Il Pontefice venuto dalla fine del mondo, di Gian Guido Vecchi.

Da "CORRIERE DELLA SERA" del 22 aprile 2025.

Disse evocando il missionario Francesco Saverio, morto mentre scrutava la Cina da due miglia: "A me  sempre piaciuto pensare al tramonto del gesuita, quando un gesuita finisce la sua vita" La Chiesa  dei poveri: mi chiamer Francesco Nelle prime parole dopo l'elezione c' gi tutto.

...
Isola di Sanciano, 3 dicembre 1552, poco dopo mezzanotte: in una capanna, vegliato da un amico cinese, Francesco Saverio, primo missionario gesuita, muore guardando la Cina, il sogno di una vita distante un paio di miglia marine. 
Roma, 31 luglio 2013, Chiesa del Ges: sono passati poco pi di quattro mesi da quando il conclave, il 13 marzo, ha eletto l'argentino Jorge Mario Bergoglio e Francesco, primo Papa gesuita della storia, celebra messa nella "chiesa madre" della Compagnia il giorno della festa del fondatore, sant'Ignazio di Loyola. "A me  sempre piaciuto pensare al tramonto del gesuita, quando un gesuita finisce la sua vita, quando tramonta", dice nell'omelia. E cita l'immagine di padre Francesco Saverio che muore guardando la Cina: "L'arte lo ha dipinto tante volte questo tramonto, questo finale di Saverio. Anche la letteratura, in quel bel pezzo di Pemn. Alla fine, senza niente, ma davanti al Signore. A me fa bene, pensare questo".

...
Il tramonto di Francesco, dopo 88 anni di vita e quasi dodici di pontificato, porta con s la sensazione di qualcosa di irreversibile, la "rivoluzione della tenerezza" innescata dalla rinuncia di Benedetto 16esimo e compiuta da quel prete " callejero ", di strada, figlio di emigrati piemontesi - il pap Mario ragioniere, impiegato nelle ferrovie, la madre Regina Sivori, casalinga impegnata a tirar su cinque figli - cresciuto al 531 di calle Membrillar, nel barrio Flores di Buenos Aires, quartiere di italiani dove Alfredo Di Stefano, un signore del quale Pel diceva "per me il pi forte  stato lui", ricordava di averlo visto giocare a pallone con gli altri ragazzini.

...
Il diploma da perito.
Il diploma da perito chimico, la vocazione, il seminario, e a ventun anni il noviziato della Compagnia a Cordoba, a settecento chilometri da Buenos Aires, accompagnato in bus dai genitori: anni difficili, perch dai gesuiti studiano molti figli di famiglie bene, ricche, e lui ne ricaver un senso di solitudine e il risentimento per quella mentalit elitaria che definir la "psicologia da principi".
Cos all'inizio c' gi tutto. I confratelli cardinali, nella Sistina, sanno bene chi stanno votando. Bergoglio era gi stato il nome dei "progressisti" nel conclave del 2005 che aveva eletto Ratzinger. Ma l'atmosfera cupa e asfittica che ha accompagnato lo scandalo Vatileaks, la necessit di una scossa che Benedetto 16esimo avverte per primo, decidendo di dimettersi, portano uno dei conclavi sulla carta pi conservatori - gli elettori sono stati nominati quasi tutti da Wojtyla e Ratzinger - a scegliere quel cardinale che a Buenos Aires raggiungeva in bus i sobborghi delle villas miserias , le famiglie di baraccati talvolta non sapevano che quel prete fosse l'arcivescovo. Nelle riunioni dei cardinali prima del conclave, il 9 marzo, l'intervento del gesuita argentino gi contiene il programma del pontificato: "La Chiesa  chiamata a uscire da se stessa e ad andare verso le periferie, non solo geografiche ma anche esistenziali", dice. La Chiesa aperta: "A volte penso che Ges bussi da dentro, perch lo lasciamo uscire". Accetta l'elezione come un "peccatore" che confida "nella misericordia" di Dio, e lascia tutti senza fiato quando dice: " Vocabor Franciscus ", mi chiamer Francesco. Mai nessun Pontefice aveva scelto il nome del santo di Assisi. "Non dimenticarti dei poveri", gli aveva detto il francescano Hummes, che gli sedeva accanto. Quattro giorni pi tardi sar lo stesso Papa, l'indice al petto, a raccontare: "Quella parola  entrata qui: i poveri, i poveri... Ho pensato subito a Francesco d'Assisi. Poi ho pensato alle guerre, e Francesco  l'uomo della pace. E cos,  venuto il nome, nel mio cuore... Ah, come vorrei una Chiesa povera e per i poveri!".

