(I numeri fra parentesi, se non preceduti da lettere, si riferiscono alle
note poste al termine dei capitoli o parti di essi)
                 S. Luigi Maria Grignion de Montfort

                TRATTATO DELLA VERA DEVOZIONE A MARIA


                            INTRODUZIONE
         MARIA NEL DISEGNO DI DIO E NEL DISEGNO DELLA CHIESA

 1 -  Per mezzo della ss. Vergine Maria Ges Cristo venne nel  mondo,
ancora per mezzo di lei deve regnare nel mondo (1).
 Maria  un mistero
 2 -  Maria  visse  tanto nascosta da essere chiamata  dallo  Spirito
Santo  e dalla Chiesa Alma Mater (2), Madre nascosta e riservata.  Fu
cos  profondamente umile da non avere, sulla terra,  attrattiva  pi
forte  e  continua che di nascondersi a se stessa e ad ogni  creatura
per essere conosciuta da Dio solo.
 3 -  Per esaudirla nelle richieste che gli fece di tenerla nascosta,
povera  e  umile, Dio si compiacque di non rivelarla quasi a  nessuna
creatura  nel  concepimento,  nella nascita,  nella  vita,  nei  suoi
misteri, nella risurrezione e nell'assunzione. I suoi stessi genitori
non  la  conoscevano e gli angeli si chiedevano spesso l'un  l'altro:
"Chi   costei" (3). L'Altissimo infatti, l'occultava ai loro sguardi
e,  se lasciava trasparire qualcosa di lei, infinitamente di pi  era
quanto teneva segreto.
 4 -  Dio  Padre  ha consentito che non facesse miracolo  durante  la
vita,  almeno  di  quelli strepitosi, bench gliene  avesse  dato  il
potere  (4).  Dio  Figlio  ha  consentito  che  i  suoi  apostoli  ed
evangelisti  ne  parlassero pochissimo, e solo quanto era  necessario
per far conoscere Ges Cristo, bench fosse la sua fedele Sposa.
 5 -  Maria    l'eccellente  capolavoro dell'Altissimo,  che  se  ne
riserv  la  conoscenza e il possesso. Maria  la madre mirabile  del
Figlio, che prese piacere ad umiliarla e nasconderla nel corso  della
vita   per   assecondarne  l'umilt  chiamandola  donna   (5),   come
un'estranea, quantunque la stimasse e l'amasse nel suo  cuore  al  di
sopra  di  tutti gli angeli e gli uomini. Maria  la fonte  sigillata
 (6) e la Sposa fedele dello Spirito Santo, dove lui solo pu entrare.
Maria    il santuario e il riposo della santa Trinit, dove  Dio  Si
trova  in  modo magnifico e divino pi che in qualsiasi  altro  luogo
dell'universo, non eccettuata la sua dimora sui cherubini e serafini.
A nessuna creatura, anche se purissima,  permesso entrarvi senza uno
speciale privilegio.
 6 -  Affermo con i Santi che la divina Maria  il paradiso terrestre
del  nuovo  Adamo  (7), dove questi si  incarnato  per  opera  dello
Spirito Santo per compiervi imperscrutabili meraviglie.  il mondo di
Dio, grande e divino, dove si trovano bellezze e tesori ineffabili.
   la magnificenza dell'Altissimo (8), dove questi nascose, come nel
proprio seno, il suo unico Figlio, ed in lui tutto quanto egli ha  di
eccellente  e di pi prezioso. Oh! quante cose grandi e  nascoste  ha
fatto  Dio  onnipotente in questa creatura mirabile, come lei  stessa
dovette  ammettere nonostante la sua profonda umilt:"Grandi cose  ha
fatto in me l'Onnipotente" (9). Il mondo non le conosce, perch ne  
incapace e indegno.
 7 - I Santi han detto cose meravigliose di questa santa citt di Dio
(10)  e,  stando alle loro stesse testimonianze, non sono  mai  stati
cos  eloquenti  e  felici, come quando hanno parlato  di  lei  (11).
Proclamano  perfino che l'altezza dei suoi meriti, da  lei  innalzati
fino al trono della divinit, non si pu scorgere; la larghezza della
sua  potenza,  estesa perfino sopra un Dio, non si  pu  capire  (12)
infine,  la  profondit della sua umilt e di tutte le  sue  virt  e
grazie,   pari  ad  un  abisso,  non  si  pu  sondare.   O   altezza
incomprensibile,  larghezza ineffabile, grandezza  smisurata,  abisso
insondabile! (13)
 8 -  Ogni giorno, da un capo all'altro della terra, nel pi alto dei
cieli,  nel pi profondo degli abissi, tutto proclama, tutto  divulga
l'ammirabile  Maria. I nove cori degli angeli,  le  persone  di  ogni
sesso, et, condizione, religione, buoni e cattivi e persino i demoni
sono  costretti volentieri o no a proclamarla beata,  in  nome  della
verit.
 Tutti  gli  angeli  nei  cieli  -dice San  Bonaventura-  le  cantano
incessantemente: "Santa, santa, santa Maria, Vergine Madre di Dio". E
milioni  e  milioni  di volte, ogni giorno, le  rivolgono  il  saluto
angelico "Ave Maria...", mentre si prostrano dinanzi a lei e chiedono
il favore d'essere onorati di un suo comando. "San Michele stesso,  -
dice  sant'Agostino- bench principe di tutta la Corte celeste,   il
pi zelante nel renderle e farle rendere ogni sorta di omaggi, sempre
in attesa di avere l'onore di volare, ad un suo cenno, in soccorso di
qualcuno dei suoi servi".
 9 -  Tutta la terra  piena della sua gloria, particolarmente fra  i
cristiani, dai quali  scelta quale patrona e protettrice di parecchi
regni, province, diocesi e citt. Quante cattedrali consacrate a Dio,
sotto  il  suo  nome! Non c' chiesa che non abbia un altare  in  suo
onore;  non  regione, non contrada, dove non si trovi qualcuna  delle
sue  miracolose immagini, davanti alle quali si guarisce da ogni male
e  si ottiene ogni bene. Quante confraternite e congregazioni in  suo
onore! Quanti istituti religiosi sotto il suo nome da sua protezione!
(14).  Quanti  confratelli e consorelle di tutte le pie associazioni,
religiosi e religiose di tutti gli Ordini, pubblicano le sue  lodi  e
annunciano le sue misericordie!
 Non  c'  nemmeno un bambino che, balbettando l'Ave  Maria,  non  la
lodi.  Non c' un peccatore che, sebbene ostinato, non abbia  in  lei
qualche  scintilla  di  speranza. Non c'  neppure  un  solo  demonio
nell'inferno che, temendola, non la rispetti.
 Maria non  abbastanza conosciuta
 10 -    dunque  giusto e doveroso ripetere con i Santi:  "DE  MARIA
NUMQUAM  SATIS"  (15).  Maria non  stata ancora  abbastanza  lodata,
esaltata,  onorata, amata e servita. Ella merita pi lode,  rispetto,
amore e servizio.
 11 -  Bisogna  anche  affermare con  lo  Spirito  Santo:  "Tutto  lo
splendore  della figlia del Re  nell'interno" (16). Tutta la  gloria
esteriore,  che a gara le rendono il cielo e la terra, si direbbe  un
nulla a paragone di quella che ricevette interiormente dal Creatore e
che  non    conosciuta dalle povere creature, le quali  non  possono
penetrare nel segreto pi intimo del Re.
 12 -  Dobbiamo anche esclamare con l'Apostolo: "Occhio non vide,  n
orecchio  ud, n mai entrarono in cuore di uomo " (17) le  bellezze,
le  grandezze e le prerogative di Maria, il pi grande miracolo della
grazia, della natura e della gloria! Cerca di capire il Figlio  -dice
un  santo-  se vuoi comprendere la madre. Ella  una degna  Madre  di
Dio! Qui taccia ogni lingua!
 Occorre conoscere maggiormente Maria
 13 -  Il  cuore  mi ha suggerito quanto ho scritto  con  particolare
gioia,  per  mostrare che la divina Maria  stata finora sconosciuta,
ed    questa una delle ragioni per le quali Ges Cristo non  ancora
conosciuto  come si deve (18). Se dunque, come  certo, la conoscenza
ed  il  regno  di  Cristo  si  attueranno  nel  mondo,  sar  effetto
necessario  della  conoscenza e del regno  della  santissima  Vergine
Maria,  che  l'ha dato alla luce la prima volta e lo far risplendere
la seconda (19).

 NOTE:
 1)  l'ouverture, il tema di tutta l'Opera: verr ripreso ai nn. 13,
22,  49,  157, 217, 262. "Nel mistero dell'assunzione si  esprime  la
fede  della Chiesa, secondo la quale Maria  unita da uno  stretto  e
indissolubile vincolo a Cristo, perch, se madre-vergine  era  a  lui
singolarmente  unita nella sua prima venuta, per  la  sua  continuata
cooperazione con lui lo sar anche in attesa della seconda;  "redenta
in  modo  pi  sublime in vista dei meriti del Figlio suo",  ella  ha
anche quel ruolo proprio della madre, di mediatrice di clemenza nella
venuta  definitiva, quando tutti coloro che sono  di  Cristo  saranno
vivificati, e "l'ultimo nemico ad essere annientato sar la morte" (1
Cor 15,26) (Giovanni Paolo II, Enc. Redemptoris Mater, n. 41).
 2)  questo, secondo san Girolamo (In Is. Proph. 3,7. PL 24, 110), il
senso della parola ebraica `almah (cf. Is 7,14). Per la liturgia, cf.
l'inno  Ave. maris stella e l'antifona Alma redemptoris Mater (Cf  G.
Rossetto  Alma vuol dire nascosta? in Madre e Regina, XVI, 1962,  pp.
247-248).
 3) "Chi  colei che sale dal deserto appoggiata al suo diletto?" (Ct.
8,5).
 4) Cf S. Tommaso, S.Th. III, q. 27, a.5, ad 3.
 5)  Gv  2,4;  19,26.  Nel nome "donna" riferito a Maria  gli  esegeti
vedono il ruolo che le  stato assegnato nella storia della salvezza,
come Figlia di Sion e nuova Eva.
 6)  "Giardino  chiuso, tu sei, sorella mia, sposa,  giardino  chiuso,
fontana sigillata" (Ct 4, 12). Cf VD 263.
 7) L'interpretazione di Gen 2, 8 in senso mariano si ritrova, ad es.,
in  S. Efrem, S. Proclo, S. Ambrogio, S. Giovanni Damasceno, S. Leone
Magno. Cf VD 18, 248, 261.
 8) Cf. VD 248.
 9) Lc 1, 49.
 10) VD 48.
 11)  "Non  mi sento mai cos contento, n mai cos preso da  tremore,
come   quando   devo  parlare  della  gloria  della  Vergine   madre"
(S.BERNARDO Serm. 4 in Assumpt, B.V.M., PL 183, 427).
 12) Cf. VD 37, 76.
 13) Sono paragoni che si ispirano a Ef 3, 18 e Ap 21, 15-16.
 14)  Cf.  E. Gambari, Ordini e Congregazioni Religiose di nome  e  di
orientamento  mariani, in Enciclopedia mariana Theotcos,  1954,  pp.
509-615;  A.  Rum,  Istituti  di  ispirazione  mariana.  Spiritualit
mariana degli Istituti religiosi, in I Religiosi sulle orme di Maria,
Libreria Editrice Vaticana, 1987, pp. 95-117.
 15)  Nel manoscritto queste quattro parole DE MARIA NUMQUAM SATIS  si
distaccano nettamente dal contesto in caratteri tre volte pi  grandi
degli altri.
 16) Sal 45, 14, secondo la versione Volgata.
 17) 1 Cor 2, 9
 18)   Il   Montfort   parla   qui  di  una  Conoscenza   vitale,   in
contrapposizione  a  quella speculativa arida, sterile,  indifferente
(Cf. VD 64).
 19)  "La conoscenza della vera dottrina cattolica su Maria costituir
sempre una chiave per la esatta comprensione del mistero di Cristo  e
della Chiesa" (Paolo VI, 21.11.1964).


                    PARTE PRIMA - CAPITOLO PRIMO
                     MARIA NEL MISTERO DI CRISTO

 1. Nell'incarnazione
 16 -  Dio  Padre ha dato al mondo il suo unico Figlio  soltanto  per
mezzo di Maria. Per quanti sospiri abbiano elevato i patriarchi,  per
quante  richieste abbiano presentato i profeti e i santi  dell'antica
legge, durante quattromila anni, per avere un simile tesoro, soltanto
Maria  l'ha  meritato  ed ha trovato grazia  davanti  a  Dio  con  la
veemenza  delle sue preghiere e con la sublimit delle sue virt.  Il
mondo  -  dice sant'Agostino -  era indegno di ricevere il Figlio  di
Dio  direttamente  dalle mani del Padre. Questi  l'ha  dato  a  Maria
perch il mondo lo ricevesse per mezzo di lei (1). Il Figlio di Dio si 
fatto  uomo per la nostra salvezza, ma in Maria e per mezzo di Maria.
Dio  Spirito  Santo ha formato Ges Cristo in Maria, ma  dopo  averle
chiesto  il  consenso per mezzo di uno dei primi ministri  della  sua
corte (2).
  2. Nei misteri della redenzione
 17 -  Dio  Padre  ha  comunicato a Maria la propria  fecondit,  per
quanto  ne  era capace una semplice creatura, per darle il potere  di
generare il suo Figlio e tutti i membri del suo corpo mistico.
 18 - Dio Figlio  disceso nel grembo della Vergine, come nuovo Adamo
nel  paradiso  terrestre, per compiacersi  in  esso  ed  operarvi  in
segreto  meraviglie di grazia. Questo Dio-uomo ha trovato la  propria
libert nel vedersi racchiuso nel seno di lei. Ha fatto sfoggio della
propria  forza nel lasciarsi portare da questa fanciulla. Ha  trovato
la  propria gloria e quella del Padre nel nascondere i suoi splendori
a  tutte  le creature di quaggi, per manifestarli solo a  Maria.  Ha
glorificato la propria indipendenza e maest nel dipendere da  questa
amabile  Vergine nella concezione, nella nascita, nella presentazione
al  tempio,  nei trent'anni di vita nascosta, anzi nella  sua  stessa
morte, alla quale doveva essere presente, per compiute dall'Incarnata
Sapienza  nella sua vita nascosta Ges Cristo rese maggior  gloria  a
Dio  suo  Padre con la sua sottomissione a Maria per trent'anni,  che
non  gliene avrebbe data convertendo tutta la terra con i pi  grandi
miracoli  Oh, come si glorifica altamente Dio quando, per  piacergli,
ci  sottomettiamo a Maria, sull'esempio di Ges Cristo, nostro  unico
modello.
 19 -  Se  esaminiamo da vicino i rimanenti anni della vita  di  Ges
Cristo,  vedremo  che egli ha voluto cominciare i suoi  miracoli  per
mezzo  di Maria. Con la parola di Maria, infatti, ha santificato  san
Giovanni  ancora nel seno della madre santa Elisabetta (3): non  appena
Maria  ebbe parlato, Giovanni fu santificato; e questo  il  primo  e
pi grande miracolo nell'ordine della grazia. All'umile preghiera  di
Maria, nelle nozze di Cana (4), egli ha cambiato l'acqua in vino, ed  
il  suo  primo  miracolo  nell'ordine della natura.  Ges  Cristo  ha
cominciato  e  continuato i suoi miracoli per mezzo di  Maria  e  per
mezzo di Maria li continuer sino alla fine dei secoli.
 20 - Lo Spirito Santo, che  sterile in Dio, cio non da origine  ad
un altra persona divina,  divenuto fecondo per mezzo di Maria da lui
sposata.  Con  lei,  in  lei  e da lei  egli  ha  realizzato  il  suo
capolavoro, che  un Dio fatto uomo, e tutti i giorni, sino alla fine
del  mondo, d vita ai predestinati e ai membri del corpo  di  questo
Capo adorabile. Perci, quanto pi lo Spirito Santo trova Maria,  sua
cara e indissolubile Sposa, in un'anima, tanto pi diviene operoso  e
potente per formare Ges Cristo in quest'anima e quest'anima in  Ges
Cristo (5).
 21 -  Non  si  vuol dire con questo che la Vergine  Maria  dia  allo
Spirito  Santo  la  fecondit,  come se  non  l'avesse.  Essendo  Dio
anch'egli  come  il  Padre e il Figlio, ha  la  fecondit,  ossia  la
capacit  di  generare quantunque non la riduca in atto, dal  momento
che  non  d origine ad altra persona divina. Si vuole soltanto  dire
che  lo  Spirito Santo, tramite la Vergine Maria, di cui ama servirsi
pur  senza  averne assolutamente bisogno, traduce in atto la  propria
fecondit, producendo in lei e per mezzo di lei Ges Cristo e le  sue
membra.  O  mistero  di  grazia sconosciuto  anche  ai  pi  dotti  e
spirituali fra i cristiani!

 NOTE:
 1) AGOSTINO (inter opera), PL 38, 1074; PL 40, 1191-1192.
 2)  Con  il  suo ripetuto riferimento alla Trinit, il Montfort  vede
Maria  nella  sua intima realt del tutto dipendente e  orientata  al
Padre al Figlio e allo Spirito Santo. Questa prospettiva trinitaria 
giudicata intrinseca ed essenziale dalla Marialis cultus di Paolo VI,
in  piena  sintonia  con  il  Concilio  Vaticano  II:  "  sommamente
conveniente,  anzitutto, che gli esercizi di piet verso  la  Vergine
Maria esprimano chiaramente la nota trinitaria e cristologica, che in
essi  intrinseca ed essenziale" (MC 25).
 3) Lc 1, 41-44.
 4) Gv 2, 1-12
 5) Talvolta si rimprovera alla piet mariana cattolica di attutire il
culto  dello  Spirito Santo o di non far emergere la sua  azione  che
sarebbe sostituita da Maria. Tale accusa non vale per la Chiesa e  in
particolare per il Montfort che unisce indissolubilmente  Maria  allo
Spirito  Santo in tutta l'opera della salvezza. Cf S. DE FIORES,  "Le
Saint-Esprit et Marie chez Grignion de Montfort", in Cahiers  marials
20  (1975),  n.  99, pp. 195-216. Il titolo di "Sposa  dello  Spirito
Santo",  che  il Montfort attribuisce a Maria, non messo in  evidenza
dal  Vaticano II, risale, in Occidente, a S. Francesco d'Assisi ed  
stato  valorizzato dalla Marialis cultus (n. 26) e dalla  Redemptoris
Mater (n. 26).


                   PARTE PRIMA - CAPITOLO SECONDO
                   MARIA NEL MISTERO DELLA CHIESA

   22 - Il modo di agire adottato dalle tre Persone della SS. Trinit
nell'Incarnazione  e nella prima venuta di Ges  Cristo,    da  loro
seguito ogni giorno in maniera invisibile nella santa Chiesa, e  sar
da  loro seguito fino alla consumazione dei secoli nell'ultima venuta
di Ges Cristo.

 A.  MISSIONE DI MARIA NEL POPOLO DI DIO

 1.  Collaboratrice di Dio
 23 - Dio Padre ha radunato tutte le acque e le ha chiamate mare,  ha
radunato tutte le grazie e le ha chiamate Maria (1).
 Questo  grande  Iddio  possiede un tesoro e un emporio  ricchissimo,
dove  ha  racchiuso tutto quanto possiede di bello, di splendido,  di
raro  e  di  prezioso,  perfino il proprio Figlio.  E  questo  tesoro
immenso   Maria, che i Santi chiamano: tesoro del Signore (2),  dalla
cui pienezza gli uomini sono arricchiti.
 24 -  Dio Figlio ha comunicato a sua Madre tutto quanto ha acquisito
con la sua vita e la sua morte, i suoi meriti infiniti e le sue virt
ammirabili. L'ha costituita tesoriera di quanto il Padre gli ha  dato
in  eredit.  Per  mezzo di lei egli applica i suoi  meriti  ai  suoi
membri,  comunica  le sue virt e distribuisce le sue  grazie.  Cos,
Maria  il suo canale misterioso, l'acquedotto per cui fa passare con
soavit e abbondanza le sue misericordie (3).
 25 -  Dio  Spirito Santo ha comunicato a Maria, sua fedele Sposa,  i
suoi  doni  ineffabili. L'ha scelta quale dispensatrice di tutto  ci
che  possiede:  di  modo che ella distribuisce a  chi  vuole,  quanto
vuole,  come vuole e quando vuole, tutti i suoi doni e le sue  grazie (4).
Nessun dono del cielo  concesso agli uomini che non passi per le
mani  verginali  di lei. IL volere di Dio , infatti,  che  tutto  ci
venga  donato  per  mezzo  di Maria. Cos doveva  essere  arricchita,
innalzata e onorata dall'Altissimo colei che per tutta la vita  volle
essere povera, umile e nascosta fin nell'abisso del nulla, con la sua
profonda umilt! Ecco i sentimenti della Chiesa e dei santi Padri (5).
 26 -  Se  parlassi a certi sapientoni d'oggi, proverei pi  a  lungo
quel  che scrivo alla buona, con la sacra Scrittura e i santi  Padri,
di  cui riferirei i testi latini, e con parecchie solide ragioni, che
si trovano sviluppate a lungo nel libro del reverendo padre Poir, La
triplice corona di Maria Vergine (6). Ma io parlo soprattutto ai poveri
e  ai semplici, che essendo dotati di buona volont ed avendo maggior
fede  del comune dei sapienti, credono con pi semplicit e  con  pi
merito. Cos mi accontento di asserire la verit semplicemente, senza
fermarmi  a  citar  loro tutti i passi latini  che  non  capirebbero,
sebbene  non  trascuri di riferirne alcuni, senza troppo  ricercarli.
Proseguiamo.
 2.  Influsso materno di Maria
 27 -  La  grazia  perfeziona la natura e  la  gloria  perfeziona  la
grazia.    certo, dunque, che Nostro Signore  tuttora,  nel  cielo,
figlio  di  Maria  come lo  stato sulla terra  ed  ha  mantenuto  la
sottomissione e l'obbedienza del pi perfetto di tutti i figli  verso
la migliore di tutte le madri.
 Bisogna  per  guardarsi bene dal pensare che in tale dipendenza  ci
sia  un  abbassamento o una imperfezione qualsiasi  in  Ges  Cristo.
Maria   infinitamente al di sotto del Figlio, che  Dio; per questo,
non  gli comanda come farebbe una madre di quaggi con il figlio  che
le   sottomesso. Ella  tutta trasformata in Dio per la grazia e  la
gloria che trasforma tutti i Santi in lui; quindi domanda, vuole e fa
unicamente  ci che  conforme alla volont eterna ed  immutabile  di
Dio.
Se  dunque, negli scritti di san Bernardo, di san Bernardino, di  san
Bonaventura e di altri, si legge che tutto, nel cielo e sulla terra e
Dio  stesso,   sottomesso a Maria, si deve intendere che  l'autorit
conferitale  da Dio  talmente grande da sembrare che ella  abbia  la
medesima  potenza  di  Dio  e che le sue preghiere  e  domande  siano
talmente  efficaci presso Dio, da valere sempre quali comandi  presso
la  sua  Maest,  la quale non resiste mai alla preghiera  della  sua
diletta madre, perch  sempre umile e conforme al suo volere. Se con
la  forza  della  sua preghiera Mos riusc a fermare  l'ira  di  Dio
contro  gli  israeliti,  in  modo cos  vigoroso  che  l'altissimo  e
infinitamente  misericordioso Signore, non potendo  resistergli,  gli
disse di lasciarlo andare in collera e punire quel popolo ribelle (7),
che  cosa  dovremo  pensare,  a pi forte  ragione,  della  preghiera
dell'umile  Maria, la degna Madre di Dio, pi potente,  davanti  alla
Maest di Dio, delle preghiere ed intercessioni di tutti gli angeli e
i santi del cielo e della terra?
 28 -  Nel  cielo,  Maria  comanda agli  angeli  ed  ai  beati.  Come
ricompensa  della  sua profonda umilt, Dio le ha dato  il  potere  e
l'incarico di riempire di santi i troni lasciati vuoti dalla superbia
degli  angeli ribelli. Tale  la volont dell'Altissimo, che  innalza
gli umili (8): il cielo, la terra e gli abissi devono piegarsi, volenti
o  nolenti,  ai  comandi  dell'umile Maria, che  egli  ha  costituita
sovrana  del  cielo e della terra (9), condottiera dei  suoi  eserciti,
tesoriera  delle  sue  ricchezze,  dispensatrice  delle  sue  grazie,
operatrice delle sue grandi meraviglie, riparatrice del genere umano,
mediatrice  degli uomini, sterminatrice dei nemici di  Dio  e  fedele
compagna delle sue grandezze e dei suoi trionfi.
3. Segno della  vera fede
 29 -  Dio  Padre vuol avere figli per mezzo di Maria sino alla  fine
del  mondo  e le dice: "Fissa la tua tenda in Giacobbe" (10),  e  cio
fissa  la  tua  dimora e residenza tra i miei figli  e  predestinati,
simboleggiati  da  Giacobbe,  e non tra  i  figli  del  demonio  e  i
riprovati, raffigurati da Esa.
 30 -  Come nella generazione naturale e fisica c' un padre  ed  una
madre,  cos  nella  generazione soprannaturale e spirituale  c'  un
padre che  Dio e una madre che  Maria. Tutti i veri figli di Dio  e
predestinati  hanno Dio per padre e Maria per madre;  e  chi  non  ha
Maria  per madre non ha Dio per padre (11). Per questo i reprobi,  come
gli  eretici,  gli scismatici, ecc. (12), che odiano o considerano  con
disprezzo  o  indifferenza la santissima Vergine, non hanno  Dio  per
padre  anche se se ne vantano , appunto perch non hanno  Maria  per
madre.  Se l'avessero per madre, l'amerebbero e onorerebbero come  un
autentico figlio ama naturalmente ed onora la madre che gli  ha  dato
la  vita.  Il  segno infallibile e inequivocabile per distinguere  un
eretico,  un uomo di cattiva dottrina, un reprobo da un predestinato,
 che l'eretico e il reprobo hanno solo disprezzo o indifferenza per
la  santissima Vergine e si studiano con le loro parole ed esempi  di
diminuirne  il  culto e l'amore, apertamente o di nascosto,  talvolta
sotto  speciosi pretesti (13). Ahim! Dio Padre non disse  a  Maria  di
fissare la sua tenda fra loro, perch sono degli Esa.
4. Madre  della Chiesa
 31 -  Dio  Figlio  vuole formarsi e, per cos dire, incarnarsi  ogni
giorno nelle sue membra per mezzo della sua diletta madre e le  dice:
"Prendi  in eredit Israele" (14). Come se dicesse: Dio, mio Padre,  mi
ha  dato  in  eredit tutte le nazioni della terra, tutti gli  uomini
buoni  e cattivi, predestinati e reprobi. Ed io li condurr, gli  uni
con scettro d'oro, gli altri con scettro di ferro; degli uni sar  il
padre  e l'avvocato, degli altri il giusto vendicatore e di tutti  il
giudice.  Tu,  invece,  mia cara madre, tu  avrai  in  eredit  e  in
possesso  solo  i  predestinati, raffigurati da Israele.  Come  madre
buona li darai alla luce, nutrirai e farai crescere; come sovrana  li
guiderai, governerai e difenderai.
 32 -  "L'uno  e  l'altro  nato in essa" (15) dice lo  Spirito  Santo.
Secondo la spiegazione di alcuni Padri, il primo uomo nato da Maria 
l'Uomo-Dio,  Ges Cristo; il secondo  un semplice uomo,  figlio  per
adozione di Dio e di Maria. Ora, se Ges Cristo, Capo degli uomini  
nato da lei, anche i predestinati, che sono le membra di questo Capo,
debbono  per  necessaria conseguenza nascere da lei (16).  Una  stessa
madre  non  d  alla luce la testa o il capo senza le membra,  n  le
membra  senza la testa: diversamente si avrebbe un mostro di  natura.
Cos  nell'ordine della grazia, il capo e le membra  nascono  da  una
stessa  madre. E se un membro del corpo mistico di Ges Cristo,  cio
un  predestinato, nascesse da un'altra madre che non sia colei che ha
generato il Capo, non sarebbe un predestinato, n un membro  di  Ges
Cristo, ma un mostro nell'ordine della grazia.
 33 -  Ancora. Ges Cristo, oggi come sempre  frutto di Maria. Cielo
e terra glielo ripetono mille e mille volte al giorno: "E benedetto 
il frutto del tuo seno, Ges". Nessun dubbio, quindi, che Ges Cristo
sia  veramente  frutto ed opera di Maria, tanto per ciascun  uomo  in
particolare  che lo possiede, quanto per tutti globalmente,  di  modo
che  se qualche fedele ha Ges Cristo formato nel proprio cuore,  pu
dire  sicuramente:  "Grazie a Maria: ci che posseggo,    effetto  e
frutto  suo. Senza di lei non l'avrei". Si possono applicare a Maria,
con  pi  verit  che san Paolo non le applichi a se  stesso,  queste
parole: "Figlioli miei, che io di nuovo partorisco nel dolore  finch
non sia formato Cristo in voi" (17). "Io genero ogni giorno i figli  di
Dio  fino  a  tanto che in loro sia formato nella sua piena  maturit
Ges Cristo, mio Figlio" (18). Sant'Agostino (19), superando se stesso  e
quanto  io  ho  detto,  dice  che tutti i  predestinati,  per  essere
conformi  all'immagine  del Figlio di Dio (20), sono  nascosti,  mentre
vivono  quaggi,  nel  seno della santissima  Vergine.  Questa  madre
amorevole li custodisce, nutre e fa crescere sino a che non li generi
alla  gloria,  dopo  la morte che  veramente il  giorno  della  loro
nascita,  come  la Chiesa chiama la morte dei giusti.  O  mistero  di
grazia,  sconosciuto ai reprobi e poco noto ai predestinati.
5.  Tipo della Chiesa
 34 - Dio Spirito Santo vuol formarsi degli eletti in lei e per mezzo
di lei e le dice: "Metti radici nei miei eletti" (21): mia prediletta e
mia  sposa,  poni  la radice di tutte le tue virt nei  miei  eletti,
perch  crescano di virt in virt e di grazia in grazia. Io mi  sono
tanto  compiaciuto  in te, quando vivevi sulla terra,  nell'esercizio
delle  pi alte virt che desidero trovarti ancora sulla terra, senza
che per questo tu abbia a lasciare il cielo. Riproduciti pertanto nei
miei  eletti,  perch  io possa vedere in loro con  intima  gioia  le
radici  della tua fede invincibile, della tua umilt profonda,  della
tua  mortificazione universale, della tua orazione sublime, della tua
carit ardente, della tua ferma speranza e di tutte le tue virt.  Tu
sei  sempre la mia sposa pi fedele, pi pura e pi feconda che  mai.
La  tua  fede mi dia fedeli, la tua purezza vergini, la tua fecondit
eletti e templi.
 35 -  Quando  Maria ha messo le sue radici in un'anima,  vi  produce
meraviglie di grazia, quali lei sola pu compiere, perch lei sola  
la  Vergine  feconda  che non ebbe, n avr mai  chi  le  somigli  in
purezza  e  fecondit.  In  unione con lo  Spirito  Santo,  Maria  ha
realizzato la pi grande opera che mai sia esistita o sar,  cio  un
Dio-uomo.  Di conseguenza ella compir anche le pi grandi  cose  che
avverranno  negli  ultimi  tempi. La formazione  e  l'educazione  dei
grandi santi, che vivranno verso la fine del mondo, sono riservate  a
lei (22), perch  soltanto questa Vergine singolare e miracolosa  pu
produrre,   insieme  allo  Spirito  Santo,  le   cose   singolari   e
straordinarie.
 36 -  Quando  lo Spirito Santo, suo sposo, trova Maria in  un'anima,
vola ed entra con pienezza in quest'anima, e le si comunica tanto pi
abbondantemente quanto maggior posto essa fa alla sua sposa. Uno  dei
grandi  motivi  per  cui oggi lo Spirito Santo non  opera  meraviglie
sorprendenti nelle anime,  perch non vi trova un'unione  abbastanza
salda   con   la  sua  Sposa  fedele  e  indissolubile.  Dico   Sposa
indissolubile, poich da quando questo Amore sostanziale del Padre  e
del  Figlio ha sposato Maria per produrre Ges Cristo, il capo  degli
eletti,  e  Ges Cristo negli eletti, non l'ha mai ripudiata,  perch
essa si  mantenuta sempre fedele e feconda.

