione.
Oggi ci sono ragazzi che vengono da famiglie apparentemente normalissime.
Non c' pi un identikit semplice.
Ci sono adulti fragili e adolescenti ancora pi fragili, per continuiamo a puntare il dito soprattutto sui ragazzi che non funzionano".
Quanto pesa allora il modello degli adulti?
"Abbiamo insistito per anni sull'importanza del dialogo, ed  giusto.
Ma conta anche il modello, l'adulto di riferimento.
Gli adolescenti sono fragili, ma sono fragilissimi anche i genitori e gli adulti.
Se l'esempio  debole o contraddittorio, parlare da solo non basta".
Il cellulare  uno degli esempi pi evidenti di questa contraddizione? "S. Ci preoccupiamo perch i ragazzi sono sempre attaccati al telefono, ma spesso gli adulti fanno per primi fatica a separarsene.
Questi bambini crescono con lo smartphone presente fin da subito.
Come facciamo poi a stupirci se, quando cinque o sei ragazzi vanno a mangiare una pizza, ognuno sta con il proprio telefono e non parla con chi ha di fronte?".
Quali sono oggi le forme di disagio che vede pi spesso?
"Ci sono dipendenze dai device, ritiro, disturbi del comportamento alimentare, autolesionismo e problemi della condotta.
Ma non vorrei che ci fermassimo all'elenco delle patologie.
La cosa importante  cominciare a parlare di quanto questi ragazzi sono soli".
Ne parlerete?
"S, proprio la solitudine sar uno dei temi dell'incontro "Le fragilit dell'et giovanile: un dialogo tra cultura e societ", che  in programma a fine mese, mercoled 30 settembre, dalle 18 alle 20, nel Salone Nobile di Palazzo Gradari.
Ci saranno anche lo psichiatra Paolo Drago e il pediatra Libero Turrini.
Sar presentato anche "Il profumo dei folli", il romanzo di Turrini sulle difficolt di reinserimento sociale dopo la chiusura dell'ex ospedale psichiatrico San Benedetto.
I proventi della vendita saranno devoluti alla Caritas diocesana".
Maurizio Marinucci.
 RIPRODUZIONE RISERVATA.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
