LA SENTENZA.
FALCONARA Violata la privacy di un agente della municipale, il Comune perde anche in Cassazione: la multa da 10mila euro del Garante era corretta.
A stabilirlo  stata la II sezione civile della Suprema Corte, a cui l'ente si era rivolto per chiedere l'annullamento della decisione.
E ora si ritrova a pagare anche altri 3mila euro di spese legali.
Tutto  iniziato nel 2018 quando era stata inviata a tutti i componenti del Corpo di polizia locale una nota del "Comitato Unico di Garanzia" con allegati il verbale della seduta del Comitato stesso, una lettera anonima con giudizi negativi sull'operato dell'agente in questione e un questionario in cui si chiedeva agli altri colleghi se fossero d'accordo con quei giudizi.
Scoppiato il caso, di cui si interessata anche l'Ugl, il Garante della privacy aveva multato il Comune ritenendo che fossero state violate le norme sul trattamento dei dati personali.
Il Comune ha perso in primo e secondo grado.
Poi ha proposto ricorso anche in Cassazione e pure la Suprema Corte ha stabilito, di fatto, che era stata violata la privacy del vigile.
Multa confermata e spese legali da pagare.
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