Safran Foer: Grazie a Francesco abbiamo aperto gli occhi anche sul dolore degli altri, di Sara Scarafia.

da "LA REPUBBLICA" del 23 aprile 2025.

Lo scrittore a Roma voleva incontrare di nuovo il papa che, racconta, gi una volta mi aveva cambiato la vita. Da ebreo gli sono riconoscente.

Domenica scorsa, il giorno di Pasqua, era in piazza San Pietro con le figlie di due anni e mezzo e nove mesi. Jonathan Safran Foer, lo scrittore newyorchese di libri amatissimi come Ogni cosa  illuminata e Molto forte, incredibilmente vicino, racconta linsofferenza delle bambine. Faceva caldo, erano stanche, innervosite. E io continuavo a dire: Dobbiamo solo aspettare la fine.  quello il momento importante. E poi, poche ore dopo, lui  morto.

Foer vive a Roma da qualche mese, si fermer fino a giugno. E mentre passeggia per Testaccio in una giornata che finalmente sa di primavera, non nasconde la grande ammirazione per papa Francesco. Lo ha incontrato una volta, nel 2023, quando il pontefice present ad alcuni intellettuali lenciclica sul clima Laudate Deum. Ma confessa che la settimana scorsa ha passato ore a scrivergli una lunga lettera. Volevo proporgli unintervista per realizzare un libro sulla morte, sullesperienza del morire che credo sia qualcosa che tutti temiamo, in modi diversi.

Sabato andr ai funerali e ragionando da ebreo sulla figura di un leader che, dice, gli ha donato una nuova prospettiva sulle cose, affronta anche il tema spinoso della guerra in Medio Oriente, con una parte della comunit ebraica che non ha accettato laccostamento della parola genocidio alla pioggia di bombe su Gaza.

Che papa  stato Francesco?

Aveva unabilit davvero unica, la capacit di offrire un conforto che sembrava autentico. Non ero daccordo con tutto ci che diceva, ma penso che quello che lui ci chiedeva era di lasciarci disturbare, di vedere le cose per come sono realmente. La stranezza  che questo disturbo in realt porta conforto. Essere scossi da quanto  sconvolgente il mondo ti fa stare meglio, perch smetti di raccontarti bugie.  stato papa in anni incredibili: lavanzata delle destre nel mondo, Donald Trump, i social. Mentre stavamo velocemente sprofondando verso il peggio, lui ci diceva che non dovevamo essere per forza religiosi per credere nellanimo umano; mentre in America lunico credo diventava il capitalismo spinto al massimo, ci mostrava che ci sono valori pi importanti di quelli secolari.

Siamo pi soli adesso?

S. Temo per lAmerica. Chi resta? Obama? Da quando non  pi presidente ha firmato un accordo milionario con Netflix e ha fatto un podcast con Bruce Springsteen. Non esprimo un giudizio, ma non  quello di cui abbiamo bisogno.

Trump sar ai funerali.

Penso sia un bene che lui che non ha rispetto di nulla, lui che non  andato allinaugurazione della presidenza Biden, venga a Roma pur sapendo cosa pensava il papa delle sue politiche.


La posizione di Francesco su Gaza  ha chiesto di verificare se non fosse in corso un genocidio  ha ferito una parte della comunit ebraica.

 un peccato perdersi in un dibattito semantico. Capisco perch qualcuno possa voler discutere sulla parola, lo capisco davvero. Ma non  questo il punto. C una quantit intollerabile di sofferenza e non importa se pensi che non ci fosse altra via o se pensi che ce ne fossero molte. Non importa se sei un sopravvissuto allOlocausto o se sei un palestinese.  facile guardare alla sofferenza quando non ti mette in discussione.  molto pi difficile guardarla in faccia quando ti sfida, ti interroga. E credo che uno dei ruoli dei leader  soprattutto dei leader spirituali  sia proprio questo: sfidarci. Chiederci di guardare, di non distogliere lo sguardo, proprio quando ci costa di pi farlo. Dobbiamo partire da un presupposto: un bambino morto  un bambino morto. Dobbiamo guardarlo e non voltare la testa altrove.

Crede che abbia fatto abbastanza contro lantisemitismo?

Lantisemitismo  qualcosa che  molto facile minimizzare, ma anche molto facile esagerare.  possibile essere fortemente critici nei confronti di Israele senza essere antisemiti. E quando il nostro riflesso automatico  accusare di antisemitismo, allora stiamo smarrendo la strada. Penso che il papa abbia fatto davvero molto, anzi pi di qualunque altro pontefice nella storia, per combattere lantisemitismo e per parlarne apertamente. Per questo, da ebreo, mi sono sentito profondamente grato.

Lei lo ha incontrato una volta, nel 2023: che ricordo conserva?

Un ricordo potente. Non sapevo come comportarmi naturalmente, se ci fosse unetichetta. Allora ho chiesto alla persona che ci accompagnava cosa dovessi fare. E lui mi ha detto: Sii normale, lui  normale. Quando  entrato nella stanza tutti, anche quelli che lo conoscevano, sono rimasti impressionati dal carisma. Con me cera mia figlia che allora aveva un anno. Foer mostra sul cellulare la foto del pontefice che tende la mano sulla bambina. Mi ha detto: Dobbiamo prenderci cura del mondo per lei.

Qual  la sua speranza per il nuovo papa?

Ho scritto una piccola riflessione per il Vaticano dopo la morte di Francesco. E iniziavo dicendo che la maggior parte delle persone cammina sulla terra, ma alcune lasciano impronte che altri possono seguire. Il mio augurio  che il nuovo papa segua le orme di Francesco.  stato un modello: non imponeva un modo giusto di essere, lo incarnava.