 B.  CONCLUSIONI EVIDENTI
 1. Maria  regina dei cuori
 37 -   Da   quanto  ho  detto  bisogna  logicamente   trarre   delle
conclusioni. Maria ha ricevuto da Dio un grande dominio  sulle  anime
degli  eletti.  Ella infatti, non potrebbe fissare  in  loro  la  sua
tenda, come il Padre le ha ordinato; n formarli, nutrirli, generarli
alla  vita  eterna come madre; n possederli come propria e personale
eredit; n formarli in Ges Cristo; n formare Ges Cristo in  loro;
n  mettere  nel loro cuore le radici delle sue virt  ed  essere  la
compagna  indissolubile dello Spirito Santo per  tutte  le  opere  di
grazia.  Ella  non potrebbe, dico, fare tutto questo, se  non  avesse
diritto   e  dominio  sulle  loro  anime  per  una  grazia  singolare
dell'Altissimo,  il  quale, avendole dato  potere  sopra  il  proprio
Figlio unico e naturale, glielo ha dato altres sopra i propri  figli
adottivi,  non solo quanto al corpo  ci che sarebbe poca  cosa  ma
pure quanto all'anima (23).
 38 - Maria  la regina del cielo e della terra per grazia, come Ges
ne    il  re per natura e per conquista. Ora, come il regno di  Ges
Cristo consiste principalmente nel cuore, secondo quel che  scritto:
"Il  regno di Dio  dentro di voi" (24), cos il regno della santissima
Vergine  sta  principalmente all'interno dell'uomo,  cio  nella  sua
anima.   soprattutto nelle anime che essa  glorificata insieme  col
Figlio,  pi  che in tutte le creature visibili, tanto  che  possiamo
chiamarla  con i Santi: Regina dei cuori.
2. Maria  necessaria  agli uomini
 39 -  Altra  conclusione. Per il fatto che la santissima  Vergine  
necessaria a Dio, di una necessit detta ipotetica, e cio  derivante
dalla sua volont, bisogna dire che ella  ancor pi necessaria  agli
uomini  per  raggiungere  il loro ultimo fine.  Non  si  deve  dunque
confondere  la devozione a Maria con le devozioni agli  altri  Santi,
come  se  non  fosse  pi necessaria di quelle e  fosse  soltanto  di
soprappi.
 40 -  Il dotto e pio Suarez, della Compagnia di Ges, il sapiente  e
devoto  Giusto  Lipsio, dottore di Lovanio, e parecchi  altri,  hanno
dimostrato con prove irrefutabili attinte dai Padri  come  Agostino,
Efrem   diacono  di  Edessa,  Cirillo  di  Gerusalemme,  Germano   di
Costantinopoli,  Giovanni Damasceno, Anselmo,  Bernardo,  Bernardino,
Tommaso  e  Bonaventura che la devozione a Maria    necessaria  per
salvarsi.  Hanno  pure  dimostrato che come   segno  infallibile  di
riprovazione,  al  dire di Ecolampadio stesso (25) e  di  alcuni  altri
eretici,  il  non  avere stima ed amore per la Vergine  Maria,  cos,
all'opposto,      segno   infallibile  di  predestinazione   esserle
interamente devoto.
 41 - Le figure e le parole dell'Antico (26) e del Nuovo Testamento  lo
provano,  i  sentimenti  e  gli esempi dei Santi  lo  confermano,  la
ragione e l esperienza l insegnano e lo dimostrano, il demonio stesso
e  i  suoi satelliti, spinti dalla forza della verit, furono  spesso
obbligati, loro malgrado, a confessarlo. Di tutti i passi  dei  santi
Padri  e  dei Dottori, di cui ho fatto ampia raccolta (27) per  provare
questa verit, ne riferisco uno solo, per non essere troppo prolisso:
"Esserti devoto, o Vergine santa --dice san Giovanni Damasceno  --  
un'arma di salvezza che Dio d a coloro che vuol salvare" (28)
 42 -  Potrei qui riferire parecchi fatti comprovanti la stessa cosa.
Ne ricorder due soli.
 Il  primo   raccontato nelle cronache di san Francesco (29).  Durante
un'estasi, il Santo vide una grande scala che metteva in cielo  e  in
cima  alla  quale  stava la Vergine Maria. Gli fu  indicato  che  per
giungere al cielo era necessario salire per quella scala.  L'altro
  riferito  nelle cronache domenicane. San Domenico stava predicando
il  rosario  nelle vicinanze di Carcassonne. Quindicimila demoni  che
infestavano  l'anima  di un infelice eretico  furono  costretti,  per
espresso  comando  della  Vergine  santa,  ad  ammettere  a   propria
confusione  parecchie  grandi  e  consolanti  verit  riguardo   alla
devozione  verso di lei. E ci con tanta forza e chiarezza  che,  per
poco  che  si  sia devoti di Maria, non si pu leggere senza  versare
lacrime  di  gioia  tale episodio autentico e il  panegirico  che  il
demonio  dovette  fare  controvoglia  della  devozione  alla  Vergine
santissima.
 43 - Se la devozione verso la Vergine santa  necessaria a tutti gli
uomini,  semplicemente per raggiungere la propria  salvezza,  essa  
ancora  molto  pi  necessaria a coloro  che  sono  chiamati  ad  una
speciale perfezione.  mio personale convincimento che nessuno  possa
giungere  ad  un'intima unione con Nostro Signore e ad  una  perfetta
fedelt  allo  Spirito  Santo, senza una grandissima  unione  con  la
Vergine santa ed una grande dipendenza dal suo soccorso.
 44 -  Soltanto Maria ha trovato grazia presso Dio (30), senza  l'aiuto
di  nessun'altra  pura  creatura. Soltanto per  mezzo  di  lei  hanno
trovato  grazia  presso  Dio  quanti dopo  di  lei  l'hanno  trovata.
Soltanto  per  mezzo di lei la troveranno ancora quanti  verranno  in
seguito.  Gi  piena  di  grazia quando  fu  salutata  dall'arcangelo
Gabriele,  Maria ne fu ricolma con sovrabbondanza quando  lo  Spirito
Santo stese su di lei la sua ombra ineffabile Poi crebbe talmente  di
giorno  in giorno e di momento in momento in quella duplice pienezza,
che  raggiunse un grado di grazia immenso e inconcepibile.  Pertanto,
l'Altissimo l'ha costituita unica depositaria dei suoi tesori e unica
dispensatrice  delle  sue  grazie, perch essa  nobiliti,  innalzi  e
arricchisca chi vuole, faccia entrare chi vuole nella via stretta del
cielo,  faccia  passare ad ogni costo chi vuole per la porta  stretta
della  vita,  e  a chi vuole conceda trono, scettro e corona  di  re.
Dappertutto  e  sempre  Ges    il frutto  e  il  figlio  di  Maria.
Dappertutto  Maria  il vero albero che porta il frutto di  vita,  la
vera madre che lo genera (31).
 45 -  Soltanto  a Maria Dio ha dato le chiavi che introducono  nelle
stanze del suo amore (32), con il potere di entrare nelle vie eccelse e
pi  segrete della perfezione e di farvi entrare gli altri.  Soltanto
Maria  fa  entrare  nel  paradiso terrestre i  miseri  figli  di  Eva
l'infedele, perch in esso passeggino piacevolmente con  Dio (33),  si
nascondano   con   sicurezza  contro  i  loro  nemici,   si   nutrano
deliziosamente  e  senza pi temere la morte del  frutto  dell'albero
della  vita  e  dell'albero della conoscenza del bene e  del  male  e
bevano  a  larghi sorsi le acque celesti della bella fontana  che  vi
zampilla  copiosa.  Dico meglio: essendo lei stessa  questo  paradiso
terrestre o questa terra vergine e benedetta dalla quale Adamo ed Eva
peccatori  furono scacciati, vi lascia entrare solo quelli  e  quelle
che vuole, per farli diventar santi (34).
 46 -  Tutti  "i pi ricchi del popolo per servirmi dell'espressione
dello  Spirito Santo, secondo la spiegazione di san Bernardo cercano
il tuo volto" (35) di secolo in secolo e particolarmente le persone pi
ricche in grazia e in virt saranno le pi assidue a pregare la santa
Vergine  e  ad averla sempre presente come loro perfetto  modello  da
imitare e loro valido aiuto per soccorrerli (36).
 47 -  Ho  detto  che ci dovr accadere soprattutto  alla  fine  del
mondo,  e  ben  presto,  perch l'Altissimo  e  la  sua  santa  Madre
intendono plasmare dei santi cos eccelsi, da superare in santit  la
maggior parte degli altri santi, quanto i cedri del Libano sorpassano
gli  arbusti. Cos fu rivelato ad un'anima santa, la cui vita  stata
scritta dal De Renty (37).
 48 -  Queste  anime  grandi,  piene di grazia  e  di  zelo,  saranno
prescelte da Dio per combattere i suoi nemici frementi da ogni parte.
Avranno  una  particolare devozione alla Vergine santissima.  Saranno
rischiarate  dalla sua luce, nutrite del suo latte, guidate  dal  suo
spirito,   sostenute  dal  suo  braccio,  custodite  sotto   la   sua
protezione, di modo che combatteranno con una mano e costruiranno con
l'altra.  Con una mano combatteranno, rovesceranno schiacceranno  gli
eretici  e  le  loro  eresie, gli scismatici e  i  loro  scismi,  gli
idolatri  e  la  loro idolatria, i peccatori e le loro  empiet.  Con
l'altra edificheranno il tempio del vero Salomone e la mistica  citt
di  Dio,  cio  Maria  santissima, che i  Padri  chiamano  Tempio  di
Salomone  e  citt  di  Dio.  Con le loro  parole  e  i  loro  esempi
porteranno tutti alla vera devozione verso la Vergine, e ci attirer
loro  molti  nemici, ma anche molte vittorie e molta gloria  per  Dio
solo. Cos Dio rivel a san Vincenzo Ferreri, grande apostolo del suo
secolo,  come  questi fece capire in una delle sue  opere.  E  quanto
sembra  aver predetto lo Spirito Santo, con queste parole del  Salmo:
"...  sappiano  che  Dio domina in Giacobbe, fino  ai  confini  della
terra.  Ritornano  a  sera e ringhiano come cani,  per  la  citt  si
aggirano vagando in cerca di cibo" (38).
 Questa citt, intorno alla quale si aggireranno gli uomini alla fine
del  mondo,  per convertirsi e saziare la loro fame di  giustizia,  
Maria, chiamata dallo Spirito Santo citt e rocca di Dio (39).

 NOTE
 1) L' espressione  di PIETRO DE CELLES (+ 1183), PL 202, 714: "mria
in latino, i mari e Maria".
 2) VD 216.
 3) Cf VD 142.
 4) BERNARDINO da Siena, Serm. de 12 Priv., 1-2, c. 8. SM 10. VD 141.
 5) Cf VD 141.
 6)  FRANCESCO  POIR  (1584-1637), della  Compagnia  di  Ges.  Testo
originale:  La  triple  couronne de la bienheureuse  Vierge  Mre  de
Dieu..., Parigi 1630.
 7) Es 32,10.
 8) Lc 1,52.
 9)  "L'immacolata Vergine, preservata immune da ogni macchia di colpa
originale,  finito il corso della sua vita terrena, fu  assunta  alla
gloria  in  anima  e  corpo,  e  dal Signore  esaltata  quale  Regina
dell'universo, perch fosse pi pienamente conformata col Figlio suo,
Signore dei dominanti e vincitore del peccato e della morte" (LG 59).
 10) Sir 24,13.
 11)  Questo testo sembra l'eco di un passo ecclesiale di S. CIPRIANO,
De  unitate Ecclesiae, 6, PL 4,519. Quando il Montfort, qui e altrove
parla  di  predestinati, non intende certo avallare un  dato  sistema
teologico circa la predestinazione; si riferisce, invece, al  celebre
passo  della  Lettera ai Romani (8,28-30), dove  S.  Paolo  parla  di
coloro  che  amano  Dio  e "che sono stati chiamati  secondo  il  suo
disegno". (Cf Grande Commentario Biblico, Oueriniana, n. 1239).
 12)  Le  affermazioni  del  Montfort non devono  essere  intese  come
condanna indiscriminata dei cristiani di altre confessioni,  i  quali
in  buona  fede  omettono  di  essere  devoti  a  Maria  per  mancata
presentazione della presenza di lei nella storia della salvezza.
 13) Cf VD 63-65.
 14) Sir 24,13.
 15) Cf Sal 87,6. Cf VD 264.
 16)  "Tutti  noi  dunque che siamo uniti a Cristo e  che,  come  dice
l'Apostolo:  "siamo membra del corpo di lui, della sua  carne,  delle
sue  ossa", siamo usciti dal grembo di Maria come un corpo  unito  al
capo" (Pio X, in Ad diem illum).
 17) Gal 4,19. Cf SM 56.
 18)  Ef  4,13. Espressione cara al Montfort: AES 214, 226; SM 67;  VD
119, 156, 164, 168.
 19) S. AGOSTINO, PL 40, 399; PL 40, 659-660.
 20) "Predestinati ad essere conformi all'immagine del Figlio suo" (Rm
8,29).
 21) Sir 24,13 (secondo la Volgata).
 22) Cf. VD 47-49.
 23)  "La  Beata Vergine non ha avuto soltanto il supremo grado,  dopo
Cristo,   dell'eccellenza   e  della   perfezione,   ma   anche   una
partecipazione di quell'influsso, con cui il suo Figlio  e  Redentore
nostro  giustamente  si dice che regna nella mente  e  nella  volont
degli uomini" (PIO XII, Enc. Ad Caeli Reginam, 11.10.1954).
 24) Lc 17,21 (secondo la Volgata).
 25)  "  bene  e  vi esorto a farlo gareggiare nel lodare  Maria  a
questo  patto  per: che si attribuisca a lei ci  che  veramente  le
spetta  e che da lei risaliamo a Dio stesso, largitore di ogni  dono.
Non  voglio che si sottragga qualcosa al culto di Maria, ma  soltanto
che  nulla si tolga al culto di Dio, cio a colui che si deve onorare
in  spirito  e verit. Mai si udr dire di me lo spero nel  Signore
che  io sia contrario alla Vergine: ritengo infatti che l'essere  mal
disposto  verso  di  lei sia indizio certo di uno spirito  reprobo  "
(GIOVANNI  ECOLAMPADIO, La lode di Dio in Maria, Edizioni Monfortane,
Roma 1983, p. 49).
 26) Cf LG 55.
 27)  Il  Montfort si riferisce qui ad una sua voluminosa raccolta  di
note  manoscritte, che contiene i riassunti dei libri da lui letti  e
la  documentazione  circa  alcuni temi  mariani  e  cristologici.  Il
manoscritto, chiamato tradizionalmente Cahier de notes,   conservato
nell'archivio generale della Compagnia di Maria, Roma.
 28)  "Tibi devotum esse, est arma quaedam salutis quae Deus  his  dat
quos vult salvos fieri" (Cf VD 182).
 29) I Fioretti, c. 10.
 30) Lc 1,30.
 31) Cf SM 70.
 32)  Ct 1,4. Cf S. GIOVANNI DELLA CROCE, Cantico spirituale B, strofa 26.
 33) Cf Gen 3,8.
 34) Cf VD 261.
 35) Sal 45,13.
 36) S. BERNARDO (inter opuscula), Serm. 4 in antif. Salve Regina, PL, 184, 1073
 37)  Il DE RENTY (1611-1649), amico intimo di S. Giovanni Eudes e  di
Boudon.  L'anima  santa di cui parla  Marie des  Valles,  detta  la
santa  di  Coutances (1590-1656), figlia spirituale  di  S.  Giovanni
Eudes. --Dai suoi scritti il Montfort trae l'idea dei tre diluvi e il
paragone  dei  cedri  del Libano per indicare i  santi  degli  ultimi
tempi. La visione del Montfort, tuttavia,  pi positiva e sottolinea
con motivazioni teologiche l'ufficio di Maria negli ultimi tempi.  Cf
S.  DE  FIORES, "Lo Spirito Santo e Maria negli ultimi tempi  secondo
san Luigi Maria da Montfort", in Quaderni Monfortani 4 (1986), pp. 3-
48.
 38) Sal 59, 14-16
 39) Cf Sal 87,3.

                    PARTE PRIMA - CAPITOLO TERZO
                MARIA NEGLI ULTIMI TEMPI DELLA CHIESA

 Maria e gli ultimi tempi
 49 -  Per  mezzo di Maria ebbe inizio la salvezza del mondo,  ancora
per  mezzo di Maria deve avere il suo compimento. Nella prima  venuta
di Ges Cristo, Maria quasi scomparve, perch gli uomini, ancora poco
istruiti   e  illuminati  sulla  persona  di  suo  Figlio,   non   si
allontanassero  dalla  verit, attaccandosi  troppo  sensibilmente  e
grossolanamente  a  lei. Cos sarebbe certamente  accaduto  se  ella
fosse stata conosciuta  a causa dell'incanto meraviglioso che Dio le
aveva conferito anche nell'aspetto esteriore. Ci  cos vero che san
Dionigi l'areopagita osserva che quando la vide, l'avrebbe presa  per
una  dea  a  motivo  delle  segrete attrattive  e  dell'incomparabile
bellezza  che aveva, se la fede, nella quale era ben fermo,  non  gli
avesse insegnato il contrario.
 Ma nella seconda venuta di Ges Cristo, Maria deve essere conosciuta
e  rivelata dallo Spirito Santo, per far conoscere, amare  e  servire
Ges Cristo per mezzo di lei. Non esistono pi, infatti, i motivi che
determinarono lo Spirito Santo a nascondere la sua sposa mentre  elle
viveva  quaggi  e  a manifestarla ben poco dopo la predicazione  del
Vangelo.
 50 -  In  questi  ultimi  tempi (1),  Dio  vuole  dunque  rivelare  e
manifestare Maria, capolavoro delle sue mani
 1 - Perch ella quaggi volle rimanere nascosta e si pose al di sotto
della polvere con umilt profonda, avendo ottenuto da Dio e dai  suoi
Apostoli ed Evangelisti di passare inosservata.
 2 -  Perch  ella    il  capolavoro  delle  sue  mani,  sia  quaggi
nell'ordine della grazia che in cielo nell'ordine della gloria, e Dio
vuole riceverne gloria e lode in terra dai viventi.
 3 -  Perch    l'aurora che precede e annuncia il sole di  giustizia
Ges  Cristo, e quindi dev'essere conosciuta e svelata, se  si  vuole
che lo sia Ges Cristo.
 4 - Perch, essendo la strada per la quale Ges Cristo  venuto a noi
la  prima volta,  pure la strada che egli seguir nella sua  seconda
venuta, anche se in modo diverso.
 5 -  Perch    il mezzo sicuro e la strada diritta e immacolata  per
andare  a  Ges  Cristo e trovarlo perfettamente. Per mezzo  di  lei,
dunque,  devono  trovarlo le anime sante che  devono  risplendere  in
santit.  Chi  trova Maria, trova la vita (2), cio Ges  Cristo,  via,
verit  e  vita (3). Ora non si pu trovare Maria senza  cercarla,  n
cercarla  senza  conoscerla; poich non si cerca, n si  desidera  un
oggetto sconosciuto. Bisogna dunque che Maria sia conosciuta pi  che
mai, per la maggior conoscenza e gloria della Santissima Trinit.
 6 -  Maria  deve  risplendere pi che mai in questi ultimi  tempi  in
misericordia, in forza e in grazia.
 In  misericordia per ricondurre ed accogliere amorevolmente i poveri
peccatori  e  i  traviati che si convertiranno  e  ritorneranno  alla
Chiesa cattolica.
 In  forza,  contro i nemici di Dio, gl'idolatri, gli  scismatici,  i
maomettani, gli ebrei e gli empi induriti che si ribelleranno in modo
terribile  per  sedurre e far cadere, con promesse e  minacce,  tutti
quelli che saranno loro contrari.
 E infine deve risplendere in grazia, per animare e sostenere i prodi
soldati  e fedeli servi di Ges Cristo che combatteranno per  i  suoi
interessi.
 7 -  Da  ultimo,  dev'essere  "terribile  come  schiere  a  vessilli
spiegati"  (4)  di fronte al diavolo e ai suoi seguaci, soprattutto  in
questi  ultimi tempi, perch il diavolo, ben "sapendo che  gli  resta
poco  tempo" (5),  e pi poco che mai, per trarre a rovina  le  anime,
raddoppia  ogni  giorno  i suoi sforzi e i suoi  attacchi.  Susciter
infatti,  quanto  prima,  crudeli persecuzioni  e  tender  terribili
insidie ai servi fedeli e ai veri figli di Maria, che egli vince  pi
difficilmente degli altri.
2. Maria e l'ultima lotta
 51 - Soprattutto a queste ultime e crudeli persecuzioni del diavolo,
che  andranno crescendo tutti i giorni fino al regno dell'Anticristo,
deve  riferirsi la prima e celebre profezia e maledizione pronunciata
da  Dio  nel paradiso terrestre contro il serpente.  bene  spiegarla
qui, a gloria della Vergine santissima, a conforto dei suoi figli e a
confusione del diavolo.
 "Io  porr inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la  sua
stirpe;  questa ti schiaccer la testa e tu le insidierai il calcagno (6).
 52 - Dio ha fatto e preparato una sola ma inconciliabile inimicizia,
che  durer ed anzi crescer sino alla fine: l'inimicizia tra  Maria,
sua  degna  Madre,  e il diavolo, tra i figli e servi  della  Vergine
santa  e  i  figli  e  seguaci di Lucifero. Pertanto  la  nemica  pi
terribile  del diavolo che Dio abbia mai creata,  Maria,  sua  santa
Madre.  Fin dal paradiso terrestre  quantunque ella non fosse ancora
che  nella  sua  mente il Signore le ispir tanto odio  contro  quel
maledetto  nemico di Dio, e le diede tanta abilit  per  scoprire  la
malizia  di quell'antico serpente, tanta forza per vincere, abbattere
e  schiacciare quell'empio orgoglioso, che il demonio  la  teme,  non
solo  pi di tutti gli angeli e gli uomini, ma, in certo qual  senso,
pi  di  Dio stesso. Non gi perch l'ira, l'odio e il potere di  Dio
non  siano  infinitamente maggiori di quelli della Vergine Maria,  le
cui perfezioni sono limitate, ma:
 l - perch Satana, che  superbo, soffre infinitamente pi d'essere
vinto  e punito da una piccola ed umile serva di Dio e l'umilt della
Vergine lo umilia pi che la divina onnipotenza;
 2 - perch Dio ha dato a Maria un potere cos grande contro i demoni,
che  questi  molte volte furono costretti a confessare, controvoglia,
per  bocca  degli  ossessi, di temere uno solo dei suoi  sospiri  per
qualche anima, pi delle preghiere di tutti i Santi, e una sola delle
sue minacce contro di essi, pi di tutti gli altri loro tormenti.
 53 -  Ci  che  Lucifero  ha  perduto  con  l'orgoglio,  Maria  l'ha
conquistato  con l'umilt. Ci che Eva ha dannato e  perduto  con  la
disobbedienza, Maria l'ha salvato con l'obbedienza. Eva, obbedendo al
serpente,  ha  rovinato con se tutti i suoi figli, che  abbandon  in
potere  del demonio. Maria, rimanendo perfettamente fedele a Dio,  ha
salvato  con  s  tutti i suoi figli e servi, che consacr  alla  sua
Maest (7).
 54 -  Dio  non ha costituito soltanto una inimicizia,  ma  delle
inimicizie; l'una tra Maria e il demonio, l'altra tra la stirpe della
Vergine santa e la stirpe del demonio. In altre parole, Dio ha  posto
inimicizie,  antipatie e od segreti tra i veri figli e  servi  della
Vergine santa e i figli e schiavi del demonio. Non si amano tra loro,
non c' intesa tra loro!
  I figli di Belial (8)
 Gli  schiavi di Satana, gli amici del mondo che  la stessa  cosa!
hanno  sempre perseguitato e continueranno pi che mai a perseguitare
quelli  e  quelle che appartengono alla santissima Vergine,  come  un
giorno  Caino  ed  Esa,  figure dei reprobi, perseguitarono  i  loro
rispettivi fratelli Abele e Giacobbe, figure dei predestinati.
 Ma  l'umile  Maria  riporter sempre vittoria  su  quel  superbo,  e
vittoria  cos grande, che riuscir perfino a schiacciargli il  capo,
dove  si  annida  il  suo  orgoglio. Ne  sveler  sempre  la  malizia
serpentina,  ne  sventer le trame infernali, ne mander  in  fumo  i
diabolici  disegni e difender sino alla fine dei tempi i suoi  servi
fedeli da quelle unghie spietate.
 Ma  il  potere  di  Maria  su  tutti i demoni  risplender  in  modo
particolare  negli  ultimi  tempi, quando  Satana  insidier  il  suo
calcagno,  cio i suoi poveri schiavi e umili figli che lei susciter
per  muovergli  guerra. Questi saranno piccoli e  poveri  secondo  il
mondo,  infimi  davanti  a  tutti  come  il  calcagno,  calpestati  e
maltrattati come il calcagno lo  in confronto alle altre membra  del
corpo.  In  cambio  saranno  ricchi  di  grazia  divina,  che   Maria
comunicher loro in abbondanza, grandi ed elevati in santit  davanti
a  Dio,  superiori  ad ogni creatura per lo zelo coraggioso,  e  cosi
fortemente  sostenuti dall'aiuto di Dio, che con  l'umilt  del  loro
calcagno, uniti a Maria, schiacceranno il capo del diavolo e  faranno
trionfare Ges Cristo.
3. Maria e gli ultimi apostoli
 55 -  Infine, Dio vuole che la sua santa Madre sia conosciuta, amata
e onorata ora pi che mai. Ci accadr sicuramente se con la grazia e
la  luce  dello  Spirito Santo, i predestinati si inoltreranno  nella
pratica interiore e perfetta che manifester loro in seguito.
 Allora  vedranno  chiaramente nella misura che  la  fede  permette
questa  bella stella del mare, e guidati da lei giungeranno in porto,
malgrado le tempeste e i pirati.
 Conosceranno  le  grandezze di questa sovrana,  e  si  consacreranno
interamente al suo servizio in qualit di sudditi e schiavi d'amore.
 Sperimenteranno  le  sue  dolcezze  e  bont  materne  e  l'ameranno
teneramente come figli di predilezione
 Conosceranno le misericordie di cui essa  ricolma e il bisogno  che
essi  hanno di esser aiutati da lei, a lei ricorreranno in ogni  cosa
come a loro cara avvocata e mediatrice presso Ges Cristo.
 Sapranno  che Maria  il mezzo pi sicuro, pi facile, pi  breve  e
pi perfetto per andare a Ges Cristo, e si offriranno a lei anima  e
corpo,  senza  nessuna riserva, per appartenere nello stesso  modo  a
Ges Cristo.
 56 - Ma chi saranno questi servi, schiavi e figli di Maria?
Saranno  fuoco  ardente,  ministri del  Signore (9),  che  metteranno
dappertutto il fuoco del divino amore
 Saranno  frecce acute nella mano potente di Maria per  trafiggere  i
suoi nemici come frecce in mano a un eroe (10).
 Saranno  i  figli di Levi (11), molto purificati dal fuoco  di  grandi
tribolazioni e molto uniti a Dio.
 Porteranno  nel  cuore l'oro dell'amore, l'incenso  della  preghiera
nello  Spirito  e la mirra della mortificazione nel  corpo.  In  ogni
luogo  saranno il buon profumo di Ges Cristo (12) per  i  poveri  e  i
piccoli,  mentre saranno odore di morte per i grandi, i  ricchi  e  i
superbi mondani (13).
 57 -  Saranno  nubi tonanti e vaganti nello spazio al minimo  soffio
dello  Spirito Santo. Senza attaccarsi a nulla n stupirsi di  nulla,
n mettersi in pena per nulla, spanderanno la pioggia della parola di
Dio  e  della  vita eterna, tuoneranno contro il peccato,  grideranno
contro il mondo, colpiranno il diavolo e i suoi seguaci. Con la spada
a  due tagli della parola di Dio trafiggeranno, per la vita o per  la
morte, tutti coloro ai quali saranno inviati da parte dell'Altissimo.
 58 -  Saranno veri apostoli degli ultimi tempi. Ad essi  il  Signore
degli  eserciti  dar la parola e la forza per operare  meraviglie  e
riportare gloriose spoglie sui suoi nemici.
 Dormiranno  senza  oro  e  argento, e,  ci  che  pi  conta,  senza
preoccupazioni,  in  mezzo  agli  altri  sacerdoti,  ecclesiastici  e
chierici (14).  Tuttavia avranno le ali argentate  della  colomba  per
volare,  con la retta intenzione della gloria di Dio e della salvezza
delle anime, l dove li chiamer lo Spirito Santo.
 Lasceranno  nei  luoghi dove hanno predicato, soltanto  l'oro  della
carit, che  il compimento della legge (15).
 59 -  Infine,  sappiamo che saranno veri discepoli  di  Ges  Cristo
secondo  le  orme della sua povert, umilt, disprezzo  del  mondo  e
carit, insegneranno la via stretta di Dio nella pura verit, secondo
il   santo  Vangelo,  e  non  secondo  i  canoni  del  mondo;   senza
preoccupazioni   e  senza  guardare  in  faccia  a   nessuno;   senza
risparmiare, seguire o temere alcun mortale, per potente che sia.
 Avranno  in  bocca la spada a due tagli della parola  di  Dio (16)  e
porteranno  sulle spalle lo stendardo insanguinato  della  Croce,  il
crocifisso nella mano destra, la corona nella sinistra, i sacri  nomi
di Ges e di Maria sul cuore, la modestia e la mortificazione di Ges
Cristo in tutta la loro condotta.
 Ecco  i  grandi  uomini che verranno e che Maria former  su  ordine
dell'Altissimo, per estendere il suo dominio Sopra quello degli empi,
idolatri e maomettani. Ma quando e come avverr tutto questo?...  Dio
solo  lo  sa.  Compito  nostro    di tacere,  pregare,  sospirare  e
attendere: "Ho sperato: ho sperato nel Signore" (17).
  NOTE
 1)  Sar   bene  leggere  queste  pagine  profetiche  del  Montfort,
confrontandole  con l'indole escatologica della Chiesa  pellegrinante
descritta  dal  Concilio Vaticano II (L.G 48-51). Per lo  svolgimento
dello  scenario  degli ultimi tempi, che prevedono il  passaggio  dal
regno  del  peccato  al regno di Ges Cristo mediante  l'opera  dello
Spirito  Santo in unione con Maria, cf. PI, nn. 15-17,  e  lo  studio
citato nella nota 37 del n 47.
 2) Cf. Pr 8, 35.
 3) Gv 14, 6.
 4) Ct 6, 3. Cf. VD 210.
 5) Ap 12, 12.
 6) Gen  3, 15. "Il testo ebraico, analizzando l'ostilit tra la  razza
del  serpente e quella della donna, oppone l'uomo al diavolo  e  alla
sua   "razza",  ma  lascia  anche  intravedere  la  vittoria   finale
dell'uomo:    un  primo  barlume di salvezza,  il  protovangelo.  La
traduzione greca, cominciando l'ultima frase con un pronome  maschile
attribuisce  questa  vittoria non alla  discendenza  della  donna  in
generale,   ma  a  uno  dei  figli  della  donna:  cos    preparata
l'interpretazione messianica che molti Padri espliciteranno.  Con  il
Messia, sua madre  implicata, e l'interpretazione mariologica  della
traduzione latina ipsa conteret  divenuta tradizionale nella Chiesa"
(La Bibbia di Gerusalemme, p. 41).
 7) Cf. S. Ireneo, Adversus haereses, III, 22, 4. PG 7, 959.
 8) Cf. Dt 13,14. Dal senso originario "senza utilit", a poco a poco,
il  termine  Belial  fu  sentito come un  nome  proprio  e  messo  in
relazione con la potenza del male.
 9) Sal  104,4. Eb 1,7. Il Montfort descrive gli apostoli degli  ultimi
tempi con parole simili a quelle in PI 6-13,17-25.
 10) Sal 127,4.
 11)   "I   Leviti,   come  i  primogeniti  che  essi   sostituiscono,
appartengono  a  Jahve. Il loro statuto esprime in  una  prima  forma
l'ideale   di  consacrazione  che  si  svilupper  nel  cristianesimo
mediante   il  sacerdozio  e  l'istituzione  monastica"  (Bibbia   di
Gerusalemme, p 264).
 12) Cf. 2 Cor 2, 15-16.
 13)  "Noi siamo infatti dinanzi a Dio il profumo di Cristo fra quelli
che  si  salvano e fra quelli che si perdono; per gli  uni  odore  di
morte  per la morte e per gli altri odore di vita per la vita"  (2Cor
2, 15-16).
 14) Sal 68, 14 (secondo la Volgata): inter medios cleros.
 15) Rm 13, 10.
 16) Eb 4, 12.
 17) Sal 40, 2.

           PARTE SECONDA  - IL CULTO A MARIA NELLA CHIESA
                            CAPITOLO PRIMO
               FONDAMENTI TEOLOGICI DEL CULTO A MARIA

