EDITORIALI.

La guerra di Israele ai giornalisti.
Le Monde, Francia.

 unespressione carica di significato. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu definisce ottavo fronte  oltre a quelli aperti a Gaza, in Libano, in Iran, in Siria, in Yemen, in Cisgiordania o in Iraq  la guerra dellinformazione. Possiamo sintetizzare cos: linformazione indipendente  elevata al rango di nemico, e chi la incarna  i giornalisti  diventano degli obiettivi. Dallinizio della risposta allattacco terroristico di Hamas del 7 ottobre 2023, secondo il Comitato di protezione dei giornalisti, pi di duecento reporter palestinesi sono stati uccisi dallesercito israeliano. Mai prima dora un conflitto era stato cos letale per la stampa.

Lattacco allospedale Nasser di Khan Yunis il 25 agosto 2025 ha provocato una grande commozione: lesercito israeliano aveva preso di mira una telecamera sul tetto dellospedale, sostenendo che fosse di Hamas, cosa non vera; in modo deliberato aveva scelto di colpire lo stesso obiettivo pochi minuti dopo, uccidendo i soccorritori e i giornalisti arrivati per aiutare i colleghi. Un doppio colpo come quelli dei peggiori regimi militari. Ventidue persone sono state uccise, tra cui cinque giornalisti. La testimonianza di un soldato israeliano raccolta da alcuni mezzi dinformazione internazionali e dallong Breaking silence dimostrano che lesercito ha poi mentito per tentare di dissimulare la gravit di quanto accaduto. Dodici mesi dopo lesercito si accontenta di rispondere che c uninchiesta in corso.

I giornalisti non sono i soli ad aver pagato un tributo pesante in questo conflitto segnato dalla morte di pi di 73mila palestinesi e dalla distruzione, su una scala pressoch inimmaginabile, di un territorio dove vivono in condizioni disumane pi di due milioni di persone. Anche il personale sanitario, gli operatori umanitari, le donne e i bambini sono stati uccisi in massa. Colpendo i mezzi dinformazione, per, lesercito e il governo israeliano cercano di rendere invisibile tutto il resto, la devastazione, i crimini di guerra e la volont di annientare questo popolo.

Gli attacchi contro i giornalisti palestinesi sono accompagnati da un blocco completo imposto dopo il 7 ottobre per impedire ai loro colleghi stranieri di entrare nella Striscia, anche se questa non  sotto la sovranit israeliana. Una situazione scandalosa, che non ha giustificazioni: il contesto  cambiato dopo il cessate il fuoco e la liberazione degli ultimi ostaggi da parte di Hamas. Questo deve finire.