Papa Francesco, pietra d'inciampo in occidente.

da "IL FATTO QUOTIDIANO" 22 aprile 2025

Vorrei che tornassimo a sperare e a avere fiducia negli altri, anche in chi non ci  vicino o proviene da terre lontane con usi, modi di vivere, idee, costumi diversi da quelli a noi pi familiari, poich siamo tutti figli di Dio.
Vorrei che tornassimo a sperare che la pace  possibile. Lo ha detto Papa Francesco il giorno di Pasqua, gi agonizzante, nell'Urbi et Orbi letto in sua vece dall'arcivescovo Rovelli.
Non  la prima volta che invoca la pace, ma forse intuisce che questa  l'ultima.
E come sempre da pi di tre anni denuncia la frenesia che sta accecando le menti dei governi europei, primi fra tutti quelli dell'Unione europea: Nessuna pace  possibile senza un vero disarmo.
L'esigenza che ogni popolo ha di provvedere alla propria difesa non pu trasformarsi in una corsa generale al riarmo.
Apparentemente  meno impetuoso di altre volte  forse qualcuno in Vaticano ha smussato il testo  ma il suo pensiero si precisa: perch la pace sia possibile occorre che si eviti il riarmo e che al tempo stesso la politica cambi natura, che i governi e i popoli imparino a convivere con terre lontane e usi, modi di vivere, idee, costumi diversi da quelli a noi pi familiari. La coesistenza con popoli e regimi diversi si chiama multipolarismo: un sistema internazionale che metta fine al predominio del cosiddetto Occidente collettivo a guida Usa, che si comporta come vincitore della guerra fredda e continua mentalmente e materialmente a confezionare guerre di civilt, sempre a difesa dei modi di vivere a noi familiari, della nostra way of life.
Per il Vaticano, che nonostante l'universalismo cattolico si  quasi sempre identificato con l'Occidente, l'idea di una pace basata sulla coesistenza pacifica tra potenze di natura diversa non  la normalit. Ha fatto apparizione con Bergoglio, e non poteva che venire da un Pontefice venuto in Europa da un altro continente.
Non  detto che il successore far propria l'idea rivoluzionaria che Bergoglio si  fatto della pace, e che la svilupper con la stessa intensit. Il clima nel mondo sta cambiando e non  un cambiamento favorevole alle idee di Papa Francesco.
L'Europa soprattutto sta cambiando.
Pi Washington si disimpegna  un disimpegno accentuato da Trump  pi gli europei si riarmano, e si ripromettono di dar vita a un'alleanza militare contro la Russia.
Europa e Nato non sono pi entit distinte.
Sono un'entit unica, detta atlantica solo perch compreremo in Usa armi, connessioni internet e gas liquefatto.
Papa Bergoglio ha visto quel che sta accadendo e ripetutamente ha negato il proprio consenso.
E' stato una pietra d'inciampo, un po' come Benedetto XV che definiva inutile strage la Prima guerra mondiale.
D'altronde il presente ha tante somiglianze con lo scivolamento europeo nel conflitto seminale del 1914-'18.
Prima sulla guerra in Ucraina, poi sull'offensiva israeliana a Gaza e in Cisgiordania  dopo il massacro del 7 ottobre a opera di Hamas  il Pontefice ha pronunciato parole mai ascoltate, e tuttavia molto potenti per la traccia lasciata nella vita delle singole persone.
E' la potenza disarmata della vita che ha evocato nel suo ultimo messaggio Urbi et Orbi.
E' cos che per le classi dominanti  in politica, nei media occidentali, in Israele  Francesco  diventato Papa scomodo e pi volte scandaloso (Ges non cessa di scandalizzare, nei Vangeli). Sconcertare e denunciare sono stati al centro della sua missione durante le guerre in Ucraina e Palestina, e ogni volta il suo agire scandaloso consisteva nell'andare alle radici dei conflitti, nel dar loro nomi sempre pi precisi.
Poco pi di due mesi dopo l'invasione russa dell'Ucraina, il Pontefice getta una luce di verit sulla genealogia della guerra:  stato l'abbaiare della Nato alla porta della Russia, che ha indotto il capo del Cremlino a reagire male e a scatenare il conflitto. Un'ira (russa) che non so dire se sia stata provocata, ma facilitata forse s.
Anche sull'efferata vendetta israeliana per il massacro di Hamas il Papa si  pronunciato con durezza, pur ricorrendo a formule dubitative.
Nel libro La speranza non delude mai ha scritto: A detta di alcuni esperti, ci che sta accadendo a Gaza ha le caratteristiche di un genocidio.
Bisognerebbe indagare con attenzione per determinare se s'inquadra nella definizione tecnica formulata da giuristi e organismi internazionali. Nel novembre 2024 accolse una delegazione di Palestinesi di Gaza. Il Papa ha riconosciuto che viviamo un genocidio, ha dichiarato Shrine Halil, cristiana di Betlemme, citando altre parole che aveva udito: Siamo andati oltre le guerre.
Questo non  guerreggiare, questo  terrorismo.
Dice il Corriere della Sera che Francesco passer nella storia ed era dentro lo spirito del tempo. Il commento quasi si appropria della sua persona, come si fa spesso con i morti amati dai popoli: troppo amato forse, perch la rivolta di Francesco contro establishment e lite... porta con s il rischio del populismo. E' il verdetto dei benpensanti in quest'Europa che, a furia di abbaiare, perde il senno, smussa le pietre d'inciampo.
Bergoglio passer alla storia, certo, ma  assai dubbio che fosse dentro lo spirito del tempo.

