VISTI DAGLI ALTRI.

AMBIENTE. Lultimo fiume selvaggio delle Alpi.
Sofia Turati, Earth Island Journal, Stati Uniti.

L'autrice Sofia Turati  una giornalista specializzata in inchieste e reportage su conflitti ambientali, giustizia climatica e diritti umani. Collabora con Al Jazeera, Dialogue Earth e altre testate internazionali.


 Il fiume Tagliamento allaltezza del ponte di Cimano (Udine), ottobre 2025
Per spegnere i grandi incendi delle ultime settimane in Carnia,  stata usata anche lacqua del Tagliamento. Si tratta di un ecosistema unico, che rischia di essere stravolto.

A pi di settantanni Alessandro Cirani si muove con lagilit di uno stambecco tra le sporgenze rocciose che sovrastano la Stretta di Pinzano, in provincia di Pordenone. Siamo nel punto meno ampio del fiume Tagliamento, che quasi scompare prima di riemergere su un letto di sabbia e ghiaia, scintillando in uninfinit di sfumature di blu. Ciriani da bambino nuotava e giocava in queste acque.  stato solo qualche decennio dopo che ha capito appieno limportanza di questo ecosistema.

Il Tagliamento si estende per 178 chilometri dalle Alpi Carniche, vicino al confine tra Italia e Austria, fino allAdriatico settentrionale, a nordest di Venezia.  uno degli ultimi fiumi dEuropa che conserva il suo corso naturale. In un tratto del suo alveo lungo 50 chilometri, lacqua turchese scorre in canali che si ramificano come vasi sanguigni e si riformano a ogni piena.

Una rete cos dinamica di canali e sedimenti  fondamentale per la sopravvivenza di diverse specie e un tempo caratterizzava la maggior parte dei fiumi alpini. Oggi questo ecosistema  scomparso quasi ovunque, tranne che qui.

Le cose, per, presto potrebbero cambiare. Nel 2024 la regione del Friuli Venezia Giulia ha approvato un progetto per la costruzione di una diga da 200 milioni di euro sul Tagliamento, tra Dignano e Spilimbergo, circa a met del corso del fiume e poco pi a valle rispetto alla Stretta di Pinzano. La barriera orizzontale, detta anche traversa, rientra nel Piano di gestione del rischio di alluvioni (Pgra) e dovrebbe rallentare il flusso del fiume durante le piene, in modo da ridurre i danni a valle.

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Metodi basati sulla natura
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Questa proposta, per, va contro un recente regolamento dellUnione europea sul ripristino della natura, e inoltre ignora una serie di studi scientifici che dimostrano che ci sono metodi pi efficaci per ridurre le inondazioni, basati sulla natura. Scienziati e residenti si stanno mobilitando per difendere il fiume e tutto ci che sostiene. Se fosse costruita una diga, la struttura dinamica del fiume, con le sue ramificazioni, sarebbe gravemente compromessa, spiega Ciriani, uno dei molti abitanti della zona che hanno organizzato proteste, petizioni ed eventi per attirare lattenzione sul destino del Tagliamento.

Siamo una terra multietnica, di confine, un crocevia dove per secoli si sono incontrati i popoli germanici, slavi e latini, continua Cirani. Il suo paese natale, Pinzano, era una linea del fronte durante la prima guerra mondiale e teatro di scontri tra forze nazifasciste e partigiane durante la seconda. Qui fino agli anni novanta cera il confine ultimo tra il blocco occidentale e quello sovietico, era considerata una periferia che nessuno aveva bisogno di attraversare, dice. Questo isolamento ha contribuito a preservare il carattere naturale del nostro territorio e non abbiamo alcuna intenzione di rinunciarci.


Lalveo del Tagliamento trasporta i sedimenti e i detriti legnosi formando un mosaico di habitat per specie acquatiche, anfibie e terrestri. In queste acque nuotano due specie di lampreda e altre trenta di pesci, di cui molte endemiche. Qui cresce una grande variet di piante alpine e mediterranee, comprese 40 specie di orchidee selvatiche. Inoltre il fiume ricarica le grandi falde acquifere sotterranee della regione, perch lacqua dolce filtra attraverso i depositi ghiaiosi e alluvionali, che sono altamente permeabili. Il Tagliamento scorre in gran parte sottoterra e alimenta il vasto serbatoio idrico sotterraneo della fertile pianura friulana, spiega Klement Tockner, direttore generale dellIstituto Senckenberg per il clima e la biodiversit, con sede e Francoforte, in Germania. Una traversa rischierebbe di provocare un accumulo dei sedimenti a monte, compromettendo linfiltrazione verticale e lintero ecosistema del fiume.

