Giulio Tremonti e quella tavola rotonda a Repubblica che lo port alle dimissioni, di Marco Ruffolo.

Allora consulente fiscale del ministro delle Finanze socialista Rino Formica, Tremonti ad Affari e Finanza propose lidea di tassare in modo presuntivo non i singoli risparmiatori ma le grandi reti di intermediazione. Una ipotesi che gli cost il posto...

La foto risale a poco pi di un trentennio fa ma ritrae un pezzo dItalia che sembra lontano anni luce dai nostri giorni. Repubblica, piazza Indipendenza, fine novembre 1989. Prima che inizi una tavola rotonda sulla tassazione dei Bot, Eugenio Scalfari si intrattiene con Paolo Sylos Labini, uno dei pi grandi economisti italiani e mondiali. Su di loro si fissano gli sguardi del quarantenne Giulio Tremonti, in piedi a braccia conserte, e di Vincenzo Visco, ministro delle Finanze del governo ombra, contraltare che il Pci ha opposto al sesto governo Andreotti. Uno degli ultimi della Prima Repubblica. Immerso nella lettura delle sue carte  invece leconomista Antonio Pedone, tra gli artefici della grande riforma fiscale dei primi anni 70. Gli altri due, giustamente appiattiti sul fondo della foto grandangolare, sono Carlo Clericetti (prezioso custode di questa foto e allora numero due e cofondatore di Affari&Finanza), e il sottoscritto.

Siamo alla vigilia di quel colossale libera tutti che prende il nome di liberalizzazione valutaria. I capitali premono alle frontiere in attesa del magico colpo di pistola, ma gli Stati europei non sono ancora riusciti ad armonizzare i loro sistemi fiscali in modo da scongiurare possibili crisi valutarie. In Italia c chi pensa che occorra abolire la ritenuta secca sugli interessi dei titoli di Stato. Una partita di giro, sostiene Sylos Labini, perch ci costringe ad aumentare i tassi. Giulio Tremonti, allora consulente fiscale del ministro delle Finanze socialista, Rino Formica, ha invece unidea diversa: tassare in modo presuntivo non i singoli risparmiatori ma le grandi reti di intermediazione che raccolgono il risparmio e lo trasferiscono allestero. Alla fine non rinuncia ad una stoccata provocatoria che lascia basiti Sylos Labini e Visco: Le imposte personali sono finite, hanno esaurito la loro funzione. Quando il resoconto della tavola rotonda viene pubblicato, la proposta di Tremonti sui titoli di Stato viene ripresa con grande evidenza da tutti i giornali. Guido Carli, alla guida del Tesoro, non lapprezza affatto. Formica va su tutte le furie e il suo incauto consulente  costretto alle dimissioni.

Un piccolo caso politico, piccolo e tutto sommato insignificante. Ma che illumina il retroterra di unItalia ancora sospesa, certamente preoccupata e indecisa su quale direzione prendere, e tuttavia anche fiduciosa negli scenari che labbattimento del muro di Berlino e la fine della guerra fredda ci potranno regalare. Signori partecipanti  dir qualche mese dopo nelle sue Considerazioni finali il governatore Carlo Azeglio Ciampi  dal nostro ultimo incontro la scena  mondiale  cambiata rapidamente, profondamente: si  aperta la possibilit di edificare un ordine internazionale pi solidamente fondato sul diritto e sulla cooperazione. Certo, il debito pubblico preoccupa ma la crescita  solida e il divario di inflazione con gli altri Paesi si  ridotto. C in tutti, compresi i protagonisti di quel dibattito economico, la sensazione di trovarsi di fronte a un bivio e soprattutto la consapevolezza che non sar possibile tornare indietro una volta imboccata una strada piuttosto che laltra.

La strada porter i nostri protagonisti su lidi sicuramente non prevedibili: Tremonti passer a Forza Italia e guider la politica economica dei governi Berlusconi, contro i quali tuoner con straordinario vigore Paolo Sylos Labini. Visco sar ministro delle Finanze dei governi Prodi e DAlema. Quanto ai dibattiti sui giornali, raramente si vedranno negli anni successivi grandi economisti invitati a tavole rotonde: segno, forse, di una frammentazione del sapere che impedisce di fermarsi a riflettere e ad ascoltare con una certa lentezza (come ci aveva abituato a fare Eugenio Scalfari) quel che hanno da dire gli esperti.

