Vatileaks, gli scandali e i processi: la lotta di Francesco per ripulire la curia, di Andrea Gualtieri.

da "LA REPUBBLICA" 23 aprile 2025.

Vatileaks, gli scandali e i processi: la lotta di Francesco per ripulire la curia
Il conclave gli ha consegnato un mandato forte, Ratzinger gli ha affidato la scatola con le carte sui corvi in Curia. Bergoglio ha creato ruoli e organismi di controllo, ha rafforzato il tribunale vaticano. Ma a finire alla sbarra sono stati i suoi fedelissimi.

CITT DEL VATICANO  In principio era una scatola bianca, trasposizione vaticana del mitologico vaso di Pandora. Apparve nel primo incontro a Castel Gandolfo tra Benedetto 16esimo e Francesco: era il 23 marzo 2013, dieci giorni dopo la fumata bianca della Cappella Sistina. Nellimmagine, storica e suggestiva, i due pontefici erano seduti in una stanza che ora, per volere di Bergoglio,  aperta al pubblico con gli arredi di quel pomeriggio: la poltrona del papa tedesco, il divanetto del papa argentino e un tavolino. La scatola ovviamente non  esposta.

L dentro erano raccolti i documenti della commissione istituita da Ratzinger per indagare sulla fuga di notizie dalla Santa Sede. Cera di mezzo una vera e propria cricca. Cera chi manovrava, chi raggirava, racconter Francesco anni dopo, spiegando che uno degli obiettivi dei cospiratori era Pietro Parolin: Volevano impedire la sua nomina a segretario di Stato.


Il clima in Vaticano era cos, nei giorni tumultuosi che hanno portato Jorge Mario Bergoglio sulla cattedra di San Pietro: plumbeo, come il cielo di quel marzo 2013. La curia romana era nella bufera, i cardinali arrivati dal resto del mondo si facevano portavoce dellindignazione delle periferie ecclesiastiche, i media erano scatenati. Cera la sensazione diffusa che ripulire limmagine dei sacri palazzi sarebbe stata impresa improba. Tanto da accogliere come profetica la scena che vide, poco dopo il conclave, lattacco di un corvo alle colombe liberate allAngelus dal nuovo pontefice.

In effetti, nonostante la ventata fresca di un vescovo di Roma venuto quasi dalla fine del mondo, il cielo dOltretevere ha continuato a essere infestato. Con un corredo di scandali che ha oscurato le persone scelte direttamente da Bergoglio, persino i pi fidati, in una snervante sequenza di indiscrezioni, denunce. E processi: cos tanti che  stato necessario rimpolpare lo striminzito tribunale della Santa Sede e affidarlo a un magistrato come Giuseppe Pignatone, reduce da esperienze in prima linea in procure come Roma e Reggio Calabria.

Si parte subito male. Tra le prime nomine di papa Bergoglio ci sono la lobbista Francesca Immacolata Chaouqui e monsignor Lucio Angel Vallejo Balda: coinvolti nella riforma delle finanze, a luglio 2015 finiscono agli arresti e poi a giudizio con laccusa di aver divulgato documenti riservati. Si accendono riflettori su udienze con sottofondo di intercettazioni imbarazzanti, arrivano le condanne, sia pur lievi. Balda scompare dalle scene, Chaouqui riapparir pi avanti.


Intanto irrompono nelle cronache altri personaggi, altri veleni. Nel 2017 il vescovo Gustavo Zanchetta  costretto a lasciare la diocesi in Argentina travolto dalle polemiche: Francesco lo ospita in Vaticano nella sua stessa residenza di Santa Marta e lo nomina assessore dellApsa, lamministrazione del patrimonio vaticano, ma poi emerge uninchiesta in patria per molestie sessuali e il presule viene condannato. Abusi fisici e psicologici vengono contestati da una ventina di suore anche al mosaicista Marko Ivan Rupnik, gesuita come Bergoglio e suo amico personale: i reati vengono giudicati prescritti dallex SantUffizio ma il cardinale Sean OMalley, per rispetto delle vittime, chiede ai dicasteri della curia romana di evitare almeno di esporre le sue opere, gettonatissime durante il pontificato di Bergoglio.