Tockner, che studia il Tagliamento da decenni, lo considera il fiume pi prezioso delle Alpi. Ha insistito sulla sua unicit in una ricerca del 2023, sottolineando che quasi tutti i grandi fiumi alpini sono stati modificati allinizio del novecento, soprattutto nei tratti pi meandriformi (con ampie curve o anse su un terreno pianeggiante). Una recente indagine sui grandi fiumi austriaci ha riscontrato che solo l1 per cento delle aree a canali intrecciati, come quelle del Tagliamento,  rimasto intatto. Tockner  uno degli oltre ottocento scienziati internazionali ad aver sottoscritto un appello, avvertendo che la barriera proposta danneggerebbe un ecosistema unico.

Secondo gli esperti, il progetto violerebbe diverse norme europee: la direttiva quadro sulle acque, introdotta per impedire il deterioramento dello stato dei corpi idrici dellUnione europea; la direttiva uccelli e la direttiva habitat, per la protezione della flora e della fauna, e il regolamento sul ripristino della natura. Questultimo, adottato nellagosto 2024,  una pietra miliare della strategia dellUnione per la biodiversit e ha segnato un cambiamento radicale nella sua politica ambientale, affermando che la protezione da sola non basta, ma deve essere abbinata al recupero degli ambienti degradati.

La strategia si sofferma in modo particolare sulla rimozione di barriere obsolete o non funzionali, e sul ripristino delle condizioni di corso libero dei fiumi lungo almeno 25mila chilometri entro il 2030, per migliorare i collegamenti, sostenere la popolazione ittica, assorbire carbonio e rafforzare la resistenza sia alle siccit sia alle alluvioni. Laggiunta di barriere  chiaramente in contrasto con le leggi europee. Se non riusciamo a proteggere gli ultimi fiumi a corso libero, i tentativi di rigenerare gli ecosistemi compromessi rischiano di diventare inutili, avverte Tockner.


Negli ultimi anni lEuropa ha fatto progressi importanti nella rimozione delle dighe, in alcuni casi prima ancora dellintroduzione della nuova norma. Secondo il movimento europeo Dam removal Europe, dal 2020 sono state tolte 9.680 barriere fluviali in tutto il territorio. Tuttavia in Italia ci sono stati solo cinque interventi e tutti lungo il fiume Giovenco, in Abruzzo.

Intanto alcuni progetti per la costruzione di dighe, tra cui quella sul Tagliamento, hanno subto unaccelerazione. Non  un caso: lItalia non ha mai sostenuto il regolamento sul ripristino della natura e durante liter parlamentare si  opposta, con Ungheria, Paesi Bassi, Polonia, Finlandia e Svezia. I singoli stati hanno tempo fino a settembre per presentare i loro piani nazionali di ripristino, ma lorientamento del governo italiano non sembra essere cambiato.

In Italia manca la spinta simbolica ed economica che c in altri paesi, per cui togliere le dighe pu per esempio permettere il ritorno dei salmoni . Ma il ritardo del nostro paese va al di l di questo,  una questione culturale. Lidea che va per la maggiore  ancora quella che costruire di pi significa pi sicurezza, afferma Giuliano Trentini, presidente del Centro italiano per la riqualificazione fluviale (Cirf).

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Favorevoli alla diga.

Non  la prima volta che le autorit regionali propongono di costruire barriere lungo il Tagliamento. Gi negli anni settanta era stata valutata la possibilit di realizzare una diga in un punto di restringimento del fiume nei pressi della stretta di Pinzano. Da allora sono stati presi in considerazione diversi progetti di prevenzione del rischio idrogeologico. Chi sostiene questi interventi sottolinea il rischio elevato di alluvioni nella bassa friulana, una zona ritenuta estremamente vulnerabile dallIstituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra). In ogni caso, i progetti sono stati sempre accantonati per le proteste della popolazione.

Tuttavia le comunit a valle sono favorevoli al progetto della diga. Il fiume sfocia nellAdriatico vicino ad alcune delle localit turistiche pi frequentate del Norditalia, tra cui Bibione e Lignano Sabbiadoro, che ospitano milioni di visitatori ogni anno e che secondo le autorit locali avrebbero bisogno di protezione dalle alluvioni.

A Latisana, vicino al delta, il Tagliamento scorre tra argini di cemento costruiti per proteggere il centro abitato, che negli anni sessanta fu colpito da gravi inondazioni. Abbiamo bisogno di opere infrastrutturali importanti realizzate a monte per garantire la nostra sicurezza. Non ci interessa dove e come, vogliamo solo che il progetto vada avanti. Aspettiamo da sessantanni, spiega Sandro Vignotto, consigliere comunale di Latisana.

