LA SUA VISIONE IN UN MONDO SMARRITO, di Vincenzo Paglia,  Arcivescovo, Presidente della Pontificia accademia per la vita e gran cancelliere del Pontificio istituto Giovanni Paolo secondo.

da "IL MATTINO"  22 aprile 2025.

Con la morte di Papa Francesco scompare una figura di riferimento per credenti e non credenti, direi un "padre dei popoli", una persona che aveva una visione e ha vissuto per realizzarla.
E' la visione di cui manchiamo.
Ci sentiamo un po' orfani.
In un mondo di soli, non importa se soli individualmente o soli come popoli o peggio come una massa di persone scartate dalla maggioranza.
Papa Francesco non ha voluto mai abbandonare nessuno.
Per questo siamo pi soli, come abbandonati, smarriti, con un senso di vuoto difficilmente colmabile.
Tutti, appunto, credenti e non credenti.
Ho verificato spesso, nei viaggi che ho compiuto in America Latina, nella penisola arabica, in Asia, quanto papa Francesco fosse un punto di riferimento importante.
Un faro in un mondo smarrito.
E' cominciato tutto da quel viaggio nel luglio 2013 a Lampedusa, il cimitero del Mediterraneo. L le speranze di vita migliore di tanti nostri fratelli e sorelle hanno trovato la morte e la disillusione.
E che dire di quel marzo 2020, in Piazza San Pietro, vuota, nella preghiera per la fine della pandemia? Il Covid del mondo intero era riversato sulle spalle di Papa Francesco, in quell'incedere lento sulla scalinata, fino al sagrato, fino alla preghiera davanti a Crocifisso, sotto la pioggia.
Non era una preghiera soltanto per alcuni, magari per i cristiani, non, era per il mondo intero, una preghiera universale come lui pensa la fraternit. E cos  stata considerata, da tutti.
Il Papa che aveva una visione del futuro.
Una visione chiara, espressa da gesti e da documenti.
I gesti: li abbiamo detti.
Aggiungiamo la firma della Dichiarazione di Abu Dhabi per la fraternit universale.
E aggiungiamo la preghiera nella grande moschea nel viaggio in Indonesia.
Gesti significativi, poco compresi addirittura dal mondo cattolico che invece di interrogarsi talora si  anche diviso nel criticare, senza capire fino in fondo il messaggio del Pontificato.
Un unico messaggio: di fronte alla crisi climatica dobbiamo riscoprire il messaggio di Dio ed il Progetto di Dio sulla Creazione sul mondo.
Dominare la terra non vuol dire soggiogarla e sfruttarla a nostro piacimento.
Dare all'umanit la facolt di dare un nome agli animali ed alle piante vuol dire attribuire all'umanit una responsabilit per tutta la Creazione.
La responsabilit di prendersi cura del creato, perch non abbiamo un altro pianeta e non abbiamo un futuro senza questo nostro unico pianeta.
Ma ancora di pi. Papa Francesco solo il giorno prima di morire  stato in mezzo alle persone, in mezzo ai fedeli, radicato dentro la sua Chiesa e radicato dentro l'umanit. E' il Papa dell'Enciclica Fratelli Tutti: il documento che ci dice: non abbiate paura.
La Terza Guerra Mondiale "a pezzi" non potr distruggere la Fraternit universale, che  voluta da Dio e sar pi forte dei conflitti.
Come indica il Giubileo della Speranza che stiamo vivendo.
La speranza  la virt pi forte di ogni tentativo di spegnerla.
La speranza  pi forte della guerra, del dissidio, della tentazione e della divisione.
La speranza cristiana  fondata su una promessa di risurrezione,  la parola viva e sempre presente del Vangelo.
Ed  incredibile provvidenziale che sia morto nella coincidenza con la Pasqua di risurrezione.
Per questo oggi piangiamo certamente la fine della vita terrena di un Papa che ha indicato un messaggio per tutto il mondo.
Allo stesso tempo, sappiamo che il messaggio del Vangelo continua a dire al mondo, un papa dopo l'altro, che la vita non finisce.