...
L'uscita dalla Sistina.
La veste bianca, l'uscita dalla Sistina. Prova subito a chiamare Benedetto 16esimo ma a Castel Gandolfo non sentono la telefonata, si parleranno alle 20.45, ma intanto anche Ratzinger scopre come tutto il mondo il nuovo Papa che s'affaccia dalla Loggia delle Benedizioni: "Voi sapete che il dovere del conclave era di dare un vescovo a Roma. Sembra che i miei fratelli cardinali siano andati a prenderlo quasi alla fine del mondo, ma siamo qui".
Non era una battuta. E' l'idea che fonda il suo magistero, quello che lui stesso ha definito "lo sguardo di Magellano", il grande navigatore portoghese che all'inizio del Cinquecento si propone di circumnavigare il globo e "quando arriva alla fine del continente americano guarda all'Europa dal nuovo punto raggiunto e capisce un'altra cosa", perch "la realt si vede meglio dalla periferia che dal centro". Cos il Papa arrivato "quasi dalla fine del mondo" rovescia le prospettive, a cominciare dalla stessa figura papale.

...
La camera 201.
Resta a vivere nella camera 201 a Santa Marta, l'albergo vaticano che ospitava gli elettori, perch "non posso vivere da solo", e cos cancella l'immagine da corte imperiale con pochi eletti ammessi all'Appartamento apostolico che gli pare "un imbuto rovesciato". Dopo una delle prime notti, all'alba vede una giovane guardia svizzera fuori dalla porta, "sei stato in piedi tutta la notte, figlio?", lo fa sedere e gli offre la colazione. Allergico al "si  sempre fatto cos", spiega che "all'inizio sono caduti alcuni muri: "Il Papa non pu!"" e va di persona nei negozi a cambiare occhiali, scarpe, si porta da s il bagaglio a mano, "dobbiamo cercare di essere normali, la normalit della vita".
E poi, i viaggi, cuore del suo magistero. Da una parte ci sono le grandi sfide: il dialogo con la Cina e l'"accordo provvisorio" sottoscritto dal 2018 per la nomina dei vescovi; l'amicizia con l'Islam e il "Documento sulla fratellanza umana" firmato nel 2019 a Dubai con il Grande imam di Al Azhar Ahmad Al-Tayyeb, massima autorit sunnita; il viaggio in Iraq del 2021, primo Papa nella terra di Abramo, e l'incontro con il grande ayatollah Ali Al-Sistani, leader sciita; l'avvicinamento col mondo ortodosso e il primo, storico incontro tra un Papa e il patriarca di Mosca, Kirill, il 12 febbraio 2016. Dall'altra, le periferie. Francesco d voce e visibilit agli ultimi della Terra, gli "scartati", come un faro proiettato, almeno per qualche giorno, sulle vicende di popoli che non interessano a nessuno, oscurati dalla comunicazione globale. Bisognava vederlo, in Bangladesh, mentre chiedeva "scusa" a nome di tutto il mondo ai Rohingya, o tra i Mapuche e gli indios dell'Amazzonia: "Dobbiamo lasciare da parte la logica di credere che ci siano culture superiori o inferiori". O da ultimo, a quasi 88 anni, prendere un aereo militare in Papua Nuova Guinea per raggiungere, pochi mesi fa, una missione nel punto pi inaccessibile di uno dei luoghi pi miserabili del pianeta.
Il primo viaggio lo compie a sorpresa tra i migranti a Lampedusa, al centro del Mediterraneo divenuto "un grande cimitero", per denunciare la "globalizzazione dell'indifferenza" e i troppi "muri" destinati a crollare, come ripeter a Lesbo, Cipro, Malta, "i ponti sono sempre soluzioni, i muri mai". Tutto si tiene, nella sua visione: la devastazione dell'ambiente, l'iniquit dell'economia e la "cultura dello scarto" a danno degli ultimi, la tragedia delle migrazioni e la "terza guerra mondiale combattuta a pezzi" .

