Ha capito molto di televisione senza vederla.

Da AVVENIRE del 22 aprile 2025.

I flash d'agenzia che annunciavano la morte del Papa hanno dato il via ieri mattina alle edizioni straordinarie dei telegiornali e alla rivoluzione dei palinsesti della giornata televisiva.

La Rai  partita rapidamente con il Tg1 e il Tg2, mentre il Tg3  arrivato in un secondo momento.

Mediaset si  affidata al Tg5 e solo pi tardi anche al Tg4. La 7 era in diretta con "Coffe break",  che si  adeguato all'imprevista notizia della scomparsa di Francesco.
Ovviamente sul pezzo, come suol dirsi, un canale all-news come SkyTg24. Tv2000 ha diffuso registrazioni di interventi del Pontefice per poi andare in onda con un'edizione straordinaria del telegiornale.
Anche il resto della programmazione tv del Luned di Pasqua  stato adattato al ricordo con vari speciali e la riproposta di alcuni dei non pochi documentari e film dedicati a Bergoglio, che tra l'altro, va detto, non amava la televisione, o meglio: non la vedeva per un voto fatto il 16 luglio 1990, giorno della Madonna del Carmine.
Guardava soltanto avvenimenti come la presa di possesso dei presidenti.  Di contro la televisione lo amava molto e lui sapeva stare benissimo di fronte alle telecamere, aveva una forza comunicativa straordinaria, bucava lo schermo, soprattutto funzionava il suo modo di porsi e la semplicit del linguaggio a cui ricorreva sia per parlare di se stesso che per tradurre concetti anche molto complessi.
Le interviste che rilasciava a Fabio Fazio all'interno di "Che tempo che fa"  ne sono un chiaro esempio.
Francesco poteva raccontare della sua vita a Santa Marta come del futuro della Chiesa.
Quello che diceva era importante, ma altrettanto lo era, trattandosi di televisione, il modo con cui lo diceva, che lo faceva sentire uno di noi, ma con una saggezza e una integrit senza paragoni. 
Con Fazio e con altri le interviste erano in collegamento, ma Francesco volle varcare anche i cancelli di Saxa Rubra, primo Papa nella storia della tv, per entrare negli studi della Rai e registrare una puntata speciale di "A Sua immagine" (Rai 1). In quel caso afferm di non essere mai stato in uno studio televisivo, confermando anche di non aver mai guardato troppo la tv. A livello di curiosit si potrebbe ricordare anche l'intervista di Canale 5 che fu mandata in onda, seguita dal film di Daniele Luchetti "Chiamatemi Francesco" e da un dibattito in studio, al posto di "Live - Non  la D'Urso".
 E poi non ci dimentichiamo che papa Bergoglio  stato il protagonista di uno degli eventi televisivi in cui le immagini hanno davvero parlato da sole e non per modo dire: la preghiera solitaria in Piazza San Pietro il 28 marzo 2020 durante la pandemia.
Sicuramente in questi dodici anni di pontificato, Francesco ha capito molto di televisione senza vederla, ha soprattutto intuito che di fronte alle telecamere paga pi la normalit, la naturalezza, che l'artificio.  Sapeva stare benissimo di fronte alle telecamere e aveva una forza comunicativa straordinaria: "bucava lo schermo", come si dice in gergo.
