Da FAMIGLIA CRISTIANA del 12 gennaio 2023.

RATZINGER: LA PROFONDIT, LA SEMPLICIT, L'UMANIT, di Bruno Forte.

Il ricordo dellamico monsignor Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto, che ha conosciuto il Papa emerito quando era cardinale e presidente della Commissione teologica internazionale.

Per dieci anni, ho fatto parte della Commissione teologica internazionale, presieduta dal cardinale Joseph Ratzinger.  nata cos fra noi unamicizia, di cui  frutto anche il dono di essere stato consacrato vescovo da lui l8 settembre 2004 su proposta di san Giovanni Paolo secondo, che non aveva potuto ordinarmi di persona a motivo delle sue condizioni di salute. Di Ratzinger, pastore, teologo e Papa, vorrei ricordare la vastit del sapere e la grande umanit.

Profondo conoscitore della Sacra Scrittura, come dei Padri della Chiesa, in modo particolare di santAgostino, il futuro Papa ha scandagliato tempi e stagioni diverse della riflessione critica della fede, dal pensiero di san Bonaventura al contributo della Scuola di Tubinga del diciannovesimo secolo, che ha anticipato sotto molti profili il concilio Vaticano secondo.

La chiarezza della sua scrittura nasceva da un lavoro di cesello, che lo portava a scandagliare i vari aspetti delloggetto trattato e ad esporre i risultati cui perveniva in modo rigoroso, fondato e ordinato, coniugando sempre la sfera intellettuale e lesperienza spirituale, la scienza e la sapienza, lesperienza riflessa del mistero divino e la gioia di irradiarne la conoscenza e lamore. In questo senso la sua Introduzione al cristianesimo (Queriniana, 1969)  un esempio di servizio magistrale alla fede e allazione dei credenti di fronte alle sfide del tempo. C in Ratzinger una radicale attitudine allascolto: egli non si impone mai, mette sempre il suo interlocutore a proprio agio, ne sollecita la parola e lespressione del pensiero, per quanto possa essere diverso o distante dal suo.

Questattitudine di rispetto, aperta a voler apprendere dallaltro, esprime una mente in continua ricerca, animata dal desiderio di un approccio sempre pi pieno alla Verit, nella convinzione che a dover vincere su tutto e tutti non  luna o laltra delle posizioni in gioco, ma appunto la Verit che tutte le trascende e le giudica.  questa fiducia nella forza del Vero che dona ai suoi interventi un carattere di autentica credibilit, riconosciutogli peraltro dagli interlocutori pi diversi: basti pensare al dialogo da lui tenuto nel gennaio 2004 con Jrgen Habermas a Monaco di Baviera presso la Katholische Akademie. Infine, mi ha sempre colpito la grande umanit di Joseph Ratzinger: La vera umanit delluomo, affermava,  lumanit di Dio, la grazia, che riempie la natura.

Questattenzione allumano nasceva in lui dalla fede profonda nel Dio fatto uomo: La fede  credere allamore di Dio che non viene meno di fronte alla malvagit delluomo, di fronte al male e alla morte, ma  capace di trasformare ogni forma di schiavit, donando la possibilit della salvezza (Udienza del 24 ottobre 2012). Di questa fede Joseph Ratzinger ha vissuto, questa fede ha annunciato e offerto come dono di verit e di libert allinquieto mondo uscito dalla crisi delle ideologie e sfidato dalle incertezze del postmoderno. Cos, il grande teologo  stato inseparabilmente il pastore, testimone e apostolo della carit, su cui tutto si gioca nel tempo e per leternit.
