da La Nazione del 3 gennaio 2023.

Il lungo addio. "Era il nostro Pontefice", di Giovanni Rossi.

ROMA "Ha un ricordo di Benedetto  sedicesimo?" 
"No signore", quasi si vergogna il negoziante di via del Mascherino, sovrastato dalla maglia di Francesco (Totti) e assediato - a destra - dai benedicenti calendari 2023 di Francesco (Bergoglio) e di Giovanni Paolo secondo e - a sinistra - da una colorata proposta di braccialetti e profilattici.
E' un giorno speciale in Vaticano, e tutt'attorno alla basilica una sorprendente folla di fedeli preme con forza sulle vie di accesso al colonnato del Bernini, tra vetrine sacro-profane che custodiscono crocifissi di ogni foggia, Madonne seriali, scudi SPQR o magliette Carpe diem. E' ancora buio quando la salma di Benedetto  sedicesimo  esce dal monastero Mater Ecclesiae per il primo giorno di esposizione a San Pietro.
In 65mila - un numero largamente superiore alle previsioni della prefettura - rendono omaggio al Papa emerito.
Nel costante flusso di fedeli che ordinatamente si accoda agli oltre quindici varchi con metal detector dal lato Prati e ai tre dal lato opposto di via Porta Cavalleggeri, preti di ogni provenienza si mescolano a suore italiane, tedesche, indiane o africane, a gruppi di seminaristi, a famiglie con nonni e bambini, a coppie di ogni et sorridenti o accigliate, a semplici turisti planati a Roma per Capodanno e decisi a non perdere l'appuntamento con la storia.
Ci sono pi bastoncini da selfie che rosari, ma la coda  serena, pulita, senza strappi: presidiata da un imponente apparato di sicurezza di Polizia, Carabinieri, Guardia di finanza, e accudita da 500 volontari.
L'Ordine di Malta sventola le insegne del pronto soccorso.
E poi Vigili del fuoco, Protezione civile, Anffas, Ares, associazioni varie: ognuno con il suo incarico che  un po' anche di rappresentanza (basta vedere come un corpulento terzetto ostenta la divisa della Protezione civile di Caprarola). Una media di 6-7mila persone all'ora entra ed esce dalla Basilica.
E poi si disperde tra le seduzioni di Borgo Pio: la coratella ai carciofi di Krugh, la pizza alla Diavola di Casali, la coda alla vaccinara di BP92, pubblicizzate da buttadentro multilingue.
"Oddio, non  che in 'ste occasioni di lutto la gente viene a fa' la magnata.
Per poi  stanca per la coda e alla fine consuma",  la morale di Vanessa, che distribuisce i men pop della trattoria Marcella.
Sono le 14.30. La fila corre di 30-40 metri al minuto.
Forse il momento migliore per unirsi all'omaggio al Papa emerito.
La coda  all'italiana.
Creativa e tollerante con chi involontariamente sorpassa.
Davide ha i capelli lunghi e l'accento romanesco.
"Abito in centro, muore il Papa e non lo saluto? Me pare er minimo.
Diciamo la verit, il vero Papa era lui". Maria  pensionata e arriva da Vibo Valentia: "Sono qui perch sono cristiana, e gi questo potrebbe bastare, no?". Pierluigi, romano di mezza et, ha la giacca da motociclista e idee decise: "Ratzinger non era un conservatore ma un riformista che ha restituito impulso alla Chiesa riportandola al centro.
Penso che sia stato costretto a dimettersi per gli attacchi sulla pedofilia.
Ma con Francesco non c' mai stato dualismo". Mark ha 20 anni,  di San Diego: "Ero bambino quando Benedetto si dimise.
L per l non capii, ora s". Cristina, romana, si associa: "Per me il Signore lo prender con s. Perch dimettendosi ha fatto la scelta giusta.
Per s, per la Chiesa, per il mondo". Entriamo in basilica, la fila accelera.
Sorella Aroli viene dal Kerala,  agostiniana, ora vive con le consorelle a Ladispoli: "Tra il 1992 e il 2000 ho prestato servizio in Vaticano e conosciuto il futuro Benedetto  sedicesimo.
Un Papa speciale". In sintesi? "Lui era dalla parte degli umili come Francesco  da quella dei poveri". Buon anno, sorella.
E lei: "Attento, stiamo per arrivare davanti al Papa.
Chiedigli una grazia". Ratzinger sembra di cera, ma  un flash. La coda preme.
"Forza, pi veloci", intima il servizio d'ordine.
Superato il feretro, la fila collassa, si disperde in tanti rivoli, galleggia tra le bellezze vaticane.
Maria Angeles Vitoria, spagnola, docente di filosofia alla Pontificia universit della Santa Croce, si mette la mano sul cuore: "Benedetto  sedicesimo? Un grande.
Ha ribadito che la Chiesa  la via per salvezza degli uomini". Riecco il sagrato.
Cipriano Maria  un diacono tunisino.
Ha 35 anni,  domenicano e studia in Svizzera: "Tutti i libri di Ratzinger sono un esempio di limpidezza e di luce.
Quando si  tolto lo zucchetto davanti a Papa Francesco, mi ha commosso". E infatti gli rispuntano due lucciconi: "Tra le figure di Benedetto XVI e Francesco - spiega - non esiste alcuna contraddizione.
Il bisogno di una nuova evangelizzazione cristiana che riparta dalla semplicit  il carattere distintivo di entrambi". Dalle scale di San Pietro, via della Conciliazione appare come un fiume in piena in direzione Castel Sant'Angelo.
Oggi e domani si replica, dalle 7 alle 19.   


