Cala il sipario sul pontificato pi mediatico della storia della Chiesa cattolica.

da "IL FATTO QUOTIDIANO" 22 aprile 2025.

Eletto il 13 marzo 2013, papa Francesco ha avuto il timone della bimillenaria istituzione ecclesiale per dodici anni.
Ma qual  l'eredit di Bergoglio? 

E' innegabile che Francesco, con il suo stile smart, ha cambiato irreversibilmente il modo di fare il papa.
Chi prender la guida della Chiesa subito dopo di lui dovr inevitabilmente confrontarsi con la statura di questo pontefice argentino e gesuita.
Un papa che non scompare con la sua morte.
Un vescovo di Roma amato e odiato dentro e fuori la Curia romana, dentro e fuori la stretta geografia cattolica.
Molto pi amato fuori che dentro il cerchio, a tratti opprimente, dei credenti osservanti.
Un pontefice riformatore con l'ansia di rendere le sue riforme irreversibili, soprattutto quelle economiche e quelle contro la piaga abominevole della pedofilia del clero e il pluridecennale insabbiamento da parte delle gerarchie ecclesiastiche.
Ma anche quella della Curia romana che ha impegnato gran parte del suo pontificato e che ha visto la luce con la promulgazione della costituzione apostolica Praedicate Evangelium.
Lascia il governo della Chiesa con due donne al vertice delle istituzioni vaticane: suor Simona Brambilla, prefetto del Dicastero per gli istituti di vita consacrata e le societ di vita apostolica, e suor Raffaella Petrini, presidente del Governatorato dello Stato della Citt del Vaticano.
Ma anche con due capidicastero laici: Paolo Ruffini, prefetto del Dicastero per la comunicazione, e Maximino Caballero Ledo, prefetto della Segreteria per l'economia.
La prima grande riforma di Francesco, per,  lo stile.
Un pontefice che alza il telefono e chiama direttamente il suo interlocutore, dagli inquilini della Casa Bianca e del Cremlino alla mamma che ha perso un figlio.
Telefonate quotidiane e informali per un uomo che non ha voluto mai sconnettersi dal mondo reale, rifiutando di vivere nell'appartamento pontificio nella terza loggia del Palazzo Apostolico, preferendovi la suite 201 al secondo piano di Casa Santa Marta.
Rifiutando anche la residenza estiva dei pontefici, Castel Gandolfo, le vacanze nei mesi pi caldi dell'anno, le auto lussuose, la mozzetta e le scarpe rosse, l'anello e la croce pettorale d'oro. Come vorrei una Chiesa povera e per i poveri!: la bussola del suo pontificato.
Una Chiesa dalle porte aperte, in uscita, dove tutti possano sentirsi a casa: L'atteggiamento di Dio si pu dire in tre parole: vicinanza, compassione e tenerezza.
Dio che si fa vicino per accompagnarci, tenero, e per perdonarci. Una Chiesa senza alcuna barriera, senza dogane: Amici, vorrei essere chiaro con voi, che siete allergici alle falsit e alle parole vuote: nella Chiesa c' spazio per tutti, per tutti! Nessuno  inutile, nessuno  superfluo, c' spazio per tutti.
Cos come siamo, tutti.
Ma anche una Chiesa che non diventa pruriginosa sulla vita sessuale dei suoi fedeli: Il piacere sessuale, che  un dono di Dio,  minato dalla pornografia: soddisfacimento senza relazione che pu generare forme di dipendenza.
Dobbiamo difendere l'amore, l'amore del cuore, della mente, del corpo, amore puro nel donarsi uno all'altro.
E questa  la bellezza del rapporto sessuale. Con un monito ai confessori che indagano sulla vita privata: Per favore, fratelli, perdonate tutto, perdonate sempre, senza mettere il dito troppo nelle coscienze; lasciate che la gente dica le sue cose e voi ricevete questo come Ges, con la carezza del vostro sguardo, con il silenzio della vostra comprensione.
Per favore, il sacramento della confessione non  per torturare, ma  per dare pace.



