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SIRIA. La difficile integrazione dei curdi in Siria.
Hlne Sallon, Le Monde, Francia.


Lo stato siriano ha recuperato il controllo delle strutture civili e militari dei curdi siriani. Il sogno dellautonomia del Rojava si  infranto, ma una convivenza pacifica  ancora possibile.

La tomba di Bercem Berxbotan, in fondo al cimitero dei martiri di Kobane,  ornata di fiori. Il combattente delle forze antiterrorismo curde  caduto al fronte a 23 anni lo scorso gennaio, nei pressi della citt curda di 50mila abitanti nel nord della Siria, in uno scontro con le forze governative siriane. La salma  stata ritrovata solo a luglio in un obitorio del nordest, dove lavevano portata i commilitoni. Ho girato tre obitori per ritrovarlo, dice sua madre, Basse Qassem. Molti corpi sono ancora l. E molti giovani di Kobane sono dispersi. Tutti i nostri figli sono combattenti.

La salma di Berxbotan si aggiunge a quelle di migliaia di giovani uomini e donne di Kobane che hanno dato la vita per il Rojava, la patria dei curdi in Siria, in pi di dieci anni di guerre: contro il gruppo Stato islamico, contro la Turchia e i suoi alleati siriani, infine contro le forze del presidente siriano ad interim Ahmed al Sharaa.

Il loro sogno di autonomia  finito con la perdita dei territori che i curdi controllavano nel nord e nel nordest della Siria e con la firma, il 30 gennaio, di un accordo per integrare nello stato siriano le Forze democratiche siriane (Fds, unalleanza guidata dalle milizie curde) e lAmministrazione autonoma della Siria del nordest (il nome ufficiale del territorio noto come Rojava). Il 20 agosto il generale Mazloum Abdi, capo delle Fds, ha annunciato che questa fase  stata completata

Mentre si continuano a ritrovare i morti e i dispersi dovuti alla guerra, a Kobane, di nuovo annessa alla provincia di Aleppo dal punto di vista amministrativo, i combattenti delle Fds della citt sono entrati in una delle tre brigate curde in fase di integrazione nel ministero della difesa.

La brigata di Kobane non ha ancora una base ma gli stipendi stanno gi arrivando. Il problema si pone per le 400-500 soldate di Kobane, perch le donne non sono accettate nel ministero della difesa. Lo stato propone di integrarle nel ministero dellinterno. Ma loro hanno rifiutato, spiega Amin Saleh, responsabile della sicurezza interna di Kobane (che in arabo si chiama Ayn al Arab), un curdo di 45 anni che ha prestato servizio nelle Asayish (le forze interne curde) a Raqqa fino alla fine della guerra.

La sicurezza della citt curda  stata affidata alle Asayish; un terzo dei suoi componenti  gi stato integrato in unit congiunte della polizia della provincia di Aleppo. Non ricevono ancora gli stipendi dallo stato, quindi se ne fa carico lamministrazione autonoma. Alla fine di questo processo, saranno incorporati circa 1.500-1.700 di loro, tra cui 150 donne, aggiunge Saleh.  lui a guidarne lintegrazione insieme a Majd Eddin al Sheikh (detto Abu Omar), capo della sicurezza della regione di Kobane. Che precisa: Stiamo preparando una nuova struttura. Non penso di farci entrare persone esterne alla citt. Il lavoro sar svolto pi efficacemente da chi conosce la popolazione. Forse invieremo elementi di Kobane in missione in altre citt.

Una delle questioni centrali  il destino delluniversit di Kobane.

Arabo, 36 anni e originario di Aleppo, Al Sheykh si  guadagnato la reputazione di uomo del dialogo. Durante la guerra civile, tra il 2011 e il 2024, ha combattuto allinterno del gruppo jihadista Fronte al Nusra, poi con Hayat tahrir al Sham (Hts), guidato da Al Sharaa. Alla caduta del dittatore Bashar al Assad nel dicembre 2024 ha ricevuto il compito di occuparsi della questione curda. Ha partecipato ai negoziati con le Fds, poi alle battaglie, trattando la resa delle trib arabe e dei combattenti delle Fds insieme al fratello Jihad al Sheikh, alto funzionario dellHts che si occupa della questione tribale.

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Un incontro fortunato.

A Kobane il successo dellintegrazione deve molto allincontro tra Amin Saleh e Majd Eddin al Sheikh. Abbiamo discusso con grande sincerit delle sfide che potevamo avere di fronte. Eravamo sulla stessa lunghezza donda, racconta Saleh. Questo ex studente di letteratura francese alluniversit di Aleppo, che ha partecipato alla rivoluzione, dice di voler costruire un paese e un futuro migliori per tutti i siriani, nel rispetto dei diritti fondamentali dei curdi.

Amin Saleh  una persona molto razionale, che comprende i problemi del territorio. C una grande fiducia tra di noi. Ha il senso di appartenenza alla Siria, cosa rara tra le Fds, dice Al Sheikh. Ma subisce pressioni. Alcuni quadri turchi del Partito dei lavoratori del Kurdistan sono ancora a Kobane e ostacolano il processo di integrazione, aggiunge riferendosi al Pkk, organizzazione politica curda da cui derivano le Fds e il Partito dellunione democratica siriana, Pyd.

I due uomini si sono impegnati a risolvere le controversie tra abitanti arabi e curdi e tra lamministrazione curda e lo stato siriano. Cerano cos tanti martiri, ostaggi, prigionieri e violazioni compiute dal ministero della difesa che il minimo problema sarebbe potuto degenerare. Quando gli abbiamo segnalato le denunce degli abitanti curdi, Abu Omar  sempre intervenuto rapidamente, riconosce Saleh, usando il nome di battaglia del suo interlocutore.

