Iceberg 2. EPPUR SI MUOVE.

Se lidea di progresso  stata storicamente piegata a giustificare paternalismo, dominio coloniale e gerarchie civilizzatrici, congedarsi definitivamente da essa rischia di privare 
la critica di ogni tensione emancipatoria. Lea Ypi invita pertanto a smascherare le appropriazioni ideologiche che ne hanno tradito la promessa, rivendicandone per la necessit teorica e politica. Una prospettiva che trova riscontro sul piano della modernit globale come mostra Giorgio Fazio, il quale evidenzia come lirreversibilit 
 dei guadagni cognitivi e la portata delle sfide sistemiche  
dalla crisi ecologica ai poteri tecnofinanziari  rendano impossibile, persino per la prospettiva postcoloniale, un congedo dal progresso. Sul versante etico, Axel Honneth sostiene la necessit di non abbandonare la prospettiva del progresso morale, proponendo una genealogia autocritica e autotrasformativa capace di superare il radicale scetticismo. Ma ridefinire lavanzamento storico richiede anche di chiarirne il fine ultimo: Adriana Cavarero sposta lattenzione dal mito di un progresso infinito alla definizione del bene collettivo, riabilitando il lessico illuminista di Condorcet fondato su verit, libert e uguaglianza. Infine, 
per andare oltre le trappole della teleologia, Olivia Guaraldo attinge a Hannah Arendt la quale offre una grammatica generativa incardinata sulle categorie di natalit, inizio e pluralit, capaci di pensare il cambiamento 65oltre la dicotomia tra progresso e regresso.
