da Famiglia Cristiana numero 2 dell'8 gennaio 2023.
 
VITTORIO MESSORI: FU VERO TEOLOGO E VERO PASTORE.

Il futuro Benedetto sedicesimo venne ordinato sacerdote il 29 giugno 1951. Mente e cuore: il Papa emerito  un uomo colto che guarda alla Chiesa e al mondo con la tranquillit di chi crede che ogni cosa  nelle mani di Ges Cristo, spiega lo scrittore cattolico, che con lui scrisse il best seller "Rapporto sulla fede".

Joseph Ratzinger? Un uomo di grande semplicit e correttezza, una delle persone pi gentili e corrette che ho mai conosciuto. Il giornalista Vittorio Messori richiama alla memoria quellestate del 1984 quando, per tre giorni, intervist lallora prefetto della Congregazione per la dottrina della fede. Quelle ore vissute con il cardinale Ratzinger diedero di fatto lavvio a un nuovo genere letterario, quello dei libri-interviste a personaggi dellalta gerarchia vaticana, con il best-seller Rapporto sulla fede (San Paolo), la cui lettura  ancora consigliabile per capire tanto della Chiesa contemporanea.

Loccasione di intervistare Messori ci  data dal settantesimo anniversario dellordinazione sacerdotale del Papa emerito, avvenuta nel Duomo di Frisinga il 29 giugno 1951, quando aveva 24 anni. Fra gli ordinandi cera anche il fratello maggiore Georg, morto nel 2020. Un periodo intenso di studio e preghiera per il giovane Joseph, ma anche di formazione per quello che diventer di l a poco il suo pane quotidiano, la teologia, scienza che gli aprir le porte alla docenza in varie universit tedesche, gli consentir di partecipare in qualit di perito al concilio Vaticano secondo e, nel 1981, lo porter per volere di Giovanni Paolo secondo a guidare la Congregazione per la dottrina della fede, il massimo organo incaricato di tutelare lortodossia della fede.
Mi davano per pazzo perch avevo intenzione di fare unintervista con il capo di quello che solo ventanni prima aveva il nome di SantUffizio, organo vaticano temutissimo perch non parlava se non per iscritto e statuendo senza appello di fronte ai casi teologicamente dubbi, ricorda Messori. E Ratzinger nellimmaginario collettivo rappresentava proprio il massimo esponente di quellorgano, che aveva come consegna il silenzio sulle spinose questioni che trattava.

Il giorno del rendez-vous nel seminario di Bressanone, in Alto Adige, la timidezza si sciolse subito. Giunse allappuntamento in taxi. Ne usc vestito con la talare perch veniva da una cerimonia. Se lo avessi incontrato senza conoscerlo e vestito in abiti civili lo avrei scambiato per un rispettabile sindaco di quelle parti. Un lavoro gomito a gomito durato giorno e notte.
A posteriori credo che il nostro approccio fu favorito dalla comune data di nascita, anche se io sono pi giovane, cio il 16 aprile, il giorno della morte di suor Bernadette, che in prospettiva credente  quello della vita senza fine. Il taglio umano di Ratzinger non tard a manifestarsi. Mi mise subito a mio agio, rispose a tutte le mie domande. Si comport sempre in modo tranquillo e trasparente, senza reticenze anche di fronte alle questioni pi spinose. Un uomo semplice, Ratzinger. La semplicit di un uomo che non pensa che ci sia cattiveria nel mondo, quella stessa che poi si scaten dopo la pubblicazione del libro. Affid al segretario la rilettura delle bozze e non tagli niente perch gli pareva un normale libro che parlava di fede. Un uomo trasparente, coltissimo, una delle persone pi intelligenti che abbia mai conosciuto e che, nonostante questo, sembra aver conservato dallinfanzia lidea della bont intrinseca delluomo.

Come era, invece, il Ratzinger sacerdote? In quei giorni nella cappella privata del seminario celebrava la Messa in tedesco, ma anche in latino e in italiano, ed era assistito dalle due suore che lo accompagnavano. Traspariva luomo che , dotato di quella straordinaria fede che sa guardare alle cose della Chiesa e del mondo con la tranquillit di chi  consapevole che tutto  nelle mani di Ges Cristo, lunico Salvatore. Un uomo che ha saputo contemperare le ragioni dellintelligenza con quelle della fede.


