da Il Corriere della Sera del 3 gennaio 2023.

"Ratzinger, umile e coraggioso" In 65 mila in fila per l'ultimo saluto, Paolo Conti.

Tra i primi ad arrivare in San Pietro Mattarella e Meloni Le preghiere e gli scatti con i cellulari di giovani da tutto il mondo.
Maria Madaro  una esile ragazza romana sui trent'anni, ha una lunga gonna azzurra quasi fino ai piedi, i capelli neri e lisci, nemmeno un filo di trucco. Sta per entrare a San Pietro verso le 13, dopo quasi due ore di attesa. Stringe tra le mani una copia del libro "La vera Europa/ Identit e missione" con venti interventi pubblici pronunciati da Joseph Ratzinger tra il 1989 e il 2007 prima da cardinale e poi da Papa, un'edizione Cantagalli con la prefazione di papa Francesco: sguardo profetico sul vecchio Continente in crisi. Perch  qui, e chi era per lei quest'uomo? "Sono qui per rendere onore a un grande pontefice di cui molti hanno parlato male e che ha saputo accettare tutte le critiche con straordinaria umilt". Un sorriso, poi il silenzio.

L'ultimo saluto.
Luned 2 gennaio 2023, ore 9 In piazza San Pietro si forma, con il passaparola, una lunga fila verso l'accesso di destra della Basilica. Alla fine della giornata, secondo la Gendarmeria pontificia, saranno venuti in 65.000. Dopo i controlli con i metal detector si seguono le transenne: la Gendarmeria ma anche la polizia e i carabinieri italiani, che possono muoversi sulla piazza in territorio vaticano in base alle intese Italia-Santa Sede, indicano genericamente la partenza davanti al presepe intagliato dai maestri artigiani di Sutrio, in Friuli-Venezia Giulia. Poi auto-regolamentazione e molta pazienza. Poco prima dell'apertura al pubblico arriva il capo dello Stato Sergio Mattarella, con la figlia Laura. Poi alle 9.10 entra la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, con il ministro dell'Agricoltura e della sovranit alimentare Francesco Lollobrigida e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. Pi tardi ecco il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

I canti e i telefonini.
Il portone centrale di San Pietro  la cesura tra il rumore esterno e lo splendore cerimoniale nella Basilica. Alle 13 messa cantata celebrata da monsignor Orazio Pepe, segretario della Fabbrica di san Pietro. Il coro intona l'Alleluja, la fila si muove lentamente verso l'altare papale consacrato da Clemente ottavo nel 1594 e collocato sulla verticale del sepolcro di San Pietro, sotto il baldacchino di Gianlorenzo Bernini. Ai piedi di un luogo-chiave per la cattolicit c' il corpo di Joseph Ratzinger, pontefice con il nome di Benedetto sedicesimo, poi primo Papa emerito nei duemila anni di storia della Chiesa. Il viso e le mani hanno il colore del vicino cero pasquale simbolo di resurrezione. Il volto lievemente reclinato sulla destra racconta la sofferenza e, insieme, la serenit della morte illuminata dai paramenti rossi. All'arrivo tutti sollevano il telefonino come ormai avviene ovunque nel mondo in qualsiasi "evento". Monsignor Pepe pronuncia una telegrafica omelia in cui rende omaggio "alla fedelt alla Chiesa, alla certezza della fede" di Benedetto sedicesimo. I gendarmi pontifici sveltiscono il passaggio con quella cortese fermezza tipicamente vaticana che sa come regolare le immense folle.

