Papa Francesco, lossimoro di quel corpo immobile, di Antonio Spadaro.

da "LA REPUBBLICA" di gioved 24 aprile 2025.

Bergoglio fermo non lo si era mai visto. Ed  inevitabile, guardando la sua salma fatta pietra, ricordarlo in azione, nella sua piena capacit di torsione, nel suo squilibrio.

Scorre ordinata la fila dei fedeli nella basilica di San Pietro, e si apre allesterno nella piazza. A guardarla dallalto, dalle camere dei media vaticani, la fila avanza e si muove vivace e lenta, senza sosta. Sono gli sguardi a protendersi verso un parallelepipedo di legno. L c il corpo di Francesco vestito di una casula rossa con la mitria bianca e le mani incrociate in un rosario, una un po sollevata rispetto allaltra.

Non ha voluto la semplice ma solenne casa del Palazzo apostolico per vivere, e non ha voluto il catafalco per morire. Ha stabilito che le esequie del Romano Pontefice devono essere simili a quelle di un discepolo di Cristo, e non quelle di un potente di questo mondo.

Ma la destrutturazione dei codici del potere era iniziata il 13 marzo del 2013, quando dalla loggia delle benedizioni di San Pietro si era affacciato un nuovo Papa, bianco, tutto bianco, senza niente di rosso, colore tradizionalmente imperiale ed espressione della imitatio imperii del vescovo di Roma, di cui il Constitutum Constantini costituisce la giustificazione e la sanzione giuridica. Il Papa smette di essere lultimo imperatore. Il suo rosso adesso significa solamente la passione di Cristo, il sangue da lui versato e il fuoco dello Spirito Santo. Il mistero, non il potere.

E da ieri (mercoled 23 aprile) lo abbiamo visto cos, su una bara semplice, appena sollevata da terra e inclinata. Se il giorno di Pasqua per lultima volta la papamobile lo ha portato tra i fedeli, ora sono i fedeli che attraversano la piazza per dare lestremo saluto.

Francesco immobile non lo si era mai visto. Francesco rigido  un ossimoro che appare nel brusio della fila sotto gli occhi di chi passa e si ferma pochi istanti. Ma resta inevitabile, guardando il suo corpo fatto pietra, ricordarlo in azione, nella sua piena capacit di torsione, nel suo squilibrio.

Ricordo che a Rio de Janeiro passava in papamobile verso un incontro con i giovani quando vide che aveva appena oltrepassato lo spazio della sala stampa. Non rinunci a inarcarsi a destra fino a perdere lequilibrio pur di salutare tendendosi. E quante volte le sue mani si sono protese verso quelle slanciate dei fedeli, spesso attento a non franare sulle prime file delle sedie a rotelle dei malati?

Una volta, in Ecuador, la corsia era troppo stretta e Francesco passava accompagnato dalle mani dei fedeli che da ambo i lati lo toccavano, e dunque lo spingevano. E lui procedeva imperterrito come uno Charlot pur di non sottrarsi al tatto.

Perch  proprio il tatto il senso che pi richiamava il corpo paterno di Francesco che la gente ha sempre amato abbracciare distinto, il contatto con la sua maschilit risolta. Ed  il tatto il senso al quale mai lui ha voluto rinunciare per comunicare con i non vedenti, toccando e facendosi toccare il volto.

Il superamento del limite in lui sconfinava con la goffaggine, la sua eleganza mai coincideva con la rigidit, il suo corpo eccedeva per difficolt deambulatorie, ma era proprio questa eccedenza la cifra della sua postura, la laicit del suo riferimento alla Trascendenza.

Che non fosse mai trascuratezza lo testimoniava il leggero profumo di antica acqua di colonia che lo ha sempre accompagnato. E questo ha turbato i fautori dellimmagine ieratica del potere, del sacro, della distanza, del gradino. Ti piace la mia nuova sedia gestatoria?, mi disse prima di entrare in unudienza.

Lironica fierezza del bolide che certificava una nuova debolezza fisica  diventata una cifra di prossimit, ancora pi che la sua monovolume tra le berline. E Francesco ha appreso una nuova plasticit, quella del corpo fermo, sollevato a braccia dai suoi assistenti, un corpo che sapeva farsi prendere, del quale non aveva il controllo. Lui, che non permetteva a nessuno di fargli da portaborse. E poi il suo bastone dappoggio, quello con impugnatura curva e puntale antiscivolo, gli ha dato un ritmo lento, unandatura a fiamma.

Agostino Paravicini Bagliani insegna che Il corpo del Papa  come recita il titolo del suo saggio  costituisce un dispositivo simbolico attraverso cui pensare la messa in scena del sacro. Lo capiamo adesso, quando il corpo di Francesco ha assunto una innaturale rigidit, quanto egli abbia visto nella tenerezza plastica del corpo umano la pi elevata rappresentazione del divino, la cifra del suo stesso ministero.