Oggi linfrastruttura auspicata da Vignotto  molto vicina alla realt. Nel 2024 il ministero dellambiente e della sicurezza energetica italiano ha destinato 30 milioni di euro alla costruzione della barriera sul Tagliamento, definita un progetto strategico per la protezione delle inondazioni a valle. Tuttavia diversi esperti sottolineano che al momento  impossibile garantire una protezione totale dalle inondazioni, soprattutto considerando che il progetto proposto  stato pensato per la cosiddetta piena centenaria modulata su quelle avvenute in passato, mentre il cambiamento climatico produrr eventi sempre pi estremi e frequenti. Inoltre ci sono diverse prove scientifiche secondo cui le soluzioni basate sul rispetto della natura, come lampliamento degli alvei e il ripristino delle pianure alluvionali, sono non solo pi efficaci nel contenimento delle piene, ma anche vantaggiose per la biodiversit e linfiltrazione nelle falde acquifere.

Il Centro italiano per la riqualificazione fluviale ha fatto uno studio sulle possibili alternative e in primavera lo ha sottoposto alla giunta del Friuli Venezia Giulia. Tra le proposte ci sono le inondazioni controllate e naturali di alcune porzioni di terreno.

Le autorit regionali e nazionali non potranno pi dire che costruire  lunica opzione.  la prima volta in Italia che uno studio approfondito sulle alternative basate sulla natura viene portato sul tavolo di discussione, speriamo che non sia ignorato, afferma Trentini.

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Si privilegia lingegneria.
Secondo Tockner bisognerebbe concentrarsi sulle soluzioni integrate, come lallargamento di un tratto del Tagliamento nei pressi di Cornino, a monte rispetto al luogo dove dovrebbe sorgere la barriera, e laumento in quel punto della ritenzione idrica naturale. Si potrebbe ottenere una mitigazione del rischio idrogeologico, migliorando le condizioni ecologiche anzich peggiorarle. La tutela della natura e la protezione dalle inondazioni non sono due concetti in conflitto tra loro, spiega il ricercatore.

Giosu Cuccurullo, consigliere comunale di San Michele al Tagliamento, sulla sponda opposta rispetto a Latisana, e responsabile della riserva naturale della Val Grande a Bibione,  sensibile alle esigenze delle comunit, ma sostiene che non devono pregiudicare la tutela dellambiente. Sono convinto che la sicurezza dei cittadini vada garantita, ma voglio soluzioni che abbiano basi scientifiche, spiega.

Per il momento, nonostante gli allarmi lanciati dagli esperti, la giunta del Friuli Venezia Giulia sta seguendo una strada che privilegia lingegneria. Secondo Francesco Franz, che fa parte del comitato Tagliamento libero, chi lavora nel settore turistico vicino al delta del fiume sta spingendo per la costruzione di dighe e barriere a monte.

Tutto questo succede sullo sfondo di un crescente movimento internazionale per i diritti della natura, che ha ottenuto il riconoscimento di personalit giuridica per diversi fiumi, dal Canada alla Colombia (questo status implica che un fiume abbia dei diritti, possa essere rappresentato in tribunale da tutori e le sue lesioni possano essere perseguite legalmente come violazione di un diritto proprio, non solo come danno a terzi). Nel 2022 la laguna spagnola di Mar Menor, a forte rischio di collasso ecosistemico,  stata la prima entit naturale in Europa a ottenere questo diritto, poi  toccato al fiume Wye, nel Regno Unito. La personalit giuridica, per,  stata concessa solo dopo un degrado significativo.

Non possiamo pi considerarci separati dalla natura n imporre la nostra centralit di esseri umani sugli ecosistemi. Il Tagliamento deve rivendicare il suo diritto di esistere e scorrere liberamente, afferma Sabina Candusso, antropologa e rappresentante per il Tagliamento alla Confluence of european water bodies, una rete interdisciplinare che promuove i diritti legali, culturali e politici degli ecosistemi acquatici.

Per Candusso si tratta anche di una questione personale. Come Ciriani, che da bambino giocava nel fiume, anche lei ha un legame profondo con il Tagliamento fin dallinfanzia e continua ad andarci partendo dalla sua casa a San Daniele del Friuli. Il Tagliamento scorre dentro di me da quando sono nata, dice Candusso. Mia madre mi racconta che appena tornata dallospedale non smettevo pi di piangere. Lei mi port a passeggiare lungo le rive del fiume , l magicamente smisi di strillare. Oggi vengo qui a camminare in inverno, a nuotare.  il mio luogo del cuore. 

