IL PROVVEDIMENTO.
PESARO Un gran boato ma la bomba (per fortuna) non  esplosa.
Anche perch non era un ordigno quello in fondo al mare.
Ma un vecchio motore fuoribordo.
Dunque dalle scorse ore l'area marittima di Baia Flaminia  tornata praticabile.
Fondamentale il lavoro degli uomini del Sdai di Ancona (Sminamento difesa anti mezzi insidiosi) con la collaborazione di Prefettura, Comune e Capitaneria di Porto.
La scoperta.
Un bagnante mentre stava nuotando e facendo immersioni al largo aveva notato qualcosa di "sospetto". Era il 24 agosto, nel pomeriggio, e aveva lanciato l'allarme per la presenza di un presunto ordigno in fondo al mare, nell'area do "Abbaia Flaminia". A tradire era stata, sicuramente, la forma della carcassa metallica e le dimensioni.
Subito la Capitaneria di Porto che sempre seguito le operazioni aveva firmato l'ordinanza che vietava l'accesso e le attivit di balneazione e nell'area per un raggio di 150 metri.
La segnalazione infatti riguardava il ritrovamento di un oggetto metallico di forma irregolare, assimilabile per dimensioni a un presunto ordigno bellico in mare.
L'oggetto  stato individuato in un tratto di mare molto sensibile e antistante alla spiaggia libera cittadina, quella appunto di "Abbaia Flaminia", al centro del litorale di Baia Flaminia.
Si tratta di una porzione di arenile molto mota e frequentata soprattutto dai padroni di cani perch  l'unico tratto di spiaggia pesare in cui sono ammessi i cani.
La notizia aveva generata parecchia apprensione e in zona, in uno dei periodi ancora caldi per il turismo marittimo cittadino.
La situazione.
Ora che  stato appurato che non si tratta di un ordigno l'emergenza  rientrata.
L'ordinanza da parte della Capitaneria di Porto di Pesaro  stata ritirata.
Non c' alcuna pericolosit. Non  una bomba ma un vecchio motore fuoribordo da imbarcazione, quindi del tutto innocuo per chi si trova in acqua e sulla spiaggia.
Un sospiro di sollievo per l'emergenza rientrata ma anche per il turismo.
Infatti in citt c' ancora movimenti per questa ultima coda di calda estate.
Francesco Pierucci.
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