Addio Eugenio Scalfari. Lo ricordiamo con un testo che scrisse per noi: "Femminile nell'anima".

Nel giorno in cui tutta la redazione piange la scomparsa del fondatore, direttore di Repubblica per venti anni, pubblichiamo un articolo che scrisse per "D La Repubblica delle donne" (allora si chiamava cos) nel 1997. Concediamoci qualche minuto per leggere le sue parole.

Si parla con crescente interesse della spiritualit delle donne, anzi della donna considerata come concetto generalizzante dei connotati femminili. Esiste una spiritualit della donna che sia distinta da quella dell'uomo? Se la risposta fosse s, seguirebbe inevitabilmente una seconda domanda: in che cosa consiste quella spiritualit e come si distingue da quella maschile? Infine una terza domanda: le manifestazioni di una tale spiritualit sono in aumento oppure in declino? Il tema, come si vede,  abbastanza appassionante. Ma per poterlo affrontare mi sembra sia anzitutto necessario chiedersi: che cosa si intende per spiritualit? Spesso infatti noi usiamo parole dai molti significati credendo che tutti sappiano e comprendano di che cosa stiamo parlando; ma non  quasi mai cos. Da questo generico approccio lessicale nascono poi una serie infinita di equivoci e di fraintendimenti che rendono inestricabile l'argomento che si voleva analizzare. Perci ripropongo la domanda preliminare: che cosa si intende per spiritualit? La mia risposta  questa: spiritualit indica attivit mentali connesse con la sensibilit e con il modo di sentire e di sentirsi, rappresentazioni del mondo esterno e del nostro prossimo, affetti e passioni che ne derivano, rappresentazione di se stessi, giudizi di valore sul mondo esterno, sugli altri e su noi stessi. Decidiamo di denominare spirituali queste attivit mentali e spiritualit il complesso dei pensieri e dei comportamenti che ad esse si ricollegano. Ed ecco allora la prima domanda: si pu distinguere una spiritualit femminile da una maschile diversamente connotata?

Direi senz'altro di s. Essendo la donna conformata in modi diversi dall'uomo  per me evidente che le sue attivit mentali danno esiti diversi. Desidero tuttavia aggiungere che dividere la spiritualit in due categorie, femminile e maschile,  in qualche modo arbitrario e riduttivo perch la spiritualit  propria di ciascun individuo, donna o uomo che sia, e non pu essere generalizzata se non a prezzo di una semplificazione assai rozza e spesso deviante. Poich nessuna persona  identica ad un'altra non esiste una spiritualit che non sia quella dell'individuo A o B o C.  vero dunque che la donna, avendo connotati di natura diversi dagli uomini, ha una sua specifica spiritualit; ma  del pari vero che esiste la donna A e la B e la C, le cui spiritualit non sono identiche. Ed  altrettanto vero che ci pu essere pi somiglianza e congenialit tra la spiritualit della donna A con quella dell'uomo C piuttosto che tra la donna A e la donna B. Ci detto non nego affatto che si siano nel nostro tempo affermati alcuni valori femminili (spesso condivisi anche da molti uomini) e che quindi si possa procedere al loro esame pur avvertendo il rischio di affidarsi a troppo ampie generalizzazioni. Vorrei fare giustizia di alcuni luoghi comuni assai duri a morire, il primo dei quali  che la donna sia pi emotiva, pi intuitiva, pi passionale dell'uomo mentre quest'ultimo sarebbe pi razionale e disporrebbe di una volont pi ferma e determinata. Da questo luogo comune, che ha resistito perfino alla grande ondata del movimento femminista ed  riemerso quasi intatto nel momento in cui quell'ondata ha dato qualche segnale di riflusso, ne derivano parecchi altri. Per esempio che la donna sia pi prossima alla natura di quanto non lo sia l'uomo; che non si ponga, come invece si pone l'uomo, i problemi del potere; che quindi sia meno competitiva; che abbia meno paura della morte in quanto  attrice di nuova vita. E via andando. Ora io non nego che questi requisiti siano presenti in molte donne, ma certo non in tutte e forse neppure nella maggioranza. E sostengo che i requisiti suddetti siano spesso presenti anche in molti uomini. Non mi sento, per esempio, di affermare che le donne siano pi vicine alla natura. Che cosa si vuole dire: che tra l'uomo maschio e la natura (piante, animali) c' la donna? Una persona a mezza strada? E che cosa si vuol dire affermando che essa  pi istintiva e pi intuitiva? Che percepisce attraverso gli istinti del corpo e non li sottopone al vaglio della mente? Che  sprovvista di autocontrollo? Ci sono certamente donne che rassomigliano a queste tipologie ma anche uomini. Personalmente non credo che siano questi connotati a distinguere le diverse spiritualit dei due sessi e diffido molto dei luoghi comuni che li riassumono. Ci penso della spiritualit femminile, e lo penso con molta convizione,  che il suo vero e profondo connotato sia il sentimento di carit nei confronti del prossimo, assai maggiormente avvertito di quanto non avvenga negli uomini. La donna  pi direttamente vicina e pi facilmente si identifica con la specie cui appartiene e in particolare con gli elementi pi deboli della specie. A differenza l'uomo, anche il pi aperto e disponibile a darsi carico delle sorti del suo prossimo, realizza questa disponibilit attraverso progetti. Ho rifiutato quello che considero un luogo comune e cio la contrapposizione fra la pretesa irrazionalit della donna e la pretesa razionalit dell'uomo; ma sono per convinto che l'uomo ha maggiore capacit di astrazione e minore disponibilit sensitiva. Queste diversit che incidono profondamente su chi ne  portatore (portatrice) emergono soprattutto nei rapporti interpersonali. La spiritualit femminile  intrisa di carit; quella maschile di progettazione. In questo pi diretto e pi sentito rapporto con gli altri si innesta il tema dell'amore: sentimento che mette le sue radici nell'animo femminile come in quello maschile. Ma esso pervade la donna in modo assai pi totalizzante di quanto normalmente avvenga per l'uomo. Alla triade "amore-carit-identificazione con l'altro" che mi sembra pi tipicamente femminile, si pu contrapporre la triade "solidariet-progetto-responsabilit", versione mascolinizzata di valori in qualche modo analoghi. Parlo naturalmente di individui capaci di sublimazione degli istinti e di attivit mentali altamente sviluppate.

Non so rispondere alla terza domanda che io stesso mi sono posta, se cio la spiritualit femminile sia attualmente in aumento o in declino. Per certi aspetti dovrei dire in aumento: man mano che si progredisce nel benessere e nel soddisfacimento dei bisogni primari si libera lo spazio mentale per occuparsi di appagare bisogni di ordine superiore; aumenta, con la libert, la sensibilit e lo stimolo dei sentimenti. Ma  anche vero il contrario: quasi sempre l'accrescimento del benessere induce ad un consumismo ripetitivo e privo di senso, stimola forme di compiacimento di s e di narcisismo che deviano o addirittura deprimono la spiritualit e la nobilt dei sentimenti. L'avarizia di s subentra alla carit, il possesso all'amore, la cupidigia degli appetiti alla generosit degli affetti. Quale di queste due ipotesi prevalga nel nostro tempo storico io non so e credo del resto che nessuno possa realmente valutare e sapere. Spetta a ciascuno di noi, uomini e donne, di scegliere quella strada che pu dare senso ad un vivere che sempre di pi sembra insensato e privo di scopo.