LA CRISI.
FABRIANO La crisi industriale colpisce anche l'indotto dell'elettrodomestico.
E' il caso dell'azienda V2 Components di Fabriano che ha tra i suoi clienti anche Beko Europe.
L'ultimo caso, esploso ieri, riguarda i dipendenti della fabbrica d Melano.
Nel mirino due mensilit maturate a luglio e agosto: la prima che deve essere ancora erogata ai circa 15 dipendenti dell'azienda dell'indotto attiva nell'incollaggio vetri per i piani cottura.
I lavoratori, infatti, sono ancora in attesa, dal 20 agosto, di ricevere il pagamento della mensilit relativa allo scorso mese di luglio.
Nel frattempo anche la busta paga di agosto, con pagamento fissato per il 20 settembre, potrebbe essere a rischio.
Le preoccupazioni.
Per questo i lavoratori hanno deciso di accendere i riflettori su una piccola realt del Fabrianese che non sta facendo dormire sonni tranquilli a 15 famiglie. "Siamo costretti a portare all'attenzione la grandissima situazione di disagio che stiamo vivendo, a causa del mancato versamento della retribuzione di luglio - spiegano -. Gi con la mensilit di giugno si erano verificati dei ritardi importanti e nonostante le rassicurazioni ricevute, la situazione  ulteriormente peggiorata.
L'aggravante  quella di non avere risposte e le informazioni che a volte ci arrivano, non trovano riscontro nei fatti.
Tutte le azioni possibili sono gi state messe in campo e non ci possiamo recriminare niente.
Noi - scrivono i lavoratori - abbiamo bisogno di sapere quando saremo pagati con assoluta rapidit e certezza.
Non siamo pi disposti a tollerare questa insostenibile situazione e chiediamo all'azienda risposte certe.
Fino ad oggi abbiamo continuato a garantire la produzione e le consegne, per mettere in sicurezza l'impresa che non ci d risposte". Si attende, adesso, una presa di posizione dell'azienda.
Anche i sindacati monitorano e non escludono ulteriori iniziative.
La vertenza della multinazionale Beko tiene tutti col fiato sospeso.
Gli operai della fabbrica di Melano-Marischio hanno proclamato una giornata di sciopero, con assemblea e presidio all'esterno dello stabilimento, per l'8 settembre.
E' stato di agitazione.
Si torner al Ministero delle Imprese, a ben 16 mesi dalla firma dell'accordo, il primo ottobre.
Oggi e domani, intanto, sempre al Mimit, cresce l'attesa per il tavolo che riguarda l'altra grossa vertenza del comprensorio, quella di Electrolux di cui si attende nuovo piano industriale con l'obiettivo di salvare il sito produttivo di Cerreto d'Esi e 170 dipendenti pi l'indotto.
Marco Antonini.
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Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