  60 - Ho esposto brevemente la necessit che abbiamo della devozione
alla  santissima Vergine. Ora bisogna dire in che cosa  consiste.  Lo
far   con   l'aiuto  di  Dio,  dopo  aver  premesso  alcune   verit
fondamentali  che  mettano in luce la grande e solida  devozione  che
voglio  far  conoscere.
1. Ges Cristo fine ultimo  del  culto  alla Vergine
 61 -  PRIMA VERIT  Ges Cristo, nostro Salvatore, vero Dio e  vero
uomo,   deve   essere  il  fine  ultimo  di  ogni  nostra  devozione.
Diversamente sarebbe devozione falsa e ingannatrice (1) Ges  Cristo  
"l'Alfa  e l'Omega" (Ap 1,8), "il Principio e la Fine" (Ap  21,6)  di
ogni  cosa.  Noi lavoriamo  dice l'Apostolo  solo per rendere  ogni
uomo  perfetto in Ges Cristo (cf Ef 4,13). Solo in Cristo,  infatti,
"abita corporalmente tutta la pienezza della divinit" (Col 2,9), con
ogni  altra  pienezza  di grazia, di virt e di perfezione.  Solo  in
Cristo  siamo  stati "benedetti con ogni benedizione spirituale"
(Ef 1,3). Egli  il solo maestro che deve istruirci, il solo Signore  dal
quale  dipendiamo, il solo capo al quale dobbiamo  essere  uniti,  il
solo  modello  cui dobbiamo rassomigliare (cf Mt 23,8; Gv  13,13;
Ef 4,15;  Mt 11,29), il solo medico che ci deve guarire, il solo pastore
che ci deve nutrire, la sola via che ci deve condurre, la sola verit
che dobbiamo credere, la sola vita che deve vivificarci (cf Mt 9, 12;
Gv  10,11;  14,6), il solo tutto che ci deve bastare  in  ogni  cosa.
Tranne  il nome di Ges Cristo, "non vi  altro nome dato agli uomini
sotto il cielo nel quale  stabilito che possiamo essere salvati" (At
4,12).  Dio  non  pose  per  noi altro  fondamento  di  salvezza,  di
perfezione e di gloria, all'infuori di Ges Cristo. Ogni casa che non
sia costruita su questa solida roccia, poggia sulla sabbia mobile  e,
presto  o  tardi, sicuramente cadr. Ogni fedele che non    unito  a
Cristo  come il tralcio alla vite cade, secca e serve solo ad  essere
gettato nel fuoco (Cf Gv 15,6). Se invece siamo in Ges Cristo e Ges
Cristo in noi, "non c' pi nessuna condanna" (Rm 8,1) da temere.  N
gli  angeli  del  cielo,  n  gli uomini della  terra,  n  i  demoni
dell'inferno,  n alcun'altra creatura potr farci del  male,  perch
"non  potr  mai  separarci dall'amore di Dio, in  Ges  Cristo"
(Rm 8,39). Tutto possiamo "per Cristo, con Cristo e in Cristo "; possiamo
rendere  "ogni  onore  e gloria " al Padre nell'unit  dello  Spirito
Santo;  possiamo diventare perfetti ed essere profumo di vita  eterna
per il prossimo.
 62 -  Se  dunque  stabiliamo  una solida devozione  alla  santissima
Vergine    solo  per stabilire pi perfettamente quella  verso  Ges
Cristo e per indicare un mezzo facile e sicuro per trovarlo (2). Se  la
devozione  a  Maria  dovesse allontanare da Ges Cristo  bisognerebbe
respingerla come una illusione diabolica. Ma come ho gi  detto (3)  e
come  dir  ancora (4),  vero tutto il contrario. La  devozione  alla
Vergine  Maria    necessaria proprio per trovare perfettamente  Ges
Cristo, amarlo di tutto cuore e servirlo con fedelt.
 63 -  Qui  mi  rivolgo  un  momento a  te,  mio  amabile  Ges,  per
lamentarmi  amorosamente con la tua divina Maest. La  maggior  parte
dei  cristiani,  anche  tra  i pi dotti,  non  conoscono  il  legame
necessario che esiste fra te e la tua santa Madre. Tu sei, o Signore,
sempre con Maria e Maria  sempre con te; n ella pu essere senza di
te,  altrimenti  non  sarebbe  pi quello  che  .  Ella    talmente
trasformata in te dalla grazia, che non vive pi, non  pi. Tu solo,
mio  Ges,  vivi e regni in lei pi perfettamente che  in  tutti  gli
angeli  e  beati.  Oh, se si conoscesse la gloria e  l'amore  che  tu
ricevi da questa meravigliosa creatura, come si avrebbero di te e  di
lei  ben  altri  sentimenti! Ella ti  unita  cos  intimamente,  che
sarebbe pi facile separare tutti gli angeli e i santi da te, che  la
divina  Maria, poich lei ti ama pi ardentemente e ti glorifica  pi
perfettamente di tutte le tue creature messe insieme.
 64 -  Non   dunque cosa sconcertante e dolorosa, mio buon  Maestro,
costatare  l'ignoranza e le tenebre di tutti gli uomini nei confronti
della  tua  santa Madre? Non parlo degli idolatri e dei pagani:  essi
non  conoscono te, quindi non si curano di conoscere lei.  Non  parlo
nemmeno  degli  eretici e degli scismatici: essi  non  si  curano  di
essere devoti della tua santa Madre, poich si sono separati da te  e
dalla  tua santa Chiesa. Parlo dei cristiani cattolici e persino  dei
dottori  fra  i  cattolici. Essi fanno professione  d'insegnare  agli
altri  la verit, ma non conoscono te, n la tua santa Madre, se  non
in  maniera speculativa, arida, sterile e indifferente (5).  Solo  rare
volte questi signori (6) parlano della tua santa Madre e del culto  che
le  si deve, perch hanno timore cos dicono che se ne abusi e  che
si  faccia ingiuria a te onorando troppo lei. Se incontrano o sentono
qualche  devoto  della Vergine santa parlare spesso  della  devozione
verso  questa amorevole Madre con affetto filiale e con accento forte
e  persuasivo, come di un mezzo sicuro senza illusioni, di un cammino
breve senza pericoli, di una via immacolata senza imperfezioni  e  di
un segreto meraviglioso per trovare ed amare te perfettamente, subito
gridano  contro di lui. Gli mettono innanzi mille false  ragioni  per
provargli che non occorre parlare tanto di Maria. Gli dicono  che  in
tale   devozione  esistono  grandi  abusi  e  bisogna  adoperarsi   a
distruggerli, che occorre parlare di te, invece di portare  la  gente
alla  devozione verso la santa Vergine, che essi dicono di amare  gi
abbastanza. Qualche volta si sentono parlare della devozione verso la
tua  santa Madre, ma lo fanno non per stabilirla e inculcarla,  bens
per  distruggerne gli abusi. In realt questi signori non  hanno  pii
sentimenti  e tenera devozione nemmeno verso di te, dal  momento  che
non ne hanno per Maria. Considerano infatti il rosario, lo scapolare,
la  corona come devozioni da donnicciuole, proprie degli ignoranti  e
non  necessarie  per salvarsi. E se incontrano qualche  devoto  della
Vergine  che  reciti  la  corona, o abbia qualche  altra  pratica  di
devozione  verso  di lei, gli cambiano presto la  mente  e  il  cuore
consigliandogli  la  recita dei sette salmi invece  della  corona  ed
esortandolo al culto verso Ges Cristo piuttosto che alla devozione a
Maria.  Mio  amabile  Ges! Hanno forse il tuo  spirito  costoro?  Ti
possono  piacere, comportandosi in tal modo? Come farti  piacere  se,
per  timore di dispiacerti, non si fa ogni sforzo per piacere  a  tua
Madre?  La devozione verso la tua santa Madre impedisce forse il  tuo
culto?  Si attribuisce ella l'onore che le si rende? Fa ella parte  a
s?  Oppure   un'estranea che non ha nessun legame con  te?    fare
dispiacere  a te voler piacere a lei? E separarsi o allontanarsi  dal
tuo amore l'offrirsi a lei ed amarla?
 65 -  Eppure, mio amabile Maestro, anche se tutto quanto  ho  appena
detto  fosse  vero, la maggior parte dei dotti  giusto  castigo  del
loro  orgoglio!  non farebbe di pi per allontanare dalla  devozione
alla  tua  santa Madre, n saprebbe ispirare pi indifferenza  a  suo
riguardo. Preservami, Signore, preservami dai loro sentimenti  e  dal
loro  modo di agire. Fammi partecipare ai sentimenti di riconoscenza,
di stima, di rispetto e di amore che tu nutri per la tua santa Madre,
perch io possa amarti e glorificarti tanto pi perfettamente, quanto
pi ti imiter e seguir da vicino.
 66 -  Come se non avessi detto ancora nulla in onore della tua santa
Madre,  fammi la grazia di lodarla degnamente (7), nonostante  tutti  i
suoi  nemici che sono pure i tuoi e di dir loro apertamente  con  i
santi:  "Non pretenda di ottenere misericordia da Dio chi offende  la
sua santa Madre" (8).
 67   -  Per ottenere dalla tua misericordia una vera devozione verso
la tua santa Madre e poterla diffondere su tutta la terra, fa' che io
ti  ami ardentemente e accogli a tal fine la preghiera che ti rivolgo
con sant'Agostino e i tuoi veri amici:
 Tu  sei il Cristo, il mio padre santo, il mio Dio misericordioso, il
mio grande re.
 Sei  il  mio  buon  pastore, il mio unico maestro, il  mio  migliore
aiuto.
 Sei  il mio amore bellissimo, il mio pane vivo, il mio sacerdote per
sempre.
 Sei  la  mia  guida alla patria, la mia luce vera, la  mia  dolcezza
santa.
 Sei  la  mia strada diritta, la mia fulgida sapienza, la mia limpida
semplicit.
 Sei  la  mia  concordia pacifica, la mia sicura protezione,  la  mia
preziosa eredit, la mia salvezza eterna...
 Cristo Ges, amabile Signore! Perch ho amato, perch ho bramato  in
tutta la mia vita altra cosa fuori di te, Ges mio Dio?
 Dov'ero  quando  non  pensavo a te? O voi tutti  miei  desideri,  da
questo  momento  ardete e confluite nel Signore  Ges.  Correte,  gi
troppo  indugiaste!  Affrettatevi verso  il  traguardo  cui  tendete,
cercate davvero colui che cercate!
 O  Ges!  Chi non ti ama sia antema! Chi non ti ama sia saziato  di
amarezze...Ges dolce, ogni cuore buono e incline alle  tue  lodi  ti
ami, in te si diletti, di te si stupisca!
   Dio  del mio cuore e mia eredit, Cristo Ges! Venga meno  il  mio
cuore dentro di me e sii tu a vivere in me Si accenda nel mio spirito
la brace viva del tuo amore, e divampi in un incendio!
 Arda sempre sull'altare del mio cuore, bruci nel mio intimo, avvampi
le fibre pi nascoste della mia anima.
 Nel  giorno della mia morte sia trovato consumato dall'amore  presso
di te.
 Amen. (9)
 Ho  voluto  trascrivere questa stupenda preghiera di  sant'Agostino,
perch  la  si  ripeta tutti i giorni a fine di chiedere  l'amore  di
Ges: quell'amore che andiamo cercando per mezzo della divina Maria.
3.  Noi siamo di Cristo e di Maria
  68   -  SECONDA  VERIT    Da ci che Ges  Cristo    nei  nostri
confronti,  bisogna  concludere con l'Apostolo (10) che  noi  non  ci
apparteniamo  pi, ma siamo totalmente suoi, come sue membra  e  suoi
"schiavi"  che  egli ha comprati ad un prezzo infinitamente  caro,  a
prezzo  cio di tutto il suo sangue (11). Prima del battesimo, infatti,
noi  eravamo del demonio, veri suoi schiavi. Il battesimo ci ha  resi
veri  schiavi  di Ges Cristo (12), i quali devono vivere,  lavorare  e
morire  unicamente allo scopo di portare frutto per  questo  Dio-Uomo (13),
glorificarlo  nel  proprio corpo e farlo regnare  nella  propria
anima, perch siamo sua conquista, popolo che egli si  acquistato  e
sua eredit (14). Per lo stesso motivo lo Spirito Santo ci paragona:
 1)   ad alberi piantati lungo le acque della grazia, nel campo della
Chiesa, e che devono dare frutto a suo tempo (15);
 2)  ai tralci di una vite di cui Ges Cristo  il ceppo e che devono
produrre grappoli buoni (16);
 3)   a  un  gregge  di  cui Ges Cristo  il  pastore,  e  che  deve
moltiplicarsi e dare latte (17);
 a  una  terra  buona,  lavorata da Dio, nella quale  la  semente  si
sviluppa e d un frutto abbondante: trenta, sessanta o cento volte di
pi (18).  Ges Cristo maledisse il fico infruttuoso (19) e condann  il
servo  infingardo  che non aveva valorizzato il proprio  talento  (20).
Tutto questo prova che Ges Cristo vuol cogliere qualche frutto dalle
nostre  misere  persone e, cio, le nostre buone opere poich  queste
gli  appartengono e in modo esclusivo: "Creati in Ges Cristo per  le
buone  opere" (21). Quest parole dello Spirito Santo mostrano che  Ges
Cristo    l'unico principio e dev'essere l'unico fine  di  tutte  le
nostre buone opere, e che noi dobbiamo servirlo, non solo come  servi
salariati, ma quali schiavi d'amore. Mi spiego.
 69 -  Vi  sono due modi, quaggi, di appartenere ad un  altro  e  di
dipendere dalla sua autorit: la semplice servit e la schiavit.  Di
qui i noti appellativi di servo e schiavo. Con la servit, comune tra
i  cristiani, uno si obbliga a servire un altro per un certo  periodo
di  tempo  e per un certo salario o un determinato compenso.  Con  la
schiavit, invece, uno dipende interamente da un altro per  tutta  la
vita  e deve servire il padrone senza pretendere salario o ricompensa
alcuna,  quasi fosse una delle sue bestie sulle quali egli ha diritto
di vita o di morte.
 70 -  Vi  sono tre specie di schiavit: la schiavit di  natura,  la
schiavit  forzata e la schiavit volontaria. Tutte le creature  sono
schiave  di  Dio  nel primo modo: "Del Signore  la  terra  e  quanto
contiene" (22); i demoni e i dannati lo sono nel secondo; i giusti e  i
santi  nel  terzo. La schiavit volontaria  la pi  perfetta  e  pi
gloriosa  per Dio che scruta il cuore, domanda il cuore e  si  chiama
Dio del cuore (23) o della volont amante. Con tale schiavit, infatti,
si  sceglie  Dio e il servizio a lui al di sopra di ogni altra  cosa,
anche se per natura non si fosse obbligati.
 71 - C' una differenza totale tra servo e schiavo (24):
1 - Il servo non d al padrone tutto ci che , tutto ci che ha e tutto
ci che pu avere da altri o da se stesso. Lo schiavo, invece, gli si
d  interamente,  con quanto possiede e quanto pu acquistare,  senza
nulla escludere.
2 - Il  servo  esige un salario per i servizi che rende al  padrone;
invece  lo schiavo non pu pretenderne alcuno, qualunque sia  il  suo
impegno, iniziativa e fatica nel lavoro.
3 - Il servo pu lasciare  il padrone  quando  vuole,
o almeno al termine  del  suo  servizio;  lo
schiavo invece non ha diritto di abbandonarlo quando vuole.
4 - Il  padrone del servo non ha su di lui nessun diritto di vita  e  di
morte,  di  modo che se lo sopprimesse come una delle sue  bestie  da
soma,  commetterebbe  ingiusto omicidio.  Invece,  il  padrone  dello
schiavo ha, per legge, diritto di vita e di morte su di lui, di  modo
che  potrebbe  venderlo a chi vuole o ucciderlo  mi  si  perdoni  il
paragone  come farebbe del proprio cavallo.
 5 - Infine,  il  servo  al servizio del padrone solo  per  un  dato
tempo; lo schiavo, invece, per sempre.
 72 -  Non c' nulla tra gli uomini che faccia appartenere di pi  ad
un  altro,  quanto  la  schiavit. Similmente non  c'  nulla  fra  i
cristiani che faccia appartenere in modo pi assoluto a Ges Cristo e
alla sua santa Madre quanto la schiavit volontaria secondo l'esempio
di  Ges  Cristo stesso, che prese "la condizione di servo "  (25)  per
nostro amore, e della santa Vergine, che si disse serva e schiava del
Signore (26). L'Apostolo si onora del titolo di servo di Cristo (27). Pi
volte, nella Scrittura, i cristiani sono chiamati servi di Cristo (28).
Ora,  secondo l'osservazione giustissima di un dotto, anticamente  la
parola  servo (servus) stava ad indicare soltanto uno schiavo, perch
non  esistevano allora servi come quelli di oggi, dato che i  padroni
erano   serviti   solo  da  schiavi  o  da  liberti.  Per   affermare
inequivocabilmente che siamo schiavi di Ges Cristo, il Catechismo di
Trento  si esprime con un termine preciso: mancipia Christi,  schiavi
di Cristo (29).
 73 -  Ci  detto,  affermo  che dobbiamo essere  di  Ges  Cristo  e
servirlo non solo come servi stipendiati, ma come schiavi affezionati
che,  mossi  da  un  grande amore, si donano e si consacrano  al  suo
servizio  in  qualit di schiavi per il solo onore di  appartenergli.
Prima del battesimo eravamo schiavi del demonio; ora il battesimo  ci
ha resi schiavi di Ges Cristo (30). Ne consegue che i cristiani devono
essere o schiavi del demonio o schiavi di Ges Cristo.
 74 -  Ci che ho detto in modo assoluto di Ges Cristo, lo  dico  in
modo  relativo  della  Vergine santa. Ges  Cristo  l'ha  scelta  per
compagna  indissolubile della sua vita, morte, gloria  e  potenza  in
cielo  e in terra, e le ha quindi dato per grazia, rispetto alla  sua
divina Maest, tutti gli stessi diritti e privilegi che egli possiede
per natura. Dicono i santi: "Tutto ci che conviene a Dio per natura,
conviene  a  Maria per grazia" (31). Poich dunque, secondo loro,  sono
tutti  e due di una medesima volont e potere, tutti e due hanno  gli
stessi sudditi, servi e schiavi.
  75 -  Secondo il pensiero dei santi e di molti uomini insigni  
lecito, dunque, chiamarsi e divenire schiavi d'amore della santissima
Vergine per essere cos pi perfettamente schiavi di Ges Cristo.  La
Vergine  santa  il mezzo del quale nostro Signore si   servito  per
venire  sino a noi; ed  anche il mezzo di cui noi dobbiamo  servirci
per  andare  a  lui. Ella, infatti, non  come le altre creature,  le
quali,  se  ad  esse  ci  affezioniamo, anzich  avvicinarci  a  Dio,
potrebbero  allontanarcene. L'inclinazione pi forte di  Maria    di
unirci a Ges Cristo (32) suo figlio, cos come il desiderio pi  forte
del  Figlio  che si vada a lui per mezzo della sua santa  Madre.  In
tal  modo gli si fa onore e piacere, come farebbe onore e piacere  al
re  chi  si  facesse Schiavo della regina per essergli  perfettamente
suddito  e schiavo. Ecco perch i santi Padri e san Bonaventura  dopo
di  loro,  dicono  che la Vergine Maria  la strada per  arrivare  al
Signore (33).
 76 -  Inoltre, se, come ho gi detto, la Vergine santa    regina  e
sovrana  del  cielo  e  della terra, non avr altrettanti  sudditi  e
schiavi  quante  sono  le creature? - si chiedono  sant'Anselmo,  san
Bernardo, san Bernardino e san Bonaventura (34). Non  forse giusto che
fra  tanti  schiavi per forza ve ne siano di quelli  per  amore,  che
scelgano Maria come loro sovrana? Come! Gli uomini e i demoni hanno i
loro schiavi volontari, e Maria non ne avrebbe alcuno? Come! Un re si
stima  onorato  che la regina consorte abbia degli  schiavi,  su  cui
possa  esercitare un diritto di vita e di morte  l'onore e il potere
dell'uno,  infatti,  l'onore e il potere dell'altra  e si  potrebbe
credere  che  Nostro  Signore non sarebbe contento  che  abbia  degli
schiavi  Maria, la sua santa Madre, alla quale egli, come il migliore
dei  figli,  ha  comunicato tutta la sua potenza? Avrebbe  egli  meno
rispetto  e amore per sua madre che Assuero per Ester e Salomone  per
Betsabea? (35) Chi oser dirlo o anche solo pensarlo?
 77 -  Ma dove mi conduce la penna? Perch mi soffermo a provare  una
cosa  tanto  evidente? Se non ci si vuol chiamare  schiavi  di  Maria
Vergine, che importa! Ci si faccia pure schiavi di Ges Cristo! Tanto
  costituirsi insieme schiavi della Vergine santa, perch Ges   il
frutto e la gloria di Maria.
 Tutto  questo  si  compie in modo perfetto nella  devozione  di  cui
parleremo pi in l.
4.  Dobbiamo rivestirci dell'uomo nuovo
 78 -  TERZA  VERIT    Di  solito le nostre  migliori  azioni  sono
macchiate  e  corrotte dalle inclinazioni cattive che  sono  in  noi.
Quando  si  versa  dell'acqua pura e limpida in un  vaso  che  sa  di
cattivo,  o  del  vino  in una botte guasta da  altro  vino,  l'acqua
limpida  e  il  buon  vino si guastano e prendono facilmente  cattivo
odore.  Cos, quando Dio mette le sue grazie e rugiade celesti  o  il
vino  delizioso del suo amore nel vaso dell'anima nostra, guasta  dal
peccato   originale  ed  attuale,  i  suoi  doni  ordinariamente   si
corrompono  e si macchiano a causa del cattivo lievito  e  del  fondo
cattivo  lasciato in noi dal peccato. E le nostre azioni, non escluse
quelle  ispirate dalle virt per quanto sublimi, ne risentono (36).  
perci  importantissimo vuotarci di quanto in noi c' di male  se  si
vuole acquistare la perfezione che si trova soltanto nell'unione  con
Ges Cristo (37); altrimenti Nostro Signore, che  infinitamente puro e
odia all'estremo anche la minima macchia nell'anima, ci allontana  da
s e non si unisce a noi.
 79 -  Per  vuotarci  di  noi  stessi (38) occorre,  in  primo  luogo,
conoscere  bene, con la luce dello Spirito Santo, le  nostre  cattive
inclinazioni, la nostra incapacit ad ogni bene utile alla  salvezza,
la nostra debolezza in ogni cosa, la nostra incostanza in ogni tempo,
la  nostra  indegnit  di ogni grazia e la nostra  iniquit  in  ogni
luogo.  Il  peccato  del primo padre ci ha tutti quasi  completamente
guastati, inaciditi, gonfiati e corrotti, come il lievito inacidisce,
gonfia  e corrompe la pasta in cui  messo. I peccati attuali da  noi
commessi,  mortali  o  veniali che siano, anche se  perdonati,  hanno
aumentato   la   nostra   concupiscenza,  debolezza,   incostanza   e
corruzione, lasciando delle scorie nella nostra anima. I nostri corpi
sono  talmente  corrotti, che lo Spirito Santo  li  chiama  corpi  di
peccato (39), concepiti nel peccato (40), nutriti nel peccato e capaci di
tutto; corpi soggetti a mille e mille malattie, che si corrompono  di
giorno  in  giorno e generano putredine. La nostra  anima,  unita  al
corpo,    divenuta  cos  carnale che viene  chiamata  carne:  "ogni
vivente   aveva  corrotto  la  sua  vita" (41).  Abbiamo  per  eredit
l'orgoglio e l'accecamento nello spirito, l'indurimento nel cuore, la
debolezza e l'incostanza nell'anima, la concupiscenza, le passioni in
rivolta e le malattie nel corpo. Siamo, per condizione naturale,  pi
superbi  dei pavoni, pi attaccati alla terra dei rospi,  pi  brutti
dei  capri,  pi  invidiosi dei serpenti, pi  golosi  degli  animali
immondi,  pi collerici delle tigri, pi pigri delle tartarughe,  pi
deboli  delle  canne  e pi incostanti delle banderuole.  Abbiamo  di
nostro  soltanto  il nulla e il peccato, ed altro non  meritiamo  che
l'ira di Dio e l'inferno eterno (42).
 80 -  C' dunque da stupirsi che Nostro Signore abbia detto che  chi
vuole seguirlo deve rinnegare se stesso e odiare la propria vita? (43).
Che  "chi  ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in  questo
mondo, la conserver per la vita eterna" (44)?
 Il  Cristo,  Sapienza  infinita, non d comandi  senza  ragione.  Ci
ordina  di "odiare" noi stessi solo perch siamo sommamente degni  di
odio. Nulla pi di Dio  degno di amore, nulla pi di noi  degno  di
odio.
 81 -  In  secondo luogo, per vuotarci di noi stessi  bisogna  morire
tutti  i  giorni  a  noi  stessi, rinunciando alle  operazioni  delle
potenze  della  nostra anima e dei sensi del nostro  corpo.  Dobbiamo
guardare come se non guardassimo, ascoltare come se non ascoltassimo,
servirci  delle  cose del mondo come se non ce ne  servissimo (45).  
quanto  san  Paolo  chiama  morire tutti i giorni:  "Ogni  giorno  io
affronto la morte" (46).
 "Se  il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo"  (47);
rimane terra e non produce nessun frutto buono. Se non moriamo a  noi
stessi e se le nostre devozioni, anche le pi sante, non ci portano a
questa morte necessaria e feconda, non produrremo frutti che valgano:
le nostre devozioni resteranno sterili e tutte le nostre giustizie (48)
saranno  contaminate dall'amor proprio e dalla propria  volont;  Dio
avr  in  abominio  i pi grandi sacrifici e le migliori  azioni  che
possiamo  compiere; in punto di morte ci troveremo con le mani  vuote
di  virt  e di meriti e non avremo una scintilla di quel puro  amore
che  viene comunicato solo alle anime morte a se stesse e la cui vita
 nascosta con Ges Cristo in Dio (49).
 82 -  In terzo luogo, bisogna scegliere tra tutte le devozioni  alla
santissima  Vergine  quella che porta di pi al  rinnegamento  di  se
stessi,  essendo  essa la migliore e pi santificante.  Non  bisogna,
infatti, credere che tutto ci che riluce sia oro; che tutto ci  che
 dolce, sia miele; e che tutto ci che  agevole a farsi e praticato
dai  pi, sia il pi santificante. Come vi sono segreti di natura per
fare  in  poco tempo, con poca spesa e con facilit certe  operazioni
naturali, cos vi sono segreti nell'ordine della grazia per  fare  in
poco  tempo, con dolcezza e facilit operazioni soprannaturali,  come
spogliarsi di s, riempirsi di Dio e diventare perfetti. La devozione
che  voglio  rivelare    uno di questi segreti  di  grazia:  segreto
sconosciuto  dalla maggior parte dei cristiani, conosciuto  da  pochi
devoti,  praticato e gustato da pi pochi ancora. Per incominciare  a
scoprire  questo  segreto, ecco una quarta  verit  conseguente  alla
terza.
5.   La funzione materna di Maria facilita l'incontro personale  con
Cristo
  83   -  QUARTA VERIT  cosa pi perfetta, perch pi umile,  non
accostarsi  da  soli a Dio senza un mediatore. La  nostra  condizione
umana   cos volta al male  come ho dimostrato or ora  che  se  ci
appoggiamo  alle  nostre  fatiche,  iniziative  e  disposizioni,  per
giungere  a Dio e piacergli,  certo che tutte le nostre opere  buone
saranno  macchiate  e di poco valore davanti a Dio,  per  indurlo  ad
unirsi a noi ed esaudirci.
   Infatti, non senza motivo, Dio ci ha dato dei mediatori (50) presso
la  sua Maest. Ha visto la nostra indegnit e incapacit ed ha avuto
compassione di noi. Per renderci accessibili le sue misericordie,  ci
ha  provvisti  di intercessori potenti presso la sua Maest.  Ebbene,
trascurare tali mediatori e avvicinarsi direttamente alla santit  di
Dio  senza alcun appoggio,  mancare di umilt e di rispetto a un Dio
cos  eccelso e cos santo.  far meno caso di questo Re dei  re  che
non  si farebbe di un sovrano o di un principe della terra, al  quale
non  vorremmo  avvicinarci senza un qualche  amico  che  parlasse  in
nostro favore (51).
 84 -  Ges  Signore   il nostro avvocato e il nostro  mediatore  di
redenzione  presso  il Padre. Per mezzo di lui dobbiamo  pregare  con
tutta  la  Chiesa trionfante e militante; per mezzo di lui si  accede
presso   la  Maest  divina,  dinanzi  alla  quale  dobbiamo   sempre
presentarci sorretti e rivestiti dei meriti di Ges Cristo,  come  il
giovane  Giacobbe s'era rivestito delle pelli dei capretti dinanzi  a
suo padre Isacco per riceverne la benedizione.
 85 -  Ma  non  abbiamo  forse  bisogno di  un  mediatore  presso  il
Mediatore  stesso?  forse abbastanza grande la nostra  purezza,  per
unirci  a  lui direttamente e da soli? Non  forse anche lui  Dio  in
tutto  uguale al Padre, e quindi anche lui il Santo dei Santi,  degno
di  altrettanto  rispetto quanto il Padre? Se per infinito  amore  si
fece  nostro garante e nostro mediatore presso Dio suo Padre, a  fine
di  placarlo  e di saldare il debito da noi contratto, avremo  allora
meno  rispetto  e timore della sua maest e santit?  Diciamo  dunque
arditamente  con san Bernardo (52) che abbiamo bisogno di un  mediatore
presso il Mediatore stesso, e che la divina Maria  la pi capace  di
svolgere  tale caritatevole compito. Per mezzo di lei Ges  Cristo  
venuto  a noi, ancora per mezzo di lei noi dobbiamo andare a lui.  Se
abbiamo timore di andare direttamente a Ges Cristo-Dio a causa della
sua  grandezza  infinita,  o  della nostra  pochezza,  o  dei  nostri
peccati,  imploriamo con audacia l'aiuto e l'intercessione  di  Maria
nostra  Madre.  Maria  buona,  tenera. Non ha nulla  di  austero  e
scostante; nulla di troppo alto e di troppo splendente. Vedere lei  
vedere  la nostra stessa natura. Maria non  il sole che col  fulgore
dei suoi raggi ci potrebbe abbagliare perch siamo deboli. , invece,
bella  e  soave  come la luna (53), che riceve la luce dal  sole  e  la
tempera  per adattarla alla nostra debole vista.  cos caritatevole,
da non rimandare nessuno che invochi la sua intercessione, per quanto
peccatore sia. Infatti non si  mai inteso dire da che mondo   mondo
affermano  i  santi    che  alcuno  sia  ricorso  con  fiducia  e
perseveranza alla Vergine santa e sia stato respinto. E cos potente,
da non ricevere mai un rifiuto alle sue domande. Le basta presentarsi
innanzi  al  Figlio  per  pregarlo e subito  questi  concede,  subito
accoglie,   perch  sempre  si  lascia  vincere  amorosamente   dalle
preghiere  della  sua  carissima Madre, che  lo  port  in  grembo  e
allatt.
 86 -  Tutto questo  tratto dagli scritti di san Bernardo e  di  san
Bonaventura. Secondo loro, sono tre i gradini da salire per  arrivare
a  Dio.  Il primo, che  il pi vicino a noi (54) e il pi adatto  alla
nostra condizione,  Maria; il secondo  Ges Cristo e il terzo  Dio
Padre.  Per  andare a Ges, bisogna andare a Maria, nostra mediatrice
d'intercessione; per andare al Padre, bisogna andare a  Ges,  nostro
mediatore  di  redenzione (55). Ora  proprio questo  l'ordine  seguito
perfettamente nella devozione, di cui parler pi oltre.
6.  Portiamo il tesoro della grazia in vasi di creta
 87 -  QUINTA  VERIT  Data la nostra debolezza e  fragilit,  ci  
molto difficile mantenere le grazie e i tesori ricevuti da Dio.
1 - Perch portiamo questo tesoro, che vale pi del cielo e della terra,
in  vasi  di  creta  (56), vale a dire in un corpo  corruttibile  e  in
un'anima debole ed incostante che un nulla sconcerta e abbatte.
88 - 2 - Perch i demoni, che sono ladri astuti, cercano di prenderci
alla  sprovvista  per derubarci e svaligiarci.  A  tal  fine,  spiano
giorno e notte il momento favorevole, Si aggirano di continuo intorno
a noi per divorarci e toglierci in un momento, con un peccato, quanto
abbiamo potuto guadagnare di grazie e di meriti in parecchi anni.  La
loro  malizia, la loro esperienza, le loro insidie e il  loro  numero
devono farci temere infinitamente tanta sventura, sapendo che persone
pi ricolme di grazie, pi ricche di virt, pi mature per esperienza
e   pi   elevate  in  santit  sono  state  sorprese,   derubate   e
infelicemente  spogliate. Ah, quanti cedri del Libano  e  stelle  del
firmamento  si sono visti cadere miseramente e perdere in poco  tempo
tutta la loro altezza e il loro splendore! Da che cosa dipende questo
strano  cambiamento? Non certo da mancanza di grazia  la  grazia  
data a tutti  ma da mancanza di umilt. Si credevano pi forti e pi
sufficienti di quanto non fossero, si sono fidati e appoggiati su  se
stessi,  hanno  creduto  la loro casa abbastanza  sicura  e  le  loro
casseforti  abbastanza solide per custodire il prezioso tesoro  della
grazia. Cos, per questo loro appoggio impercettibile su se stessi  
anche  se  pareva loro di contare soltanto sulla grazia di Dio    il
Signore   giustissimo  ha  permesso  che  siano  stati   derubati   e
abbandonati   a   se  stessi.  Ahim!  Se  avessero   conosciuto   la
meravigliosa  devozione che sto per spiegare, avrebbero  affidato  il
loro  tesoro alla Vergine potente e fedele. E lei l'avrebbe custodito
come  un  bene  proprio,  anzi  se ne  sarebbe  fatto  un  dovere  di
giustizia.
 89 -  3 -   difficile perseverare nello stato di  grazia,  a  causa
dell'incredibile corruzione del mondo. Il mondo, infatti,   corrotto
a  tal  punto,  che gli stessi cuori religiosi sono  ricoperti  quasi
necessariamente  se non dal suo fango, almeno dalla  sua  polvere.  
davvero  una specie di miracolo se qualcuno rimane saldo in  mezzo  a
questo  impetuoso  torrente senza essere  o  sommerso  dalle  onde  o
depredato  dai pirati e dai corsari, in mezzo a questa aria inquinata
senza rimanerne danneggiato.
 La  Vergine  fedelissima  e  mai vinta dal  demonio  opera  un  tale
miracolo  a  favore  di  quelli  e quelle  che  l'amano  nella  forma
migliore.

NOTE:
 1)  Questa magnifica pagina intessuta di passi biblici sottolinea  il
posto  centrale  di  Ges nella vita cristiana,  che  ogni  autentica
devozione a Maria deve rispettare.
 2)  "Le varie forme di devozione verso la Madre di Dio, che la Chiesa
ha approvato... fanno s che, mentre  onorata la Madre, il Figlio...
sia  debitamente conosciuto, amato, glorificato, e siano osservati  i
suoi comandamenti" (LG 66).
 3) VD 24,31-33,50.
 4) VD 75, 81-86, 120, 152-168.
 5) Cf VD 13, nota 19.
 6)  Allusione ai giansenisti e agli Avvisi salutari di A.  WIDENFELD,
pubblicati nel 1673 e messi all'Indice nel 1676. VD 93.
 7) Testo latino: "Fac me digne tuam Matrem collaudare".
 8)  Testo latino: "Non praesumat aliquis Deum se habere propitium qui
benedictam Matrem offensam habuerit".
 9)  Questa  preghiera  tratta da diverse opere di S. Agostino  o  da
opere  a  lui  attribuite. Il Montfort riferisce  soltanto  il  testo
latino della preghiera.
 10) 1 Cor 6,19-20; 1 Cor 3,23.
 11) 1 Pt 1, 19.
 12)  Cf Catechismo del Concilio di Trento, parte I, cap. 3, n. 12. Cf
VD 129.
 13) Rm 7,4
 14) 1 Pt 2,9.
 15) Sal 1,3.
 16) Gv 15,5.
 17) Gv 10,1 sgg.
 18) Mt 13,3. 8.
 19) Mt 2 1, 19.
 20) Mt 25,24-30
 21) Ef 2,10.
 22) Sal 24,1.
 23) Sal 73,26.
 24) Nel  presentare  i  diversi elementi di  questa  differenza,  il
Montfort  considera  i  due termini unicamente  dal  punto  di  vista
storico,  senza  volerli  "giustificare" nei  confronti  della  legge
naturale  e  della  legge morale. Egli vuole  soltanto  dire  che  il
termine  schiavo  che  suona  male  agli  orecchi  di  tanti  nostri
contemporanei mette in rilievo la nostra totale appartenenza a Dio e
la nostra totale dipendenza da lui.
 25) Fil 2,7.
 26) Lc 1, 46-48.
 27) Rm 1,1. "Paolo tiene se stesso e il singolo cristiano in conto di
doulos,  schiavo del Cristo che  il Kyrios (cf Gal 1,l0; Rm  1,1;  1
Cor 7,22). E tuttavia questo rapporto del cristiano col Kyrios non  
un  rapporto di dispotismo o tirannia,  la base stessa della libert
paolina:  soggetto a Ges il Kyrios, il cristiano   liberato  da  se
stesso   e   libero  per  gli  altri"  (Grande  commentario  biblico,
Queriniana, p. 1881).
 28) 1 Cor 7,22. 2 Tm 2,24.
 29) Vedi sopra, nota 12; VD 129.
 30) Rm 6,22.
 31) Testo latino: "Quidquid Deo convenit per naturam, Mariae convenit
per gratiam". - Il dottore esimio F. Suarez ha posto come norma nella
mariologia  che  "i misteri della grazia, che Dio  ha  operato  nella
Vergine,   non  vanno  misurati  dalle  leggi  ordinarie,  ma   dalla
onnipotenza di Dio, supposta la convenienza della cosa in se  stessa,
ed  esclusa  ogni  contraddizione o  ripugnanza  da  parte  della  S.
Scrittura...   "   (PIO  XII,  Munificentissimus  Deus,   1.XI.1950).
Nell'interpretare questo principio bisogna tenere conto che  Maria  
una  pura creatura (VD 14, 17, 157, 181, 260) e che le sue perfezioni
"sono limitate" (VD 52).
 32) VD 164.
 33)  Testo  latino:  "Via veniendi ad Christum est  appropinquare  ad
illam" (inter opera, Psalt. Maius, Ps 117).
 34) Testo latino: "Ecce imperio Dei omnia subiiciuntur et Virgo, ecce
imperio Virginis omnia subiiciuntur et Deus".
 35) Est 5,2-8; 1 Re 2,19.
 36)  Con  tali  paragoni, il Montfort non intende mettere  in  dubbio
l'efficacia  delle  grazie e dei doni di Dio,  n  affermare  che  le
nostre  azioni  possano "guastare" tali grazie  e  tali  doni;  vuole
soltanto mettere in evidenza che le nostre azioni, anche le migliori,
sono  ordinariamente imperfette, a causa dell'amor  proprio  e  della
segreta  affezione  alle  creature che si  introduce  insensibilmente
nelle  migliori  azioni  (VD, 146). Per questo  bisogna  vuotarci  di
quanto in noi c' di cattivo. - Cf luoghi paralleli: LAC 47: VD  146,
173, 213, 228.
 37) VD 120.
 38)  "Se  qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso  "  (Mt
16,24) . Cristo Ges... "spogli se stesso assumendo la condizione di
servo" (Fil 2,7). "Spogli se stesso... alla lettera si vuot  di  se
stesso.  Dal  verbo greco che significa vuotare  venuto  il  termine
knosi" (La Bibbia di Gerusalemme, p. 2523).
 39) Rm 6,6.
 40)  "Ecco,  nella  colpa  sono stato generato,  nel  peccato  mi  ha
concepito mia madre" (Sal 51,7).
 41)  "Ogni uomo aveva pervertito la sua condotta sulla terra  "  (Gen
6,12).  Con  la Volgata, il Montfort scrive "ogni carne".  "La  carne
designa l'uomo nella sua condizione di debolezza e di mortalit"  (La
Bibbia di Gerusalemme, p. 2266).
 42)  Cf VD 213,228. S. GIOVANNI CRISOSTOMO (Hom. 4 in Matth., n.8, PG
57,48)  rincara la dose di questi paragoni dati dal Montfort, che  ci
fanno  percepire  il  "profondo squilibrio che  radicato  nel  cuore
dell'uomo"  (GS  10).  Tuttavia  non  bisogna  dimenticare   che   il
cristiano,  tempio dello Spirito Santo (Tt 3,5; 1 Cor 6,19)  e  nuova
creatura  (2 Cor 5,17; Gal 6,15) diviene capace di portare in  Cristo
frutti di salvezza e di vita eterna (Gv 4,36; 15,5).
 43) Mt 16,25; Lc 9,24; 14,26. "e non odia: ebraismo. Ges non domanda
odio, ma il distacco completo e immediato (cf 9,57-62)" (La Bibbia di
Gerusalemme, p. 2233).
 44) Gv 12,25.
 45) Cf 1 Cor 7, 30-31.
 46) 1 Cor 15,3
 47) Gv 12,24.
 48) "Giustizia" nel senso biblico di opere buone, virt, santit.
 49)  Col 3,3. - "Conviene sapere che l'anima, per giungere allo stato
di perfezione, generalmente deve prima passare attraverso due aspetti
principali  di  tenebre,  che gli spirituali  chiamano  purgazione  o
purificazione,   io   invece  notte,  perch  l'anima,   nell'una   e
nell'altra, cammina al buio come di notte" (S. GIOVANNI DELLA  CROCE,
Salita del monte Carmelo, lib. 1, cap. 1, n. 1).
 50)  "Come il sacerdozio di Cristo  in vari modi partecipato  e  dai
sacri  ministri e dal popolo fedele, e come l'unica bont  di  Dio  
realmente  diffusa  in vari modi nelle creature, cos  anche  l'unica
mediazione  del Redentore non esclude, ma suscita nelle creature  una
varia cooperazione partecipata da un'unica fonte" (LG 62).
 51)  Si  rileggano  i  nn. 83-86 del Trattato confrontandoli  con  le
affermazioni del Concilio Vat. II. in Lumen Gentium, nn. 60, 62.
 52) Hom. 5 in Assumpt.: Signum magnum, n. 2, PL 183, 429.
 53) Ct 6,10.
 54)  Maria    "Colei che nella Chiesa Santa occupa, dopo Cristo,  il
posto pi alto e il pi vicino a noi" (LG 54).
 55)  Cf  LEONE  XIII,  Octobri mense, 22.9.1891. La  teoria  dei  tre
gradini  non  deve  dimenticare lo Spirito  Santo,  secondo  l'ordine
biblico: "Al Padre, per mezzo di Cristo nello Spirito" (cf Ef  2,18).
Maria  partecipa  al  compito dello Spirito di unirci  a  Cristo,  di
formarlo in noi e di intercedere per noi, come il Montfort pi  volte
afferma (VD 20-21, 34-37...).
 56) 2 Cor 4,7.

