LA RISPOSTA.
ANCONA "Stiamo valutando un piano che ci consenta di rimodulare il quantitativo di prestazioni aggiuntive.
Se sar necessario tirare la cingia, la tireremo.
Ma la allenteremo pure laddove necessario". E' questa la sintesi che fa Armando Gozzini, direttore generale dell'Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche, dopo le polemiche per il prossimo taglio delle prestazioni aggiuntive a Torrette, previsto gi da domani.
Una scelta dettata da ragioni di budget, visto che le proiezioni elaborate dall'Azienda mostrerebbero il rischio di uno sforamento del budget annuale entro fine anno qualora si continuasse con il ritmo attuale.
Le previsioni.
"Ma non si tratta di un dato consolidato,  solamente una proiezione e per ora sarebbe soltanto uno sforamento di qualche decina di migliaia di euro", rassicura il direttore Sanitario, Claudio Martini.
Ma se la notizia del taglio alle prestazioni aggiuntive resta confermata, con particolare attenzione ai reparti che finora ne hanno fatto maggiormente uso di questo strumento, dagli uffici di via Conca arrivano comunque delle rassicurazioni. "Sull'attivit chirurgica, possiamo assicurare al 100% che non ci sar nessun impatto", dice Martini.
Proprio i chirurghi erano stati tra i primi ad andare sul piede di guerra, visto che si ventilava una riduzione fino al 20% delle attivit fino al prossimo dicembre. "Domani (oggi per chi legge, ndr) avremo una riunione con loro e li rassicureremo", continua Gozzini.
Qualche disagio potrebbe esserci in altri settori, come quello delle prestazioni sanitarie non urgenti, per quanto l'azienda stia cercando di tamponare il pi possibile.
L'assessore regionale alla Sanit Paolo Calcinaro, a margine di una conferenza stampa ieri al Salesi, ha infatti chiarito: "Non ci devono essere blocchi dell'attivit operatori, quantomeno quella pi importante e urgente". Poi ha aggiunto: "Se c' una prestazione programma che da novembre slitta a gennaio, ci pu anche stare". L'assessore ha confermato la ricostruzione fatta dal Corriere: tra l'aumento del costo orario delle prestazioni dei medici (da 60 a 80 euro all'ora) e l'aumento delle prestazioni necessarie a tagliare le liste d'attesa, il tesoretto a disposizione  facile che si consumi in anticipo.
Le soluzioni.
Come evitare gli impatti? "La linea  quella di assumere man mano pi personale, cos da sgravare l'impegno sulle ore aggiuntive", risponde Gozzini.
L'obiettivo, spiega di nuovo Martini,  arrivare a "non avere pi bisogno delle prestazioni aggiuntive per garantire i servizi". Questo attraverso "copertura di posti vacanti, conferme di contratti in essere e incarichi liberi-professionali", termina Martini.
Certo, ci vorr tempo.
Ecco spiegata la preoccupazione dei medici di Torrette.
Di nuovo, l'Azienda li rassicura.
Gozzini dice: "Stiamo cercando di tenere il bilancio sotto controllo per tenere i costi in linea, oltretutto il superamento del plafond pu essere giustificato per le emergenze". Oppure per servizi che Torrette eroga anche ad altre province, come l'elisoccorso di Fabriano che da solo pesa per 700mila euro all'anno.
Stringere la cinghia, insomma, se necessario.
Ma in maniera selettiva.
Nel caso della Tomoterapia, con un paziente che aveva denunciato al Corriere il taglio delle prestazioni nell'orario mattutino, Gozzini anticipa: "Sull'attivit della radioterapia contiamo di riuscire comunque a mettere un po' di ore aggiuntive laddove servono", cos da garantire un livello di prestazioni paragonabili a quelle del resto dell'anno.
Oppure, "basterebbe l'assunzione di due tecnici per non averne pi bisogno", fa Gozzini.
Per Calcinaro, "il costo del personale non dovrebbe essere tenuto sotto controllo in maniera asfissiante,  un'opportunit per la Sanit e non una spesa".
a. p. g.
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