CULTURA.

Canzoni. Linea gotica. Claudia Durastanti.

Mi chiedevi quale era il mio disco italiano preferito a ventanni, a trenta, a quaranta, e io sempre Linea gotica dei C.S.I. rispondevo, e rispondo ancora.  stato il disco dei miei viaggi nella penisola in senso orizzontale e verticale: il disco delle strade, degli Appennini, delle isole e del mare.  stato il disco del mio viaggio nei Balcani, perch della televisione e dei discorsi a scuola non ricordavo niente, ma arrivando a Srebrenica ho capito che ero stata preparata, che i C.S.I. mi ci avevano portata: e quale consorzio ha potuto incidere cos severamente sulla mia realt, se non il loro? Per me ragazza i Joy Division hanno stabilito una filosofia e la possibilit dellannientamento; i C.S.I. hanno stabilito una visione politica e il turbamento del ricordo. Eppure non andr a nessuna delle prime date del loro nuovo tour, n forse alle altre: dei C.S.I. mi restano la grazia e il terrore di unomelia che non  una predica fine a se stessa. Un valore sacro che si traduce in un sentimento popolare, collettivo. E, quasi sicuramente, sar cos anche dal vivo. Il mio  solo spavento, voglia di non perdere qualcosa. Unidea pulita su cosa significa musicare la storia e la memoria, in queste brutte giornate di dibattito sul woke che in Italia non c mai stato, in cui mi verrebbe da dire che il monito originale del movimento statunitense  stay woke, resta sveglio, qualcosa che descrive unazione e un esercizio, una prassi e non solo una sensibilit. Pi o meno come quelloccorre essere attenti, per essere padroni di se stessi / occorre essere attenti in Linea gotica. 