Non solo fedeli.
Roma sta vivendo una stagione turistica di grande ripresa e cos la morte di Benedetto sedicesimo mescola sensibilit e intenzioni molto diverse. Stuoli di religiosi e di suore, fedeli immersi nella preghiera ma anche volti e carnagioni in arrivo da tutto il mondo per passare qui le vacanze. E' la Roma che Gregorovius definiva una Repubblica Mondiale, capace di attirare e mescolare mille culture e mille lingue dal Pianeta. Giovanni Limon  un sacerdote messicano che sta perfezionando i suoi studi teologici all'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum: "Sono sempre stato colpito non solo dal suo rigore intellettuale ma anche dalla sua disponibilit a capire, ascoltare e rispettare le opinioni altrui. Un vero servitore della verit mai imposta ma offerta come su un piatto attraente". Accanto a lui Riccardo Massara e Stefania Valente, marito e moglie, con la piccola Nina di 8 anni in arrivo da Oleggio, in provincia di Novara. Spiega lei: "Era un viaggio gi previsto da tempo ma siamo voluti venire a rendere omaggio a questo Papa che ci ricevette in udienza con altri fedeli nel 2012. Un grande personaggio. Soprattutto un uomo di poche parole ma molto centrate". E lui: "Un uomo di fede rigoroso, austero, un po' rinchiuso nella teoria, un custode della tradizione".

I preparativi in piazza.
Intanto la macchina organizzativa  in piena attivit. Un trattore rosso New Holland sale lungo il sagrato, sposta pile di sedie per il funerale di gioved 5 gennaio. I tecnici della societ On Display- Creative Ledwall regolano i due maxischermi per la diretta curata dal CTV- Centro Televisivo Vaticano che mostrer tutti i passaggi della cerimonia presieduta da papa Francesco alla folla in piazza. Spesso le apparenze ingannano, nel mondo globale. Un uomo e una donna dalla pelle scurissima alla domanda "da dove venite?" rispondono in un eccellente inglese e con un gran sorriso "da Copenaghen, viviamo e lavoriamo l, siamo in viaggio a Roma ma siamo anche curiosi di vedere..."
Registi e cresimandi
In fila c' anche il regista Luca Verdone, fratello minore di Carlo: "Ratzinger? Un uomo all'antica, un grande intellettuale intriso di una forte cultura umanistica che si sentiva a disagio nel mondo contemporaneo. Penso che per questo motivo abbia lasciato". Un gruppo di ragazze e ragazzi segue un sacerdote che indica la finestra pi famosa del mondo, quella da cui si affacciano i papi per le benedizioni domenicali. Si tratta di Don Marco Grigis, classe 1979, parroco di Zandobbio e Selva di Zandobbio in provincia di Bergamo: "Sono i nostri cresimandi, avevamo previsto il viaggio da tempo ma ovviamente eccoci qui. Benedetto sedicesimo? Un Papa semplice, umile, purtroppo non sempre capito. Sono nato anch'io, come lui, un 16 aprile".
Dietro, un allegrissimo gruppo di suore Serve del Signore e della Vergine di Matar, dalla casa generalizia romana in via della Pisana, con il loro soave abito grigio e azzurro cielo. Sono un ordine internazionale, una suora indica le consorelle nell'italiano in cui parlano tra loro: "Brasile, Messico, Stati Uniti, Spagna, Argentina...".

Da tutto il mondo.
Subito dopo c' un nugolo di turisti indiani, due uomini hanno il tipico turbante sikh, "veniamo dal Punjab", uno stato in cui quel credo  maggioritario, ma eccoli in fila per Joseph Ratzinger.
Poi Giovanni Di Matteo e Paola Belfiglio, coniugi di Manoppello, provincia di Pescara, luogo del santuario del Volto Santo. Erano venuti per la mostra su Van Gogh a palazzo Bonaparte ma sono a San Pietro. Lui: "Siamo qui per il profondo rispetto verso un grande Papa difficile, certamente non un Papa del popolo, l'opposto di Francesco". Lei: "Aveva reso omaggio al santuario nel 2006, mi sembra giusto essere qui. Una personalit straordinaria. Ma anche un nonno saggio". Definizione che sarebbe certamente piaciuta a Joseph Ratzinger.

