ICEBERG  1. APORIE.


Lidea di progresso, mito fondativo della modernit occidentale, rivela oggi tutti i suoi limiti teorici e le sue contraddizioni politiche. Amy Allen incrina il racconto trionfalistico della storia dei diritti civili degli afroamericani, elevata a paradigma di un progresso lineare, per mostrare come essa nasconda ferite aperte e contraddizioni insolute che continuano a segnare la societ
contemporanea. La presunta universalit di questo cammino razionale viene ulteriormente decostruita da Marco 
Solinas, che attraverso la lente della critica postcoloniale mostra come la retorica illuministica e civilizzatrice abbia spesso legittimato gerarchie etniche, dispositivi di dominio e forme di paternalismo imperialista. Il superamento di questi limiti richiede di rifiutare una ragione disincarnata e di porsi in ascolto dei vissuti e dei bisogni dei soggetti subalterni. Ma laporia suprema del progresso riguarda il suo stesso fine: Paolo Ercolani ripercorre la parabola che, dalla subordinazione dellessere umano al sacro passando per la proclamazione nietzschiana della morte di Dio, approda oggi alla distopia dei tecnoligarchi. In questo scenario, linseguimento di una presunta superumanit finisce per ribaltare laffrancamento in alienazione, scatenando un Prometeo globale che avanza lungo una traiettoria di sviluppo cieca, slegata dal destino dellessere umano e orientata verso un progresso che rischia di compiersi soltanto attraverso la distruzione dellumanit stessa.