                  PARTE SECONDA - CAPITOLO SECONDO
                   DEFORMAZIONI DEL CULTO A MARIA

  90 - Presupposte queste cinque verit, s'impone ora la scelta della
vera devozione alla santissima Vergine. Oggi pi che mai, infatti, vi
sono  false  devozioni  che  si scambiano  facilmente  per  vere.  Da
falsario  e  da  ingannatore fine e sperimentato, il demonio  ha  gi
ingannato e man dato in perdizione numerose anime all'inferno con una
falsa  devozione  alla Vergine. Ed ogni giorno  si  serve  della  sua
diabolica  esperienza  per farne dannare molte altre,  illudendole  e
facendole addormentare nel peccato, col pretesto di qualche preghiera
mal  detta  e  di  qualche pratica esteriore  da  lui  suggerita.  Il
falsario   non   altera,  di  solito,  che  l'oro   e   l'argento   e
rarissimamente gli altri metalli, perch non ne vale la pena. Cos lo
spirito maligno non falsifica tanto le altre devozioni quanto  quelle
a  Ges  e  a Maria la devozione alla santa Comunione e quella  alla
santa Vergine  per ch esse sono, tra le devozioni, ci che l'oro  e
l'argento sono tra i metalli.
 91 -   dunque cosa importantissima:
1 - conoscere le false devozioni alla santissima Vergine,
per evitarle e quella vera per abbracciarla;
2 -  conoscere  quale  sia,  fra le tante  differenti  forme  di  vera
devozione alla Vergine santa, la pi perfetta, la pi gradita a  lei,
la  pi  gloriosa per il Signore e la pi santificante per  noi,  per
preferirla.
 92 -  Vi  sono, secondo me, sette specie di falsi devoti e di  false
devozioni a Maria:
1. i devoti critici;
2. i devoti scrupolosi;
3. i devoti esteriori;
4. i devoti presuntuosi;
5. i devoti incostanti;
6. i devoti ipocriti;
7. i devoti interessati.
1. I devoti critici
93  -  Abitualmente i devoti critici sono dotti orgogliosi, spiriti
forti e presuntuosi, che in fondo hanno una certa qual devozione alla
Vergine santa, ma criticano come contrarie al loro gusto quasi  tutte
le pratiche di piet che le persone semplici compiono ingenuamente  e
santamente in onore della Madonna. Mettono in dubbio tutti i miracoli
e  i  racconti  riferiti  da autori degni di  fede,  o  tratti  dalle
cronache  degli  Ordini religiosi, attestanti le  misericordie  e  la
potenza  della  Vergine santissima. Si irritano nel vedere  la  gente
semplice  e umile inginocchiata a pregare Dio innanzi ad un altare  o
ad  un'immagine  di  Maria,  e talora all'angolo  di  una  strada  (1).
Arrivano persino ad accusarla d'idolatria, come se adorasse il  legno
o  la  pietra. E vanno dicendo che, quanto a loro, non amano  affatto
queste  devozioni  esteriori e non sono cos  deboli  di  spirito  da
prestare  fede a tanti racconti e storielle intorno a Maria  Vergine!
Allorquando  si riferiscono loro le lodi meravigliose  tributate  dai
santi  Padri  alla  santa Vergine, o rispondono  dicendo  che  quelli
parlano  da  oratori, per iperbole, o ne alterano  l'interpretazione.
Questa  specie di falsi devoti e di persone orgogliose  e  mondane  
molto pericolosa. Essi fanno un torto immenso alla devozione verso la
santissima  Vergine  e, col pretesto di distruggerne  gli  abusi,  ne
allontanano in modo efficace il popolo.
2. I devoti scrupolosi
 94 -  I  devoti scrupolosi sono persone che temono di disonorare  il
Figlio onorando la Madre; di abbassare l'uno innalzando l'altra.  Non
sanno  tollerare che si diano alla Vergine le lodi giustissime datele
dai  santi Padri. Ve dono a malincuore che davanti ad un altare della
Vergine  santa  stiano inginocchiate pi persone che davanti  al  SS.
Sacramento,  come  se  le due cose fossero incompatibili  e  come  se
coloro  che  pregano la Vergine santa non pregassero Ges Cristo  per
mezzo di lei! Non vogliono che si parli tanto spesso di Maria n  che
tanto spesso a lei si ricorra. Ecco alcuni detti a loro familiari: "A
che  pro  tanti  rosari, tante confraternite e devozioni  esterne  in
onore  del  la  Vergine santa? Quanta ignoranza in tali  pratiche!  
mettere  in  ridicolo  la  nostra religione. Parlateci  piuttosto  di
coloro che sono devoti di Ges Cristo (pronunciano spesso questo nome
senza  scoprirsi  il  capo:  lo dico cos  tra  parentesi!).  Bisogna
ricorrere  a Ges Cristo: egli  il nostro unico Mediatore.  Si  deve
predicare  Ges  Cristo:  questa s che  cosa  seria!" (2).  Ci  che
costoro  vanno  dicendo   vero in un certo  senso.  Rispetto,  per,
all'applicazione  che essi ne fanno, per ostacolare  la  devozione  a
Maria,    molto  pericoloso  ed  una sottile  insidia  del  maligno
nascosta  sotto il pretesto di un bene maggiore, perch mai si  onora
di  pi  Ges Cri sto, come quando si onora di pi la Vergine  santa.
Infatti, si onora lei per onorare pi perfettamente Ges Cristo, e ci
si  rivolge  a lei come alla via che conduce al traguardo  verso  cui
tendiamo: Ges Cristo.
 95 -  La santa Chiesa, con lo Spirito Santo, benedice in primo luogo
la  Vergine santa e, poi, Ges Cristo: "Benedetta tu fra le  donne  e
benedetto  il frutto del tuo grembo!" Ges (3). Non perch  la  Vergine
santa  sia  da  pi  di Ges Cristo o a lui uguale   sarebbe  eresia
intollerabile  l'affermarlo , ma perch  necessario benedire  prima
Maria  per benedire in modo pi perfetto Ges Cristo. Diciamo  dunque
con  tutti  i  veri devoti della Vergine santa, contro i  suoi  falsi
devoti  scrupolosi:  "O  Maria, tu sei  benedetta  fra  le  donne,  e
benedetto  il frutto del seno tuo, Ges ".
3. I devoti esteriori
 96 -  I devoti esteriori sono persone che fanno consistere tutta  la
devozione  a Maria in pratiche esterne. Non hanno nessuna interiorit
e  quindi  gustano  soltanto l'aspetto esterno della  devozione  alla
Vergine  santissima. Recitano molti rosari, ma in  fretta.  Ascoltano
parecchie  messe, ma senza attenzione. Prendono parte a  processioni,
ma senza devozione. Si iscrivono a tutte le confraternite mariane, ma
senza  emendare la propria vita, n vincere le proprie  passioni,  n
imitare  le virt di questa Vergine santissima. Non amano la sostanza
della devozione, ma si attaccano a ci che vi  di sensibile, in modo
che   se  non  trovano  soddisfazioni  nei  loro  pii  esercizi,   si
scoraggiano e abbandonano tutto o fanno tutto a capriccio. Il mondo 
pieno  di  questa  specie di devoti esteriori. Nessuno  pi  di  loro
critica  le  persone di orazione, le quali, pur  avendo  a  cuore  la
modestia  esteriore  che  accompagna sempre  la  vera  devozione,  si
prendono  per cura soprattutto dell'interiorit, come di ci  che  
essenziale.
4. I devoti presuntuosi
 97 -  I  devoti  presuntuosi  sono peccatori  in  balia  delle  loro
passioni  e  amanti del mondo. Sotto il bel nome di  cristiani  e  di
devoti  della  Vergine santa nascondono o l'orgoglio o  l'avarizia  o
l'impurit  o  l'ubriachezza  o  la  collera  o  la  bestemmia  o  la
maldicenza  o l'ingiustizia, ecc. Dormono tranquillamente nelle  loro
cattive abitudini, senza farsi molta violenza per correggersi,  sotto
pretesto  di  essere  devoti  della  Vergine.  Sperano  che  Dio   li
perdoner, che non morranno senza confessarsi e non andranno dannati,
perch  recitano  la corona, digiunano il sabato,  appartengono  alla
Confraternita   del   santo  Rosario  o  dello   Scapolare   o   alle
Congregazioni mariane, e perch portano l'abitino o la catenina della
Madonna  (4),  eccetera. Quando si dice loro che una tale devozione    pura
illusione  diabolica e pericolosa presunzione che pu rovinarli,  non
lo  vogliono credere. Rispondono che Dio  buono e misericordioso,  e
che  non  ci ha creati per dannarci; che non c' uomo che non pecchi;
che  non morranno senza confessarsi; che basta un buon peccavi  -  ho
peccato! (5) pronunciato in punto di morte; e, inoltre, che sono devoti
della  Vergine, ne portano lo Scapolare, recitano ogni giorno in  suo
onore  in modo incensurabile e senza ostentazione sette Pater e sette
Ave, e dicono qualche volta il rosario e l'ufficio della Madonna; che
digiunano,  ecc.  A  conferma  di  quanto  dicono  e  per   accecarsi
maggiormente, ripetono alcuni fatti intesi o letti nei libri, veri  o
falsi  che  siano non importa. Tali fatti attesterebbero che  persone
morte  in peccato mortale e senza confessione, ma che in vita avevano
detto  qualche  preghiera o adempiuto qualche  pratica  in  onore  di
Maria,  o furono risuscitate per confessarsi, o la loro anima  rimase
miracolosamente nel corpo sino a confessione avvenuta o, in punto  di
morte, ottennero da Dio la contrizione, il perdono e la salvezza, per
misericordiosa intercessione di Maria. La stessa cosa sperano per  se
stessi.
 98 -   Nulla,  nel  cristianesimo,    pi  condannabile  di  questa
diabolica  presunzione.  E in realt, chi  potrebbe  dire  con  animo
sincero  di voler bene e onorare la Vergine santa, se con il  peccato
colpisce,  trafigge,  mette  in croce e oltraggia  senza  piet  Ges
Cristo, suo Figlio? Se Maria si facesse un dovere di salvare  con  la
sua  misericordia  questa  sorta  di persone,  autorizzerebbe  questo
peccato, aiuterebbe a crocifiggere e oltraggiare suo Figlio.  Ma  chi
osa pensare una cosa del genere?
 99 - Affermo che un simile abuso della devozione al la Vergine santa
  devozione che, dopo quella a Nostro Signore nel SS. Sacramento,  
la  pi  santa  e  la pi solida di tutte  costituisce  un  orribile
sacrilegio:  il  pi grande e il meno perdonabile dopo  quello  della
Comunione  ricevuta indegnamente. Affermo che per essere veri  devoti
della  Vergine santa non  assolutamente necessario essere cos santi
da  evitare ogni peccato, per quanto ci sia desiderabile; ma occorre
almeno  si  noti bene quanto sto per dire  :
1. essere sinceramente risoluti  ad evitare almeno ogni peccato mortale.
Esso offende  tanto la Madre quanto il Figlio;
2. sforzarsi di non commettere peccati;
3. iscriversi alle confraternite, recitare la corona, il santo rosario o
altre preghiere, digiunare il sabato, ecc.
 100 - Tutto questo  meravigliosamente utile alla conversione di  un
peccatore  anche indurito. Se il mio lettore fosse uno  di  questi  
sino  ad  avere un piede sull'abisso  io gli consiglio queste  buone
opere,  a condizione che le compia non gi per rimanersene tranquillo
nello  stato  di  peccato,  nonostante  i  rimorsi  della  coscienza,
l'esempio di Ges Cristo e dei santi, e le massime del santo Vangelo,
ma per ottenere da Dio, mediante l'intercessione della Vergine santa,
la  grazia della contrizione e del perdono dei peccati, e la vittoria
sulle proprie cattive abitudini.
5. I devoti incostanti
 101 -  I devoti incostanti sono coloro che sono devoti della Vergine
santa  soltanto  ad  intervalli  e secondo  il  capriccio.  Ora  sono
fervorosi  ed  ora  tiepidi;  ora sembrano  pronti  ad  intraprendere
qualsiasi cosa per servirla e, pochi istanti dopo, non sono  pi  gli
stessi; oggi abbracciano ogni sorta di devozione alla Vergine santa e
danno  il  loro nome alle sue confraternite, domani non ne  osservano
fedelmente le norme. Cambiano come la luna (6) e Maria se li mette, con
questa, sotto i piedi (7), perch sono instabili e per nulla meritevoli
d'aver  posto tra i servi di questa Vergine fedele che si distinguono
per  fedelt  e  costanza. Anzich caricarsi  di  tante  preghiere  e
pratiche  di devozione,  meglio compierne poche con amore e fedelt,
mal grado il mondo, il demonio e la carne.
6. I devoti ipocriti
 102 -  Ci  sono  ancora falsi devoti della Vergine santa:  i  devoti
ipocriti.  Nascondono  i  loro peccati e le loro  malvagie  abitudini
sotto  il  manto  di questa Vergine fedele, per apparire  agli  occhi
degli altri diversi da quello che sono.
7. I devoti interessati
 103 -  I devoti interessati, infine, sono quelli che ricorrono  alla
Vergine  santa  solo per vincere processi, evitare pericoli,  guarire
dalle  malattie  o  per  altre necessit  del  genere.  Senza  queste
necessit,  la  dimenticherebbero. Gli uni e  gli  altri  sono  falsi
devoti, e non hanno valore davanti a Dio e alla sua santa Madre.
 104 -  Stiamo dunque bene attenti a non collocarci:  tra  i  devoti
critici,  che  non credono a nulla e criticano tutto; tra  i  devoti
scrupolosi,  che  hanno paura di essere troppo devoti  della  Vergine
santa  per  non  mancare di rispetto a Ges Cristo;   tra  i  devoti
esteriori,  che fanno consistere tutta la loro devozione in  pratiche
esterne;   tra i devoti presuntuosi, che con il pretesto della  loro
falsa  devozione  a Maria, ristagnano nel peccato;    tra  i  devoti
incostanti, che, per leggerezza, cambiano le loro pratiche di  piet,
o  le  abbandonano totalmente alla minima tentazione;  tra i  devoti
ipocriti,  che  si iscrivono alle confraternite e portano  le  livree
della  Vergine, per farsi credere buoni;  e, infine,  tra  i  devoti
interessati,  che  ricorrono  alla  Vergine  santa  solo  per  essere
liberati dai mali del corpo e per ottenere dei beni temporali.
 NOTE:
 1)  Il  Montfort  difende la religiosit popolare, che  per  bisogna
liberare  da  elementi  meno puri, fondarla sulla  verit  e  aprirla
all'impegno  evangelico. "...Guidata e sostenuta e,  se    il  caso,
purificata  per  l'azione  costante dei pastori,  e  esercitata  ogni
giorno nella vita del popolo, la piet popolare  veramente la  piet
"dei poveri e dei semplici" (Paolo VI, Evangelii nuntiandi, n. 48). E
il modo con il quale questi prediletti del Signore vivono e traducono
nei  loro atteggiamenti umani e in tutte le dimensioni della vita  il
mistero  della  fede che hanno ricevuto" (GIOVANNI PAOLO  II,  Omelia
nella Basilica di Nostra Signora di Zapopan, 30.1.1979).
 2)  Questi  devoti richiamano giustamente il primato  di  Cristo,  ma
hanno  il  torto di opporre al culto di Cristo la devozione a  Maria,
che  una via per giungere ad una intima comunione con lui.
 3) Lc 1,42.
 4)  Il  Montfort  fa  eco a un celebre passo di  Pascal:  "Veramente,
Padre, so che le devozioni alla Vergine sono un mezzo potente per  la
salvezza  e  che  anche le pi piccole sono di grande  merito  quando
partono  da un movimento di fede e di carit, come nei santi  che  le
hanno  praticate. Ma dare ad intendere a coloro che  ne  usano  senza
mutare la loro cattiva vita, che si convertiranno in morte o che  Dio
magari  li  risusciter, mi sembra che sia pi atto  a  trattenere  i
peccatori  nei  loro  disordini, con la falsa pace  che  proviene  da
questa fiducia temeraria, che non a ritirarmeli per mezzo di una vera
conversione,  la  quale  si ottiene solo dalla  grazia"  (PASCAL,  IX
Provinciale)  .  Il celebre filosofo prosegue con  ironia  contro  le
devozioni  proposte dal p. Du&nbspBarry, s.j., nel libro Il  Paradiso
aperto a Filagia, che il Montfort indicher pi innanzi.
 5) Cf 2 Sam 12,13.
 6) "Lo stolto muta come la luna" (Sir 27,12).
 7)  "Una  donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi"  (Ap 12,1).

                   PARTE SECONDA - CAPITOLO TERZO
                      LA VERA DEVOZIONE A MARIA

 105 -  Scoperte e condannate le false devozioni alla Vergine  santa,
bisogna  definire brevemente quella vera (1).
Essa :
1. interiore;
2. tenera;
3. santa;
4. costante;
5. disinteressata.
 1.  Devozione interiore
 106 -  1. La vera devozione a Maria  interiore; parte, cio,  dalla
mente  e  dal  cuore; deriva dalla stima che si ha di lei,  dall'alta
idea  che  ci  si forma delle sue grandezze e dall'amore  che  le  si
porta.
 2.  Devozione tenera
 107 -  2. La vera devozione a Maria  tenera, vale a dire piena  di
fiducia  nella Vergine santa, di quella stessa fiducia che un bambino
ha  nella propria mamma. Essa spinge l'anima a ricorrere a Maria,  in
tutte  le  necessit  materiali e spirituali, con  molta  semplicit,
fiducia  e tenerezza. La spinge a rivolgersi a lei per aiuto come  ad
una mamma, in ogni tempo, in ogni luogo e in ogni cosa: nei dubbi per
essere  illuminato, nei traviamenti per ritrovare il  cammino,  nelle
tentazioni   per  essere  sostenuto,  nelle  debolezze   per   essere
fortificato,  nelle  cadute per essere rialzato, negli  scrupoli  per
esserne  liberato, nelle croci, fatiche e contrariet della vita  per
essere  consolato.  In  poche  parole, l'anima  si  rivolge  a  Maria
abitualmente, in tutti questi malesseri corporali e spirituali, senza
timore  d'importunare  questa Madre buona  e  di  dispiacere  a  Ges
Cristo.
3. Devozione santa
 108 - 3. La vera devozione a Maria  santa, cio con duce l'anima ad
evitare  il  peccato  e ad imitare le virt della  Vergine,  in  modo
particolare  le  dieci  virt principali  della  santissima  Vergine:
umilt  profonda,  fede viva, obbedienza cieca (2), orazione  continua,
mortificazione  universale, purezza divina, carit ardente,  pazienza
eroica, dolcezza angelica e sapienza divina.
4. Devozione costante
 109 - 4. La vera devozione alla Vergine  costante: conferma l'anima
nel  bene  e  la induce a non abbandonare facilmente le  pratiche  di
piet. La rende coraggiosa nell'opporsi alle mode e alle massime  del
mondo,  alle  molestie e agli stimoli della carne, e alle  tentazioni
del  demonio.  Pertanto una persona veramente  devota  della  Vergine
santa  non   per nulla volubile, triste, scrupolosa o timorosa.  Non
gi che non cada e non provi talora nessun gusto nella devozione,  ma
se  cade, si rialza tendendo la mano a colei che le  madre buona; se
si  trova  senza  gusto n fervore sensibile,  non  se  ne  affligge.
Infatti  il giusto e il devoto fedele di Maria vivono della  fede  di
Ges e di Maria, e non dei sentimenti della natura (3).
5. Devozione disinteressata
 110 -  5. Infine, la vera devozione a Maria  disinteressata:  muove
l'anima a non ricercare se stessa, ma Dio solo nella sua santa Madre.
Un  vero  devoto di Maria non serve questa augusta Regina per spirito
di  lucro  e  di interesse, per il proprio bene temporale  o  eterno,
corporale  o spirituale, ma unicamente perch ella merita  di  essere
servita, e Dio solo in lei. Non l'ama perch abbia ricevuto  o  speri
ricevere favori, ma perch ella  degna di amore. Per questo l'ama  e
la  serve  fedelmente, sia nelle freddezze e nelle aridit che  nelle
dolcezze  e  nei  fervori sensibili. L'ama tanto sul Calvario  quanto
alle  nozze di Cana. Come  gradito e prezioso agli occhi  di  Dio  e
della  sua santa Madre un tale devoto, che non ricerchi in  nulla  se
stesso  nel servirla! Ma adesso, come  raro! Appunto perch non  sia
pi  cos raro, ho preso la penna in mano per mettere in scritto  ci
che  ho insegnato con frutto in pubblico e in privato nelle missioni,
per parecchi anni.
 111 -  Ho  gi detto molte cose sulla Vergine santissima. Ma  ne  ho
ancora  di pi da dire e ne tralascer una infinit d'altre, sia  per
ignoranza ed incapacit, sia per mancanza di tempo, nell'intento  che
ho  di  formare un vero devoto di Maria e un vero discepolo  di  Ges
Cristo.
 112 -  Quanto  sarebbe spesa bene la mia fatica, se  questo  piccolo
scritto, capitando fra le mani di un cristiano ben disposto, nato  da
Dio  e da Maria e "non da sangue, n da volere di carne, n da volere
di  uomo" (4), gli scoprisse ed ispirasse, con la grazia dello  Spirito
Santo,  l'eccellenza  e il valore della vera  e  solida  devozione  a
Maria, quale sto per esporre!  Se sapessi che il mio sangue colpevole
potesse  servire a far penetrare nei cuori le verit  che  scrivo  in
onore  della mia amata Madre e augusta Sovrana, di cui sono  l'ultimo
dei  figli  e  schiavi,  me ne servirei, invece dell'inchiostro,  per
tracciare  questi  caratteri. Spero infatti in tal  modo  di  trovare
anime,   che   con  la  loro  fedelt  alla  pratica   che   insegno,
compenseranno  la mia cara Madre e Sovrana, dei danni subiti  per  la
mia ingratitudine e infedelt.
 113 -  Mi sento pi che mai spinto a credere e sperare tutto  quanto
ho profondamente impresso nel cuore e da tanti anni vado chiedendo  a
Dio: presto o tardi, la Vergine santa avr pi che mai figli, servi e
schiavi  d'amore (5) e, per tal mezzo, Ges Cristo, mio amato  Signore,
regner pi che mai nei cuori.
 114 -  Prevedo  che  molte bestie frementi  verranno  infuriate  per
dilaniare con i loro denti diabolici questo piccolo scritto  e  colui
del  quale lo Spirito Santo si  servito per scriverlo, o almeno  per
seppellirlo  nelle tenebre e nel silenzio d'un cofano (6),  perch  non
sia  pubblicato. Assaliranno anzi, e perseguiteranno quelli e  quelle
che  lo leggeranno e lo metteranno in pratica. Ma non importa!  Tanto
meglio!  Questa  visione mi d coraggio e mi  fa  sperare  un  grande
successo,  cio  la formazione di uno squadrone di bravi  e  valorosi
soldati  di  Ges  e  di  Maria,  dell'uno  e  dell'altro  sesso  che
combattano  il  mondo,  il diavolo e la natura  corrotta,  nei  tempi
difficili  pi  che  mai vicini. "Chi legge comprenda" (7).  "Chi  pu
capire, capisca" (8).
NOTE:
 1)   In   chiave  a  queste  pagine  del  Trattato    bene   mettere
l'affermazione del Concilio Vaticano II: "I fedeli ricordino  che  la
vera   devozione  non  consiste  n  in  uno  sterile  e   passeggero
sentimentalismo,  n  in  una certa qual  vana  credulit,  ma  bens
procede  dalla fede vera, dalla quale siamo portati a riconoscere  la
preminenza  della Madre di Dio e siamo spinti al filiale amore  verso
la  Madre  nostra  e  all'imitazione delle sue virt"  (LG  67).  "La
devozione  non    altro  che una volont o  volizione  di  dedicarsi
prontamente  alle cose attinenti al servizio di Dio" (S. TOMMASO,  S.
Th., II-II, q. 82, a. 1).
 2)  Oggi  diremmo piuttosto "obbedienza responsabile" infatti  "Maria
non fu strumento meramente passivo nelle mani di Dio, ma cooper alla
salvezza dell'uomo con libera fede e obbedienza" (LG 56).
 3) Cf Eb 10,34 e VD 214.
 4) Gv 1,13.
 5)  Si  noti il trinomio: figli, servi e schiavi. Simile associazione
di  termini si trova nel Catechismo del Concilio di Trento (parte  I,
cap.  3,  n.  12): "Quale animo piuttosto non sar acceso  da  fiamme
d'amore  per la benignit e accondiscendenza di un s grande Signore,
il  quale,  pur avendoci in suo potere e dominio quali servi  redenti
col  suo  sangue,  ci ama cos che non ci chiama  servi  ma  amici  e
fratelli?".
 6)  Infatti,  il  prezioso manoscritto del Trattato, nascosto  in  un
cofano durante i torbidi della Rivoluzione francese, fu ritrovato nel
1842 e pubblicato la prima volta nel 1843.
 7) Mt 24,15.
 8) Mt 19,12.


                    PARTE SECONDA - CAPITOLO QUARTO
                PRINCIPALI FORME DI DEVOZIONE A MARIA

 1   Forme comuni
 115 -  Esistono parecchie pratiche interiori di vera devozione  alla
Vergine santissima. Ecco, in breve, quelle principali.
1 - Onorarla  come  degna  Madre  di Dio, con  culto  d'iperdulia,  cio
stimarla e onorarla pi di tutti gli altri santi, in quanto ella  il
capolavoro della grazia e la prima dopo Ges Cristo, vero Dio e  vero uomo.
2 - Meditare le sue virt, i suoi privilegi e le sue azioni.
3 - Contemplare  le sue grandezze.
4 - Porgerle espressioni  di  amore,  di lode  e  di riconoscenza.
5 - Invocarla col cuore.
6 - Offrirsi e vivere in  comunione con lei.
7 - Compiere le proprie azioni con lo  scopo  di piacerle.
8 - Intraprendere, continuare  e  finire  tutte  le  proprie
azioni  per  mezzo  di lei, in lei, con lei e  per  lei,  a  fine  di
compierle per mezzo di Ges Cristo, in Ges Cristo, con Ges Cristo e
per   Ges   Cristo,  nostro  ultimo  fine.  Pi  avanti  spiegheremo
quest'ultima pratica.
 116 -  La  vera  devozione a Maria Vergine ha pure diverse  pratiche
esterne. Ecco le principali:
1 - Iscriversi nelle sue confraternite  e congregazioni.
2 - Entrare negli Istituti religiosi  fondati  in  suo onore.
3 - Proclamare le sue lodi.
4 - Fare in suo  onore  elemosine, digiuni  e  mortificazioni spirituali
o corporali.
5 - Portare  sulla persona qualche suo distintivo, come il santo rosario
o la corona, lo scapolare  o  la  catenina.
6 - Recitare con attenzione,  devozione  e modestia:   o il santo Rosario,
composto di quindici decine  di  Ave Maria, in onore dei quindici principali
misteri di Ges Cristo;  o la Corona di cinque poste, cio la terza parte
del Rosario in onore  dei cinque misteri gaudiosi (Annunciazione,
Visitazione, Nascita di  Ges Cristo, Purificazione e Ritrovamento
di Ges Cristo nel tempio) o dei cinque  misteri  dolorosi (Agonia di
Ges Cristo nel  giardino  degli ulivi,  Flagellazione, Incoronazione
di spine,  Viaggio  di  Ges  al Calvario  carico  della  croce sulle
spalle e  Crocifissione)  o  dei cinque misteri gloriosi (Risurrezione
di Ges Cristo, sua Ascensione, Discesa dello Spirito Santo ossia
Pentecoste, Assunzione di Maria  in corpo e anima al cielo e sua
Incoronazione da parte delle tre Persone della  santissima  Trinit;
 o una corona di sei o  sette  decine  in onore  degli  anni vissuti
quaggi, come si crede, da  Maria;  o  la Coroncina della santa Vergine,
composta di tre Padre nostro e  dodici Ave,  in  onore  della sua corona
di dodici stelle o privilegi;   o l'Ufficio  della  beata  Vergine,  cos
universalmente  approvato  e recitato  nella  Chiesa;  o il Piccolo Salterio
di  Maria,  che  san Bonaventura  compose in suo onore e che ispira affetti
cos  dolci  e devoti,  che non lo si pu recitare senza commuoversi;
 o quattordici Padre nostro e Ave in onore delle sue quattordici allegrezze;
oppure altre preghiere, inni e cantici della Chiesa, come la Salve, Regina;
O  alma  madre  del Redentore; Ave, Regina dei cieli,  o  Regina  del
cielo,  secondo i differenti tempi liturgici, o anche  l'Ave,  stella
del mare, O gloriosa Signora, il Magnificat, o altre devote preghiere
di  cui  i  libri  sono  pieni.
7 - Cantare  e  far  cantare  cantici spirituali in suo onore.
8 - Farle un certo numero di genuflessioni o riverenze,  dicendole,
per esempio, ogni mattina  sessanta  o  cento volte:  Ave, Maria, Vergine
fedele, al fine di ottenere da  Dio,  per suo mezzo, di essere durante il
giorno, fedeli alle divine grazie;  e la  sera:  Ave, Maria, Madre di
Misericordia, allo scopo di  chiedere perdono a Dio, per suo mezzo, dei
peccati commessi durante il giorno.
9 - Avere  a  cuore  le  sue confraternite,  ornare  i  suoi  altari,
incoronare  ed ornare le sue immagini.
10 - Portare e far  portare  le sue  immagini  in  processione ed averne
una su  di  se,  quale  arma potente contro il maligno.
11 - Far dipingere le sue immagini o il suo nome  e collocarli nelle
chiese o nelle case o sopra le porte  e  gli ingressi  delle citt,
delle chiese e delle case.
12 - Consacrarsi  a lei in maniera speciale e solenne.
 117 -  Vi  sono  molte  altre forme di vera  devozione  a  Maria  (1),
ispirate  dallo Spirito Santo ad anime devote, e molto  santificanti.
Si  potranno  conoscere per esteso leggendo il  libro  del  P.  Paolo
Barry,  della Compagnia di Ges, Il Paradiso aperto a Filagia.  Vi  
raccolto  un  gran numero di devozioni praticate dai santi  in  onore
della  Vergine santissima: devozioni che servono meravigliosamente  a
santificare le anime, purch siano compiute in debito modo,  e  cio:
1 -  con  buona e retta intenzione di piacere a Dio solo, di unirsi  a
Ges  Cristo, che  il loro fine ultimo, e di edificare il  prossimo;
2 -  con attenzione, senza distrazioni volontarie;
3 - con piet,  senza fretta  e senza svogliatezza;
4 - con modestia e compostezza di  corpo rispettosa ed edificante.
2. La forma pi perfetta
 118 -  Tutto  considerato, dichiaro ad alta voce che,  avendo  letto
quasi  tutti  i  libri  che  trattano della  devozione  alla  Vergine
santissima  (2) ed avendo conversato familiarmente con le  persone  pi
sante  e  dotte di questi ultimi tempi, non ho conosciuto n imparato
forma  di devozione verso Maria, simile a quella che sto per esporre.
Nessuna,  infatti,  come questa esige da un'anima pi  sacrifici  per
Dio,  la svuota maggiormente di se stessa e del suo amor proprio,  la
custodisce  pi fedelmente nella grazia e la grazia in lei,  l'unisce
pi  perfettamente e pi facilmente (3) a Ges Cristo e, infine,   pi
gloriosa per Dio, santificante per l'anima e utile al prossimo.
 119 -  Siccome  questa  forma  di devozione  mira  essenzialmente  a
formare   l'interiorit  della  persona,  essa  non   sar   compresa
ugualmente da tutti. Alcuni si fermeranno a ci che ha di  esterno  e
non andranno oltre, e questi saranno i pi. Altri, in piccolo numero,
entreranno  nel  suo interno, ma non saliranno che  un  gradino.  Chi
salir  il  secondo? Chi giunger fino al terzo? E,  infine,  chi  vi
dimorer in modo stabile? Soltanto colui al quale lo Spirito di  Ges
sveler  questo  segreto (4). Lo stesso Spirito  introdurr  in  questo
segreto  l'anima molto fedele, perch avanzi di virt  in  virt,  di
grazia in grazia, di luce in luce, e giunga alla trasformazione di se
stessa in Ges Cristo ed alla pienezza della sua et in terra e della
sua gloria in cielo.
NOTE:
 1)  Il  Concilio  Vaticano II parla delle "varie forme  di  devozione
verso  la  Madre  di Dio, che la Chiesa ha approvato entro  i  limiti
della  sana e ortodossa dottrina e secondo le circostanze di tempo  e
di luogo e l'indole e carattere proprio dei fedeli" (LG 66).
 2)  Senza dubbio, il Montfort accenna alle opere del suo tempo e,  in
modo  particolare,  a  quelle che pot consultare,  a  Parigi,  nella
biblioteca di San Sulpizio, dov'era bibliotecario.
 3)  "Ogni salutare influsso della beata Vergine verso gli uomini. . .
non  impedisce  minimamente  l'immediato contatto  dei  credenti  con
Cristo, anzi lo facilita" (LG 60).
 4) Cf SM 1.

