QUESTA ECONOMIA UCCIDE: LEREDIT ECONOMICA DI PAPA FRANCESCO SECONDO STEFANO ZAMAGNI, di Alessandro Stella.

da "FAMIGLIA CRISTIANA" del 23 aprile 2025.

Lex presidente della Pontificia accademia delle scienze sociali traccia un bilancio della dottrina sociale ed economica dellultimo pontificato: dal rifiuto del capitalismo selvaggio alla proposta di uneconomia integrale fondata su giustizia, sostenibilit e bene comune. Uneredit rivoluzionaria che ha messo in crisi lunilateralismo globale e le logiche di mercato dominate dal profitto.
Questa economia capitalistica uccide  una delle frasi pi forti utilizzate da papa Francesco nel corso del suo mandato. Sullaspetto socio-economico il compianto Santo Padre non si  mai tirato indietro e ha posto i temi del lavoro e delleconomia al centro del suo pontificato, pi di quanto abbia fatto ogni suo predecessore. Laffermato economista nonch ex presidente (su decisione dello stesso Bergoglio) della Pontificia accademia delle scienze sociali, Stefano Zamagni illustra i punti fondamentali della dottrina economica gestita sotto lultimo papato. I papi precedenti hanno vissuto l'ultima fase della modernit. Francesco ha operato nella post-modernit. La differenza  enorme. La dottrina sociale della Chiesa fino a poco tempo fa si limitava a segnalare gli errori commessi e cercava di lenire le disgrazie di vita degli ultimi. Questo papato  passato oltre. Francesco  intervenuto sulle cause generatrici delle ingiustizie per poi porvi rimedio. Ha sempre deciso di intervenire sulle cause e non solo sulle conseguenze, spiega il professore.

Lenciclica del 2015 Laudato Sii, la seconda scritta da Papa Francesco,  forse il primo e pi importante documento dellultimo Pontefice in tema di dottrina economica. Da qui parte il ragionamento sulla differenza tra economia di mercato ed economia di mercato capitalistica". Basta infatti una parola per far assumere ai due concetti un valore ben diverso. Laudato Sii  un'enciclica con proposte e soluzioni concrete. Non c solo la richiesta di essere tutti fratelli. Il Papa diceva di essere a favore delleconomia di mercato, ma non appunto di questa economia di mercato che uccide. Leconomia di mercato semplice  stata pensata dai francescani tra il 1300 e il 1400 e questo Francesco lo sapeva bene. Ed  diversa da quella capitalistica, divenuta tale nel 1600. La semplice economia di mercato ha come fine il bene comune. Il capitalismo no, sicuramente ha generato buoni risultati ma ha creato tanti altri problemi. Ha portato disuguaglianza, ha distrutto l'ambiente e creato il paradosso della felicit, chiarisce Zamagni.

Strettamente collegato a questo discorso c anche quello sul cosiddetto trilemma della sostenibilit. Papa Francesco negli ultimi dieci anni ha infatti sempre sottolineato limportanza di uneconomia ecologica non solo basata sul piano ambientale. E spesso non sono mancate le ingiuste accuse nei suoi confronti di essere marxista. Ma di materialistico o di marxista nella dottrina sociale del Pontefice non c' nulla. la stella polare  sempre stata la dottrina sociale della Chiesa dei suoi predecessori, a cominciare da papa Leone XIII e la Rerum Novarum. Il Pontefice  andato avanti per la sua strada e ha sempre insistito sulla creazione di uneconomia etica, uneconomia del cammino. Il Papa dice che deve esserci anche uneconomia integrale. Vale a dire il considerare allo stesso modo la sostenibilit ambientale, sociale ed economica. Se si punta solo a quella ambientale la situazione si aggrava. Il Papa ha sempre cercato di risolvere questo trilemma e ha lanciato questa idea per primo. Secondo leredit di Francesco sul tema, la solidariet e laspetto sociale vanno messi in primo piano o quantomeno non trascurati. Gli scienziati, ad esempio, che spesso sono dei geni assoluti, pensano solo a come non inquinare e non si pongono dubbi sul resto, prosegue leconomista.

Poi Zamagni sottolinea come il Papa abbia di fondo enfatizzato limportanza di un approccio multilaterale nelle questioni della politica mondiale. E ci  sempre andato contro lunilateralismo dei grandi Paesi come gli Stati Uniti. Dobbiamo considerare che il modello di organizzazione mondiale formatosi alla fine della Seconda guerra mondiale  stato trasformato. Il vecchio modello unilaterale vedeva gli Usa che dominavano il mondo. Oggi ci non  possibile e il Papa lo sapeva. Negli ultimi anni si  affermato il Global South. Linsieme di almeno 11 Stati tra paesi del Terzo mondo e in via di sviluppo. Il Sud Globale rappresenta il 60% della popolazione mondiale. A capo ci sono Cina, India e Sud Africa, osserva Zamagni. Nel mondo attuale serve un modello con pi centri decisionali. Trump sta cercando di riprendersi lunilateralismo. I Dazi, per fare lesempio pi noto, ovviamente sono un errore. Trump lo sa, ma lo fa apposta. Lobiettivo del presidente americano  politico e non economico. Negli ultimi trentanni, se ci si fa caso, ci sono state pi guerre che nei cinque secoli precedenti. E la guerra  la conseguenza della voglia di unilateralismo.

Infine Zamagni si sofferma sul futuro prossimo e sullimmediata scelta del nuovo pontefice: Ci sono diversi eredi degni di Francesco. Chi  credente poi sa che c la mano operosa dello Spirito Santo. Un papa uguale a Francesco non pu esserci, nessuna persona  uguale ad unaltra. Ma sicuramente la speranza  che venga eletto un Pontefice che intenda portare avanti il sentiero tracciato negli ultimi tredici anni.