da Avvenire del 3 gennaio 2023

Il ricordo commosso di un Papa che seppe indicare la via della Verit. 

OBBEDIRE A DIO COME BENEDETTO SEDICESIMO E' VIA PER FARE IL BENE PER TUTTI.
Gentile direttore, papa Benedetto ha spesso detto che non avrebbe voluto essere vescovo, n prefetto della Congregazione della fede e neanche Papa, ma aggiungeva sempre che se Dio lo aveva voluto l, Lui doveva aiutarlo, doveva guidarlo.
Era la sua coscienza che tutto dipende da Dio, proprio tutto e che bisogna obbedire a Lui se si vuole il bene proprio e il bene degli altri, e il bene di tutto il mondo.
Oggi, mentre rivolgo la mia preghiera e il mio pensiero a Benedetto sedicesimo, gli chiedo di intercedere perch io possa vivere come lui, semplicemente obbedendo al Signore, che chiama a seguire la strada che traccia per me e sulla quale mi conduce verso il mio destino buono.
E tutto ci che Dio vuole per me  per il mio bene, anche ci che sembra duro, come quando papa Benedetto si  dimesso! E nell'obbedire alla Sua volont, in quel frangente ha fatto il bene suo e di tutta la Chiesa. E' cos semplice obbedire a Dio e facendolo si fa solo bene! 
Gianni Mereghetti, Abbiategrasso.

IL GRAN LASCITO DI BENEDETTO SEDICESIMO ANCHE ALL'UNIVERSITA' CATTOLICA.
Gentile direttore, in occasione del novantesimo anniversario di fondazione dell'Universit Cattolica del Sacro Cuore - per felice intuizione di padre Agostino Gemelli -, sabato 21 maggio 2011, papa Benedetto sedicesimo rivolse al rettore, ai docenti, al personale tecnico-amministrativo, agli studenti dell'Ateneo dei cattolici italiani, in Aula Paolo sesto, un discorso mirabile, che ho avuto il privilegio di ascoltare in presenza e che mi  rimasto impresso nella mente e nel cuore.
La lucida analisi del Pontefice muoveva dalla considerazione che, nel nostro tempo, "la cultura umanistica sembra colpita da un progressivo logoramento, mentre l'accento viene posto sulle discipline dette "produttive", di ambito tecnologico ed economico; si riscontra la tendenza a ridurre l'orizzonte umano al livello di ci che  misurabile, a eliminare dal sapere sistematico e critico la fondamentale questione del senso.
La cultura contemporanea - proseguiva il Papa - tende a confinare la religione fuori dagli spazi della razionalit: nella misura in cui le scienze empiriche monopolizzano i territori della ragione, non sembra esserci pi spazio per le ragioni del credere, per cui la dimensione religiosa viene relegata nella sfera dell'opinabile e del privato "... "La prospettiva cristiana - obiettava Joseph Ratzinger - non si contrappone al sapere scientifico e alle conquiste dell'ingegno umano, ma, al contrario, la fede allarga l'orizzonte del nostro pensiero,  via alla verit piena, guida di autentico sviluppo ". "Fede e cultura sono grandezze indissolubilmente connesse... e la questione della Verit e dell'Assoluto - la questione di Dio - non  un'investigazione astratta, avulsa dalla realt del quotidiano, ma  la domanda cruciale, da cui dipende radicalmente la scoperta del senso del mondo e della vita"... "Il sapere della fede, quindi, illumina la ricerca dell'uomo,... ci che la ragione scorge, la fede illumina e manifesta "... Anche da questa mia sintesi - che sicuramente impoverisce la riflessione di Benedetto sedicesimo, il quale non aveva paura di parlare di "nuovo paganesimo", in riferimento alla contemporaneit - emerge come il dialogo tra ragione e fede, che non si escludono ma si integrano (Atene, la ragione, ha bisogno di Gerusalemme, la fede), sia stato il cuore della sua opera, come teologo, e del suo pontificato; un lascito destinato a produrre frutti ancora a lungo, in seno alla Chiesa cattolica e a beneficio dell'intera umanit.
Antonio Agazzi, Crema.

