Il grido degli ultimi e l'ecologia "integrale", di Gian Guido Vecchi.

da "CORRIERE DELLA SERA" del 22 aprile 2025. 

L'Evangelii Gaudium rester il suo manifesto: la "rivoluzione della tenerezza" della "Chiesa povera per i poveri" contrapposta all'iniquit mondiale.
L'ispirazione del Cantico dei Cantici e il testo sorprendente sul Cuore di Ges. Ma la svolta era gi arrivata dalla prima "esortazione". L'ambiente Per Francesco la "cura del Creato" non pu essere mai separata dalla questione sociale .
La citazione Amava evocare i celebri versi di Virgilio sul dolore e le lacrime di Enea in fuga da Troia.

Fuggito con i compagni da Troia in fiamme, Enea  sbarcato a Cartagine e scorre con lo sguardo, commosso, le scene dell'assedio dipinte alle pareti del tempio di Giunone. Nel primo libro dell'Eneide, il dolore dell'eroe di Virgilio si esprime in uno dei versi pi belli della letteratura: " Sunt lacrimae rerum et mentem mortalia tangunt ", le lacrime delle cose, le vicende umane che toccano la mente e il cuore. Francesco amava citarlo come espressione di quella pietas verso popoli e creato che gli faceva vedere la Chiesa come "un ospedale da campo dopo una battaglia": prima di tutto  necessario "curare le ferite e riscaldare il cuore dei fedeli" perch " inutile chiedere a un ferito grave se ha il colesterolo".
Quattro encicliche, sette esortazioni apostoliche, una quantit sterminata di lettere, messaggi, omelie, interviste. Ma l'essenziale sta gi tutto in quello che lui stesso definisce un testo "programmatico" del pontificato, l'esortazione Evangelii Gaudium che firma il 24 novembre 2013 come un manifesto della sua "Chiesa in uscita". E' quasi una prima enciclica, anche se ufficialmente la prima sarebbe la Lumen fidei pubblicata il 29 giugno, poco pi di tre mesi dopo l'elezione: ma in realt  quasi per intero un testo di Benedetto 16esimo che ci lavorava da tempo, il successore l'ha fatta propria con qualche aggiunta.
Ma  nell'esortazione di novembre che Francesco dispiega un tema fondamentale del suo magistero: la "rivoluzione della tenerezza" evangelica di "una Chiesa povera per i poveri", contrapposta all'iniquit globale e alla "cultura dello scarto", in un mondo nel quale "il potente mangia il pi debole" e "gli esclusi non sono "sfruttati" ma rifiuti, "avanzi"", un atto di accusa contro il sistema economico globale che gli attirer accuse di comunismo.
Un anno e mezzo pi tardi, il 24 maggio 2015, la seconda enciclica Laudato si' richiama nel titolo il "Cantico delle creature" di San Francesco d'Assisi: "Laudato si', mi' Signore, per sora nostra matre Terra...".
Ma non c' solo l'aspetto pi strettamente ambientale, perch Francesco intende la "cura del Creato" nel senso di una "ecologia integrale" che tiene assieme natura ed esseri umani: "Non possiamo fare a meno di riconoscere che un vero approccio ecologico diventa sempre un approccio sociale, che deve integrare la giustizia nelle discussioni sull'ambiente, per ascoltare tanto il grido della Terra quanto il grido dei poveri". Il testo denuncia i guasti del "paradigma tecno-economico" dominante,  lo stesso Papa a indicarne gli "assi portanti": "L'intima relazione tra i poveri e la fragilit del Pianeta; la convinzione che tutto nel mondo  intimamente connesso; la critica al nuovo paradigma e alle forme di potere che derivano dalla tecnologia; l'invito a cercare altri modi di intendere l'economia e il progresso; il valore proprio di ogni creatura; il senso umano dell'ecologia; la necessit di dibattiti sinceri e onesti; la grave responsabilit della politica internazionale e locale; la cultura dello scarto e la proposta di un nuovo stile di vita".
La terza enciclica, Fratelli tutt i viene firmata da Bergoglio nella cripta della Basilica inferiore di Assisi, il 3 ottobre 2020, sulla tomba di San Francesco. Perch tutto si tiene, emergenza climatica, guerre, povert crescente, la stessa pandemia di Covid 19 scoppiata all'inizio dell'anno: "Se tutto  connesso,  difficile pensare che questo disastro mondiale non sia in rapporto con il nostro modo di porci rispetto alla realt, pretendendo di essere padroni assoluti della propria vita e di tutto ci che esiste... E' la realt stessa che geme e si ribella". Francesco richiama la parabola evangelica del Buon Samaritano: "Vivere indifferenti davanti al dolore non  una scelta possibile; non possiamo lasciare che qualcuno rimanga "ai margini della vita". Questo ci deve indignare, fino a farci scendere dalla nostra serenit per sconvolgerci con la sofferenza umana".
L'ultima enciclica si intitola Dilexit nos , "Ci ha amati", esce pochi mesi fa, il 24 ottobre 2024, ed  il testo pi sorprendente e forse anche pi bello del pontificato. E' dedicata al "Sacro Cuore" di Ges e parla del cuore in senso alto, teoretico, come facolt conoscitiva che rappresenta il "centro intimo dell'uomo" anche se tende a essere svalutata o disprezzata. Come nelle "intermittenze del cuore" di Proust, in Dilexit nos affiorano immagini dell'infanzia, ricordi intimi che "nessun algoritmo" potr mai custodire. "Penso all'uso della forchetta per sigillare i bordi di quei panzerotti fatti in casa con le nostre mamme o nonne", scrive. O a quando si giocava "la prima partita di calcio con un pallone di pezza". Se manca il cuore, come accade allo Stavrogin de I demoni di Dostoevskij, "diventiamo incapaci di accogliere Dio". La Chiesa "ha bisogno" di cuore: "Quando non viene apprezzato, perdiamo le risposte che l'intelligenza da sola non pu dare, l'incontro con gli altri, la poesia. Alla fine della vita conter solo questo".