       PARTE TERZA - LA PERFETTA CONSACRAZIONE A GES CRISTO (1)
                           CAPITOLO PRIMO
              CONTENUTI ESSENZIALI DELLA CONSACRAZIONE

   120 -  Tutta  la nostra perfezione consiste nell'essere  conformi,
uniti e consacrati a Ges Cristo (2). Perci la pi perfetta di tutte le
devozioni    incontestabilmente quella che  Ci  conforma,  unisce  e
consacra  pi  perfettamente a Ges Cristo.  Ora,  essendo  Maria  la
creatura  pi  conforme  a Ges Cristo, ne segue  che  tra  tutte  le
devozioni,  quella che consacra e conforma di pi un'anima  a  Nostro
Signore   la devozione a Maria, sua santa Madre, e che pi  un'anima
sar consacrata a lei, pi sar consacrata a Ges Cristo.
 La perfetta consacrazione a Ges Cristo, quindi, altro non  che una
consacrazione perfetta e totale di se stessi alla Vergine  santissima
e  questa  la devozione che io insegno. O, in altre parole,  essa  
una  perfetta  rinnovazione  dei voti  e  delle  promesse  del  santo
battesimo (3).
 1. Consacrazione perfetta e totale
 121 - Questa devozione consiste, dunque, nel darsi interamente  alla
santissima  Vergine allo scopo di essere, per mezzo suo,  interamente
di  Ges Cristo. Bisogna darle:
1. il nostro corpo, con tutti i  suoi sensi  e le sue membra;
2. la nostra anima, con tutte le sue facolt;
3. i  nostri beni esterni, cosiddetti di fortuna, presenti e futuri;
4. i  nostri beni interni e spirituali, vale a dire i nostri meriti,
le nostre virt e le nostre buone opere passate, presenti e future.
In  breve,  bisogna  darle  tutto quanto abbiamo  nell'ordine  della
natura e della grazia e tutto quanto potremo avere nell'ordine  della
natura,  della  grazia  o  della gloria. E ci  senz'alcuna  riserva,
nemmeno di un soldo, di un capello e della minima buona azione. E ci
per  tutta  l'eternit e senza pretendere n sperare altra ricompensa
per la nostra offerta e il nostro servizio che l'onore di appartenere
a  Ges  Cristo  per  mezzo di Maria e in Maria,  quand'anche  questa
amabile sovrana non fosse, come lo  sempre, la pi generosa e la pi
riconoscente delle creature.
 122 -  Qui bisogna notare che vi sono due aspetti nelle buone  opere
che   facciamo:  la  soddisfazione  e  il  merito,  ossia  il  valore
soddisfattorio o impetratorio e il valore meritorio...
 Il  valore  soddisfattorio o impetratorio di una buona  opera    la
stessa  azione  in quanto soddisfa alla pena dovuta  al  peccato,  od
ottiene  qualche nuova grazia. Il valore meritorio o il merito    la
stessa buona azione in quanto merita la grazia e la gloria eterna...
 Ora, nella consacrazione di noi stessi alla Vergine santa, noi diamo
tutto  il  valore soddisfattorio, impetratorio e meritorio,  cio  le
soddisfazioni  e  i meriti di tutte le buone opere.  A  lei  diamo  i
nostri  meriti, grazie e virt non perch li comunichi ad altri  per
essere precisi, i nostri meriti, grazie e virt sono incomunicabili e
solo Ges Cristo, nostro garante presso il Padre, pot comunicarci  i
suoi  meriti   ma perch ce li conservi, aumenti e abbellisca,  come
diremo  pi  avanti.  Le  diamo  le nostre  soddisfazioni  perch  le
comunichi a chi meglio le sembrer e per la maggior gloria di Dio.
123 - Ne traggo queste conseguenze:
 1.  Con tale forma di devozione si offre a Ges Cristo, nel modo pi
perfetto, cio per le mani di Maria, tutto quanto gli si pu  dare  e
molto pi che con le altre forme di devozione, nelle quali si d solo
una  parte  o  del  proprio  tempo, o  delle  buone  opere,  o  delle
soddisfazioni  e  mortificazioni. Qui, invece,  tutto  viene  dato  e
consacrato, perfino il diritto di disporre dei beni interni  e  delle
soddisfazioni  che  si guadagnano di giorno in giorno  con  le  buone
opere.  Ci  non avviene in nessun Istituto religioso. In  questi  si
danno  a Dio i beni di fortuna col voto di povert; i beni del  corpo
col  voto  di  castit; la propria volont col voto di obbedienza  e,
qualche  volta, anche la libert del corpo col voto di clausura.  Non
si  danno,  per, la libert o il diritto naturale di disporre  delle
proprie buone opere e nemmeno ci si spoglia totalmente di quel che il
cristiano possiede di pi prezioso e di pi caro: i propri  meriti  e
le proprie soddisfazioni.
 124 -  2. Chi si  consacrato e sacrificato volontariamente  a  Ges
Cristo  per le mani di Maria, non pu disporre del valore  di  alcuna
delle  sue  buone opere. Tutto ci che soffre, tutto ci  che  pensa,
dice e fa di bene appartiene a Maria ed ella pu disporne secondo  il
volere del Figlio e alla maggior gloria di lui.
 Tuttavia  questa indipendenza non pregiudica in alcun modo i  doveri
di  stato  in  cui  uno si trova, o potr trovarsi  in  seguito:  per
esempio, gli obblighi di un sacerdote che, per ufficio o per  diverso
motivo, deve applicare il valore soddisfattorio e impetratorio  della
santa  Messa ad una particolare intenzione. Infatti questa offerta  
compiuta  in  conformit all'ordine voluto da Dio  e  ai  doveri  del
proprio stato.
 125 -  3. Con questa forma di devozione ci si consacra nello  stesso
tempo  alla  Vergine santa e a Ges Cristo: a Maria,  come  al  mezzo
perfetto che Ges Cristo ha scelto per unirsi a noi e unirci a Lui; a
nostro  Signore, come al nostro fine ultimo, cui dobbiamo  tutto  ci
che siamo, perch  nostro Redentore e nostro Dio.
2. Rinnovazione perfetta delle promesse battesimali
 126 - Ho detto che questa forma di devozione pu benissimo definirsi
una perfetta rinnovazione dei voti o promesse del santo battesimo.
 Ogni  cristiano,  infatti,  prima  del  battesimo  era  schiavo  del
demonio,  poich gli apparteneva. Nel battesimo, di propria  bocca  o
per   mezzo   del  padrino  e  della  madrina,  egli  ha   rinunciato
solennemente  a Satana, alle sue seduzioni ed alle sue  opere  ed  ha
scelto  per  padrone  e  sovrano signore  Ges  Cristo,  al  fine  di
dipendere  da  lui in qualit di schiavo d'amore. E precisamente  ci
che  avviene  nella  presente devozione: si  rinuncia  (com'  notato
nell'atto di consacrazione) al demonio, al mondo, al peccato ed a  se
stessi e ci si d interamente a Ges Cristo per le mani di Maria.
 E  si  fa  pure  qualche  cosa  di  pi.  Nel  battesimo  si  parla,
d'ordinario, per bocca di altri, cio del padrino e della madrina,  e
ci si dona a Ges Cristo soltanto per mezzo di un rappresentante. Con
questa devozione si agisce invece di persona, volontariamente  e  con
conoscenza di causa.
 Nel  battesimo  non ci si dona a Ges Cristo per le mani  di  Maria,
almeno  in maniera esplicita; n si d a Ges Cristo il valore  delle
nostre   buone   azioni.   Perci  dopo  il  battesimo,   si   rimane
perfettamente  liberi di applicare detto valore  a  chi  si  vuole  o
conservarlo per se stessi. Con questa devozione, invece, ci  si  dona
esplicitamente  a  Nostro Signore per le mani di Maria  e  a  lui  si
consacra il valore di tutte le proprie azioni.
 127 - Scrive san Tommaso: "Nel battesimo si fa voto di rinunciare al
diavolo e alle sue vanit" (4). Sant'Agostino aggiunge che questo voto 
il pi grande e il pi necessario (5).
 Uguale  affermazione si trova nei canonisti: "Il voto  principale  
quello che facciamo nel battesimo" (6).
 Ma  chi  osserva  questo  grande voto? Chi  mantiene  fedelmente  le
promesse  del  santo battesimo? Non  forse vero che  quasi  tutti  i
cristiani tradiscono la fede promessa a Ges Cristo nel battesimo?
 Da  dove  scaturisce  questo  disordine  universale,  se  non  dalla
dimenticanza  in  cui si vive delle promesse fatte  e  degli  impegni
contratti nel santo battesimo, e dal fatto che quasi nessuno ratifica
da  se stesso il contratto di alleanza stretto un giorno con Dio  per
mezzo del padrino e della madrina?
 128 - Ci  cos vero che il Concilio di Sens (7), convocato per ordine
di  Luigi  il  Buono allo scopo di rimediare ai gravi  disordini  dei
cristiani,  stim  che  la principale causa di tanta  corruzione  nei
costumi  provenisse dalla dimenticanza e ignoranza nella  quale  essi
vivevano  riguardo alle promesse battesimali. Esso  non  trov  mezzo
migliore  per  ovviare  a  s gran male,  che  quello  di  indurre  i
cristiani a rinnovare i voti e le promesse del santo battesimo (8).
 129 -  Il Catechismo del Concilio di Trento, fedele interprete delle
intenzioni  di  quel  sacro Concilio, esorta  i  parroci  a  fare  la
medesima  cosa e a condurre i fedeli a ricordarsi e credere che  sono
uniti  e consacrati a Ges Cristo, quali schiavi al loro Redentore  e
Signore.  Ecco  le sue parole: "Il Parroco esorter il popolo  fedele
cos da fargli capire che noi... dobbiamo dedicarci e consacrarci  in
perpetuo  non  altrimenti  che come schiavi  al  nostro  Redentore  e
Signore" (9).
 130 -  Ora, se i Concili, i Padri e la stessa esperienza ci mostrano
che  il  modo migliore di rimediare ai disordini dei cristiani    di
condurli  a  ricordare gli obblighi del battesimo e  a  rinnovare  le
promesse  che  vi fecero, non  forse ragionevole che ci  si  compia
adesso  in  maniera perfetta, con una totale consacrazione  a  Nostro
Signore  per  mezzo  della  sua  santa  Madre? (10).  Dico  "in  maniera
perfetta",  poich per consacrarci a Ges Cristo si  ricorre  al  pi
perfetto di tutti i mezzi: la Vergine santissima.
3. Risposte ad alcune obiezioni
 131 - Non si pu obiettare che questa forma di devozione sia nuova e
di poca importanza. Non  nuova. I Concili, i Padri e parecchi autori
antichi  e  moderni parlano di tale consacrazione a Nostro Signore  o
della  rinnovazione  dei  voti  del santo  battesimo,  come  di  cosa
praticata  dall'antichit e da loro consigliata a tutti i  cristiani.
Non   di poca importanza, poich la principale origine dei disordini
e  quindi  della  perdizione  eterna dei  cristiani,  proviene  dalla
dimenticanza e dall'indifferenza verso una tale pratica.
 132 -  Alcuni potrebbero osservare che questa forma di devozione  ci
mette  nell'impossibilit di soccorrere le anime dei nostri  parenti,
amici e benefattori, perch ci fa dare a Nostro Signore, per le  mani
di  Maria,  il  valore  di  tutte le nostre buone  opere,  preghiere,
mortificazioni ed elemosine.
Rispondo:
Primo.  Non    credibile che i nostri amici, parenti o  benefattori
ricevano  danno  dal fatto che ci siamo dedicati e  consacrati  senza
riserva  al  servizio  di  Nostro Signore e della  sua  santa  Madre.
Supporlo sarebbe fare ingiuria alla potenza e alla bont di Ges e di
Maria.  Essi sapranno certamente assistere i nostri parenti, amici  e
benefattori,  sia con la nostra piccola rendita spirituale,  sia  con
altri mezzi.
Secondo.  Questa forma di devozione non impedisce che si preghi  per
altri,  vivi  o defunti, anche se l'applicazione delle  nostre  buone
opere  dipende  dal  volere della Vergine santa. Anzi  ci  animer  a
pregare pi fiduciosamente proprio come una persona ricca che  avesse
ceduto  tutti i suoi beni ad un gran principe in segno di particolare
omaggio,  pregherebbe  con  maggior fiducia  quel  principe  di  fare
l'elemosina ad un suo amico che gliela avesse chiesta.  anzi un modo
di  far  piacere  al principe, dargli l'occasione di testimoniare  la
propria  riconoscenza  verso  una persona  che  si    spogliata  per
rivestirlo,  che  si   fatta povera per onorarlo.  Bisogna  dire  la
medesima  cosa  di  Nostro  Signore e della  Vergine  santa:  non  si
lasceranno mai sorpassare in riconoscenza.
 133 - Altri forse dir: "Se io cedo alla santissima Vergine tutto il
valore delle mie azioni perch ella lo applichi a chi vuole, forse mi
toccher soffrire a lungo in Purgatorio" (11).
 Questa  obiezione, che proviene dall'amor proprio  e  dall'ignoranza
riguardo alla generosit di Dio e della sua santa Madre, si distrugge
da  se  stessa.    mai possibile, infatti, che un'anima  fervente  e
generosa, pi attenta agli interessi di Dio che ai propri; che  d  a
Dio tutto quanto ha, senza riserva, al punto da non potergli dare  di
pi,  non plus ultra; che desidera solo la gloria e il regno di  Ges
Cristo per mezzo della sua santa Madre e si sacrifica interamente per
conseguirlo;   mai possibile, dico, che una persona tanto  nobile  e
generosa  sia pi punita nell'altro mondo per essere stata,  quaggi,
pi  generosa  e  pi disinteressata delle altre? Al  contrario.  Con
questa persona  lo vedremo in seguito , Nostro Signore e sua  Madre
saranno generosissimi in questo mondo e nell'altro, nell'ordine della
natura, della grazia e della gloria.
NOTE:
 1)    questo il primo titolo autentico del manoscritto. Il  Montfort
l'ha  tracciato a grandi caratteri per indicarne tutta  l'importanza.
Tutto  il  Trattato  della vera devozione a Maria potrebbe  definirsi
come una preparazione al regno di Ges Cristo (VD 227).
 2) Cf VD 61-62.
 3)  Con questa profonda e originale intuizione il Montfort collega la
consacrazione  a  Cristo per mezzo di Maria  con  il  battesimo,  che
costituisce  la  consacrazione cristiana fondamentale  (Cf  Perfectae
caritatis, 5). "Mi  caro ricordare scrive Giovanni Paolo  II  nella
Redemptoris  Mater, n. 48 tra i tanti testimoni e  maestri  di  tale
spiritualit  (mariana),  la figura di san Luigi  Maria  Grignion  de
Montfort, il quale proponeva ai cristiani la consacrazione  a  Cristo
per  le mani di Maria, come mezzo efficace per vivere fedelmente  gli
impegni battesimali".
 4) Summa theologica II-II, q. 88, a. 2.
 5) "Votum  maximum nostrum quo vovimus nos in Christo esse mansuros"
(Ep 149 ad Paulinum, n. 16, PL 33, 637).
 6) "Praecipuum votum est quod in baptismate facimus".
 7)  Il  VI Concilio di Parigi dell'839 fu convocato a Sens per ordine
di Ludovico Pio (778-840).
 8)  Montfort ebbe incarico da Papa Clemente XI (1706) di predicare il
rinnovamento   della  vita  cristiana  con  la  rinnovazione   e   la
rivalorizzazione  delle promesse battesimali. Sulla  stessa  scia  si
pone  Paolo  VI  quando  afferma: "Bisogna  ridare  al  fatto  d'aver
ricevuto  il santo Battesimo tutta la sua importanza" (Enc. Ecclesiam
suam, 6.8.1964).
 9) Parte I, cap. 3, n. 12.
 10)  Paolo  VI  ha esortato "tutti i figli della Chiesa  a  rinnovare
personalmente  la  propria consacrazione al  Cuore  Immacolato  della
Madre della Chiesa, ed a vivere questo nobilissimo atto di culto  con
una  vita sempre pi conforme alla Divina volont, in uno spirito  di
filiale  servizio e di devota imitazione della loro  celeste  Regina"
(Esort.  Ap.  Signum  magnum, 13.5.1967). "Come  potremmo  vivere  il
nostro  Battesimo senza contemplare Maria, la benedetta fra tutte  le
donne,  cosi  accogliente del dono di Dio? Cristo ce  l'ha  data  per
Madre. L'ha data per Madre alla Chiesa. Ella ci mostra la vita. Ancor
di  pi  ella  intercede  per noi. Ogni cattolico  spontaneamente  le
affida la sua preghiera e si consacra a lei per meglio consacrarsi  a
Dio" (Giovanni Paolo II, 1 -6- 1 980).
11)  Si  rileggano i nn. 122-125 e 132-133 della VD alla  luce  della
Comunione  dei  Santi  (LG, cap. V). Si superer  in  tal  modo  ogni
eventuale   calcolo  o  timore  nel  dono  fatto  a  Maria   con   la
consacrazione.

            PARTE TERZA - CAPITOLO SECONDO (prima parte)
               MOTIVI PER APPREZZARE LA CONSACRAZIONE

  134 - Bisogna vedere, adesso, il pi brevemente possibile, i motivi
che   devono   farci   apprezzare  questa  devozione,   gli   effetti
meravigliosi che produce nelle anime fedeli e le sue pratiche.
 1. Consacra interamente al servizio di Dio
 135 - PRIMO MOTIVO che ci mostra l'eccellenza della consacrazione di
noi stessi a Ges Cristo per le mani di Maria.
 Se non si pu concepire sulla terra compito pi elevato del servizio
di  Dio,  se  l'infimo servo di Dio  pi ricco potente e  nobile  di
tutti  i re e gli imperatori della terra, qualora non siano servi  di
Dio,  quali  non  saranno le ricchezze, la potenza e la  dignit  del
fedele  e  perfetto  servo di Dio (1), che si dedica  al  suo  servizio,
interamente, senza riserva e per quanto  in suo potere?
 Tale    un  fedele  schiavo d'amore di Ges  in  Maria,  dedicatosi
completamente al servizio del Re dei re, per le mani della sua  santa
Madre,  senza  nulla  ritenere per s. Tutto l'oro  del  mondo  e  le
bellezze dei cieli non bastano a pagarlo.
 136 -   Le   diverse  congregazioni,  associazioni  e  confraternite
istituite  in onore di Nostro Signore e della sua santa Madre  e  che
fanno  tanto bene nella cristianit, non obbligano a dare tutto senza
riserva.  Prescrivono  ai  loro membri certe  pratiche  e  azioni  in
adempimento degli obblighi assunti e li lasciano liberi per tutte  le
altre azioni e gli altri tempi del loro vivere.
 Questa devozione, invece, esige che si diano senza riserva a Ges  e
a  Maria tutti i propri pensieri, parole, azioni e sofferenze e tutti
i momenti della propria vita Ne consegue che, si vegli o si dorma, si
beva  o  si  mangi,  si compiano le azioni pi importanti  o  le  pi
ordinarie,  si pu sempre dire con verit che quanto si  fa,  sebbene
non  ci si pensi, tutto appartiene a Ges e a Maria, in virt di tale
offerta, a meno che non la si sia ritrattata esplicitamente (2). Quale
consolazione!
 137 - Come ho gi detto, non vi  pratica pi indicata di questa per
disfarsi  in  modo  facile  di quel certo spirito  di  propriet  che
s'insinua impercettibilmente anche nelle migliori azioni. E il nostro
buon Ges concede questa grande grazia in ricompensa dell'atto eroico
e  disinteressato  che  si  fatto cedendogli l'intero  valore  delle
buone  opere, per le mani di Maria. Se egli d il centuplo, anche  in
questo  mondo,  a coloro che per suo amore lasciano i  beni  esterni,
temporali  e  caduchi (3), quale centuplo non dar a colui  che  gli  fa
sacrificio perfino dei suoi beni interni e spirituali?
 138 -  Ges,  nostro  grande amico, si  dato a noi  senza  riserva,
corpo   e   anima,  virt,  grazie  e  meriti:  "Mi  ha   conquistato
interamente, dandosi interamente a me", diceva san Bernardo (4).  Non  
dunque per noi un dovere di giustizia e di riconoscenza dargli  tutto
quanto  gli  possiamo dare? Egli  stato generoso con noi per  primo,
siamolo  anche  noi, in contraccambio, con lui, e  lo  sperimenteremo
ancora pi generoso durante la nostra vita, nella nostra morte e  per
tutta l'eternit: "Con l'uomo generoso tu sei generoso" (5).
2. Fa imitare l'esempio di Cristo e praticare l'umilt
 139 -  Ecco  il SECONDO MOTIVO che fa vedere come sia giusto  in  se
stesso  e  vantaggioso, per il cristiano, il consacrarsi  interamente
alla  santissima Vergine con questa forma di devozione,  al  fine  di
consacrarsi pi perfettamente a Ges Cristo.
 Questo  buon Maestro non disdegn di rinchiudersi nel seno di  Maria
come  prigioniero  e  schiavo  d'amore  e  di  esserle  sottomesso  e
obbediente  per  trent'anni.  Lo  spirito  umano,  ripeto,   qui   si
smarrisce,  se riflette seriamente su questa condotta della  Sapienza
incarnata. Questa non volle, bench potesse farlo, darsi direttamente
agli uomini, ma prefer darsi per mezzo della Vergine santa. N volle
venire al mondo all'et d'uomo perfetto, indipendente dagli altri, ma
come   povero  e  piccolo  bambino,  bisognoso  delle  cure   e   del
sostentamento della Madre.
 Questa  Sapienza  infinita,  che  aveva  un  desiderio  immenso   di
glorificare  Dio suo Padre e di salvare gli uomini, non  trov  mezzo
pi perfetto e pi breve a tale scopo, che quello di sottomettersi in
ogni  cosa alla santa Vergine, non soltanto nei primi otto,  dieci  o
quindici anni di vita, come gli altri fanciulli, ma per trent'anni. E
diede  maggior  gloria a Dio suo Padre durante tutto  quel  tempo  di
sottomissione e di dipendenza da Maria, che non gliene  avrebbe  data
impiegando quei trent'anni ad operare miracoli, a predicare per tutta
la  terra, a convertire tutti gli uomini. Altrimenti l'avrebbe fatto!
Oh,   come  glorifica  altamente  Dio  chi  si  sottomette  a  Maria,
sull'esempio di Ges!
 Con  un  esempio cos chiaro e universalmente noto davanti ai nostri
occhi,  saremo tanto stolti da credere di poter trovare un mezzo  pi
perfetto   e   pi  rapido  per  glorificare  Dio,  che   quello   di
sottomettersi a Maria ad imitazione di suo Figlio?
 140 -  A  prova  della dipendenza che dobbiamo avere  dalla  Vergine
santa, si ricordi quanto ho detto sopra (6), riferendo gli esempi che ci
danno  il  Padre,  il Figlio e lo Spirito Santo in  riferimento  alla
dipendenza che dobbiamo avere da Maria.
 Il  Padre  ha dato e d il suo Figlio soltanto per mezzo  di  lei  e
comunica le sue grazie soltanto per mezzo di lei.
 Dio  Figlio  stato formato per tutti in generale solo per mezzo  di
Maria;  ogni  giorno   formato e generato solo  per  mezzo  di  lei,
unitamente allo Spirito Santo; comunica i suoi meriti e le sue  virt
solo per mezzo di lei.
 Lo  Spirito Santo ha formato Ges Cristo soltanto per mezzo di  lei;
forma i membri del suo corpo mistico soltanto per mezzo di lei (7). Dopo
tanti  e  cos  incalzanti  esempi  della  santissima  Trinit,  come
potremmo,  senza un estremo accecamento, fare a meno di Maria  e  non
consacrarci  a  lei e a dipendere da lei per andare a  Dio  e  a  Dio
sacrificarci?
 141 - Ecco alcuni passi dei Padri (8) che ho scelto a riprova di quanto
sto dicendo:
 "Maria  ha  due figli: un uomo Dio e un semplice uomo. Del  primo  
madre corporalmente, del secondo spiritualmente" (9).
 "Questo    il volere di Dio, il quale ha voluto che noi ricevessimo
tutto per mezzo di Maria. Se dunque abbiamo una qualche speranza, una
qualche  grazia,  una  qualche salvezza, riconosciamo  che  tutto  ci
proviene da lei" (10).
 "Essa  distribuisce a chi vuole, quando vuole, come vuole  e  quanto
vuole tutti i doni, virt e grazie dello Spirito Santo" (11).
 "Tu  eri indegno di ricevere, per questo  stato dato a Maria quanto
avresti avuto, perch tu lo riceva per mezzo di lei" (12).
 142 -  Al  dire di san Bernardo, Dio ci vede indegni di ricevere  le
grazie  immediatamente dalla sua mano; perci le d a Maria  affinch
riceviamo da lei quanto egli ci vuole dare. E Dio trova anche la  sua
gloria  nel  ricevere dalle mani di Maria il tributo di riconoscenza,
di rispetto e di amore che gli dobbiamo per i suoi benefici.
 E dunque giustissimo imitare tale condotta di Dio, perch  aggiunge
lo  stesso  san  Bernardo  "la grazia ritorni al suo autore  per  lo
stesso canale per cui ci  giunta" (13).
 E  quanto precisamente avviene in questa nostra devozione. Con  essa
offriamo  e consacriamo alla Vergine santa tutto il nostro essere  ed
ogni  nostro avere, affinch Nostro Signore riceva per suo intervento
la gloria e la riconoscenza che gli dobbiamo. Ci riconosciamo indegni
ed  incapaci di avvicinarci da soli alla sua infinita Maest  e,  per
questo, ricorriamo all'intercessione di Maria.
 143 -  Inoltre,  questa forma di devozione  una pratica  di  grande
umilt, e l'umilt  una virt che Dio ama sopra ogni altra. Un'anima
che  s'innalza,  abbassa Dio; un'anima che si umilia, glorifica  Dio.
"Dio resiste ai superbi; agli umili invece d la sua grazia" (14). Se ti
abbassi, stimandoti indegno di comparirgli dinanzi e di accostarti  a
lui, Dio discende, si abbassa per venire a te, per compiacersi in  te
ed  innalzarti  anche tuo malgrado. Se invece osi  accostarti  a  Dio
senza mediatore, Dio si ritrae e tu non lo potrai raggiungere.
 Oh,  quanto  egli ama l'umilt del cuore! Proprio a tale  umilt  ci
impegna  questa devozione. Essa ci insegna a non avvicinarci  mai  da
soli a Nostro Signore, per quanto dolce e misericordioso egli sia. Ci
insegna  invece  a ricorrere sempre all'intercessione  della  Vergine
santa,  sia  per  presentarci a Dio, sia  per  parlargli  e  andargli
incontro, sia per offrirgli qualcosa, sia per unirci e consacrarci  a lui.
3. Ottiene l'assistenza materna di Maria
 144 - TERZO MOTIVO. Vedendo il dono di chi si offre tutto a lei  per
onorarla e servirla e si spoglia di quanto ha di pi caro perch  lei
ne sia ornata, Maria questa Madre di dolcezza e di misericordia, che
non si lascia mai vincere in amore e generosit risponde con il dono
ineffabile  di  tutta se stessa. Sommerge colui che  a  lei  si  dona
nell'abisso  delle sue grazie, l'adorna dei suoi meriti, lo  sostiene
con  la sua potenza, lo rischiara con la sua luce, l'accende del  suo
amore,  gli comunica le sue virt: umilt, fede, purezza, ecc.  e  si
costituisce sua garanzia, suo supplemento, suo tutto presso Ges.
 Infine,  poich una persona cos consacrata  tutta di Maria,  anche
Maria    tutta  di lei. Pertanto si pu ripetere di questo  perfetto
servo  e figlio di Maria quanto san Giovanni Evangelista dice di  s,
ossia  che  ha  preso la Vergine santissima come ogni suo  bene:  "Il
discepolo l'accolse tra i suoi beni" (15).
 145 -   Fedelmente  custodito,  questo  atteggiamento   fa   nascere
nell'anima molta diffidenza, disprezzo e odio di s e insieme  grande
fiducia e abbandono nella Vergine santa, sua amata sovrana.
 L'anima  allora non fa pi assegnamento, come prima,  sulle  proprie
disposizioni, intenzioni, meriti, virt e opere buone.  Ne  ha  fatto
sacrificio completo a Ges Cristo tramite questa Madre buona e quindi
ora  possiede un unico tesoro. Questo tesoro, che racchiude  tutti  i
suoi beni e non si trova pi presso di s,  Maria.
 Questo  atteggiamento muove l'anima ad avvicinarsi a Nostro  Signore
senza  alcun  timore  servile o scrupoloso e  a  pregarlo  con  molta
fiducia.  E  le fa condividere i sentimenti del devoto e dotto  abate
Ruperto,  il quale, con allusione alla vittoria riportata da Giacobbe
sopra  un  angelo (16),  rivolge alla santissima  Vergine  queste  belle
parole:  "O  Maria, mia principessa e Madre immacolata  del  Dio-Uomo
Ges  Cristo, io desidero lottare con questo Uomo, cio con il  Verbo
di Dio, armato non gi dei miei meriti, ma dei tuoi" (17). Oh, come si 
potenti  e forti presso Ges Cristo, quando si  armati dei meriti  e
della  intercessione di una degna Madre di Dio, la quale, al dire  di
sant'Agostino (18), vinse amorosamente l'Onnipotente!
 146 -  Con questa devozione si offrono tutte le opere buone a Nostro
Signore  per  le  mani  della sua santa Madre.  Cos  questa  amabile
padrona  le  purifica, abbellisce, presenta e fa  accettare  dal  suo
Figlio.
 1. Le purifica da ogni macchia di amor proprio e dall'impercettibile
attaccamento  alla  creatura  che si  insinua  insensibilmente  nelle
migliori azioni. Dal momento che si trova fra le sue mani purissime e
feconde,  queste stesse mani che non furono mai sterili ed  oziose  e
purificano  quanto  toccano, tolgono al dono offerto  quanto  ci  pu
essere di guasto o di imperfetto.
 147 -   2. Le  abbellisce,  ornandole  dei  suoi  meriti  e  virt.
Immaginate  un  contadino  che  per  cattivarsi  la  simpatia  e   la
benevolenza del re va dalla regina e le presenta una mela  tutta  la
sua ricchezza! perch la offra al re. La regina accetta il povero  e
piccolo dono del contadino, pone la mela al centro di un grande e bel
vassoio  d'oro  e  l'offre cos al re a nome  del  contadino  stesso.
Avviene che la mela, sebbene non degna di essere presentata a un  re,
diventa  un  dono degno di sua Maest, in considerazione del  vassoio
d'oro (19) su cui si trova e della persona che la presenta.
 148 -  3. Le presenta a Ges Cristo. Maria nulla ritiene per  s  di
quanto  le  si  offre,  quasi fosse lei  il  fine  ultimo,  ma  tutto
trasmette fedelmente a Ges Cristo. Dare a lei  dare necessariamente
a  Ges.  Quando  viene  lodata  e glorificata,  subito  lei  loda  e
glorifica  Ges.  Oggi, come un giorno davanti  alle  lodi  di  santa
Elisabetta,  sentendosi  lodata  e  benedetta,  canta:  "L'anima  mia
magnifica il Signore" (20).
 149 -  4. Maria fa accettare queste buone opere da Ges, per  quanto
tenue e povero sia il dono offerto a questo Santo dei santi e Re  dei
re. Quando uno presenta qualche cosa a Ges, da solo, fidandosi nelle
proprie  capacit e disposizioni, Ges esamina il dono  e  spesso  lo
respinge per le macchie d'amor proprio di cui  contaminato, come  un
tempo respinse i sacrifici dei Giudei pieni di volont propria (21).
 Quando,  invece,  gli  si  presenta qualcosa  per  le  mani  pure  e
verginali della sua Diletta, lo si prende per il suo lato debole,  se
  lecito esprimersi cos. Allora, egli non considera tanto  la  cosa
che gli viene offerta, quanto la sua amata Madre. N guarda tanto  da
dove  proviene il dono, quanto colei che glielo presenta. Cos Maria,
mai respinta e sempre bene accolta dal Figlio, fa accettare dalla sua
Maest tutto quanto gli presenta, piccolo o grande che sia. Basta che
Maria presenti qualcosa perch Ges l'accetti e gradisca. E questo il
grande  consiglio  che  san Bernardo dava a quelli  e  a  quelle  che
guidava  verso la perfezione: "Se vuoi offrire qualche  cosa  a  Dio,
abbi cura di offrirla per le mani graditissime e degnissime di Maria,
a meno che non t'importi di ricevere un rifiuto" (22).
 150 -  Non  forse questo ci che la stessa natura ispira ai piccoli
nei  confronti  dei grandi, come dicevamo prima? Perch,  dunque,  la
grazia  non  dovrebbe  portarci a seguire la stessa  norma  con  Dio,
infinitamente superiore a noi e davanti al quale siamo meno di atomi?
Abbiamo  un'avvocata  cos  potente che  non    mai  respinta,  cos
avveduta  che conosce ogni segreto per conquistare il cuore  di  Dio,
cos buona e caritatevole che non rigetta alcuno per quanto piccolo e
cattivo.
 Pi  avanti  riporter la storia di Giacobbe e Rebecca, come  figura
espressiva delle verit che vado esponendo.
4. Fa vivere a lode della gloria di Dio
 151 -  QUARTO  MOTIVO. Questa devozione fedelmente  osservata    un
eccellente  mezzo  per dirigere il valore di tutte  le  nostre  buone
opere  alla  maggior gloria di Dio. Quasi nessuno agisce  per  questo
nobile  fine, anche se vi si  obbligati, sia perch non si  sa  dove
stia la maggior gloria di Dio, sia perch non la si vuole.
 La  Vergine  santissima, cui si cede il valore  e  il  merito  delle
nostre  buone opere, conosce perfettamente dove sta la maggior gloria
di Dio e tutto opera a tal fine. Ne consegue che il perfetto servo di
tale  ottima  Signora cui si  consacrato totalmente pu  affermare
con audacia che il valore di tutte le sue azioni, pensieri e parole 
impegnato  per  la  maggior gloria di Dio, a  meno  che  non  revochi
espressamente la propria offerta.
 Si pu forse trovare qualcosa di pi consolante per un'anima che ama
Dio con cuore puro e disinteressato e stima la gloria e gli interessi
di Dio pi dei propri?
NOTE:
 1)  Si  veda,  in LG 56, ci che il Conc. Vat. II dice  sul  servizio
regale del cristiano.
 2) Cf VD 110.
 3) Cf Mt 19,29.
 4)  Serm.  22 de Diversis, De quadruplici debito, n. 6, PL 183,  598:
"Se toto totum me comparavit".
 5) Cf Sal 18,26.
 6) VD 14-39.
 7)  "Maria  diede  alla  luce  il Figlio,  che  Dio  ha  posto  quale
primogenito   tra  i  molti  fratelli,  cio  tra  i   fedeli,   alla
rigenerazione e formazione dei quali essa coopera con amore di madre"
(LG 63).
 8)  Di questi passi il Montfort riporta solo il testo latino, che noi
trascriviamo nelle note seguenti.
 9) "Duo  filii  Mariae  sunt,  homo  Deus  et  homo  purus;   unius
corporaliter; et alterius spiritualiter mater est Maria" (CORRADO  Dl
SASSONIA, Speculum BVM, lect. 3, par. 1, 2; ORIGENE, cf In Ps. 86, 5,
PG 12, 1547).
 10) "Haec est voluntas Dei, qui totum nos voluit habere per Mariam ac
proinde,  si  quid  spei, si quid gratiae,  si  quid  salutis  ab  ea
noverimus  redundare"  (SAN  BERNARDO,  Serm.:  in  Nativ.  BMV:   de
aquaeductu, n. 7 e 6, PL 183, 441).
 11)  "Omnia dona, virtutes et gratiae ipsius Spiritus Sancti,  quibus
vult,  quando  vult, quomodo vult et quantum vult  per  ipsius  manus
administrantur" (SAN BERNARDINO, Serm. de 12 Priv., 1.2,  c.8.  Serm.
in Nativ. BMV, art. un., c. 8).
 12)  "Qui  indigrus eras cui daretur, datum est Mariae,  ut  per  eam
acciperes quidquid haberes" (SAN BERNARDO, Serm. 3, in Vigilia Nativ.
Domini, n. 10, PL 183, 100).
 13) SAN BERNARDO, Serm. in Nativ. BMV: de aquaeductu, n. 18, PL. 183,
448.
 14) Gv 4,6.
 15) Gv 19,27. Cf VD 179. La Bibbia C.E.I. traduce "Da quel momento il
discepolo  la  prese  nella sua casa". Gli studi  esegetici  di  vari
autori  (Braun,  De  la  Potterie, Serra...) traducono  con  maggiore
fedelt al testo greco: "da quell'ora il discepolo l'accolse  tra  le
cose  proprie", cio tra i beni o doni spirituali lasciati da  Cristo
ai suoi discepoli.
 16) Cf Gen 32, 23-33.
 17)  Testo  latino  riferito dal Montfort: "O Domina,  Dei  Genitrix,
Maria, et incorrupta Mater Dei et hominis, non meis, sed tuis armatus
meritis,  cum isto Viro, scilicet Verbo Dei, luctari cupio" (RUPERTO,
proemia In Cantica Cant. de Incarn. Domini, PL 168, 837-838).
 18) S. AGOSTINO (inter opera), In fest. Assumpt. B.M., (PL 39 2130- 2131).
 19) Cf SM 37.
 20) Lc 1,46. Cf VD 225.
 21) Cf Eb 10,5-7.
 22)  Testo  latino: "Modicum quod offerre desideras,  manibus  Mariae
offerendum tradere cura, si non vis sustinere repulsam" (SAN BERNARDO
Serm. in Nativ. BMV: de aquaeductu, n. 18, PL 183, 448). Cf VD 142  e SM 37.

