VISTI DAGLI ALTRI.

SOCIET. Il mito italiano della villeggiatura.
Jamie Mackay, The Guardian, Regno Unito.


Le vacanze lunghe dovrebbero essere un diritto garantito a tutti. La pausa ad agosto si diffuse negli anni sessanta, grazie a dei sindacati forti.

Sulla riviera di ponente, incastrata tra le scintillanti localit balneari della costa ligure, c la piana di Albenga. La zona si  sviluppata ai tempi del boom economico diventando una localit di vacanze per i lavoratori in fuga dallo smog delle citt industriali, come Milano e Torino. Mentre gran parte del litorale oggi  occupato da stabilimenti balneari di lusso, in questo angolo di riviera le famiglie si riuniscono ancora allombra degli eucalipti per giocare a carte, fare picnic e sonnecchiare al canto delle cicale. Sono gli irriducibili estimatori della villeggiatura, la mitica pausa estiva italiana che durava un mese. Le sue origini risalgono al rinascimento, quando i nobili lasciavano i palazzi in citt e si rifugiavano per settimane in lussuose ville di campagna. Nel novecento la classe media e quella operaia trasformarono un privilegio aristocratico in un rito di massa. Negli anni sessanta milioni di italiani consideravano la lunga pausa estiva un diritto fondamentale.

Uno scenario da cartolina innegabilmente nostalgico, ma le dinamiche politiche che lhanno reso possibile meritano di essere analizzate, soprattutto in unepoca di superlavoro. Furono i sindacati, un tempo molto potenti, a lottare per questo diritto, assicurando ai lavoratori ferie pagate tra le pi lunghe dEuropa. Le forze del capitale furono costrette ad adattarsi. Aziende come la Fiat e lOlivetti chiusero per gran parte di agosto incoraggiando i dipendenti a trasferirsi durante lestate, finanziando colonie in montagna e al mare per i lavoratori e i loro figli. Anche lo stato contribu, con biglietti ferroviari scontati e programmi che consentivano a tutte le famiglie di andare in vacanza. In Europa esistevano programmi simili, ma la versione italiana aveva un elemento unico: la collaborazione tra sindacati, aziende e stato. Unintesa che ha regalato allItalia un rituale ancora oggi radicato nella cultura nazionale.

Naturalmente c sempre stato qualcuno pronto a criticare la pausa dagosto, considerandola una manifestazione della pigrizia degli europei del sud, chiedendosi come fosse possibile che un intero paese si fermasse per settimane. Eppure la villeggiatura ha avuto una sua logica economica: negli anni sessanta la produttivit dellItalia cresceva in media del 4-6 per cento, pi di quella degli Stati Uniti. La produzione industriale era solida, il ricambio dei lavoratori era stabile e la disoccupazione urbana raggiunse i minimi storici. Sono passati decenni, ma oggi i dati dellOcse indicano che a orari di lavoro pi lunghi corrispondono produttivit decrescenti, confermando una verit che per molti italiani era ovvia: il riposo rafforza leconomia, non la danneggia.

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Lavoratori sempre pi esausti.

In ogni caso la vera filosofia alla base della villeggiatura non riguarda tanto le valutazioni economiche, quanto il benessere umano. NellItalia di oggi, in cui il lavoro precario produce uninsicurezza cronica, i lavoratori sopportano orari lunghi e irregolari per gran parte dellanno, accontentandosi di vacanze brevi e costose. La villeggiatura offre un modello alternativo: al posto di Airbnb ci si affida a case di famiglia, invece delle visite ai luoghi dinteresse si privilegiano le giornate al mare e il riposo. Rituali semplici come condividere in spiaggia un pezzo di focaccia e di anguria con parenti e amici sostituiscono men degustazione e cocktail costosissimi. Un modo ideale di trascorrere lestate che, per, sempre meno persone possono permettersi. Gi negli anni novanta la durata media delle ferie si era ridotta a 13 giorni a causa della deregolamentazione del mercato del lavoro. Adesso  di appena sei giorni. Nel 2025 il 35,7 per cento degli italiani (dati Eurostat) ha risposto di non potersi permettere nemmeno una breve vacanza. Il concetto di villeggiatura  stato preso in ostaggio dai marchi di lusso: il gruppo alberghiero Belmond ha pubblicato un libro fotografico, che costa 120 dollari, intitolato Villeggiatura, appropriandosi di un termine per promuovere alberghi, come lo Splendido di Portofino, dove una camera pu costare varie migliaia di euro a notte.

Gli italiani, per, non hanno del tutto rinunciato al loro rituale. Luoghi come Albenga restano destinazioni molto popolari per le lunghe ferie dagosto. Lo stesso vale per i lidi della riviera romagnola dove, nonostante la diffusione dei beach club esclusivi, esistono ancora soluzioni accessibili. La associazioni per la tutela del patrimonio culturale stanno cercando di ridare vita alle vecchie strutture aziendali per le vacanze dei dipendenti, come il villaggio dellEni di Broca Cadore, in provincia di Belluno, o la colonia balneare della Olivetti a Marina di Massa. Oggi sopravvivono anche alcuni residui dellassistenza statale, come i finanziamenti per consentire ai bambini delle famiglie dei dipendenti pubblici con redditi bassi di frequentare i centri estivi.

Tuttavia  innegabile che oggi la villeggiatura abbia un peso economico infinitamente maggiore rispetto al passato. Molti italiani scelgono destinazioni lontane dalle coste, dove i prezzi sono contenuti. Altri gestiscono al meglio i benefici aziendali, sempre pi ridotti, accorpando i pochi giorni di ferie. Il fatto che cos tante persone combattano per mantenere in vita una vecchia tradizione, ci fa capire quanto questa sia importante per gli italiani.

Villeggiatura non vuol dire solo prendersi una vacanza, ma anche sottrarre la vita alla logica totalizzante del mercato. In unepoca in cui i lavoratori di tutta Europa sono sempre pi esausti, isolati e sopraffatti dal costo della vita, lidea di ferie lunghe e rilassanti  affascinante. La nostalgia degli anni sessanta centra poco: il vero senso della villeggiatura  una fede coraggiosa nella necessit di riposare. Uno stile di vita pi lento e salutare dovrebbe essere un diritto fondamentale, che con un po di volont politica potrebbe tornare a essere accessibile a tutti.