Sesso, ma anche soldi e potere. Tutto quello che Francesco sperava di scacciare dal Vaticano. Nel 2015 Libero Milone viene nominato dal Papa nellinedito ruolo di revisore dei conti, con lincarico di fare pulizia nella gestione economica: la sua esperienza finisce in modo burrascoso dopo appena due anni. Dimissionario, nella versione ufficiale. Obbligato a ritirarsi, secondo la causa da lui intentata contro la segreteria di Stato con una richiesta di risarcimento da 9 milioni, poi rigettata dal tribunale della Santa Sede. Anche in questo caso, con un corollario di accuse reciproche di complotti e spionaggio. E, sullo sfondo, il dualismo tra i poteri forti dei palazzi vaticani.

Il Papa dallinizio ha un suo progetto, lancia il C9, consiglio dei 9 cardinali per riformare la curia. Ma anche l si infilano fango e inchieste: Francisco Javier Errazuriz Ossa viene accusato di aver coperto lenorme scandalo degli abusi commessi dal clero cileno sui minori. Poi esplode il caso di George Pell: nel 2013 viene chiamato a Roma da Sydney per riorganizzare leconomia vaticana, entra nel C9, ma quattro anni dopo viene accusato di pedofilia e processato in Australia, resta imprigionato oltre 400 giorni prima di essere del tutto scagionato. Muore nel 2023, riabilitato ma devastato e ormai fuori dai giochi.


La sua vicenda incrocia quella di Angelo Becciu, numero due della segreteria di Stato, poi cardinale: il Papa si fida di lui,  spesso suo ospite a pranzo e l gli vengono presentati sacerdoti, alcuni dei quali finiscono col rivestire ruoli di primissimo piano, come il parroco Angelo De Donatis che diventer vicario di Roma. Becciu e Pell non si sopportano, arrivano ai ferri corti, dissentono sulle rispettive gestioni della segreteria di Stato e di quella per lEconomia. Quando arriva il processo a Pell, laustraliano accusa in unintervista litaliano: Sappiamo che del denaro  andato dal Vaticano verso il mio Paese, due milioni e 230 mila dollari, il cardinale Becciu pu spiegare perch?. Laltro risponde indignato con una lettera aperta, Bergoglio vede volare gli stracci in pubblico. Ma nel frattempo anche Becciu  finito nella polvere. Si trova coinvolto in uninchiesta sullutilizzo dei fondi vaticani che in realt  trina: riguarda la compravendita di un palazzo di Londra, gli stanziamenti a una cooperativa sarda gestita da suo fratello e i soldi assicurati alla consulente Cecilia Marogna per la liberazione di una suora rapita in Mali.

Le indagini scuotono lo Stato pontificio, trapela uno scomposto ordine di servizio interno che rivela la sospensione di un altro monsignore, poi assolto, e di quattro dirigenti laici dellauthority di vigilanza finanziaria: Bergoglio si indigna per la gogna mediatica, la fuga di notizie costa il posto al capo della gendarmeria. Becciu invece viene sospeso dal cardinalato con una decisione senza precedenti da parte di Francesco, anche se poi il Papa va a celebrare con lui il gioved santo e lo riammette a partecipare ai concistori. Arriva il processo davanti al tribunale della Santa Sede, in primo grado il presule  condannato per peculato: cinque anni e sei mesi. Nelle udienze riappare Francesca Chaouqui, avrebbe tentato di imbeccare monsignor Alberto Perlasca, laccusatore del cardinale. E cos tutto torna dovera iniziato. Ma la scatola bianca del 2013 non basta pi a contenere gli scandali.