POVERTA' E GRANDEZZA, di Marco Girardo.

Da AVVENIRE del 22 aprile 2025

Jorge-Francesco, l'uomo che la Provvidenza ha posto alla guida della Chiesa in questo tempo liminare,  rimasto fedele nel suo posto di vedetta tra gli scartati e gli oppressi.
Lo ha fatto soprattutto per smascherare la globalizzazione di un'indifferenza che si fa feroce verso i perdenti, gli sconfitti, diventa disinteresse nei confronti di quelli che non ce la fanno.  Questa predilezione di campo per gli ultimi Bergoglio l'aveva dichiarata a partire dal nome.
L'ha poi ribadita, papa Francesco, scegliendo le periferie del mondo, da Lampedusa a Rebibbia, da Giuba a Lesbo, al Congo all'Iraq..., per ricordare a tutti - lui, il Papa preso quasi finis terrae, profondamente innamorato del Vangelo e dell'umanit - che Dio  anzitutto misericordia.
E se tale scelta di cristianesimo in purezza  risultata "politicamente" disturbante, lo  stata per l'altezza di vedute che essa implica: siate sempre "liberi e coraggiosi ", ci ha detto un giorno, nel denunciare per l'ennesima volta lo scandalo della guerra e il dramma di chi fugge da fame e povert e morte e cerca un porto sicuro cui approdare alla vita.
S: Vangelo, pace e poveri.
Il suo pontificato  stato un continuo invito a riscoprire il volto misericordioso di Dio.
Dentro e fuori la Chiesa.
Per questo la sua  stata una "diplomazia della misericordia", perch al centro di tutto c' l'organo della vita, il cuore, come ha voluto ribadire Francesco nella sua ultima enciclica "Dilexit nos".
E' il "cuore" che lo ha spinto ad amplificare la voce degli emarginati, condotto a difendere la vita tutta, a partire da quella nascente, e portato di conseguenza a stigmatizzare la "cultura dello scarto" tanto da opporsi quasi in solitudine alla guerra - a ogni guerra, anche a quelle dimenticate - e al commercio sempre pi fiorente delle armi nel silenzio assordante della diplomazia e nel berciare vacuo di sterili leadership. Ed  infine partendo dal " cuore " che il Papa argentino ha iniziato a riformare lo stesso Vaticano, consapevole di che cosa conta: avviare processi, non occupare spazi, giacch il vero "potere"  quello di servire. Il resto sono "chiacchiere". 
 Proprio per questo, lungi dall'essere un magistero schiacciato sul sociale come a volte  stato maldestramente frainteso, il messaggio che Francesco ha dato alla Chiesa e all'intera famiglia umana nasce da un'unica sorgente: Ges Cristo e il suo amore per tutta l'umanit. E' la verit per cui Jorge Mario Bergoglio ha giocato tutta la sua vita, mostrando il volto di una Chiesa povera dei poveri che abbraccia il mondo intero con la tenerezza del Vangelo. 
Francesco ha inaugurato il suo ministero chiedendo di pregare per lui.
Ha rinnovato la sua richiesta semplice e profonda in ogni incontro, con i tanti o i pochi, fino ai faticosi giorni ultimi: " Per favore, pregate per me". 
Una promessa, Francesco, papa dell'incontro ad altezza uomo con lo sguardo sempre fisso sul Dio fattosi bambino: continueremo a pregare per te.
Come ci hai chiesto dall'inizio.
Noi con le lacrime, cos piccoli e impauriti, per ricordare ancora una volta la bellezza e la profezia del tuo sorriso. Grazie Francesco. 