La questione dei prigionieri rimane delicata: Alcune famiglie chiedono la liberazione dei loro parenti. Ci sono ancora 160 prigionieri e pi di mille dispersi, alcuni da anni. Al Sheikh aggiunge: Ho ricevuto dagli abitanti di Kobane una lista di trenta dispersi. Il ministero dellinterno sta indagando su questi casi.


Al Sheikh si  anche impegnato ad accogliere le rimostranze dei villaggi arabi circostanti, come Shuyukh. Negli anni la maggioranza degli abitanti  stata sfollata e la met delle infrastrutture e delle case  andata distrutta. Abbiamo sminato le strade e le abitazioni e chiuso i tunnel, in modo che potessero rientrare. Gli abbiamo fatto capire che il problema derivava dalle Fds e non dalla popolazione curda, dice. Resta ancora da risolvere il problema dei 200mila curdi di Manbij, Jarablus, Tal Abyad e Raqqa rifugiati a Kobane, le cui case sono state confiscate o sono occupate dagli abitanti dei villaggi arabi.

Lintegrazione amministrativa della citt di Kobane e della sua regione si preannuncia daltra parte molto pi lunga. Abbiamo avviato il processo in vari dipartimenti della citt e della regione. Ma lo stato non ha ancora stanziato i fondi per il funzionamento dei servizi, quindi lamministrazione autonoma continua a dare il suo contributo, spiega Anwar Muslim, avvocato curdo di cinquantanni, ex oppositore del regime di Assad e oggi vicepresidente della regione. Parla di differenze di vedute. Per esempio, abbiamo ottenuto che gli incarichi siano assegnati a persone del luogo, ma vogliono ridurre il numero dei dipendenti. Noi chiediamo che i circa 10-15mila funzionari della regione siano integrati nello stato, sostiene.

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I figli della citt.

La nomina di Muslim, dirigente del Pyd e tra i fondatori dellAmministrazione autonoma del nordest,  stata annunciata insieme a quella del sindaco Muhammad Muhammad, esponente della coalizione rivale del Consiglio nazionale curdo, dopo il polverone suscitato dalla nomina di Ibrahim al Muslim a presidente della regione. Rettore delluniversit di Jarablus, un curdo che non ha mai vissuto a Kobane, Al Muslim  percepito come uno straniero. Il governatore di Aleppo lha nominato senza consultarmi e senza lasciarmi preparare il terreno.  stato un errore, ma scegliere lui  stata la soluzione giusta. Bisognava trovare qualcuno che non avesse combattuto nelle Fds e che fosse accettato dagli arabi della regione, sostiene Al Sheikh. Quelli che vogliono dirigere la citt sono i figli della citt. Cerchiamo di fare in modo che tutti i curdi siano rappresentati, promette.

Ci richieder molto tatto in una citt dove sono presenti tutte le sensibilit politiche, in particolare gli antichi rivali del Pyd e del Consiglio nazionale curdo. I vecchi rancori sono ancora accesi, tanto pi che le Fds e il Pyd sono accusati dai loro critici di monopolizzare le cariche politiche e amministrative. Ma ci sono anche appelli allunit intorno a rivendicazioni comuni, come la decentralizzazione dello stato siriano e la gestione curda delle zone a maggioranza curda, o linserimento dei diritti dei curdi (lingua, istruzione e cultura) allinterno della nuova costituzione.

Una delle questioni centrali  il destino delluniversit di Kobane, costruita nel 2017 alla periferia della citt. Su 1.250 studenti le donne sono la maggioranza, segno di una citt trasformata dallesilio, dallarruolamento e dalla morte di molti giovani uomini. Linsegnamento  principalmente in curdo. Il ministero dellistruzione non ha ancora mandato una delegazione per preparare lintegrazione.  possibile che ci chiederanno di insegnare in arabo. I professori si rifiuteranno di farlo, perch  nostro diritto studiare nella nostra lingua nazionale, il curdo, afferma la copresidente delluniversit, Rezna Ibrahim.

Nellistruzione primaria e secondaria ci sono stati alcuni segnali positivi. Linsegnamento impartito dallamministrazione autonoma  confermato fino al 2027. Poi un programma nazionale unificato per tutta la Siria consentir di insegnare il curdo nelle zone curde. Gli attestati e i diplomi rilasciati dallamministrazione autonoma saranno riconosciuti. Speriamo nel riconoscimento dei nostri titoli di laurea. Temo per che elimineranno la gineologia dallinsegnamento universitario, perch vogliono controllare le donne, afferma Golistan Gebi, ventanni, una delle trenta studenti di scienze della donna e della vita, materia teorizzata dal leader del Pkk Abdullah calan.

Devono riconoscere la nostra lingua, il curdo, e il nostro diritto a studiare in curdo alluniversit, conferma Ojalan Sydo, studente in scienze delleducazione di 26 anni che ammette di parlare un arabo stentato. A causa dellautonomia delle regioni curde durante la guerra civile, il livello di arabo dei bambini curdi si  molto abbassato. Sydo non  mai uscito da Kobane, dice di aver paura dei soprusi ai posti di blocco e addirittura di essere rapito.

Uno dei test del processo dintegrazione nel nuovo stato sar secondo lui il mantenimento di Kobane come nome ufficiale della citt. Il nostro diritto pi importante  che il nome della citt rappresenti la nostra identit. Si chiama Kobane e non Ayn al Arab, rivendica Sydo. I rappresentanti dello stato, compreso il presidente, usano Kobane nei loro discorsi ma nei documenti ufficiali la citt compare con il suo nome arabo. Il nome della citt  Kobane e quello della regione  Ayn al Arab, taglia corto Al Sheikh, promettendo che questo dettaglio amministrativo sar presto modificato dal nuovo parlamento. 