da Corriere della Sera 4 gennaio 2023.

"A Colonia lo colp l'affetto dei ragazzi Se decideva una cosa, non era negoziabile ", di Gian Guido Vecchi.

Ricordo il viaggio in Terra Santa nel 2009. Decise di raggiungere a piedi, come un pellegrino, il Santo Sepolcro. 

CITTA' DEL VATICANO "Aveva anche il senso dell'umorismo, tra l'altro. Amava i gatti e si era affezionato al mio, un bel gatto rosso, lo chiamavamo scherzosamente l'arcigatto pontificio". Domenico Giani sorride, con un velo di tristezza. E' l'uomo che ha vegliato sulla sicurezza di Benedetto sedicesimo per l'intero pontificato, ex comandante della Gendarmeria vaticana che gli stava accanto in ogni viaggio e prima ancora lo aveva conosciuto bene da cardinale.
Com'era Joseph Ratzinger, visto da vicino?
"La prima cosa che colpiva era la gentilezza, come ha detto Papa Francesco. Un uomo d'altri tempi, legatissimo alla sorella e al fratello, mite, un po' timido, capace di grande attenzione. Conosceva il nome di tutti i gendarmi, i vigili del fuoco, le persone semplici che lavoravano intorno a lui, anche la mia famiglia... Ogni giorno faceva la sua passeggiata pomeridiana nei Giardini, da Papa come da emerito, e salutava per nome uno a uno tutti quelli che incontrava. Un uomo gentile e mite ma fermo, nel caso. Quando prendeva una decisione, non era negoziabile".
Tipo?
"Ricordo il viaggio in Terra Santa, nel 2009. L'ultimo giorno visit il patriarcato greco-ortodosso di Gerusalemme e poi decise di raggiungere il Santo Sepolcro a piedi, come un pellegrino. Poche centinaia di metri, la sicurezza israeliana e anche noi avevamo pensato altrimenti, a scanso di rischi, ma niente. "Si fa cos", disse. Si fece cos".
C'era l'immagine del "pastore tedesco", il teologo freddo e distante...
"Niente di pi lontano dalla realt. Qualche mese prima dell'elezione, quand'era ancora cardinale, fu molto attaccato dalla stampa soprattutto tedesca, ma anche italiana. Monsignor Sandri, allora sostituto della Segreteria di Stato, mi chiam per raccomandarmi attenzione e noi predisponemmo una tutela discreta, non una scorta ma un accompagnamento con i vecchi gendarmi che lo conoscevano...".
E cosa accadde?
"Continu la vita di prima. Vedeva i vecchi amici e studenti, passeggiava per Borgo Pio, salutava e parlava con i fedeli, talvolta cenava alla Cantina tirolese... Anche nei primi mesi dopo l'elezione, andava spesso nel vecchio appartamento in piazza della Citt Leonina per recuperare i suoi libri, e ogni volta andava a suonare a casa del portiere per salutare lui e la moglie".
Era abituato alle aule universitarie pi che alle folle. Ha imparato, a fare il Papa?
"In un certo senso s. Non aveva la gestualit di Giovanni Paolo secondo o Francesco, l'abitudine del pastore, all'inizio era un po' rigido. Ma dentro di s, lo posso testimoniare, lui cap subito, fin dal primo viaggio alla Giornata mondiale della giovent di Colonia, che il Papa  il Papa, vide l'affetto dei ragazzi e si sciolse, era diventato come un nonno...".
Sapeva che aveva deciso di dimettersi?
"No, assolutamente. Certo, lo vedevamo molto affaticato, dopo il viaggio a Cuba di marzo, i medici erano preoccupati per i viaggi successivi, e avevamo visto che da settembre erano cominciati i lavori di ristrutturazione al monastero, ma non immaginavamo minimamente".
Ha aspettato si chiudesse il processo Vatileaks, per non lasciare nulla in sospeso?
"Sicuramente, secondo me. E' stato un Papa di giustizia, ha precorso tante cose, come quando denunci "la sporcizia nella Chiesa" e fu determinato nel combattere gli abusi su minori. Ricordo, nei viaggi, i suoi incontri riservati con le vittime: vedevo persone che uscivano sollevate, avevano compreso che il Papa stava dalla loro parte. Un uomo giusto: ha voluto si concludesse il processo ma, qualche mese dopo la condanna al maggiordomo che gli aveva sottratto documenti, lo ha perdonato".
Che cosa le resta, di Benedetto sedicesimo?
"Ogni volta che gli ho scritto e l'ho visto al Monastero, l'ho ringraziato per la grande lezione di umilt e di affidamento alla Provvidenza che ha dato a tutti noi. Non sentirsi protagonisti, ma servi inutili. Ho letto che le sue ultime parole sono state: Signore, ti amo. Mi ha commosso. E' come nel Vangelo, la domanda di Ges: Pietro, tu mi ami? Non poteva che concludere cos, un uomo che ha donato tutta la sua vita alla Chiesa e a Dio".

