da Famiglia Cristiana numero 2 dell'8 gennaio 2023.

MONSIGNOR RINO FISICHELLA: BENEDETTO SEDICESIMO AVEVA BEN CHIARO DI COSA AVESSE BISOGNO IL MONDO, di Chiara Pelizzoni.

Ci di cui il mondo ha bisogno  unespressione che ricorre molte volte nel magistero di Benedetto sedicesimo, sia da Papa sia da teologo. Il pro-prefetto del Dicastero per levangelizzazione descrive i punti fermi del pensiero di papa Ratzinger.

Monsignor Rino Fisichella  stato uno stretto collaboratore di Benedetto sedicesimo e un profondo conoscitore del suo pensiero. 71 anni, pro-prefetto del Dicastero per levangelizzazione, ci racconta il loro rapporto.  stato un rapporto di collaborazione su quelli che sono i grandi temi della fede, della teologia; quei temi che toccano la vita della Chiesa nei suoi momenti pi particolari. Lallora cardinale Ratzinger nel 1993 mi chiam a essere consultore della Dottrina delle Fede e nel 2002, dopo che gli avevo che avevo gi fatto parecchio e potevo ritenermi libero, mi volle come membro della Congregazione e a ogni seduta stavo alla sua sinistra essendo il pi giovane.

Come ha reagito alla rinuncia di Benedetto sedicesimo?
Con perplessit. Perch vivere in prima persona un evento storico cos importante e mai accaduto in precedenza nelle modalit come le ha realizzate Benedetto sedicesimo mi lasciava molto perplesso nonostante uno veda quello che  stato il motivo principale che ha spinto Benedetto sedicesimo a rinunciare. Ovvero riconoscere il limite della propria natura, vale a dire lincapacit a poter andare avanti a sopportare il grande peso del governo della Chiesa. Lespressione Papa emerito, poi, non mi ha mai convinto perch teologicamente credo che ci siano dei limiti a dover accettare questa espressione che, se  pacifica per alcuni versi per un Vescovo ordinario nella Diocesi, non  cos scontato per il Vescovo di Roma che ha una peculiarit e una giurisdizione su tutta la Chiesa diversa.

C unespressione che ricorre pi volte negli scritti di Benedetto sedicesimo. Ci di cui il mondo ha bisogno. A cosa si riferiva?
 unespressione che Benedetto sedicesimo ha utilizzato molte volte anche come teologo. Ha bisogno di Ges Cristo; ha bisogno della fede che d risposte alle domande di senso della vita; ha bisogno di grande responsabilit che si esprime nella vita sociale, nella vita politica; ha bisogno di recuperare i fondamenti etici come la legge naturale che  quella universale e capace di poter arrivare a tutti perch raggiunta attraverso la ragione, non attraverso la fede; e poi soprattutto ha bisogno di Santi.

Nel volume edito San Paolo che uscir il 25 gennaio Ci di cui il mondo ha bisogno ci presenta alcuni punti fermi di ci che Benedetto sedicesimo ha voluto lasciare in eredit. Il primo, la centralit di Ges Cristo che non pu mai essere oscurata dalle vicende storiche della Chiesa.
La Chiesa corre il grande rischio con la vita di alcuni credenti di oscurare non solo la santit e quindi il volto di Cristo, ma anche la stessa santit della Chiesa e questo Benedetto sedicesimo lo ha intravisto, lo ha denunciato soprattutto per quanto riguarda tutti quei casi che sono uno scandalo che grida ancora vendetta al cospetto di Dio  degli abusi.

Il secondo punto fermo  la grande sfida dellevangelizzazione che i cristiani sono chiamati a realizzare con uno stile di vita coerente al Vangelo. Sempre di pi

Levangelizzazione rimane un punto fermo perch  la natura stessa della Chiesa. Se la Chiesa non evangelizza viene meno alla missione che il Signore le ha affidato e da questo punto di vista credo che ci sia una piena continuit tra il pontificato di Giovanni Paolo II che ha voluto e coniato lespressione Nuova Evangelizzazione; Benedetto sedicesimo ha dato vita al Pontifico Consiglio per la Nuova Evangelizzazione proprio contando su questa capacit di esprimere nella cultura un nuovo linguaggio di evangelizzazione; e papa Francesco ha fatto del Dicastero dellEvangelizzazione il perno del suo Pontificato.

Terzo punto fermo per Benedetto sedicesimo, il tentativo di trovare gli elementi positivi della modernit per far emergere ancora una volta la grande novit della fede cristiana.

Questa  la grande sfida che Benedetto sedicesimo ha lasciato. La modernit, soprattutto nella cultura dellOccidente, ha cercato di esprimere la propria autonomia alla luce dellantico assioma Vivere nel mondo come se Dio non esistesse. Ratzinger ha modificato questo; ha lanciato lespressione contraria Vivere nel mondo come se Dio esistesse. Qui laltra grande dimensione: la riscoperta del rapporto con la scienza. Ci sono pagine di grande attualit di Benedetto sedicesimo sul rapporto tra tecnologia, scienza con la fede. E questo lo possiamo dire soprattutto in un momento in cui domina la cultura digitale.

Un uomo di fede e di ragione.

Questo  stato il suo pensiero fondamentale. Lui ha concepito la fede come un essere presente e un comprendere. La fede aiuta a comprendere di pi la vita delle persone; il rapporto con Dio; ma anche tutte le situazioni che sono presenti nel mondo.  questo orizzonte da allargare la ragione attraverso la fede perch la fede pu contribuire ad andare in profondit nella scoperta della verit.

Benedetto sedicesimo  stato il grande difensore dellEuropa, perch non dimenticasse le sue origini e la responsabilit a cui  chiamata.
Radici da difendere, ma anche da promuovere. Non dimentichiamo che l'ultimo libro di Ratzinger come teologo  rivolto proprio allEuropa. Qualche settimana prima di essere eletto Papa, nella patria del monachesimo a Subiaco fece una conferenza determinante per la comprensione del futuro dellEuropa. Sempre in questo caso io credo che abbia voluto assumere il nome di Benedetto per ricordare la grande opera di evangelizzazione compiuta dal fondatore del monachesimo che mand i suoi monaci in tutta lEuropa, in quella che oggi conosciamo come Europa; e dallaltra parte anche il grande tema dellora et labora benedettino che mi sembra sia diventato quanto mai presente e significativo negli ultimi dieci della sua vita.

Lei  nato 71 anni fa a Codogno. Come si pongono fede e ragione davanti a un evento come quello della pandemia che ha avuto origine proprio nel suo paese natale?

Si reagisce davanti a questi fatti innanzitutto recuperando quello che tante volte oggi viene dimenticato, cio il limite che portiamo con noi, la debolezza. Codogno ha mostrato allItalia e al mondo che il Covid era qualcosa di inaspettato, qualcosa di imprevedibile e questo ha fatto riconoscere un sentimento che forse avevamo perso: quello della paura. Allora non si ricerca Dio per la paura e nei momenti di paura; ma certamente avere riconosciuto la propria debolezza ha aperto il cuore e la mente a riscoprire ancora di pi la presenza di un Dio che  vicino.