Enrico Letta: Che fortuna poter discutere con lui del futuro dellEuropa, di Romina Marceca.

Il segretario del Pd: "Per me  sempre stato una straordinaria fonte di idee e punti di vista originali".

ROMA. Enrico Letta arriva nella camera ardente in Campidoglio intorno alle 17 e si fa il segno della croce. Resta per qualche minuto in raccoglimento. Poi, il segretario del Pd, ricorda: "Eugenio Scalfari  stata una personalit straordinaria. Ha unito in s tante caratteristiche, e con punte di eccellenza.  stato un attore politico, un osservatore della politica, un uomo di cultura e di pensiero. E, quello che lo ha reso ancora pi famoso,  stato un grandissimo giornalista".

Quando l'ha conosciuto?
"Vent'anni fa, eravamo due generazioni distanti ma da lui ho appreso tanto. Me l'ha presentato il mio maestro, Nino Andreatta, erano grandi amici. In comune avevano la profondit di linguaggio e di pensiero. Per me ogni volta era una specie di abisso anche intellettuale interloquire soprattutto con Scalfari. Dovevo metterci il doppio dell'attenzione perch ricevevo tantissimi codici che dovevo e volevo decifrare".

Nelle vostre conversazioni quale tema affrontavate pi spesso?
"Soprattutto quello dell'Europa. Dai trattati europei, della moneta unica e fino alla costruzione del progetto federale europeo. Per me Scalfari  sempre stato una straordinaria fonte di idee e punti di vista originali".

Eugenio Scalfari  morto nel giorno della presa della Bastiglia e in piena crisi di governo.
"Mi fanno rabbrividire queste tre coincidenze. Il premier Draghi che lascia e Scalfari, l'uomo dei lumi, che va via in una data storica. A maggior ragione la mia dedizione per quel pensiero che lega i lumi, Scalfari e l'impegno riformatore di Draghi, andr avanti".