...
Riforme strutturali.
Certo, ci sono le riforme "strutturali" avviate o compiute, dalle finanze vaticane alla Curia romana, un impulso al decentramento della Chiesa che si riflette nella centralit del Sinodo sulle questioni pi delicate, le nomine cardinalizie che premiano piccole realt periferiche a scapito delle sedi storiche, un conclave sempre meno eurocentrico e occidentale. Ma l'aspetto centrale resta il ritorno all'essenziale del cristianesimo, "le Beatitudini e il capitolo 25 del Vangelo di Matteo, l c' tutto", l'atteggiamento che nel giorno del Giudizio distinguer i giusti dai dannati: "Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi". Il kerygma , il Vangelo sine glossa , in purezza. Di ritorno dal primo viaggio internazionale, la Gmg di Rio de Janeiro, i giornalisti in volo gli chiedono se in Vaticano esista una "lobby gay" e lui spiega tranquillo: "Si deve distinguere il fatto che una persona sia gay dal fatto di fare una lobby. Se  lobby, tutte le lobby non sono buone. Ma se una persona  gay e cerca il Signore e ha buona volont, chi sono io per giudicare?".

...
Tolleranza zero.
Tutto questo senza peraltro cedere nulla sulle prerogative del Papa, com' peraltro ovvio per un gesuita, un Pontefice talvolta brusco e autoritario con i collaboratori, nel caso duro: prosegue la "tolleranza zero" di Ratzinger sulla pedofilia e arriva a togliere la porpora all'ex cardinale di Washington, Theodore McCarrick, cos come toglie "le prerogative del cardinalato" ad Angelo Becciu perch sia processato per lo scandalo degli investimenti finanziari della Segreteria di Stato.
Di nemici ne ha tanti, soprattutto nella destra cattolica degli Stati Uniti e nelle frange pi reazionarie che cercano di contrapporlo a Benedetto 16esimo, ma Francesco liquida i timori di uno scisma ("ce ne sono stati tanti, nella storia della Chiesa") e non replica: "Con le persone che cercano solo divisione, l'unica risposta  il silenzio di Ges. Con Satana non si dialoga". Dietro la semplicit apparente, i riferimenti di Francesco sono sottili, nascosti. Le "viscere materne" della misericordia, per dire: nel greco dei Vangeli, il verbo che indica la compassione di Ges  splanchnzomai e viene da splnchna , l'"utero" o le "viscere" della madre. Nel 2015 vola nella tempesta verso Tacoblan, un'isola delle Filippine devastata dal tifone Yolanda, e celebra una messa sotto la pioggia davanti ai sopravvissuti: guarda i volti in lacrime di chi ha perso tutto, figli, amori, case, soppesa l'omelia gi scritta, lascia perdere i fogli, "io non so che cosa dirvi. Il Signore s, sa che cosa dirvi", e improvvisa una delle omelie pi belle del pontificato.
Raccontava che il primo annuncio cristiano lo aveva ricevuto da una donna, Rosa, la nonna paterna, e per questo amava la poesia che Friedrich Hlderlin aveva dedicato alla sua, "che l'uomo mantenga quel che il fanciullo ha promesso". Francesco lo ha mantenuto. E pazienza se anche lui, tramontando, non  riuscito ad andare in Cina. Trent'anni dopo la morte di Francesco Saverio, fu il confratello gesuita Matteo Ricci a realizzarne il sogno. Perch "il tempo  superiore allo spazio" e l'essenziale  "aprire processi". Il resto verr: "Dio ci " primerea", ci anticipa, sempre".

