da OSSERVATORE ROMANO  3 gennaio 2023.

Da Dio la forza e l'umilt, di Giovanni Zavatta.

 L'"appassionato" studioso, il "fine" professore universitario, il "grande, eminente" teologo, il cardinale e poi il Pontefice protagonista del dialogo ecumenico e interreligioso, con Cristo "alla radice del suo pensiero e alla base della sua preghiera", la forza spirituale ma anche la fragilit umana, l'umilt nel riconoscerla, il coraggio e la coerenza nell'affrontarla: dai rappresentanti delle varie confessioni e organizzazioni cristiane alle comunit ebraica, musulmana, buddhista, tutti sottolineano la statura intellettuale e morale di Benedetto sedicesimo, la straordinaria testimonianza di fede che ha caratterizzato tutta la sua vita.
Il patriarca ecumenico Bartolomeo ricorda con "rispetto, amore e gratitudine" Papa Ratzinger, il suo viaggio apostolico in Turchia e la firma della dichiarazione comune al Fanar, il 30 novembre 2006, espressione della "nostra gioia di sentirci fratelli e di rinnovare il nostro impegno in vista della piena comunione". Da docente universitario ebbe anche studenti ortodossi come il futuro arcivescovo d'Australia Stylianos e il primo metropolita della Svizzera Damaskinos: fu anche grazie a loro che Ratzinger "approfond la conoscenza dell'ortodossia". La delegazione del Patriarcato di Costantinopoli ai funerali sar composta dal metropolita di Calcedonia, Emmanuel, e dal metropolita d'Italia, Polykarpos, mentre Bartolomeo, sabato 7, parteciper a Istanbul a una funzione liturgica in memoria, assieme al vicario apostolico monsignor Massimiliano Palinuro.
Anche il patriarca di Mosca, Kirill, in un messaggio indirizzato a Papa Francesco, esprime le sue condoglianze e mette in evidenza come "l'autorit assoluta di Benedetto sedicesimo come eminente teologo gli ha permesso di dare un contributo significativo allo sviluppo della cooperazione intercristiana, alla testimonianza di Cristo di fronte a un mondo secolarizzato e alla difesa dei valori morali tradizionali. [...] Ho avuto l'opportunit di testimoniare il suo profondo amore per il cristianesimo orientale e, in particolare, il sincero rispetto per la tradizione dell'ortodossia russa". Durante il suo pontificato, sottolinea Kirill, "i rapporti tra la Chiesa ortodossa russa e la Chiesa cattolica romana si sono notevolmente sviluppati nello spirito di fraterna collaborazione e nel desiderio di interazione sulla via del superamento dell'eredit talvolta dolorosa del passato". A parlare, a nome del Consiglio ecumenico delle Chiese, sono stati il gi segretario generale ad interim, reverendo Ioan Sauca, e il moderatore del comitato centrale, vescovo Heinrich Bedford-Strohm: "E' stato il primo Pontefice ad aver fatto parte", prima di essere eletto, "di un organismo del Consiglio ecumenico delle Chiese come membro cattolico della Commissione fede e costituzione", osserva Sauca, rammentando il Documento di Ravenna del 2007, il coraggio dimostrato nei suoi scritti e nelle sue dichiarazioni, l'affermazione di "irreversibilit" del coinvolgimento della Chiesa cattolica nell'ecumenismo, "specialmente nel rispondere alle sfide impegnative della Chiesa nel mondo". Bedford-Strohm, dal canto suo, cita le parole pronunciate da Benedetto sedicesimo nel giorno del suo 85esimo compleanno, il 16 aprile 2012, nella Cappella Paolina in Vaticano davanti a una delegazione bavarese: "Mi trovo di fronte all'ultimo tratto della mia vita, e non so cosa mi aspetta", disse, confidando tuttavia "che la luce di Dio esiste, che Egli  risorto, che la sua luce  pi forte di ogni oscurit, che la bont di Dio  pi forte di ogni male di questo mondo". L'arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, primate della Comunione anglicana, ricorda "i molti profondi cambiamenti vissuti" da Joseph Ratzinger "durante la sua lunga esistenza e il suo ministero di servizio", dal regime nazista alla seconda guerra mondiale, dal Concilio Vaticano ii alla caduta del Muro di Berlino, alla riunificazione della sua patria. "E' stato uno dei pi grandi teologi della sua epoca - afferma Welby - impegnato nella fede della Chiesa, risoluto nella sua difesa. [...] Nel 2013 ha compiuto il passo coraggioso e umile di dimettersi dal pontificato.
Facendo questa scelta liberamente ha riconosciuto la fragilit umana che ci colpisce tutti". I rapporti tra Ratzinger e fratel Roger sono invece al centro del messaggio del priore di Taiz, fratel Alois: "Si conoscevano dal Concilio Vaticano ii dove uno era esperto e l'altro osservatore.
Io stesso ricordo di essere stato con frre Roger a casa sua durante un incontro di giovani a Monaco di Baviera.
Ci accolse calorosamente.
E quando frre Roger si recava a Roma andava spesso dal cardinale Ratzinger per avere con lui uno scambio approfondito". Benedetto sedicesimo aveva una grande stima di fratel Roger: "La sua testimonianza di un ecumenismo di santit ci ispiri nel nostro cammino verso l'unit", sottoline dopo la sua morte.
Per l'Unione delle comunit ebraiche italiane Benedetto sedicesimo  stato "una grande figura di leader spirituale, capace di lasciare un segno profondo con la sua opera, che ricordiamo anche per l'incontro di cui fu protagonista con l'ebraismo romano e italiano varcando la soglia del Tempio Maggiore della Capitale nel gennaio del 2010". Fondamentali, "per rafforzare l'impegno comune nel dialogo e nella lotta contro ogni distorsione e pregiudizio, anche la visita al Muro del Pianto a Gerusalemme, nell'anno del giubileo, e poi la tappa ad Auschwitz-Birkenau". Un Papa che "ha mostrato coraggio e coerenza nelle sue scelte", che "ha fatto la Storia e seminato le basi per un futuro migliore, non soltanto per la Chiesa", scrive l'Ucei.
Dal mondo musulmano l'Unione delle comunit islamiche d'Italia rammenta lo studioso, il teologo, il "promotore attento del dialogo interreligioso. [...] Lo ricordiamo, nel 2006, a fianco al grande muft di Istanbul pregare nella Moschea Blu e nel 2009 davanti alla moschea dell'Aqsa a Gerusalemme". La comunit religiosa mondiale "perde un uomo di grande cultura e umilt", commenta il presidente dell'Ucoii, Yassine Lafram. Sempre in Italia vicinanza e preghiera "a tutti i fratelli e sorelle della Chiesa cattolica" sono stati espressi dai musulmani della Coreis (Comunit religiosa islamica); la sua levatura teologica "ha dato l'occasione per un dibattito intellettuale tra cristiani e mondo islamico". Anche l'Unione buddhista italiana si unisce al dolore per la morte di Benedetto sedicesimo, "uomo di profondo pensiero e ricerca teologica, attento al dialogo interreligioso.
La statura di fine studioso si accompagnava alla sua mansuetudine", conclude un comunicato.