TANTI E SIGNIFICATIVI I RICORDI DEL PONTIFICATO DI BENEDETTO SEDICESIMO.
Gentile direttore, conservo alcuni ricordi di Benedetto sedicesimo.
Il primo  della Giornata Mondiale della Giovent nel 2005, a Colonia in Germania,  dal tema: "Siamo venuti per adorarlo", quando esort a non farsi un Dio privato ma a condividere con altri questo grande tesoro che  in noi.
Ricordo poi l'Agor di Loreto nel 2007, col Pontefice che rispondeva alle domande dei giovani sul senso della vita e su Dio, invitandoli anche a sostenere politiche giuste sull'acqua.
Pur non essendo venuto a Prato, all'Angelus del 2009 non fece mancare la sua preghiera per la situazione difficile attraversata dalla mia citt a causa della crisi economica scoppiata due anni prima.
Nel 2011 ci fu la Giornata Mondiale della Giovent a Madrid. Anche in quell'occasione invit ad alimentare la fiamma della fede che  in noi, sotto l'esempio di Giovanni Paolo secondo che aveva beatificato il 1 Maggio dello stesso anno.
Da volontario del Movimento per la Vita ricordo ancora l'udienza nella Sala Nervi il 20 maggio 2012 nel giorno del Life Day in cui era nata l'iniziativa "One of Us", "Uno di Noi", il concepito non ancora nato che ha diritto alla vita.
Dal cielo ora prega per tutti noi.
La sua lezione non verr dimenticata, ma vivr nel cuore di chi ha avuto modo di conoscerlo o di vivere gli anni del suo pontificato. 
Marco Giraldi, Prato.

GRATITUDINE PER BENEDETTO SEDICESIMO IL PAPA DELLA BELLEZZA.
Gentile direttore, ho sempre definito papa Benedetto sedicesimo il papa della "bellezza" intesa come purezza. Nei suoi occhi la dolcezza del bambino, la profondit della cultura, della sapienza e nella loro luce la gioia di Cristo.
Nel 2013 scrissi il pensiero che ora, direttore, le trasmetto: "Il mio sguardo si incanta verso quell'elicottero bianco e nello spazio infinito vola commosso il mio pensiero a lei papa Benedetto che raccolse il grido d'amore del suo predecessore: "Spalancate le porte a Cristo". Ha divulgato le parole di Giovanni Paolo secondo, ha tenuto unito il gregge, ha chiesto perdono per gli errori della Chiesa... Il suo garbo resta dipinto nel mio cuore; le sue parole scolpite nella mia mente; mi ha insegnato che la timidezza  purezza e l'umilt amore.
Scende la sera, ma lei papa Benedetto sedicesimo rimarr per me e per il mondo nutrimento della fede nel silenzio della sua preghiera e le sue giornate saranno fili che tesseranno tele intrise dell'amore di Dio.
Non la dimenticher e pregher per lei". Ancora grazie direttore sia per tutti un anno sereno. 
Luigina Grandelli, Canova Mantova.

GRAZIE AD "AVVENIRE" E UN PENSIERO ALLA FESTA IN CIELO CON BENEDETTO SEDICESIMO.
Caro direttore, non voglio chiudere l'anno e iniziarne uno nuovo senza un saluto e un ringraziamento, con tutto il cuore, per il lavoro che "Avvenire" svolge per noi lettori, ma anche per tutti gli italiani, perch i buoni pensieri si propagano ed educano molte pi persone di quelle che leggono direttamente.
Oggi  tornato dal suo Signore l'amatissimo papa Benedetto sedicesimo, e mi piace pensare a una specie di festa, dove sono riuniti anche i grandi nostri giornalisti-maestri, meglio dire le altre grandi persone: D'Agostino, Mazza, Cavalleri, Maria Romana De Gasperi, Pier Giorgio Liverani e forse qualcun altro, che ci hanno aiutato a pensare "rettamente" e che se ne sono andati da poco o pochissimo... Me li immagino non solo nella Luce, ma anche come complici, che guardano in gi per continuare a indirizzare, da un punto di vista privilegiato, il "laboratorio Avvenire"... che ci rende limpido il pensiero e ci aiuta, speriamo, a costruire un mondo migliore.
Con affetto. 
Adele Pallavicino Croce.
