IL CONVEGNO.
ANCONA Riflettere sulle nuove strategie di business tra imprese  determinante, come lo  l'utilizzo dell'AI e il tema della sostenibilit sociale, energetica ed ambientale.
E' quanto si sta facendo in questi giorni alla facolt di Economia dell'Universit Politecnica delle Marche, dove  in corso la 42 IMP Conference, appuntamento di riferimento europeo per lo studio delle relazioni tra aziende.
L'Univpm.
Promosso dall'Industrial Marketing and Purchasing Group (IMP) e organizzato dal Dipartimento di Management dell'Univpm, con il patrocinio della Fondazione Universitaria per lo Sviluppo Imprenditoriale, il convegno coinvolge 130 studiosi appartenenti a 53 universit di 17 paesi diversi, prevalentemente del nord e centro Europa, scelti tra i massimi esperti di business marketing. Questa edizione, intitolata guarda in particolare alle grandi sfide che stanno investendo il mondo produttivo.
Intelligenza artificiale, digitalizzazione, sostenibilit ed economia circolare, resilienza delle reti industriali e utilizzo delle risorse sono affrontati per comprendere come questi cambiamenti stanno trasformando il modo di fare impresa. "Oggi nessuna impresa pu raggiungere i propri obiettivi da sola: deve necessariamente confrontarsi con clienti, fornitori, partner e istituzioni spiega Andrea Perna, direttore del Dipartimento di Management . E' questa la prospettiva con cui studiamo le trasformazioni in atto, partendo dai contesti industriali concreti per fornire ai manager strumenti utili a governare la complessit e prendere decisioni efficaci". Il summit  stato aperto marted dal Doctoral Colloquium dedicato a dottorandi e ricercatori, mentre ieri si  svolta la prima delle tre giornate di dibattito scientifico.
Oggi  previsto il Meet the Editors, occasione di confronto con i rappresentanti di alcune delle principali riviste scientifiche del settore e domani si chiude con il pranzo di saluto.
Nel corso delle varie sessioni verranno discussi oltre 100 contributi, tra articoli scientifici e proposte di tesi di dottorato. "Ne usciranno fuori idee, stimoli, modelli, da condividere con i nostri colleghi", dice Perna.
Il fil rouge  il marketing Business to Bussiness (B2B), cio tra aziende.
Che  diverso da quello tra azienda e consumatore finale (B2C). "Le attivit commerciali tra imprese sono molto pi importanti, in termini quantitativi, rispetto a quelle rivolte direttamente al consumatore finale", sottolinea Gian Luca Gregori, presidente della Fondazione Universitaria.
La sfida.
"Il B2B include qualsiasi rapporto economico tra aziende, a partire dagli accordi tra produttori e grande distribuzione - aggiunge Gregori - Per molto tempo le specificit di questo mercato sono state trascurate, applicando in modo inefficace modelli e strumenti propri del business to consumer. Operare nel business to business richiede invece un approccio specifico, fondato sulla fiducia e su relazioni che si costruiscono nel tempo". Gregori evidenzia inoltre come avere imprese strutturate dal punto di vista organizzativo sia fondamentale per richiamare dall'estero i giovani laureati.
Michele Rocchetti.
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Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
