da OSSERVATORE ROMANO 3 gennaio 2023.


Quel dialogo sulla ragione aperto a tutti.

La stima per la sua vastissima, profonda cultura, e per il suo sincero desiderio di dialogare con interlocutori provenienti da mondi molto diversi o anche antitetici al suo, poggiando sul solido terreno di una ragione allargata disposta a lasciarsi stupire dall'iniziativa del Mistero di Dio,  il leitmotiv che torna in molti degli obituaries che intellettuali, scrittori e studiosi hanno dedicato a Joseph Ratzinger. "Verr ricordato per la sua relazione costante con il mondo della cultura.
Nessuno come lui  stato capace di avviare un dialogo franco, aperto e fruttuoso con i diversi ambiti culturali, come espressione di ci che  pi intimo nel cuore dell'uomo";  uno dei commenti provenienti dal mondo lusofono, pubblicati sul portale "Observador" all'indomani della scomparsa di Benedetto sedicesimo.
In Italia il matematico non credente Piergiorgio Odifreddi ha raccontato la sua amicizia con il Papa teologo come un dono inaspettato. "La prima volta gli ho portato una copia del nostro libro e ci siamo messi a parlare di tutto.
Tanto che gli ho chiesto se potessi tornare a trovarlo" scrive Odifreddi. "Mi disse: Teniamoci in contatto.
Se ci sar ancora. Era il 2013, qualche mese dopo le sue dimissioni". Due visioni del mondo contrapposte, eppure (o, forse, proprio per questo) - chiosa Odifreddi - capaci di dialogo autentico.
Cos concreto da far nascere due libri a doppia firma.
Il pi mitteleuropeo degli scrittori italiani Claudio Magris in una riflessione pubblicata sul "Corriere della Sera" ha rilevato che il mettersi in discussione, con autorit aperta al dialogo,  stato dei "grandi gesti" del suo pontificato. Lo scrittore ha ricordato l'udienza privata con Ratzinger; in quell'incontro emerse la figura dello studioso di Agostino e Bonaventura, e l'allievo di von Balthasar e de Lubac. Durante quell'udienza emerse "la radice profondamente tedesca della sua formazione, la Germania di Freising, di Monaco, di Regensburg, di Tubingen". In molte occasioni, il dialogo formale si  trasformato presto in amicizia; "l'inizio - racconta Emilia Guarnieri, che per molti anni ha guidato il Meeting di Rimini -  stato con l'edizione del 90. Quell'anno avevamo osato invitare a parlare il Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
Da subito ci fu dato di fare l'esperienza di una dolcezza, di una disponibilit e soprattutto di un interesse a essere con noi che mai ci saremmo immaginati di tale intensit. Mi trovai di fronte a una persona che emanava certezza, ma non in s, piuttosto in quell'Eterno di cui avrebbe parlato nella sua conferenza: la fondamentale liberazione che la Chiesa pu darci  lo stare nell'orizzonte dell'Eterno,  l'uscir fuori dai limiti del nostro sapere e del nostro potere".