           PARTE TERZA - CAPITOLO SECONDO (seconda parte)
               MOTIVI PER APPREZZARE LA CONSACRAZIONE

5. Conduce all'unione con Cristo
 152 -  QUINTO  MOTIVO.  Questa devozione  una  via  facile,  breve,
perfetta  e  sicura per giungere all'unione con Nostro Signore  nella
quale consiste la perfezione del cristiano.
1.   una via facile, aperta da Ges Cristo per venire a noi e sulla
quale  nessun  ostacolo  impedisce di  giungere  a  lui.  In  verit,
l'unione  con Dio si pu raggiungere anche per altre strade,  ma  con
maggiori  croci  e  morti  dolorose,  con  pi  difficolt  ardue   a
superarsi.  Occorre  passare per notti oscure, per  strane  lotte  ed
agonie,  per  erte montagne, fra spine pungentissime  e  in  mezzo  a
deserti spaventosi.
 Sulla  strada  di  Maria, invece, si cammina pi  soavemente  e  pi
tranquillamente. Certo, anche su di essa non mancano aspre  lotte  da
sostenere e grandi difficolt da superare. Ma ella, amabile  Madre  e
Sovrana,  si  fa  cos  vicina e presente ai suoi  fedeli  servi  per
rischiararli  nelle  loro  tenebre,  illuminarli  nei   loro   dubbi,
rassicurarli  nei  loro timori, sostenerli nei loro  combattimenti  e
nelle  loro  difficolt,  che  davvero questa  strada  verginale  per
trovare  Ges Cristo, a paragone di ogni altra,  una via di  rose  e
miele.   Soltanto  pochi  santi (1),  come  Efrem,  Giovanni  Damasceno,
Bernardo,  Bernardino,  Bonaventura,  Francesco  di  Sales...,  hanno
seguito  questo dolce sentiero per giungere a Ges Cristo. Lo Spirito
Santo,  fedele  Sposo  di  Maria, l'aveva loro  indicato  per  grazia
specialissima.  Ma  gli altri santi e sono i  pi  numerosi  bench
tutti devoti alla santissima Vergine, non hanno camminato o ben  poco
per  questa  strada  e  cos  sono passati  per  prove  pi  aspre  e
pericolose.
 153 -  Ma  come si spiega allora  mi dir qualche servo  fedele  di
Maria    che  i  servi  fedeli di questa  Madre  buona  hanno  tante
occasioni  di  patire  e  pi di coloro che non  le  sono  ugualmente
devoti?  Infatti,  sono contraddetti, perseguitati,  calunniati,  mal
sopportati,  oppure camminano fra le tenebre interiori o per  deserti
dove  non  cade  la  minima  stilla di  rugiada  celeste.  Se  questa
devozione  a  Maria rende pi facile la via per trovare Ges  Cristo,
come mai sono proprio loro i pi crocifissi?
 154 -  Rispondo: certamente i servi pi fedeli della Vergine  santa,
proprio  perch pi favoriti, ricevono da lei le pi grandi grazie  e
favori celesti, quali sono appunto le croci. Ma affermo pure che sono
questi  stessi  servi  di  Maria a portare tali  croci  con  maggiore
facilit, merito e gloria.
 Ci  che arresterebbe mille volte o farebbe soccombere un altro, non
li arresta nemmeno una volta, ma li fa avanzare. Infatti questa Madre
buona, piena di grazia e dell'unzione dello Spirito Santo, candisce e
prepara  loro  tutte quelle croci nello zucchero della  sua  dolcezza
materna e nell'unzione del puro amore, tanto che essi le deglutiscono
allegramente  come  fossero  noci  candite,  sebbene  in   s   siano
amarissime. Sono convinto che la persona che voglia essere  devota  e
vivere pienamente in Cristo (2) e quindi soffrire persecuzioni e portare
ogni  giorno  la  propria croce, non riuscir mai  a  portare  grandi
croci,  o almeno non le porter lietamente e nemmeno sino alla  fine,
senza   una  tenera  devozione  alla  Vergine  santa,  la  dolcissima
mitigatrice delle croci, come nessuno potrebbe mangiare, se  non  con
grande  sforzo  (che non pu durare) noci verdi che non  siano  state
candite con lo zucchero.
 155 -  2. Questa devozione alla santissima Vergine  una via  breve
per  trovare Ges Cristo, sia perch non ci si smarrisce, sia  perch
 come ho detto or ora  si cammina in essa con pi gioia e facilit e,
quindi, con maggiore speditezza.
 Si  avanza  pi  in poco tempo di sottomissione e di  dipendenza  da
Maria,  che  in  anni interi di volont propria e di  fiducia  in  se
stessi,  perch  un  uomo obbediente e sottomesso alla  divina  Maria
canter  vittorie  strepitose su tutti i suoi  nemici (3).    vero  che
questi  tenteranno di impedirgli il cammino o di farlo indietreggiare
o  cadere,  ma  con il sostegno, l'aiuto e la guida  di  Maria,  egli
avanzer, senza cadere, indietreggiare e perfino rallentare, a  passi
da gigante verso Ges Cristo sullo stesso cammino per il quale come 
scritto, Ges Cristo venne verso di noi a passi da gigante e in breve
tempo (4).
 156 - Per qual motivo credi tu che Ges Cristo sia vissuto cos poco
tempo  sulla  terra,  e che dei pochi anni che  vi  pass,  ne  abbia
trascorsa  la maggior parte nella sottomissione ed obbedienza  a  sua
Madre?  perch, nonostante la brevit della sua vita, Nostro Signore
Ges Cristo visse molto tempo (5), anzi pi di Adamo di cui era venuto a
riparare  le  dannose  conseguenze e che  pure  era  vissuto  pi  di
novecento  anni. E Ges Cristo visse molto tempo perch  visse  molto
sottomesso  e molto unito alla sua santa Madre, in obbedienza  a  Dio
suo Padre. Infatti:
 1 - Chi  onora la propria madre  dice lo Spirito Santo  pu essere
paragonato a colui che tesoreggia. E cio, colui che onora Maria,  la
propria  madre, fino a sottomettersi a lei e ubbidirle in ogni  cosa,
diverr  ben presto ricchissimo, poich col segreto di questa  pietra
filosofale  andr radunando ogni giorno nuovi tesori: "Chi  riverisce
la madre,  come chi accumula tesori" (6).
 2 - Secondo  un'interpretazione spirituale di  queste  parole  dello
Spirito  Santo:  "La  mia vecchiaia si trova nella  misericordia  del
grembo" (7),  nel seno di Maria, che cinse e gener un uomo perfetto (8)
e pot   contenere  colui  che  l'universo  intero  non  abbraccia   n
contiene (9); nel seno di Maria, lo ripeto, i giovani divengono  anziani
per  discernimento, santit, esperienza e sapienza: in pochi anni  si
perviene fino alla pienezza dell'et di Ges Cristo (10).
 157 - 3 - Questa forma di devozione alla santissima Vergine  una via
perfetta  per incontrarsi ed unirsi a Ges Cristo, perch  la  divina
Maria    la pi perfetta e la pi santa fra le semplici creature.  E
Ges  Cristo,  venuto a noi in modo perfetto, non prese altra  strada
per   questo   suo   grande  e  meraviglioso  viaggio.   L'Altissimo,
l'Inafferrabile, l'Inaccessibile, Colui che ,  voluto venire a  noi
piccoli  vermi  della  terra,  che  siamo  un  nulla.  Come    stato
possibile?
 L'Altissimo   disceso fino a noi in maniera perfetta e  divina  per
mezzo  dell'umile  Maria, senza nulla perdere della  sua  divinit  e
santit.  Cos, per mezzo di Maria noi piccolissimi dobbiamo risalire
in modo perfetto e divino verso l'Altissimo, senza nulla temere.
 L'Inafferrabile si  lasciato prendere e contenere in modo  perfetto
dalla  piccola  Maria,  senza  nulla  perdere  della  sua  immensit.
Similmente  dalla  piccola Maria noi dobbiamo lasciarci  contenere  e
guidare perfettamente senza riserva.
 L'Inaccessibile   si      accostato,  si     unito   strettamente,
perfettamente, anzi personalmente alla nostra umanit, per  mezzo  di
Maria,  senza  nulla  perdere della sua Maest. Per  mezzo  di  Maria
dobbiamo  noi pure accostarci a Dio e unirci perfettamente  alla  sua
Maest senza timore d'essere respinti.
 Infine Colui che  volle venire in mezzo a ci che non , perch ci
che  non   diventi Dio o Colui che . Questo egli ha fatto  in  modo
perfetto  dandosi e sottomettendosi interamente alla giovane  Vergine
Maria,  senza  cessare  di essere nel tempo  Colui  che    da  tutta
l'eternit. Cos, pur essendo un nulla, noi possiamo divenire  simili
a Dio con la grazia e la gloria, per mezzo di Maria, offrendoci a lei
in  modo  cos  perfetto e totale da non essere  pi  niente  in  noi
stessi, ma tutto in lei, senza timore di ingannarci.
 158 -  Mi  si tracci pure una via nuova per andare a Ges  Cristo  e
questa  via  sia  lastricata di tutti i meriti dei beati,  ornata  di
tutte  le  loro virt eroiche, rischiarata ed abbellita di tutti  gli
splendori  e  le bellezze degli angeli. E che tutti gli  angeli  e  i
santi  vi  si  trovino per guidare, difendere e  sostenere  quelli  e
quelle che vorranno camminarvi. In verit, lo dico arditamente e dico
il  vero,  io seguirei, preferendola a questa via pur tanto perfetta,
la  via immacolata di Maria: "E ha reso integro il mio cammino" (11).  
una via o cammino senza macchie o sozzure, senza peccato n originale
n  attuale,  senza  ombre o tenebre di sorta. E se,  come    certo,
l'amabile  mio  Ges ora nella sua gloria verr una  seconda  volta
sulla  terra  per regnarvi, non sceglier altra strada per  tale  suo
viaggio  che  la divina Maria, per mezzo della quale    venuto  cos
sicuramente e perfettamente la prima volta. La differenza che vi sar
tra  la  prima e l'ultima venuta, consister in questo: la  prima  fu
segreta e nascosta, la seconda sar gloriosa e risplendente. Ma tutte
e  due  sono perfette, perch l'una e l'altra avvengono per mezzo  di
Maria.
 Ahim!  Ecco un mistero che non si comprende. "Qui ogni lingua  deve
tacere!" (12).
 159 -  4 - Questa devozione alla santissima Vergine  una via  sicura
per  andare a Ges Cristo e raggiungere la perfezione nell'unione con
lui:
1. Perch  questa  pratica che insegno non  nuova.    anzi,  cos
antica  che,  al  dire del Boudon (13)  morto da poco  in  concetto  di
santit  in un libro da lui scritto su questa devozione, non  se  ne
possono  indicare esattamente gli inizi.  certo tuttavia  che  nella
Chiesa se ne hanno tracce da pi di settecento anni.
 Sant'Odilone, abate di Cluny, che visse intorno al 1040, fu uno  dei
primi a praticarla pubblicamente in Francia. Cos si legge nella  sua
vita (14).
 Il  cardinale Pier Damiani riferisce che nel 1076 (15) suo fratello, il
beato Marino, si fece schiavo della santissima Vergine, alla presenza
del  suo  direttore  spirituale,  in una  maniera  molto  edificante.
Messasi  una  corda  al  collo,  si  diede  la  disciplina  e  depose
sull'altare  una  somma  di denaro in segno  della  sua  dedizione  e
consacrazione  alla  santa Vergine. Continu fedelmente  cos  finch
visse, tanto da meritarsi di essere visitato e consolato in punto  di
morte  dalla  sua  buona Padrona e di ricevere  da  lei  medesima  la
promessa del Paradiso, in premio dei suoi servizi (16).
 Cesare  Bollando ricorda un illustre cavaliere, Vautier  de  Birbak,
parente  stretto dei duchi di Lovanio, che intorno al  1300  fece  la
consacrazione di se stesso alla santa Vergine (17). Questa devozione  fu
praticata   in   privato  da  parecchie  persone   fino   al   secolo
decimosettimo, quando divenne pubblica (18).
 160 -  Il padre Simone de Rojas (19), dell'Ordine della Trinit o della
Redenzione degli schiavi, predicatore alla corte di Filippo terzo, mise
in voga questa devozione per tutta la Spagna e la Germania ed ottenne
da   Gregorio 15esimo,  su  istanza  dello  stesso  Filippo terzo ,  grandi
indulgenze per quelli che l avessero praticata.
 Il  reverendo  padre  De los Rios (20), dell'Ordine  di  sant'Agostino,
lavor  con la parola e gli scritti, insieme con il suo intimo  amico
Padre  de  Roias, a diffondere questa devozione in Spagna e Germania.
Compose  un  grosso volume dal titolo Hierarchia Mariana,  nel  quale
tratta  con grande piet e pari erudizione dell'antichit, eccellenza
e solidit di questa devozione.
 Nel  secolo  scorso  i  reverendi  Padri  Teatini  diffusero  questa
devozione in Italia, Sicilia e Savoia (21).
 161 - Il reverendo padre Stanislao Falacio, della Compagnia di Ges,
la promosse mirabilmente in Polonia (22).
 Il  Padre  de  los  Rios riferisce nel libro  suddetto  i  nomi  dei
principi  e  delle  principesse, dei vescovi e cardinali  di  diverse
nazioni, che abbracciarono questa devozione.
 Il  Padre  Cornelio a Lapide (23), cos meritevole per piet e  scienza
profonda,   ebbe  da  parecchi  vescovi  e  teologi   l'incarico   di
esaminarla. Dopo maturo esame, ne fece elogi degni della  sua  piet.
Parecchi altri illustri personaggi seguirono il suo esempio.
 I  reverendi Padri Gesuiti, sempre zelanti nel servizio della  santa
Vergine, presentarono a nome dei Congregazionisti di Colonia un breve
trattato  su questa devozione al duca Ferdinando di Baviera in  quel
tempo  arcivescovo di Colonia, il quale l'approv e  ne  permise  la
stampa,  esortando tutti i parroci e i religiosi della sua diocesi  a
promuovere pi che potevano questa solida devozione.
 162 - Il cardinale de Brulle (24), la cui memoria  in benedizione per
tutta  la  Francia,  fu  uno dei pi zelanti a propagarla  in  quella
nazione,  nonostante  tutte le calunnie e persecuzioni  mossegli  dai
critici   e   libertini.  Questi  lo  accusarono  di  novit   e   di
superstizione,  scrissero e pubblicarono contro  di  lui  un  libello
diffamatorio, servendosi o meglio, il demonio per mezzo di  loro  si
serv  di  mille  astuzie per impedirgli di  diffondere  in  Francia
questa  devozione.  Ma  questo  grande  e  santo  uomo  rispose  alle
diffamazioni  solo  con  la pazienza. Alle  obiezioni  contenute  nel
libello   rispose   con   un  opuscolo  confutandole   efficacemente,
dimostrando che tale devozione  fondata sull'esempio di Ges Cristo,
sui doveri che abbiamo verso di lui e sui voti da noi fatti nel santo
battesimo. Con quest'ultimo argomento, soprattutto, riusc a chiudere
la bocca agli avversari, facendo loro vedere che questa consacrazione
alla  santissima Vergine ed a Ges Cristo per le mani di lei,  non  
altro  che una perfetta rinnovazione dei voti o promesse battesimali.
Altre  bellissime cose da lui dette su questa devozione  si  potranno
leggere nelle sue opere.
 163 -  Nel  libro  del Boudon si possono leggere  i  nomi  dei  vari
Pontefici   che  approvarono  tale  devozione  e  dei   teologi   che
l'esaminarono, insieme con le persecuzioni di cui essa fu  oggetto  e
dalle quali usc vittoriosa. Vi si trova anche il nome di migliaia di
persone   che   la  praticarono,  senza  che  nessun  Papa   mai   la
condannasse (25);  ci  che,  del  resto, non  potrebbe  avvenire  senza
scuotere le basi del cristianesimo.
 Rimane  dunque  certo che questa devozione non   nuova.  Se  non  
diffusa,  vuol  dire  che   troppo preziosa  per  essere  gustata  e
praticata da tutti.
 164 -  2. Questa  devozione  un mezzo sicuro  per  andare  a  Ges
Cristo.
 , infatti, compito proprio della santa Vergine condurci sicuramente
a  Ges  Cristo, cosi come  compito proprio di Ges Cristo  condurci
sicuramente  all'eterno  Padre.  Non credano  falsamente  le  persone
spirituali  che Maria sia loro d'impedimento per giungere  all'unione
con  Dio.  mai possibile che colei, che trov grazia davanti  a  Dio
per   tutti   in   generale  e  per  ciascuno  in  particolare,   sia
d'impedimento  ad  un'anima per trovare la grande grazia  dell'unione
con   lui?    mai  possibile  che  colei,  che  fu  tutta  piena   e
sovrabbondante di grazie, cosi unita e trasformata in Dio,  quasi  da
obbligarlo  ad incarnarsi in lei (26), impedisca ad un'anima  di  essere
perfettamente  unita  a  Dio?  ben vero che  la  vista  delle  altre
creature,  anche  sante,  potrebbe forse in  dati  momenti  ritardare
l'unione  divina.  Ma come ho gi detto (27) e non mi stancher  mai  di
ripetere, ci non pu essere vero di Maria.
 Una  delle  ragioni per cui cosi poche anime giungono alla  pienezza
dell'et di Ges Cristo (28)  che Maria, ora pi che mai Madre di  Ges
Cristo  e Sposa feconda dello Spirito Santo, non  abbastanza formata
nei  loro cuori. Chi vuole avere il frutto ben maturo e formato, deve
avere l'albero che lo produce. Chi vuol avere il frutto di vita, deve
avere  l'albero  di  vita,  che    Maria.  Chi  vuol  avere  in   s
l'operazione  dello Spirito Santo, deve avere la sua Sposa  fedele  e
indissolubile, la divina Maria, che lo rende fertile e fecondo,  come
gi dicemmo (29).
 165 -  Convinciti dunque che quanto pi guarderai  Maria  nelle  tue
preghiere,  contemplazioni, azioni e sofferenze    se  non  con  uno
sguardo distinto e attento, almeno con uno generale e impercettibile,
  tanto  pi  perfettamente troverai Ges Cristo. Egli,  infatti,  
sempre  con  Maria, grande, potente, operante e incomprensibile,  pi
ancora  che  nel cielo e in qualsiasi altra creatura dell'universo (30).
La divina Maria, completamente immersa in Dio,  ben lontana pertanto
dal  divenire un ostacolo ai perfetti nella via dell'unione con  Dio.
Anzi,  non  c' mai stata finora n ci sar mai alcuna  creatura  che
aiuti  pi  efficacemente in questa grande opera, sia comunicando  le
grazie  utili a questo fine "nessuno  ricolmo del pensiero di  Dio,
se  non per mezzo di lei", dice un santo (31)  sia assicurandovi contro
le illusioni e inganni dello spirito maligno.
 166 -  Dove Maria  presente non c' lo spirito maligno. E un  segno
infallibile  che si  condotti dallo spirito buono   l'essere  molto
devoti a Maria, il pensare spesso a lei e il parlarne di frequente. 
questo  il  pensiero di un santo (32), il quale aggiunge  che,  come  la
respirazione    sicuro indizio che il corpo non    morto,  cos  il
frequente ricordo e l'invocazione affettuosa di Maria sono  un  segno
sicuro che l'anima non  morta per il peccato.
 167 -  Come dicono la Chiesa e lo Spirito Santo sua guida,  soltanto
Maria  ha distrutto tutte le eresie (33). Perci non avverr mai  anche
se  i  critici  borbottano  che  un  fedele  devoto  di  Maria  cada
nell'eresia o nella illusione almeno formale. Potr certo, bench pi
difficilmente di altri, commettere un errore materiale, confondere la
menzogna  con  la  verit e lo spirito maligno con quello  buono;  ma
presto  o  tardi conoscer la sua colpa e il suo errore materiale  e,
quando li avr conosciuti, non si ostiner a credere e sostenere  ci
che aveva creduto.
 168 -  Chi  dunque  vuole progredire nella via della  perfezione  ed
incontrare sicuramente e perfettamente Ges Cristosenza il  pericolo
di   cadere   nell'illusione  che    ordinaria  nelle   persone   di
preghieraabbracci  "con  cuore generoso  e  animo  pronto" (34)  questa
devozione  alla  santissima Vergine, che forse prima  non  conosceva.
Entri in questo eccellente cammino a lui sconosciuto e che io gli sto
indicando: "Io vi mostro una via migliore di tutte" (35).
  una via tracciata da Ges Cristo, Sapienza incarnata, nostro unico
Capo. Percorrendola, il membro di questo Capo non pu sbagliarsi.
 E  una via facile, per la pienezza della grazia e dell'unzione dello
Spirito  Santo di cui  ricolma. Camminandovi, non ci  si  stanca  n
s'indietreggia.
   una via breve: in poco tempo ci conduce a Ges Cristo.  una  via
perfetta:  sul suo percorso non c' fango, n polvere, n  la  minima
sozzura di peccato. Infine,  una via sicura, per la quale si  giunge
a  Ges  Cristo  e alla vita eterna in modo diritto e  sicuro,  senza
deflettere n a destra n a sinistra. Prendiamo dunque questa  strada
e  in essa camminiamo giorno e notte, sino alla pienezza dell'et  di
Ges Cristo.
NOTE:
 1) Il Montfort d una lista indicativa, ma non esaustiva.
 2)  "Tutti  quelli  che  vogliono vivere pienamente  in  Cristo  Ges
saranno perseguitati" (2 Tm 3,12).
 3) Cf Pr 21,28, secondo il testo della Volgata.
 4) Cf Sal 19,6.
 5) Cf Sap 4,13.
 6) Sir 3,5. Per l'allusione alla pietra filosofale cf AES 86-87.
 7) Cf Sal 92,11, secondo la Volgata.
 8) Cf Ger 31,22.
 9) Dalla liturgia romana.
 10) Cf Ef 4,13; VD 33.
 11) Cf Sal 17,33 (ed. Volgata: "Posuit immaculatam viam meam").
 12) Cf VD 12.
 13)  ENRICO-MARlA BOUDON (1624-1702), arcidiacono di Evreux.  Scrisse
Dieu  seul  ou  Le  saint  esclavage de  l'admirable  Mre  de  Dieu,
pubblicato  a Parigi nel 1667. Il Montfort lo ricorda due  volte:  VD
159, 162.
 Il  termine  doulos  (schiavo) ricorre in molti  sigilli  dei  primi
secoli  dell'impero d'Oriente (395-1453) assieme al nome della  Madre
di  Dio (G. SCHLUMBERGER, Sigillographie de l'Empire byzantin,  Paris
1884,  p.  31) come anche sull'ambone di papa Giovanni VII  (703-707)
nella  Chiesa di S. Maria Antiqua al Palatino (Roma) e in una  lastra
di  marmo (ora nelle Grotte Vaticane) proveniente dall'oratorio fatto
erigere  dallo  stesso papa Giovanni VII nell'antica basilica  di  S.
Pietro.
 14) S. ODILONE (962-1048), abate di Cluny dal 994.
 15) Questa data  da correggere, perch san P. Damiani visse dal 1007
al 1072.
 16) Cf PL 145, 565-567.
 17) Anche questa data  errata perch CESARE D'EISTERBACH, nato prima
del 1128, mor verso il 1210.
 18)  Cf  H.  BREMOND, Histoire littraire du sentiment  religieux  en
France, Paris 1923, vol. 6, p. 266.
 19) Simn  de  Roias (1552-1624), che Lope de Vega  paragona  a  san
Bernardo  per  il  suo  ardente amore alla  Madre  di  Dio,    stato
canonizzato  da  Giovanni  Paolo  II  il  3  luglio  1988.  Fond  la
"Congregazione degli schiavi del dolcissimo nome di Maria".
 20) BARTOLOMEO DE LOS RIOS (1580-1652).
 21)  Cf  SILOS, Historiarum Clericorum Regularium, Romae  1665,  pars
altera, pp. 119-121, 444.
 22)  FRANCISCI  STANISLAI PHOENICII, S.J., Mariae Mancipium,  Lublino
1663 (nella collezione Sacrum Poloniae Millennium, Tom. X).
 23) CORNELIUS VAN DEN STEIN (1567-1637).
 24)  PIERRE  DE  BRULLE  (1575-1629), fondatore  dell'  Oratorio  di
Francia.
 25) A suo tempo, l'inquisizione romana condann abusi e indiscrezioni
di devoti.
 26) Cf S. TOMMASO, Summa theol. III, q. 2, a. 11, ad 3.
 27) Cf VD 75; SM 21.
 28) Cf VD 33.
 29) Cf VD 20-21, 34-36.
 30) "La  Chiesa  pensando  a  Lei  (Maria)  con  piet  filiale   e
contemplandola  alla  luce  del Verbo  fatto  uomo,  con  venerazione
penetra pi profondamente nell'altissimo mistero dell'incarnazione  e
si va ognor pi conformando col suo Sposo" (LG 65).
 31) S.  GERMANO di Costantinopoli, Sermo 2 in Dormit. Deip., PG  98,
350.
 32) S. GERMANO di Costantinopoli, Orat. in sanctae Deiparae Zonam, PG
98, 378-379.
 33) Dall'Officio della Madonna.
 34) 2 Mac 1,3. 57.
 35) 1 Cor 12,31.

             PARTE TERZA - CAPITOLO SECONDO (terza parte)
               MOTIVI PER APPREZZARE LA CONSACRAZIONE

 6. Fa crescere nella libert dei figli di Dio
 169 -  SESTO  MOTIVO. Questa forma di devozione d alle persone  che
l'osservano fedelmente, una grande libert interiore: la libert  dei
figli  di Dio (36). Siccome, infatti, con essa ci si fa schiavi di  Ges
Cristo, con una consacrazione completa a lui come tali, questo ottimo
Signore  ci  ricompensa della schiavit d'amore che  abbiamo  scelta,
come segue:
 1.  Egli  toglie  dall'anima ogni scrupolo e timore  servile  capace
soltanto di metterla in angustie, incepparla e confonderla.
 2.  Dilata  il  cuore  con una santa fiducia in  Dio,  facendoglielo
considerare come Padre.
 3. Ispira un amore tenero e filiale.
 170 -  Senza fermarmi a provare con ragionamenti questa  verit,  mi
limito a riferire un fatto che ho letto nella vita di Madre Agnese di
Ges, religiosa domenicana del convento di Langeac in Alvernia,  dove
mor  in fama di santit dell'anno 1634 (37). Aveva appena sette anni  e
gi  soffriva grandi pene di spirito. Sent allora una  voce  che  le
disse:  "Se vuoi essere liberata da tutte le pene ed avere protezione
contro  tutti i tuoi nemici, fatti al pi presto schiava  di  Ges  e
della  sua  santa  Madre".  Appena fu di  ritorno  a  casa,  si  don
interamente  a  Ges  e alla sua santa Madre in qualit  di  schiava,
bench  non conoscesse ancora tale devozione. Trovata poi una  catena
di  ferro,  se la strinse ai fianchi e la port fino alla morte.  Ci
fatto, tutte le pene e gli scrupoli scomparvero, ed ella si trov  in
una  tale  grande pace e dilatazione di cuore che prese l'impegno  di
far conoscere questa devozione a parecchie persone che, a loro volta,
vi  fecero grandi progressi, come l'Olier, fondatore del Seminario di
San  Sulpizio,  ed  altri  sacerdoti ed  ecclesiastici  dello  stesso
seminario... Un giorno, poi, la santa Vergine le apparve e  le  cinse
al  collo  una  catenina d'oro in segno di gioia per averla  tra  gli
schiavi  suoi  e  del suo Figlio. Santa Cecilia, che accompagnava  la
santa  Vergine,  le disse: "Beati i fedeli schiavi della  Regina  del
cielo, perch godranno vera libert" (38).
7. Procura grandi vantaggi al prossimo
 171 -  SETTIMO  MOTIVO.  Possono ancora invogliarci  ad  abbracciare
questa  forma  di devozione i grandi beni che ne verranno  al  nostro
prossimo.  Con essa, infatti, si esercita in modo eminente la  carit
verso  il prossimo, poich gli si offre, per le mani di Maria, quanto
si  ha di pi caro e cio il valore soddisfattorio e impetratorio  di
tutte  le proprie buone opere, non eccettuati il minimo buon pensiero
e  la  minima lieve sofferenza. Si accetta che tutte le soddisfazioni
che  si  sono  acquistate e si acquisteranno fino alla  morte,  siano
utilizzate  secondo  la  volont  della  santa  Vergine,  o  per   la
conversione  dei  peccatori,  o per la liberazione  delle  anime  del
Purgatorio.
 Non  ,  questo,  amare perfettamente il prossimo?  Non  ,  questo,
essere  del  numero  dei  veri  discepoli  di  Ges  Cristo,  che  si
riconoscono  dalla carit? Non , questo, il mezzo  di  convertire  i
peccatori  senza  pericolo  di vanit e  di  liberare  le  anime  del
purgatorio non compiendo nient'altro che il dovere del proprio stato?
 172 -  Per  capire tutta l'eccellenza di questo motivo  bisognerebbe
comprendere  il  grande valore della conversione di  un  peccatore  o
della liberazione di un'anima del Purgatorio.  un bene infinito che
oltrepassa la creazione del cielo e della terra perch conferisce ad
un'anima il possesso di Dio. Anche se con tale devozione si liberasse
in  tutta  la  vita un'anima sola dal Purgatorio o si convertisse  un
solo peccatore, non basterebbe forse questo per spingere ogni persona
veramente  caritatevole, ad abbracciarla? Bisogna inoltre notare  che
le  nostre  buone opere, passando per le mani di Maria,  ricevono  un
aumento  di  purezza e quindi di merito e di valore soddisfattorio  e
impetratorio. Per questo diventano molto pi capaci di  sollevare  le
anime purganti e di convertire i peccatori, che se non passassero per
le  mani  verginali e generose di lei. Il poco che si  d  per  mezzo
della   Vergine  santa,  senza  volont  propria  e  con  una  carit
disinteressata,  diventa in verit molto efficace  per  addolcire  la
collera  di Dio e per attirare la sua misericordia. Pu accadere  che
una  persona molto fedele a questa devozione trovi in punto di  morte
di  aver cos liberato molte anime dal Purgatorio e convertito  molti
peccatori, pur avendo compiuto soltanto i semplici doveri del proprio
stato.
Quale gioia al momento del suo giudizio! Quale gloria nell'eternit!
8.  un mezzo meraviglioso di perseveranza
 173 -  OTTAVO  MOTIVO.  Infine, ci invita pi efficacemente,  in  un
certo senso, a questa devozione alla santissima Vergine il fatto  che
essa    un  mezzo meraviglioso per perseverare nella virt  e  nella
fedelt.
 Come  mai, infatti, il pi delle volte non  durevole la conversione
dei  peccatori? Come mai si ricade tanto facilmente nel peccato? Come
mai la maggior parte dei giusti, anzich progredire di virt in virt
e acquistare nuove grazie, perde spesso anche quel poco di virt e di
grazie  che  aveva?  Questa  disgrazia  deriva,  come  ho  dimostrato
sopra (39),  dal fatto che l'uomo, pur essendo cos corrotto,  debole  e
incostante, si fida di se stesso, si appoggia alle proprie forze e si
crede capace di custodire il tesoro delle sue grazie, virt e meriti.
 Con questa devozione si affida tutto quanto si ha alla Vergine santa
che   fedele, costituendola depositaria universale di tutti i propri
beni di natura e di grazia. Alla sua fedelt ci affidiamo, sulla  sua
potenza  ci  appoggiamo,  sopra  la  sua  misericordia  e  carit  ci
fondiamo, perch ella conservi ed aumenti le nostre virt e i  nostri
meriti,  nonostante gli sforzi del demonio, del mondo e  della  carne
per toglierceli.
 Le  diciamo, come un figlio buono alla madre e un servo fedele  alla
sua padrona:
 "Custodisci il deposito" (40);
 mia  buona  Madre e Padrona, riconosco che per tua intercessione  ho
finora  ricevuto da Dio pi grazie che non meritassi, e  so  per  mia
funesta esperienza che porto questo tesoro in un vaso fragilissimo, e
che  sono  troppo  debole e misero per conservarlo in  me:  "Io  sono
piccolo e disprezzato" (41). Ti prego, ricevi in deposito tutto ci  che
possiedo,  e  conservamelo  con  la tua  fedelt  e  potenza.  Se  mi
custodisci  non  perder  nulla, se mi  sostieni  non  cadr,  se  mi
proteggi sono al sicuro dai miei nemici.
 174 -  quanto san Bernardo dice in termini espliciti, per ispirarci
questa forma di devozione: "Appoggiato a lei non scivolerai, sotto la
sua  protezione non avrai paura di niente, con la sua  guida  non  ti
stancherai, con il suo favore giungerai al porto della salvezza" (42).
 San  Bonaventura  sembra affermare la stessa  cosa  in  termini  pi
precisi. Scrive: "La Vergine santa non solo dimora nella pienezza dei
santi,  ma trattiene ella stessa i santi nella pienezza perch questa
non venga a diminuire. Trattiene le loro virt perch non sfuggano, i
loro  meriti  perch  non periscano, le loro  grazie  perch  non  si
disperdano.  Trattiene  i  demoni perch  non  nuocciano  e,  infine,
trattiene  Nostro  Signore  perch non castighi  i  peccatori  quando
peccano" (43).
 175 - Maria  la Vergine fedele, che con la fedelt a Dio, ripara le
perdite fatte da Eva l'infedele con l'infedelt, e ottiene la fedelt
a  Dio  e la perseveranza per quelli e quelle che si affidano a  lei.
Perci  un  santo la paragona ad un'ncora salda che li  trattiene  e
impedisce  loro di fare naufragio nel mare agitato di  questo  mondo,
dove tanti periscono perch non sono agganciati a quest'ncora salda:
"Noi  annodiamo le anime a te, nostra speranza, come a sicura  ncora
di  salvezza" (44). A lei maggiormente si legarono i santi che  si  sono
salvati  e  a lei si agganciarono altri, perch perseverassero  nella
virt.  Beati  dunque,  e  davvero beati,  i  cristiani  che  ora  si
aggrappano interamente e fedelmente a lei come ad ncora sicura!  Gli
uragani  impetuosi  di  questo  mondo non  potranno  sommergerli,  n
disperdere  i loro tesori celesti. Beati quelli e quelle che  entrano
in  lei  come nell'arca di No! Le acque del diluvio di peccati,  che
fanno  annegare molti, non nuoceranno loro, perch come essa  ripete
con  la  divina  Sapienza "chi compie le mie opere non  peccher" (45),
cio  non "cadranno in peccato coloro che lavorano in me alla propria
salvezza".  Beati  i  figli infedeli della  sventurata  Eva,  che  si
aggrappano  alla Madre e Vergine fedele! Ella infatti  rimane  sempre
fedele  e non si smentisce mai (46) e ricambia sempre l'amore di  quelli
che l'amano: "Io amo coloro che mi amano" (47). E lei ama d'un amore non
soltanto affettivo, ma effettivo ed efficace, che impedisce loro, con
una  grande abbondanza di grazie, di indietreggiare nella virt o  di
cadere lungo la strada, perdendo l'amicizia del suo Figlio.
 176 - Questa Madre buona accetta sempre, per pura carit, tutto  ci
che  le  si  affida  in  deposito.  Quando  poi  l'ha  ricevuto  come
depositaria    obbligata per giustizia, in virt  del  contratto  di
deposito,  a  custodircelo. Proprio come una persona  alla  quale  io
avessi   affidato   in  deposito  mille  scudi   sarebbe   tenuta   a
custodirmeli,  di modo che se per sua negligenza i miei  mille  scudi
andassero perduti, lei ne sarebbe responsabile a rigore di giustizia.
Ma  che dico? Mai la fedele Maria lascer perdere per negligenza  ci
che  le abbiamo affidato. Cielo e terra passeranno prima ch'ella  sia
negligente e infedele verso coloro che si fidano di lei.
 177 -  Poveri  figli  di Maria! La vostra debolezza    estrema,  la
vostra  incostanza   grande, il vostro intimo   molto  viziato.  Lo
confesso: voi siete tratti dalla stessa massa corrotta dei  figli  di
Adamo  ed Eva. Non per questo dovete perdervi d'animo, ma consolatevi
e  rallegratevi! Ecco il segreto che vi svelo: segreto sconosciuto  a
quasi tutti i cristiani, compresi i pi devoti.
 Non lasciate il vostro oro e argento nei vostri forzieri, che furono
gi  scassinati e depredati dallo spirito maligno e che  sono  troppo
piccoli,  deboli  e  vecchi per contenere un  tesoro  cos  grande  e
prezioso. Non mettete l'acqua pura e limpida della fontana nei vostri
vasi  infetti  ed  inquinati dal peccato. Anche se  non  c'  pi  il
peccato, ne rimane tuttavia il cattivo odore e l'acqua si corromper.
Non  mettete  i vostri vini squisiti nelle vostre vecchie  botti  gi
piene di vino inacidito: ne sarebbero alterati e rischierebbero anche
di fuoriuscire.
 178 -  So  che voi, anime predestinate, mi capite. Parler  comunque
pi  chiaro. Non affidate l'oro della vostra carit, l'argento  della
vostra  purezza,  le acque delle grazie celesti, il vino  dei  vostri
meriti e virt a un sacco forato, a un forziere vecchio e rotto, a un
vaso infetto e inquinato, quali voi siete. Altrimenti sarete derubati
dai  ladri,  cio dai demoni che cercano e spiano notte e  giorno  il
momento  propizio.  E  voi  stessi guasterete,  con  il  vostro  amor
proprio, con la fiducia in voi medesimi e con la vostra volont,  ci
che Dio vi d di pi puro.
 Mettete,  versate  nel grembo e nel cuore di Maria  tutti  i  vostri
tesori, tutte le vostre grazie e virt: ella  un vaso spirituale, un
vaso d'onore, un vaso insigne di devozione.
 Dopo  che  Dio  stesso in persona vi si racchiuse con tutte  le  sue
perfezioni, questo vaso divenne tutto spirituale e dimora  spirituale
delle  anime  pi spirituali. Divenne degno di onore e trono  d'onore
dei pi grandi principi dell'eternit; divenne insigne in devozione e
il soggiorno di quanti eccellono in dolcezze, grazie e virt; infine,
divenne  ricco come una casa d'oro, forte come una torre  di  Davide,
puro come una torre d'avorio (48).
 179 -  Oh! Quanto  felice chi ha dato tutto a Maria, e a  Maria  si
affida  e si abbandona in tutto e per tutto! Egli  tutto di Maria  e
Maria   tutta sua. E pu dire arditamente con Davide: "Maria  fatta
per  me" (49), o con il discepolo prediletto: "L'ho presa per  ogni  mio
bene" (50), oppure con Ges Cristo: "Tutte le cose mie sono tue e  tutte
le cose tue sono mie" (51).
 180 -  Se,  leggendo queste cose, qualche critico pensasse  che  qui
parlo  per  esagerazione e per devozione spinta, ohim! egli  non  mi
capisce  sia  perch  un uomo carnale che non gusta  le  cose  dello
spirito,  sia perch  del mondo di quel mondo che non pu  ricevere
lo  Spirito Santo (52)  sia perch  un critico orgoglioso che condanna
o disprezza tutto quanto non capisce. Invece coloro che non sono nati
da  sangue, n da volere di carne, n da volere di uomo, ma da Dio  e
da  Maria, mi capiscono e mi gustano. Ed anche per essi scrivo queste
cose.
 181 - Riprendendo il discorso interrotto, dico agli uni e agli altri
che  la  divina  Maria la pi fedele e generosa  di  tutte  le  pure
creature non si lascia mai vincere in amore e in generosit. "Per un
uovo  d  un  bove", dice un sant'uomo; e cio, in contraccambio  del
poco  che  le  si  d, essa d molto di ci che ha ricevuto  da  Dio.
Pertanto,  se  un'anima si d a lei senza riserva, anche  lei  si  d
senza  riserva  a  quest'anima, purch riponga in lei  ogni  fiducia,
senza presunzione e da parte sua si impegni ad acquistare le virt  e
domare le passioni.
 182 - I servi fedeli della Vergine santa ripetano dunque arditamente
con san Giovanni Damasceno:
 "O  Madre  di  Dio, se ho fiducia in te sar salvato, sotto  la  tua
protezione  non  temer  di nulla, con il tuo soccorso  combatter  e
metter in fuga i miei nemici. Infatti, la tua devozione  un'arma di
salvezza che Dio d a coloro che vuole salvare" (53).
NOTE
 36) Cf Gal 5,1-13; 2 Cor 3,17.
 37) AGNESE DE LANGEAC (1602-1634).
 38) Cf LANTAGES, La vie de Mre Agns de Langeac, 2. Ed. Le PUY 1675,
p. 581: "Tibi servire libertas".
 39) Cf VD 87-89.
 40) 1 Tm 6,20. Cf SM 40.
 41) Sal 119, 141.
 42)  Testo  latino: "Ipsa tenente, non corruis; ipsa protegente,  non
metuis; ipsa duce, non fatigaris ipsa propitia, pervenis" (Hom. super
Missus est, n. 17, PL 183, 71 A).
 43) Testo   latino:  "Virgo  non  solum  in  plenitudine  sanctorum
detinetur,  sed  etiam in plenitudine sanctos detinet,  ne  plenitudo
minuatur;  detinet  virtutes ne fugiant; detinet merita  ne  pereant;
detinet  gratias  ne effluant; detinet daemones ne  noceant;  detinet
Filium  ne  peccatores  percutiat" (inter opera.  Oggi  attribuito  a
CORRADO DI SASSONIA, Speculum B. V.M lect. 7, par. 6).
 44) Hom. in Dorm. B.V.M., n. 14, PG 96, 719.
 45) Sir 24,30. Cf VD 264.
 46)  2  Tm 2,13: "Se noi manchiamo di fede, (Ges) per rimane fedele
perch  non  pu rinnegare se stesso". Testo che il Montfort  applica
alla ss. Vergine.
 47) Pr 8,17.
 48) Dalle  litanie laureatane: vas spirituale, vas  honorabile,  vas
insigne devotionis, domus aurea, turris davidica, turris eburnea.
 49) Secondo la Volgata, Sal 119,56: haec facta est mihi.
 50) Accomodazione   in   prima  persona   di   Gv   19,27.   Uguale
interpretazione in SM 66; VD 216, 266.
 51) Gv 17,10.
 52) Gv 14,17.
 53) Testo latino: "Spem tuam habens, o Deipara, servabor; defensionem
tuam  possidens,  non timebo; persequar inimicos  meos  et  in  fugam
vertam,  habens protectionem tuam et auxilium tuum; nam tibi  devotum
esse  est  arma  quaedam salutis quam Deus his dat quos  vult  salvos
fieri" (attribuito a S. Giovanni Damasceno). Cf VD 41.

                        PARTE TERZA - CAPITOLO TERZO
       LA VITA DI CONSACRAZIONE ESPRESSA IN UNA FIGURA BIBLICA

   183 -  Di  tutte le verit che ho esposte riguardo alla santissima
Vergine  e  ai  suoi figli e servi, lo Spirito Santo ci  offre  nella
Sacra  Scrittura  una figura mirabile nella storia di  Giacobbe,  che
ricevette  la  benedizione  di Isacco  suo  padre,  tramite  le  cure
industriose di Rebecca sua madre.
 Eccola,  come lo Spirito Santo la riferisce (1). Vi aggiunger  poi  la
mia spiegazione.
1. Il racconto biblico di Rebecca e di Giacobbe
 184 -  Esa  aveva  venduto la sua primogenitura a  Giacobbe (2).  Ora,
Rebecca,  madre  dei  due fratelli, che amava  teneramente  Giacobbe,
riusc diversi anni dopo, con un'accortezza molto santa e tutta piena
di misteri (3), ad assicurargli questo vantaggio.
 Isacco  si sentiva ormai molto innanzi negli anni. Prima di  morire,
voleva  benedire  i  suoi figli. Chiam dunque il  figlio  Esa,  che
amava,  e  gli comand di andare a caccia per procurargli  del  cibo,
prima di dargli la benedizione.
 Rebecca  avvert  subito Giacobbe di quanto stava succedendo  e  gli
ordin  di  andare al gregge a prendere due capretti. Ricevutili  dal
figlio,  Rebecca ne fece un piatto per Isacco, secondo  il  gusto  di
lui.  Poi rivest Giacobbe degli abiti di Esa, che lei custodiva,  e
gli  copr  mani e collo con la pelle dei capretti, perch  il  padre
che  non  vedeva pi sentendo la voce di Giacobbe, potesse credere,
dalla  pelosit  delle  mani, che fosse Esa  suo  fratello.  Infatti
Isacco  si  meravigli di quella voce, che credeva fosse la  voce  di
Giacobbe, lo fece quindi avvicinare e palpato il pelo delle pelli che
coprivano le sue mani, disse: "La voce  di Giacobbe, ma le mani sono
di  Esa".  Dopo  aver mangiato, aspir, mentre lo  baciava,  l'odore
degli  abiti profumati di Giacobbe, e lo benedisse: "Dio  ti  conceda
rugiada  dal cielo e terre grasse". Lo costitu signore  di  tutti  i
suoi  fratelli e concluse la benedizione con queste parole:  "Chi  ti
maledice sia maledetto e chi ti benedice sia colmo di benedizioni".
 Isacco aveva appena terminato queste parole, quando entr Esa e gli
diede  da mangiare la selvaggina perch poi suo padre lo benedicesse.
Quel  santo  patriarca  fu  colto  da incredibile  sbigottimento  nel
conoscere  quanto era successo, ma invece di ritrattare quanto  aveva
fatto,  lo  conferm,  poich  in  tutta  la  vicenda  vedeva  troppo
chiaramente il dito di Dio.
 Esa  allora  scoppi in ruggiti, come nota la sacra  Scrittura,  ed
accusando  a  gran voce di inganno il fratello, domand al  padre  se
avesse  soltanto  una benedizione. Osservano i santi  Padri  che,  in
questo, Esa  figura di coloro che trovano comodo conciliare Dio col
mondo  e  vogliono godere insieme le benedizioni del cielo  e  quelle
della terra. Commosso dalle grida di Esa, Isacco fin per benedirlo,
ma di una benedizione terrena e assoggettandolo al fratello. Ci fece
nascere nell'animo di Esa un odio cos velenoso contro Giacobbe  che
da  allora  aspettava  solo  la morte del  padre  per  ucciderlo.  N
Giacobbe avrebbe potuto evitare la morte, se Rebecca, sua madre,  non
l'avesse  protetto con gli accorgimenti e i consigli che gli  dava  e
che lui seguiva.
 2. Esa figura dei riprovati
 185 -  Prima  di commentare questa storia cos bella,    necessario
notare  che, al dire di tutti i santi Padri e interpreti della  sacra
Scrittura (4),  Giacobbe   figura di Ges Cristo  e  dei  predestinati,
Esa, invece, dei reprobi. Per convenirne basta esaminare le azioni e
la condotta di entrambi.
 1. Esa, il maggiore, era forte e di costituzione robusta, accorto e
abile nel tirare d'arco e nel prendere molta selvaggina a caccia.
 2.  Non  restava  quasi mai in casa e, confidando  unicamente  nella
propria forza e destrezza, lavorava solo fuori casa.
 3. Non si preoccupava molto di piacere a Rebecca, sua madre, e  non
faceva nulla a tale scopo.
 4. Era cos ghiotto e talmente schiavo della gola, che vendette  il
suo diritto di primogenitura per un piatto di lenticchie.
 5. Era come Caino (5), pieno di invidia contro suo fratello Giacobbe  e
lo perseguitava oltre ogni dire.
 186 - Ecco come si comportano ogni giorno i reprobi.
1.  Hanno  fiducia nella propria forza ed accortezza  riguardo  agli
affari  temporali. Sono versati, abili e illuminati nelle cose  della
terra, ma molto deboli e ignoranti in quelle del cielo (6).
 187 - 2. Per questo, non rimangono mai o quasi mai in casa, cio nel
segreto  della  loro  coscienza (7) la  casa  interiore  ed  essenziale
assegnata da Dio ad ogni uomo, perch vi dimori, a suo esempio:  Dio,
infatti, dimora sempre in se stesso. I malvagi non amano affatto  n
il  ritiro,  n  la  spiritualit, n la  devozione  interiore.  Anzi
ritengono  persone  dappoco, bigotte e selvatiche,  coloro  che  sono
interiori e ritirati dal mondo e che lavorano pi nel loro intimo che
all'esterno.
 188 -  3. I reprobi non si curano per nulla della devozione a Maria,
la  madre  dei  predestinati.  vero che non  odiano  formalmente  la
Vergine.  Talora,  anzi, la lodano, protestano di  amarla  e  perfino
l'onorano  con qualche forma di devozione, ma poi non sanno tollerare
che  la si ami teneramente, perch non hanno per lei le tenerezze  di
Giacobbe. Trovano da ridire sulle pratiche devote che i suoi figli  e
servi  adempiono fedelmente per guadagnarsene l'affetto,  perch  non
credono  che sia loro necessaria a salvezza la devozione a  Maria.  A
loro  basta  non  detestare  formalmente  la  Vergine  santa  o   non
disprezzarne  apertamente  la devozione. Ritengono  in  tal  modo  di
essere  nelle  sue  grazie  e  di  essere  suoi  servi,  recitando  e
borbottando  qualche preghiera in suo onore, senza  tenerezza  alcuna
per lei e senza correggere se stessi.
 189 - 4. I reprobi vendono il loro diritto di primogenitura, cio le
gioie  del paradiso, per un piatto di lenticchie, vale a dire  per  i
piaceri della terra. Ridono, bevono, mangiano, si divertono, giocano,
danzano...  senza  preoccuparsi, come fece Esa,  di  rendersi  degni
della  benedizione  del Padre celeste. In breve,  pensano  solo  alla
terra, amano solo la terra, parlano e operano solo per la terra e  le
soddisfazioni terrene, vendendo per un fuggevole momento di  piacere,
per  un  vano  fumo di onore e per un pezzo di terra dura,  gialla  o
bianca (8), la grazia battesimale, la veste d'innocenza e l'eredit  del
cielo.
 190 -  5.  Da ultimo, i reprobi odiano e perseguitano ogni giorno  i
predestinati,  apertamente o di nascosto. Non li possono  sopportare,
li  disprezzano, criticano, burlano, ingiuriano, derubano, ingannano,
li  gettano  nella  povert, li mandano via, fanno  loro  mordere  la
polvere. Essi invece fanno fortuna, si tolgono ogni soddisfazione, se
la spassano, si arricchiscono, ingrandiscono e vivono a loro agio.
3. Giacobbe figura dei consacrati
 191 - Giacobbe il pi giovane:
 1)  era  di  gracile costituzione, mite e pacifico, e  se  ne  stava
abitualmente  in  casa per guadagnarsi le buone  grazie  della  madre
Rebecca, che amava con tenerezza. Se usciva, non lo faceva di propria
iniziativa, n perch confidava nella sua abilit, ma per obbedire  a
sua madre.
 192   - 1. Amava ed onorava sua madre; per questo se ne rimaneva  in
casa  vicino a lei. Non era mai cos contento come quando la  vedeva.
Evitava  tutto  ci che potesse dispiacerle, e faceva  invece  quanto
credeva  fosse di suo gradimento: di modo che in Rebecca s'accresceva
l'amore che gi gli portava.
 193   -  2. Era sottomesso in tutto alla sua cara madre. Le obbediva
interamente  in  ogni  cosa, prontamente senza indugi,  amorevolmente
senza  lamentarsi. Al minimo cenno della volont di lei,  il  piccolo
Giacobbe  correva e si metteva all'opera. Credeva a quanto  ella  gli
diceva, senza fare obiezioni. Cos, per esempio, quando gli disse  di
andare  a  prendere due capretti e di portarglieli per  preparare  un
piatto  a  suo  padre  Isacco, egli non le  rispose  che  bastava  un
capretto per dare da mangiare una volta ad una sola persona, ma senza
ragionare, fece quanto gli era stato detto.
 194  - 3. Aveva grande fiducia nella sua cara madre. E poich non si
appoggiava  in alcun modo sulla propria abilit, ma unicamente  sulle
premure e sulla protezione di lei, la richiedeva in ogni bisogno e la
consultava  in ogni dubbio. Cos, per esempio, quando  le  chiese  se
invece   della   benedizione  non  avrebbe  ricevuto   piuttosto   la
maledizione di suo padre, egli credette e si affid a lei, non appena
ella gli ebbe risposto che prendeva su di s quella maledizione.
 195  - 4. Infine, imitava per quanto gli era possibile le virt  che
vedeva  nella  madre. Sembra che una delle ragioni per cui  conduceva
vita  ritirata in casa, fosse proprio per imitare la sua cara  mamma,
la  quale era virtuosa, e per tenersi lontano dalle cattive compagnie
che  corrompono i costumi. In tal modo Giacobbe si rese  degno  della
doppia benedizione dell'amato padre.
4. Comportamento dei consacrati verso Maria
 196  - Ed ecco come si comportano ogni giorno i predestinati.
1. Se ne stanno a casa con la loro madre. Cio amano il ritiro, sono
persone  interiori,  si  applicano all'orazione,  sull'esempio  e  in
compagnia  della  santa Vergine loro Madre, la  cui  gloria    tutta
interiore (9) e che, per tutta la vita, am tanto il raccoglimento e  la
preghiera.
   vero  che talvolta vanno fuori nel mondo, ma  per obbedire  alla
volont  di Dio e a quella della loro Madre e adempiere i doveri  del
proprio  stato. Per quanto grandi possano apparire le cose che  fanno
all'esterno, stimano ancora molto di pi quelle che fanno  dentro  di
s in compagnia della santissima Vergine, perch cos costruiscono il
grande  edificio della loro perfezione, a confronto  del  quale  ogni
altra opera  trastullo di bimbi.
 Per  questo,  mentre  talvolta i loro fratelli  e  sorelle  lavorano
esteriormente   con   molta   operosit,   accortezza   e   successo,
raccogliendo  lodi e approvazioni dal mondo, essi,  illuminati  dallo
Spirito  Santo,  capiscono che c' molto maggior  gloria,  utilit  e
piacere  a vivere nascosti e ritirati con Ges Cristo, loro  modello,
in  una  intera  e  perfetta sottomissione alla  loro  madre,  che  a
compiere  da  soli meraviglie di natura e di grazia nel  mondo,  come
tanti Esa e reprobi. "Onore e ricchezza nella sua casa" (10): la gloria
di Dio e le ricchezze dell'uomo si trovano nella casa di Maria.
 Signore  Ges,  quanto  sono amabili le tue dimore!  Il  passero  ha
trovato  una casa per abitarvi e la tortorella un nido dove  porre  i
suoi piccoli.
 Quanto  felice l'uomo che abita nella casa di Maria, dove tu stesso
hai stabilito per primo la tua dimora!
 In questa casa dei predestinati l'uomo soltanto da te riceve aiuto e
decide  nel suo cuore di ascendere di balza in balza lungo il cammino
di  tutte  le virt per elevarsi alla perfezione in questa  valle  di
lacrime! Quanto sono amabili le tue dimore... (11)
 197 -  2.  Amano  teneramente e onorano sinceramente  la  santissima
Vergine, quale loro Madre e Padrona. L'amano non solo a parole  ma  a
fatti;  l'onorano  non solo esteriormente ma nell'intimo  del  cuore.
Evitano, come Giacobbe, tutto ci che pu dispiacerle e compiono  con
fervore tutto ci che credono possa attirare loro la sua benevolenza.
Le  portano e danno non due capretti, come Giacobbe a Rebecca, ma ci
che quei due capretti figuravano, ossia il proprio corpo e la propria
anima, con quanto ne dipende, perch ella:
 a) li riceva come cosa che le appartiene;
 b)  li  uccida  e  li  faccia  morire al  peccato  e  a  se  stessi,
scorticandoli  e  spogliandoli della  loro  pelle  e  del  loro  amor
proprio,  perch  possano piacere a Ges suo Figlio,  che  non  vuole
amici e discepoli se non coloro che sono morti a se stessi;
 c)  li prepari secondo il gusto del Padre celeste e alla sua maggior
gloria: quella gloria che lei conosce meglio di ogni altra creatura;
 d)  e  cos  questo corpo e quest'anima, con le sue cure  e  la  sua
intercessione, purificati per bene da ogni macchia, ben morti, spogli
e  preparati, diventino un piatto prelibato degno del gusto  e  della
benedizione divina.
 Non si comporteranno forse cos le anime predestinate, che gustano e
vivono  la perfetta consacrazione a Ges Cristo per le mani di Maria,
che  insegnamo  loro, per dimostrare a Ges e a Maria il  loro  amore
effettivo e coraggioso?
 I reprobi dicono pi volte di amare Ges e di amare e onorare Maria,
ma non fino ad offrire i propri averi (12), n sacrificano loro il corpo
con  i suoi sensi e l'anima con le sue passioni, come fanno invece  i
predestinati.
 198 -  3. Sono sottomessi e obbedienti alla Vergine santa,  come  a
loro  amorevole  Madre, sull'esempio di Ges Cristo, il  quale  volle
consacrare  ben  trent'anni sui trentatr che visse sulla  terra  a
glorificare il Padre con una perfetta e totale sottomissione alla sua
santa  Madre.  Essi  le obbediscono, seguendo con  esattezza  i  suoi
consigli, come fece il giovane Giacobbe con Rebecca, quando ella  gli
disse:  "Obbedisci al mio ordine" (13), o come fecero gli invitati  alle
nozze  di Cana, quando la Vergine santa disse loro: "Fate quello  che
mio Figlio vi dir" (14).
 Per  aver  obbedito a sua madre, Giacobbe ricevette  la  benedizione
come  per miracolo, sebbene naturalmente non avesse dovuto riceverla.
Per  aver seguito il consiglio della Vergine santa gli invitati  alle
nozze  di Cana furono onorati del primo miracolo di Ges Cristo,  che
cambi l'acqua in vino su richiesta della sua santa Madre. Cos  sar
anche  di  tutti coloro che sino alla fine dei secoli riceveranno  la
benedizione del Padre celeste e saranno onorati dei prodigi  di  Dio:
riceveranno   queste  grazie  solo  a  motivo  della  loro   perfetta
obbedienza  a  Maria.  Al  contrario, gli  Esa  perderanno  la  loro
benedizione, perch non vivono sottomessi a lei.
 199 -  4. Nutrono grande fiducia nella bont e nel potere di  Maria,
loro cara Madre, implorano continuamente il suo aiuto, guardano a lei
come  a loro stella polare per giungere in porto, le manifestano  con
tutta sincerit le loro pene e i loro bisogni, e si stringono al  suo
misericordioso e dolce seno per ottenere con l'intercessione  di  lei
il  perdono dei peccati, o per gustare nelle pene e nelle noie le sue
dolcezze materne. Si gettano, anzi si nascondono e si perdono in modo
mirabile  nel  suo grembo materno e verginale, perch in  esso  siano
infiammati del puro amore, purificati da ogni bench minima macchia e
trovino pienamente Ges, che vi risiede come sul trono pi glorioso.
 Quale  gioia! "Non credere dice l'abate Guerrico che  vi  sia  pi
felicit  ad abitare nel seno di Abramo che in quello di  Maria,  dal
momento che il Signore stesso vi colloc il suo trono" (15).
 I  reprobi,  all'opposto, ripongono tutta  la  loro  fiducia  in  se
stessi.  Come  il figlio prodigo, mangiano solo ci  che  mangiano  i
porci.  A somiglianza dei rospi, si nutrono solo di terra, e, come  i
mondani,  amano  solo le cose visibili ed esteriori. Per  questo  non
possono  gustare  le  dolcezze  materne  del  grembo  di  Maria,   n
sperimentano quel certo senso di appoggio e di sicura fiducia  che  i
predestinati  provano a riguardo della Vergine  santa,  loro  amabile
Madre.  Essi  amano miseramente la loro fame di cose esteriori,  dice
san Gregorio (16), perch non vogliono gustare la dolcezza preparata nel
loro intimo e nell'intimo di Ges e di Maria.
 200 -  5. Infine, i predestinati seguono le vie della Vergine santa,
loro  Madre,  e  cio  la imitano. Proprio in questo  sono  veramente
felici  e  devoti,  e  posseggono il  segno  infallibile  della  loro
predestinazione, come dice loro questa madre amorevole: "Beati quelli
che  seguono  le mie vie!" (17). Felici, cio, quelli che  col  soccorso
della  grazia divina praticano le mie virt e camminano sulle  tracce
della  mia  vita! Sono felici in questo mondo, durante la loro  vita,
per  l'abbondanza delle grazie e dolcezze che io comunico loro  dalla
mia pienezza, in pi larga misura che a quanti non mi imitano cos da
vicino.  Sono  felici nella loro morte, che  dolce e  tranquilla,  e
alla  quale abitualmente assisto per introdurli io stessa nelle gioie
dell'eternit. Saranno felici infine nell'eternit, perch mai  si  
perduto  un mio buon servo fedele, che in vita abbia imitato  le  mie
virt.
 I  reprobi,  al  contrario,  sono  infelici  in  vita,  in  morte  e
nell'eternit, perch non imitano per niente le virt  della  Vergine
santissima,  ma  si  contentano  di  iscriversi  talvolta  nelle  sue
confraternite,  di  recitare qualche preghiera  in  suo  onore  o  di
compiere qualche altra devozione esteriore.
 O Vergine santa mia tenera Madre!
 Quanto  felici  ripeto con il pi vivo trasporto del cuore  quanto
felici  sono  uomini  e donne che, non fuorviati da  falsa  devozione
verso di te, seguono fedelmente le tue vie, i tuoi consigli e i  tuoi
comandi!  E  quanto  infelici  e  sventurati  tutti  quelli  che  non
osservano  i comandamenti di tuo Figlio sotto il pretesto di  esserti
devoti! "Maledetto chi devia dai tuoi decreti!" (18).
5. Premure di Maria verso i suoi fedeli servi
 201   -  Ecco  ora  le doverose premure che la Vergine  santa    la
migliore di tutte le madri  rivolge ai suoi servi fedeli, che  hanno
fatto  a  lei  il  dono di s nel modo suddetto e  secondo  l'esempio
prefigurato in Giacobbe.
 A. Li ama
 "Io amo coloro che mi amano" (19).
Li ama:
1. perch  loro vera Madre, e  una  madre ama
sempre il proprio figlio, il frutto del suo grembo;
2. per  un senso di gratitudine, perch anche essi l'amano veramente
come  loro  Madre  affettuosa;
3. perch  Dio  stesso  li  ama,  come
predestinati: "Ho amato Giacobbe e ho odiato Esa" (20);
4. perch  si sono  consacrati  interamente a lei e quindi  sono  sua
porzione  ed eredit: "Prendi in eredit Israele" (21).
 202 - Ella li ama con tenerezza, una tenerezza che supera quella  di
tutte  le  madri  messe insieme. Radunate, se potete,  tutto  l'amore
naturale delle madri del mondo intero per i propri figli nel cuore di
una  sola madre per un figlio unico. Certo, questa madre amer  molto
questo suo figlio. Eppure si deve dire con verit che Maria ama ancor
pi  teneramente i suoi figli di quanto quella madre amerebbe il suo.
Li  ama  non soltanto di semplice affetto, ma con efficacia.  Il  suo
amore per essi  attivo e operoso come e pi di quello di Rebecca per
Giacobbe.
 Ecco  ci  che fa questa madre amorevole  raffigurata da Rebecca  
per ottenere ai suoi figli la benedizione del Padre celeste.
 203 -  1. Come Rebecca, spia ogni occasione favorevole per far  loro
del bene, per elevarli ed arricchirli. Poich vede chiaramente in Dio
tutti  i  beni  e  tutti i mali, le buone e le  cattive  fortune,  le
benedizioni e le maledizioni di Dio, ella predispone le cose in  modo
che  i  suoi servi evitino ogni sorta di mali e siano invece  ricolmi
d'ogni sorta di beni. Cos, se c' da raggiungere un vantaggio presso
Dio  con  la  fedelt  della  creatura  nell'adempimento  di  qualche
incarico elevato,  certo che Maria procurer tale fortuna a qualcuno
dei  suoi  veri  figli  e servi devoti, e gli otterr  la  grazia  di
portarla  fedelmente a compimento: "Essa si prende  cura  dei  nostri
interessi", dice un santo (22).
 204 -  2. D  loro buoni consigli come Rebecca a Giacobbe:  "Figlio
mio, segui i miei consigli" (23)
Tra l'altro, ispira loro di portare due capretti, cio l'anima  e
il corpo, e di consacrarglieli entrambi perch li possa preparare lei
stessa  secondo il gusto di Dio. Ispira loro anche di fare tutto  ci
che Ges, suo Figlio, ha insegnato con le parole e con l'esempio.
 Se  tali  consigli  non  li d lei stessa,  li  fa  trasmettere  per
ministero  degli  angeli,  il cui onore  e  piacere  pi  ambito  sta
nell'obbedire ad un suo comando e discendere in terra in soccorso  di
qualcuno dei suoi servi.
 205 - 3. Che fa questa Madre buona quando le portano e consacrano il
corpo  e  l'anima con tutto ci che da essi dipende, senza eccezioni?
Fa  anche  lei quello che Rebecca fece con i due capretti portati  da
Giacobbe:
 a) li uccide e li fa morire alla vita del vecchio Adamo;
 b)  li  scortica e li spoglia della loro pelle naturale, cio  delle
cattive  inclinazioni  naturali, dell'amor proprio  e  della  volont
propria e di ogni affetto indebito alla creatura;
 c) li purifica dalle loro macchie, brutture e peccati;
 d) li prepara secondo il gusto e la maggior gloria di Dio. Lei sola,
infatti,  conosce perfettamente questo gusto divino e questa  maggior
gloria  dell'Altissimo, e quindi lei sola pu, senza errori, disporre
e  preparare  il  nostro corpo e la nostra anima secondo  quel  gusto
infinitamente squisito e quella gloria infinitamente nascosta.
 206 - 4. Dopo aver ricevuto da parte nostra la perfetta donazione di
noi  stessi e dei nostri meriti e soddisfazioni secondo la devozione
da  me  esposta  e  dopo averci spogliati dei nostri  vecchi  abiti,
questa Madre buona ci riordina e ci fa degni di comparire dinanzi  al
nostro Padre celeste.
 a)  Dapprima  ci  riveste  degli abiti  puliti,  nuovi,  preziosi  e
profumati  del fratello maggiore Esa, cio Ges Cristo  suo  Figlio,
che lei custodisce in casa sua, vale a dire tiene a sua disposizione.
  infatti  la  tesoriera e dispensatrice universale  ed  eterna  dei
meriti  e  delle virt di Ges Cristo suo Figlio; meriti e virt  che
ella  d  e comunica a chi vuole, quando vuole, nel modo che vuole  e
nella misura che vuole come abbiamo visto sopra.
 b)  Poi  ricopre il collo e le mani dei suoi servi con le pelli  dei
capretti  uccisi e scorticati, cio li orna dei meriti e  del  valore
delle  loro  stesse azioni. In realt ella uccide e  distrugge  tutto
quel  che  hanno  di  impuro e di imperfetto; per  non  disperde  n
dissipa  tutto  il  bene che la grazia ha operato in  loro.  Anzi  lo
custodisce  ed  accresce per farne l'ornamento e la  forza  del  loro
collo  e delle loro mani. In altre parole, li rende forti per portare
il  giogo  del  Signore, che si porta sul collo ed a compiere  grandi
cose per la gloria di Dio e la salvezza dei fratelli.
 c)  Da  ultimo, ella sparge un nuovo profumo e una grazia nuova  sui
loro abiti e ornamenti, comunicando loro i suoi stessi abiti, cio  i
meriti  e  le  virt che morendo ha lasciato ad essi in testamento  -
secondo  quanto afferma una santa religiosa del secolo scorso,  morta
in odore di santit e che lo seppe per rivelazione. Pertanto tutti  i
suoi  di  casa,  tutti  i suoi fedeli servi e  schiavi  hanno  doppia
veste (24):  quella  del Figlio e quella della Madre. In  tal  modo  non
devono  per  nulla temere il freddo di Ges Cristo,  bianco  come  la
neve,  mentre  i  nudi  e spogli dei meriti di Ges  Cristo  e  della
Vergine santa, non lo potranno sopportare (25).
 207  - Infine, ottiene loro la benedizione del Padre celeste, bench
come figli minori e adottivi non vi abbiano naturalmente diritto. Con
i loro abiti nuovi, preziosissimi e di gradevolissimo odore, e con il
corpo e l'anima ben disposti e preparati, essi si accostano fiduciosi
al  luogo di riposo del loro Padre celeste. Egli sente e distingue la
loro voce, che  quella del peccatore, tocca le loro mani coperte  di
pelli,  sente il profumo del loro abiti, mangia con gioia quello  che
Maria,  loro Madre, gli ha preparato. E riconoscendo in loro i meriti
ed il profumo del Figlio e della sua santa Madre:
1. d  loro la sua doppia benedizione: la benedizione della rugiada
del  cielo" (26) cio della grazia divina, che  il germe della gloria
"ci  ha  benedetti  con  ogni benedizione spirituale  nei  cieli,  in
Cristo" (27) e  la  benedizione delle terre grasse (28)  cio  del  pane
quotidiano e di una sufficiente abbondanza di beni terreni, da  parte
di questo buon Padre.
2. Li  costituisce signori degli altri fratelli,  i  reprobi.  Tale
supremazia, anche se non sempre evidente in questo mondo che passa in
un  attimo (29)  e  nel quale spesso prevalgono i malvagi "Sparleranno,
diranno  insolenze,  si  vanteranno tutti i  malfattori (30).  Ho  visto
l'empio trionfante ergersi..." (31)
     vera  nondimeno e sar manifestata nell'altro mondo per  tutta
l'eternit,  dove i giusti, a dire dello Spirito Santo, "governeranno
le nazioni, avranno potere sui popoli" (32).
3. Non contento di benedirli nelle loro persone e nei loro beni, il
Signore  benedice  anche tutti coloro che li benediranno  e  maledice
tutti coloro che li malediranno e perseguiteranno.
B. Li provvede di tutto
 208 - Il secondo dovere di carit che la Vergine santa adempie verso
i  suoi  servi fedeli  di provvederli di tutto, per il corpo  e  per
l'anima.  D  loro abiti doppi, come s' visto or ora; offre  loro  i
cibi  pi  squisiti della mensa di Dio; li nutre  del  Pane  di  vita
formato  da  lei stessa. "Figli miei dice loro, sotto il nome  della
Sapienzasaziatevi dei miei prodotti (33); riempitevi di Ges, il frutto
di  vita che io ho messo al mondo per voi... Venite, mangiate il  mio
pane,  bevete il vino che io ho preparato (34). Mangiate, amici, bevete;
inebriatevi,  o  cari (35). Venite, mangiate il mio pane,  che  e  Ges;
bevete  il  vino del suo amore, che io ho mescolato per  voi  con  il
latte delle mie tenerezze materne"
 Come   tesoriera   e   dispensatrice  dei  doni   e   delle   grazie
dell'Altissimo,  Maria  ne  assegna  una  buona  porzione,  anzi   la
migliore,  per nutrire e mantenere i suoi figli e servi. Questi  sono
impinguati del Pane di vita, inebriati del Vino che genera i vergini.
Sono  portati in braccio e accarezzati (36). Provano tanta felicit  nel
portare il giogo di Ges Cristo, da non sentirne quasi la pesantezza,
a causa dell'olio della devozione nel quale Maria lo fa macerare (37).
C. Li guida
 209  - Il terzo beneficio che Maria largisce ai suoi servi fedeli  
di  guidarli  e  dirigerli secondo la volont di suo Figlio.  Rebecca
guidava  il  giovane  Giacobbe e gli dava di  tanto  in  tanto  buoni
consigli,  sia per attirare su di lui la benedizione del  padre,  sia
per  metterlo  al sicuro dall'odio e dalla persecuzione del  fratello
Esa.  Maria,  stella del mare, guida in porto  tutti  i  suoi  servi
fedeli,  indica  loro  le  vie che conducono  alla  vita  eterna,  li
allontana  dai  passi pericolosi, li conduce per  mano  nei  sentieri
della giustizia, li sorregge se vicini a cadere, li rialza se caduti,
li riprende qual madre caritatevole nelle loro mancanze e talvolta li
castiga  amorevolmente. Potr smarrirsi nelle vie che conducono  alla
vita  eterna,  un  figlio  che obbedisce a  Maria,  nutrice  e  guida
illuminata?  Risponde san Bernardo: "Seguendo i suoi  esempi  non  ti
smarrirai" (38). Non temere: un vero figlio di Maria non sar  ingannato
dallo  spirito  maligno e non cadr in nessuna eresia  formale (39).  L
dove  Maria  guida, non si trovano n lo spirito maligno con le  sue
illusioni, n gli eretici con le loro astuzie. "Appoggiandoti a  lei,
non cadrai" (40).
 D. Li difende e protegge
 210 -  Dei buoni uffici che la Vergine santa esercita verso  i  suoi
figli e servi fedeli, il quarto consiste nel difenderli e proteggerli
contro i loro nemici. Con la sua premura e accortezza, Rebecca  salv
Giacobbe  da  tutti  i  pericoli, specialmente dalla  morte,  che  il
fratello Esa il quale l'odiava e invidiava, come Caino fece con suo
fratello  Abele gli avrebbe sicuramente inflitto. Maria,  madre  dei
predestinati, li nasconde sotto le ali della sua protezione, come  fa
la  chioccia con i suoi pulcini. Parla con loro, si abbassa  fino  ad
essi, viene incontro alla loro debolezza. Si mette attorno a loro per
difenderli  dallo  sparviero e dall'avvoltoio, e li accompagna  "come
schiere  a  vessilli spiegati" (41). Pu forse temere i nemici  un  uomo
circondato da un esercito di centomila uomini ben schierati?  Ebbene,
un  servo fedele di Maria, circondato dalla sua protezione e  potenza
imperiale,  ha  meno  ancora  da temere.  Questa  amorevole  Madre  e
possente  Principessa dei cieli spedirebbe piuttosto  battaglioni  di
milioni d'angeli al soccorso di qualche suo servo, prima che si possa
dire  che  un  servo fedele di Maria, affidatosi a  lei,  sia  dovuto
soccombere alla malizia, al numero e alla forza dei nemici.
E. Intercede in loro favore
 211 -  Infine, il quinto e massimo bene che l'amabile Maria  procura
ai  suoi  fedeli  devoti  di intercedere in loro favore  presso  suo
Figlio, placandolo con le sue preghiere, e di unirli e tenerli  uniti
a  lui  con un vincolo molto intimo. Rebecca fece avvicinare Giacobbe
al  letto  del padre ed il buon vegliardo lo tocc, lo abbracci,  lo
baci  con  gioia, contento e soddisfatto com'era delle  vivande  ben
preparate che gli erano state messe innanzi. Poi, aspirati con  molto
piacere i profumi squisiti dei suoi abiti, esclam: "Ecco l'odore del
mio figlio come l'odore di un campo che il Signore ha benedetto" (42).
 Questo  campo  rigoglioso, il cui profumo  conquist  il  cuore  del
padre,  non   altro che l'odore delle virt e dei meriti  di  Maria:
essa   il campo pieno di grazia nel quale il Padre ha seminato, come
chicco di frumento degli eletti, il suo unico Figlio.
 Quanto    benvenuto presso Ges Cristo il Padre per  sempre (43)  un
figlio  olezzante  del  profumo di Maria!  Quanto  si  unisce  a  lui
rapidamente e perfettamente! Ne abbiamo gi parlato molto a lungo (44).
 212 - Inoltre, dopo averli ricolmati di favori e aver ottenuto  loro
la  benedizione  del  Padre celeste e l'unione con  Ges  Cristo,  la
Vergine  santa mantiene i suoi figli e servi fedeli in Ges Cristo  e
Ges  Cristo  in  loro. Li custodisce e li veglia  continuamente  per
timore  che perdano la grazia di Dio e cadano nelle insidie dei  loro
nemici.  Come  dicevamo sopra (45), ella trattiene i  santi  nella  loro
pienezza e ve li fa perseverare sino alla fine.
 Ecco   la  spiegazione  di  questa  grande  e  antica  figura  della
predestinazione e della riprovazione, cos sconosciuta e  cos  densa
di misteri.
NOTE:
 1) Gen 27, 1-44.
 2) Cf Gen 25,33.
 3)  Al  di l della esegesi pura e semplice che mette in rilievo  sia
l'astuzia  di  Rebecca e la menzogna di Giacobbe, sia taluni  aspetti
della   mentalit  orientale  emergenti  dal  racconto,  il  Montfort
sottolinea l'azione di Dio che ha preferito Giacobbe (cf Ml  1,2  s.,
Rm  9,13;  Eb  11,20; 12,16),l'attivit di Maria nella  storia  della
salvezza e insieme l'atteggiamento spirituale del cristiano verso  di
lei.
 4) Tra gli altri: S. AMBROGIO, De Jacob et vita beata, L . 2, c.  2,
n.  9,  PL  14, 648 (qui Rebecca  figura della Chiesa), S. BERNARDO,
Serm.  28 in Cant., PL 183, 922-923; S. ANTONINO, Summa theol.,  pars
4,  tit  . c. 14, par. 3; RICCARDO Dl S. LORENZO, De laudibus B.M.V.,
L. 5 .
 5) Cf Gen 4,8. Stessa allusione in VD 54,210.
 6)  S.  GREGORIO  MAGNO, Moralia , L. 32, c. 22, n. 46:  In  terrenis
fortes, in caelestibus debiles.
 7) Mt 6,6.
 8) Espressione del Montfort per designare l'oro e l'argento  (Cf  PI
27).
 9) Cf VD 11.
 10) Sal 112,3.
 11) Cf Sal 84,1-8.
 12) Pr 3,9.
 13) Gen 27,8.
 14) Gv 2,5.
 15) Testo latino : "Ne credideris maioris esse felicitutis habiture
in  sinu  Abra  h ae quam in sinu Mariae, cum in eo Dominus  posuerit
thronum suum " (GUERRICO, Serm. in Assumpt., n. 4, PL 185, 189).
 16)  S.  GREGORIO MAGNO, Hom. 36 in Evang., L. 2, PL 76, 1266. Cf  VD
48.
 17) Pr 8,32.
 18) Sal 119,21.
 19) Pr 8,17.
 20) Rm 9,13.
 21) Sir 24,13.
 22) RAIMONDO GIORDANO: "Ipsa procurat negotia nostra".
 23) Gen 27,8, secondo la Volgata.
 24) Pr 31,21.
 25)  Per  afferrare  le  immagini del Montfort occorre  riferirsi  al
contesto  del  passo biblico: "Non teme la neve per la sua  famiglia,
perch  tutti i suoi di casa hanno doppia veste. Si fa delle coperte,
di lino e di porpora sono le sue vesti" (Pr 31,21-22).
 26) Gen 27,28.
 27) Ef 1,3.
 28) Gen 27,28.
 29) Cf 1 Cor 7,29-31.
 30) Sal 94, 3-4.
 31) Sal 37,35.
 32) Sap 3,8.
 33) Sir 24,26.
 34) Pr 9,5.
 35) Ct 5,1.
 36) Is 66, 12.
 37) Is 10,27.
 38) Cf VD 174.
 39) Cf VD 167.
 40) VD 174.
 41) Ct 6,3. Cf VD 50.
 42) Gen 27,27.
 43) Cf Is 9,6.
 44) Cf VD 152-168.
 45) Cf VD 173-182.

                     PARTE TERZA - CAPITOLO QUARTO
    EFFETTI MERAVIGLIOSI DI QUESTA DEVOZIONE IN UN'ANIMA FEDELE (1)

   213 -  Devi  persuaderti, caro fratello, che se sarai fedele  alle
pratiche  interiori ed esteriori della devozione che ti indicher  in
seguito essa produrr i suoi frutti meravigliosi.
1. Conoscenza sapienziale di s
 1 -  Con la luce che lo Spirito Santo ti dar per mezzo di Maria, sua
cara  Sposa, conoscerai il tuo fondo cattivo, la tua corruzione e  la
tua incapacit di ogni bene, se Dio non ne  il principio come autore
della  natura  e  della  grazia.  In forza  di  tale  conoscenza,  ti
disprezzerai  e riconoscerai la tua profonda miseria. Ti considererai
come  lumaca  che tutto insudicia con la sua bava, o come  rospo  che
tutto  infetta  col suo veleno, o come serpente malizioso  che  cerca
soltanto  d'ingannare. Insomma, l'umile Vergine ti render  partecipe
della  sua umilt profonda, per cui ti disprezzerai, non disprezzerai
nessuno e amerai d'essere disprezzato (2).
2. Partecipazione alla fede di Maria
 214 - 2 - La Vergine santa ti far partecipe della sua fede: una fede
che  vinse,  quaggi,  quella  dei  patriarchi,  dei  profeti,  degli
apostoli e dei santi. Ora che regna in cielo, Maria non possiede  pi
tale  fede, poich vede chiaramente tutte le cose in Dio con la  luce
della  gloria. Tuttavia, per beneplacito dell'Altissimo, ella non  la
perse  entrando  nella gloria: l'ha mantenuta per  conservarla  nella
Chiesa militante (3), a favore dei suoi pi fedeli servi e serve.
 Pi  dunque ti guadagni la benevolenza di questa augusta Principessa
e  Vergine  fedele, pi la tua condotta di vita  ispirata  solamente
dalla fede. Una fede pura, per cui non ti preoccupi molto di quanto 
sensibile e straordinario. Una fede viva e animata dalla carit,  che
ti  fa  agire  solo per il motivo del puro amore. Una  fede  ferma  e
incrollabile come roccia che ti fa rimanere fermo e costante in mezzo
ad  uragani  e  burrasche. Una fede operosa e  penetrante  che,  come
misteriosa  polivalente chiave, ti permette di  entrare  in  tutti  i
misteri di Ges Cristo, nei fini ultimi dell'uomo e nel cuore di  Dio
stesso.  Una  fede coraggiosa che ti fa intraprendere  e  condurre  a
termine senza esitazioni cose grandi per Dio e per la salvezza  delle
anime.  Una  fede,  infine,  che sia per te  fiaccola  ardente,  vita
divina, tesoro nascosto della divina Sapienza e arma onnipotente. Con
tale fede rischiarerai quanti stanno nelle tenebre e nell'ombra della
morte,  infiammerai quelli che sono tiepidi ed hanno bisogno dell'oro
infocato  della  carit, ridarai vita a coloro che si  trovano  nella
morte del peccato, commoverai e sconvolgerai con le tue soavi e forti
parole  i  cuori di pietra e i cedri del Libano e, infine, resisterai
al demonio e a tutti i nemici della salvezza.
 3. Maturit cristiana
 215 -  3 -  Questa  Madre del puro amore toglie dal  tuo  cuore  ogni
scrupolo  ed  ogni disordinato timore servile, l'apre  e  dilata  per
farti  correre sulla via dei comandamenti di suo Figlio con la  santa
libert  dei figli di Dio, e per introdurre in esso il puro amore  di
cui  lei   tesoriera. In tal modo non ti comporterai pi con timore,
come  hai  fatto  finora, verso Dio-carit, ma  con  puro  amore.  Lo
considererai come tuo buon Padre: cercherai di fargli sempre  piacere
e  converserai familiarmente con lui come un figlio con il  suo  buon
padre.  Se per disgrazia ti succedesse di offenderlo, umiliati subito
dinanzi  a lui, domandagli umilmente perdono, tendigli con semplicit
la  mano,  rialzati  nell'amore senza turbamento  e  inquietudine,  e
continua a camminare verso di lui senza scoraggiarti.
4. Grande fiducia in Dio e in Maria
 216 - 4 - La Vergine santa ti ricolmer di grande fiducia in Dio e in
lei stessa.
 1.  Infatti, non ti accosterai pi da solo a Ges Cristo, ma  sempre
per mezzo di lei.
 2. Tu le hai dato tutti i tuoi meriti, grazie e soddisfazioni perch
ne  disponga a suo piacimento ed ella ti comunica le sue virt  e  ti
riveste dei suoi meriti (4). Cos tu puoi dire a Dio con fiducia:  "Ecco
Maria tua serva: avvenga di me quello che hai detto" (5).
 3.  Tu  ti  sei dato a lei totalmente, corpo e anima, e  lei  che  
generosa  con i generosi, anzi pi generosa di loro, in contraccambio
si  d  a  te  in  modo meraviglioso, ma vero. Pertanto,  puoi  dirle
arditamente:  "Io sono tuo, o Vergine santa, salvami" (6), oppure  come
ho gi affermato con il discepolo prediletto: "Madre santa, io ti ho
scelta per ogni mio bene" (7). Puoi anche ripetere con san Bonaventura:
 "Amata mia signora e salvatrice,
 agir con fiducia e nulla temer
 perch mia forza e mia lode nel Signore sei tu!
 Sono tutto tuo
 e tutto ci che  mio ti appartiene.
 O Vergine glorificata
 e benedetta al di sopra di ogni creatura!
 Ti voglio mettere come sigillo sul mio cuore (8),
 perch forte come la morte  il tuo amore" (9).
 Infine puoi rivolgerti a Dio con i sentimenti del Profeta:
 "Signore,  non  si  inorgoglisce il mio cuore  e  non  si  leva  con
superbia  il mio sguardo, non vado in cerca di cose grandi, superiori
alle  mie  forze. Io sono tranquillo e sereno come bimbo svezzato  in
braccio a sua madre, come un bimbo svezzato  l'anima mia" (10).
 4. Accresce maggiormente la tua fiducia in Maria il fatto che le hai
dato  in deposito tutto ci che hai di buono perch ne disponga o  lo
custodisca, e per questo tu confidi meno in te stesso e pi  in  lei,
che    il  tuo  tesoro. Quale fiducia e quale consolazione  per  una
persona  il  poter  dire  che il tesoro di Dio  nel  quale  egli  ha
racchiuso  tutto  quanto ha di pi prezioso   anche  suo!  Dice  un
santo: "Ella  il tesoro del signore" (11).
5. Comunicazione dell'anima e dello spirito di Maria
 217 -  5 -  Se  ti impegni ad essere fedele alle pratiche  di  questa
devozione,  l'anima  della  Vergine  santa  si  comunica  a  te   per
glorificare  il  Signore, il suo spirito si sostituisce  al  tuo  per
rallegrarsi in Dio, suo Salvatore: "L'anima di Maria sia in  ciascuno
per  glorificare il Signore, lo spirito di Maria sia in ciascuno  per
esultare in Dio" (12). Ah, quando verr quel tempo fortunato  ha  detto
un  santo dei nostri tempi tutto immerso in Maria  quando verr quel
tempo  fortunato, nel quale la divina Maria regner padrona e sovrana
nei  cuori per sottometterli pienamente all'impero del suo grande  ed
unico Ges? Quando le anime respireranno Maria come i corpi respirano
l'aria?  In  quel  tempo accadranno cose mirabili  su  questa  misera
terra,  perch  lo Spirito Santo vi trover la sua  cara  Sposa  come
riprodotta  nelle anime e quindi scender su di loro con l'abbondanza
e  la pienezza dei suoi doni  in particolar modo del dono della  sua
Sapienza  per operarvi meraviglie di grazie.
 Mio  caro fratello, quando verr questo tempo felice, questo  secolo
di  Maria,  quando  non  poche anime elette che  ella  avr  ottenuto
dall'Altissimo, s'immergeranno nell'abisso del suo cuore e diverranno
copie  viventi di Maria, per amare e glorificare Ges Cristo?  Questo
tempo  non  giunger  se non quando sar conosciuta  e  praticata  la
devozione  che sto insegnando: "Perch venga il tuo regno,  venga  il
regno di Maria" (13).
6. Trasformazione in Maria ad immagine di Ges Cristo
 218 - 6 - Se coltivi bene l'albero di vita  Maria  con la  fedelt
alle pratiche di questa devozione, esso porter frutto a suo tempo  e
questo frutto non  altro che Ges Cristo.
 Vedo tanti devoti e devote che cercano Ges Cristo, chi per una  via
e  una  pratica, chi per un'altra. E spesso, dopo aver lavorato molto
durante la notte, devono ammettere: "Abbiamo faticato tutta la  notte
e  non abbiamo preso nulla" (14). Si potrebbe dire loro: "Avete seminato
molto,  ma avete raccolto poco" (15). Ges Cristo  ancora molto  debole
in  voi".  Per  la  strada immacolata di Maria e con  questa  pratica
divina che io insegno, si lavora di giorno, si lavora in luogo  santo
e si fatica poco. Non c' notte in Maria, perch in lei non ci fu mai
n  peccato n la minima ombra di colpa. Maria  un luogo santo, anzi
il Santo dei santi, dove i santi si sono formati e modellati.
 219 -  Vi  prego  di notare quanto dico: i santi sono  modellati  in
Maria.  Vi    una grande differenza tra lo scolpire  un'immagine  in
rilievo a colpi di martello e di scalpello, e il farne una gettandola
nello  stampo. Scultori e statuari lavorano molto per produrre figure
nella  prima  maniera, ed  loro necessario molto tempo; invece,  per
modellare  nella  seconda maniera lavorano poco e  le  realizzano  in
pochissimo  tempo. Sant'Agostino chiama la Vergine santa  forma  Dei,
stampo di Dio: stampo adatto a formare e modellare degli dei16. Chi 
gettato  in questo stampo divino, vien presto formato e modellato  in
Ges  Cristo, e Ges Cristo in lui. Con poca spesa e in  breve  tempo
diviene  dio, perch  gettato nello stesso stampo nel quale   stato
formato un Dio.
 220 - Mi sembra di poter benissimo paragonare i direttori spirituali
e  le persone devote che intendono formare Ges Cristo, in s o negli
altri con pratiche diverse da quella che io sto esponendo, a scultori
che  confidano  nella  propria abilit, industria  e  arte,  e  danno
un'infinit di colpi di martello e di scalpello ad una pietra dura, o
ad  un  pezzo  di  legno mal levigato, per farne l'immagine  di  Ges
Cristo.  Talvolta  non riescono ad esprimerlo al  naturale,  sia  per
difetto  di conoscenza e di esperienza della persona di Ges  Cristo,
sia  per  qualche  colpo  inconsiderato che rovina  l'opera.  Coloro,
invece,  che  abbracciano il segreto di grazia che  io  presento,  li
paragono  giustamente  a fonditori e modellatori  che  hanno  trovato
l'eccellente  stampo di Maria, nel quale Ges Cristo  stato  formato
in  modo naturale e divino. Non contando sulla propria accortezza, ma
solo sulla bont dello stampo, si gettano o si perdono in Maria,  per
divenire una copia al naturale di Ges Cristo.
 221 -  Com' bello e giusto il paragone dello stampo di cui mi  sono
servito!  Ma  chi  lo  comprender? Desidero che  sii  tu,  mio  caro
fratello. Ricordati bene, per: si getta nello stampo solo ci che  
fuso e liquido. In altre parole, devi distruggere e fondere in te  il
vecchio Adamo, se vuoi diventare quello nuovo in Maria.
7. La maggior gloria di Ges Cristo
 222 - 7 - Con questa forma di devozione vissuta con molta fedelt, tu
dai  maggior  gloria a Ges Cristo in un solo mese che con  qualunque
altra, anche pi difficile, in parecchi anni. Eccone i motivi.
 1. Se compi le tue azioni per mezzo di Maria come questa pratica ti
insegna  tu  lasci le tue intenzioni ed azioni, per quanto  buone  e
conosciute,  per  perderti, diciamo cos,  in  quelle  della  Vergine
santa, sebbene a te sconosciute. E cosi tu vieni a partecipare  della
sublimit delle intenzioni di Maria. Esse furono cos pure,  che  lei
diede  pi  gloria a Dio con la minima delle sue azioni    come  per
esempio,  filare  con la conocchia o dare un punto d'ago    che  san
Lorenzo  sopra  la graticola con il suo crudele martirio;  anzi,  che
tutti i santi con le loro azioni pi eroiche.
 Pertanto, nel corso della sua vita terrena, Maria acquist un cumulo
cos  ineffabile  di  grazie e meriti, che  pi  facile  contare  le
stelle  del  firmamento, le gocce d'acqua del mare e  i  granelli  di
sabbia  della  spiaggia, che non i suoi meriti e le sue grazie.  Ella
procur  a  Dio maggior gloria che non gliene diedero n daranno  mai
tutti gli angeli e i santi.
 O  prodigio di Maria! Tu non puoi che operare meraviglie  di  grazie
nelle anime che vogliono davvero immergersi in te!
 223 -  2.  Chi  fedele a questa forma di devozione, ritiene come  un
nulla  tutto  ci  che pensa o compie da solo. Nei  suoi  incontri  e
colloqui  con Ges Cristo trova appoggio e compiacimento  solo  nelle
disposizioni di Maria. Cos egli pratica l'umilt molto pi di quanto
non   facciano   coloro  che  agiscono  da  soli,   appoggiandosi   e
compiacendosi  impercettibilmente  delle  proprie  disposizioni.  Per
conseguenza  egli  glorifica  maggiormente  Dio  che  riceve   gloria
perfetta solo dai piccoli e umili di cuore.
 224 -  3.  Mossa  da  grande  carit, Maria  riceve  nelle  sue  mani
verginali il dono delle nostre azioni, conferisce loro una bellezza e
uno  splendore  meraviglioso e poi le presenta  ella  stessa  a  Ges
Cristo.
  evidente che in tal modo Nostro Signore ne riceve pi gloria  che
se gliele offrissimo noi direttamente con le nostre mani colpevoli.
 225 - 4. Ogni volta che tu pensi a Maria, Maria pensa per te a Dio.
 Ogni  volta  che tu dai lode e onore a Maria, Maria con  te  loda  e
onora  Dio.  Maria    tutta  relativa a Dio (17),  e  io  la  chiamerei
benissimo  l'essere  relazionale a Dio, che  non  esiste  se  non  in
relazione  a  Dio, o l'eco di Dio, che non dice e non ripete  se  non
Dio. Se tu dici Maria, ella ripete Dio.
 Santa Elisabetta lod Maria e la disse beata per aver creduto. Maria
l'eco fedele di Dio inton: "L'anima mia magnifica il Signore". Ci
che  Maria fece in quella occasione, lo ripete ogni giorno. Quando  
lodata,  amata, onorata o riceve qualche cosa, Dio   lodato,  Dio  
amato, Dio  onorato, Dio riceve per le mani di Maria e in Maria.
NOTE
 1) Questo titolo  dato dal Montfort stesso nel suo manoscritto.
 2) Cf Imitazione di Cristo, L. 1, c. 2.
 3)  Questo testo sembra aver ispirato alcune affermazioni di Giovanni
Paolo secondo sulla fede di Maria, che pur non permanendo formalmente  in
cielo   viene   tuttavia   comunicata   ai   fedeli:   "L'eccezionale
peregrinazione  della fede della beata Vergine Maria  rappresenta  un
costante  punto  di  riferimento della Chiesa, per  i  singoli  e  le
comunit,  per  i  popoli  e le nazioni e, in  un  certo  senso,  per
l'umanit intera" (Redemptoris Mater, n. 6). "In qualche modo la fede
di  Maria,  sulla base della testimonianza apostolica  della  Chiesa,
diventa  incessantemente la fede del popolo di Dio in cammino:  delle
persone e delle comunit, degli ambienti e delle assemblee e, infine,
dei vari gruppi esistenti nella Chiesa" (ivi, n. 28).
 4)  Breve  riassunto di vari punti: a) si offrono  a  Maria  tutti  i
meriti: SM 29-31, VD 121-125- b) Maria comunica le sue virt: SM  38;
VD  34, 37, 144, 206, 211; c) riveste dei suoi meriti: SM 38; VD 144,
206.
 5) Lc 1,38.
 6) Sal 119,94.
 7) Cf VD 179.
 8) Ct 8,6.
 9) S. BONAVENTURA (inter opera), Psalt Maius. Dal testo latino: "Tuus
totus  ego sum, et omnia mea tua sunt, o Virgo gloriosa, super  omnia
benedicta. . .". "Sono tutto Tuo, o Maria, e tutto ci che ho   Tuo.
Sii  tu  mia  guida  in  tutto" (Giovanni Paolo  II,  Omelia  dell'8.
12.1978, in Santa Maria Maggiore).
 10) Sal 131, 1-2.
 11) RAIMONDO GIORDANO (Idiota): Ipsa est thesaurus Domini.
 12)  S. AMBROGIO, Expos. in Luc. II, n. 26, PL 15, 1642. Cf SM 54; VD 258.
 13)  "Ut  adveniat regnum tuum, adveniat regnum Mariae": motto  forse
creato dal Montfort.
 14) Lc 5,5.
 15) Ag 1,6.
 16)  Testo latino "Si formam Dei te appellem, digna existis".  Cf  A.
RUM,  Forma Dei... digna existis, in Regina dei cuori, XXIX,  n.  del
4.7.1942, pp. 109-113.
 17)  PAOLO VI (21.11.1964): "Maria, umile serva del Signore,   tutta
relativa a Dio e a Cristo".

             PARTE TERZA - CAPITOLO QUINTO (prima parte)
              ESPRESSIONI E IMPEGNI DELLA CONSACRAZIONE

 A. PRATICHE ESTERIORI
 226 -    Bench   l'essenziale   di   questa   devozione    consista
nell'interiorit, essa si esprime anche in diverse pratiche esteriori
che  non bisogna trascurare: "Queste cose bisognava praticare,  senza
omettere quelle" (1). Infatti le pratiche esteriori ben compiute aiutano
quelle  interiori (2). Esse inoltre fanno ricordare all'uomo, che agisce
sempre  per  mezzo dei sensi, quello che ha fatto o deve fare.  Esse,
infine,  sono idonee a edificare il prossimo che le vede, mentre  ci
non avviene con quelle soltanto interiori.
 Nessun mondano o critico metta qui il naso e dica: la vera devozione
sta nel cuore, bisogna evitare ci che  esteriore, vi pu entrare la
vanit,  si  deve tener nascosta la propria devozione, ecc.  Rispondo
loro con il mio divin Maestro: "Cos risplenda la vostra luce davanti
agli uomini, perch vedano le vostre opere buone e rendano gloria  al
vostro Padre che  nei cieli" (3).
 Non  perch  avverte san Gregorio (4)  si debbano compiere le proprie
azioni e devozioni esterne per piacere agli uomini ed attirarsene  le
lodi,  il  che sarebbe vanit. Ma talvolta si compiono queste  azioni
dinanzi  agli  altri  con  l'intenzione di  piacere  a  Dio,  e  cosi
rendergli gloria, senza preoccuparsi dei disprezzi e delle  lodi  che
potrebbero derivare a noi dagli altri.
 Riferir  solo il riassunto di alcune pratiche esteriori. Le  chiamo
cosi  non  perch si possano fare senza devozione interna, ma  perch
hanno  qualche  cosa di esteriore, per cui si distinguono  da  quelle
puramente interiori.
 1. Consacrazione dopo esercizi preparatori
 227 - PRIMA PRATICA. Quelli e quelle che vogliono abbracciare questa
particolare  forma di devozione  che non  eretta in Confraternita (5),
anche  se  ci   desiderabile , dopo aver trascorsi  almeno  dodici
giorni a liberarsi dello spirito del mondo, contrario allo spirito di
Ges  Cristo  (come ho detto nella prima parte di questa preparazione
al  regno di Ges Cristo), dedicheranno tre settimane a riempirsi  di
Ges Cristo per mezzo della santissima Vergine.
 Ecco l'ordine che potranno seguire.
 228 -  Durante  la  prima  settimana  rivolgeranno  tutte  le   loro
preghiere e opere di piet allo scopo di ottenere la conoscenza di se
stessi  e la contrizione dei propri peccati, e faranno ogni  cosa  in
spirito di umilt. Per questo, se vogliono, potranno meditare ci che
ho  gi  detto  delle  nostre  cattive  inclinazioni (6) e  considerarsi,
durante  questa  settimana, come lumache, chiocciole,  rospi,  suini,
serpenti e capri. Potranno anche meditare questi tre pensieri di  san
Bernardo:  "Considera ci che sei stato, un seme  corrotto;  ci  che
sei,  un  vaso immondo; ci che sarai, cibo dei vermi" (7).  Pregheranno
Nostro  Signore  e  il  suo  Santo Spirito di  illuminarli,  dicendo:
"Signore,  che  io  veda" (8); oppure: "Che io conosca  me  stesso" (9);
O anche: "Vieni,  Spirito Santo". Reciteranno ogni giorno  le  litanie
dello  Spirito Santo, con l'orazione che segue, riferite nella  prima
parte   di  quest'opera.  Ricorreranno  alla  Vergine  santa   e   le
chiederanno questa grande grazia, che deve essere il fondamento delle
altre,  e perci diranno tutti i giorni Ave stella del mare e le  sue
litanie.
 229 -  Nella  seconda settimana si applicheranno in  tutte  le  loro
preghiere  e  azioni quotidiane a conoscere Maria.  Chiederanno  tale
conoscenza allo Spirito Santo. Potranno leggere e meditare ci che ne
abbiamo  detto. Reciteranno, come nella prima settimana,  le  litanie
dello Spirito Santo e l'Ave, stella del mare e in pi, un rosario  al
giorno, o almeno una terza parte, a questa intenzione.
 230 -  Consacreranno  la  terza settimana a conoscere  Ges  Cristo.
Potranno  leggere e meditare quanto ne abbiamo detto, e  recitare  la
preghiera  di  sant'Agostino, posta verso l'inizio di questa  seconda
parte. Potranno, con il medesimo santo, dire e ripetere cento e cento
volte  al  giorno: "Signore, che io ti conosca!", o anche:  "Signore,
che   io   veda  chi  sei  tu".  Reciteranno,  come  nelle  settimane
precedenti, le litanie dello Spirito Santo e l'Ave, stella  del  mare
aggiungendo ogni giorno le litanie del Santo Nome di Ges.
 231 -   Alla   fine   delle  tre  settimane,  si   confesseranno   e
comunicheranno con l'intenzione di darsi a Ges Cristo in qualit  di
schiavi  d'amore  per  le  mani  di Maria.  Dopo  la  Comunione,  che
cercheranno  di  ricevere  secondo il  metodo  indicato  pi  avanti,
pronunceranno  la formula della consacrazione che si trova  pure  pi
avanti. Dovranno trascriverla essi stessi o farla trascrivere, se non
ne  avessero una copia stampata, e firmarla nel giorno stesso in  cui
l'hanno pronunciata.
 232 -    bene che in tal giorno offrano un qualche tributo  a  Ges
Cristo  e  alla  santa  sua  Madre, sia in  penitenza  della  passata
infedelt  ai  voti  del  battesimo,  sia  per  protestare  la   loro
dipendenza  dal  dominio  di  Ges e di Maria.  Questo  tributo  sar
secondo  la  devozione e la possibilit dei singoli, per esempio,  un
digiuno,   una  mortificazione,  un'elemosina,  un  cero.  Anche   se
offrissero in omaggio solo uno spillo, ma di buon cuore, tanto  basta
per Ges, che guarda solo la buona volont.
 233 -  Almeno ogni anno, nello stesso giorno, rinnovino la  medesima
consacrazione,  osservando  gli stessi esercizi  per  tre  settimane.
Potranno,  anzi,  ogni mese e giorno, rinnovare  tutto  quanto  hanno
compiuto,  con queste poche parole: "Io sono tutto tuo, e  tutto  ci
che    mio  ti appartiene, o amabile Ges, per mezzo di  Maria,  tua
santa Madre" (10).
2. La coroncina
 234 -  SECONDA PRATICA. Reciteranno tutti i giorni della loro  vita,
senza   per  ritenersi  obbligati,  la  Coroncina  della  santissima
Vergine,  composta  di tre Padre nostro e dodici Ave,  in  onore  dei
dodici  privilegi e grandezze di Maria. Questa pratica  molto antica
ed  ha  fondamento nella sacra Scrittura. San Giovanni vide una donna
"vestita di sole, con la luna sotto i piedi e sul suo capo una corona
di  dodici  stelle" (11).  Questa donna secondo gli  interpreti   la
santissima Vergine.
 235 - Esistono tanti modi per recitare bene la Coroncina e sarebbe
troppo  lungo volerli qui esporre. Lo Spirito Santo li far conoscere
a  quelli  e  a  quelle che saranno pi fedeli a questa pia  pratica.
Tuttavia,  un  modo  semplice di recitarla  di dire  innanzi  tutto:
"Degnati di accettare le mie lodi, Vergine santa. Dammi forza  contro
i  tuoi nemici" (12). Poi si recita il Credo e, per tre volte, un  Padre
nostro,  quattro Ave e un Gloria al Padre. Alla fine si dice:  "Sotto
la tua protezione ci rifugiamo...".
3. La catenina
 236 -  TERZA  PRATICA.  cosa lodevolissima, molto  onorifica  e  di
grande  utilit  per  quelli e quelle che  si  sono  consacrati  come
schiavi  di  Ges in Maria, portare quale contrassegno della  propria
schiavit di amore delle catenine di ferro benedette con una apposita
benedizione, che riferir pi in l (13).
 Tali  segni  esteriori, a dire il vero, non sono  essenziali  e  una
persona  pu  benissimo farne a meno, pur avendo  abbracciata  questa
devozione.  Per  io mi sento spinto a lodare molto quelli  e  quelle
che,  dopo  essersi  scrollati di dosso le ignominiose  catene  della
schiavit  satanica in cui li avevano avvinti il peccato originale  e
forse  anche  i  peccati attuali, si sono volontariamente  sottoposti
alla gloriosa schiavit di Ges Cristo e si vantano con san Paolo  di
essere in catene per Ges Cristo (14). Queste catene, anche se di  ferro
e  senza lustro, sono mille volte pi gloriose e preziose di tutte le
catene d'oro degli imperatori.
 237 -  Una  volta non c'era nulla di pi disonorevole  della  croce;
oggi invece, nel cristianesimo, non c' nulla che sia pi glorioso di
questo legno. Lo stesso si dica dei ceppi della schiavit. Non  c'era
niente  di  pi  ignominioso tra gli antichi, ed oggi  ancora  tra  i
pagani; ma fra i cristiani non c' niente di pi onorifico di  queste
catene  di  Ges Cristo. Esse infatti ci liberano e preservano  dagli
infamanti vincoli del peccato e del demonio; ci danno la libert e ci
legano a Ges e a Maria non con la costrizione e con la violenza come
dei  forzati, ma con la carit e l'amore, come figli: "Io li attirer
a  me, dice Dio per bocca del profeta, con catene d'amore" (15). Queste,
pertanto,  sono  forti come la morte, anzi in certo modo,  pi  forti
della  morte in coloro che saranno fedeli a portare fino  alla  morte
questi  segni gloriosi. Infatti, bench la morte distrugga e corrompa
il  loro  corpo, non potr distruggere i vincoli della loro schiavit
che, essendo di ferro, non si corromperanno facilmente. E forse,  nel
giorno  della  risurrezione dei corpi, nell'ultimo  grande  giudizio,
tali  catene avvinte ancora alle loro ossa, faranno parte della  loro
gloria,  mutate  in  catene  di luce e di gloria.  Beati  dunque  gli
incliti schiavi di Ges in Maria, che porteranno le loro catene  fino
alla morte.
 238 - Ecco i motivi che inducono a portare le catenine di ferro.
1 - Esse  ricordano al cristiano i voti e gli impegni del battesimo,
la  loro  perfetta  riconferma compiuta con  questa  devozione  e  lo
stretto  obbligo di esservi fedele. Spesso l'uomo si  lascia  guidare
pi  dai  sensi  che  dalla fede pura; dimentica  facilmente  i  suoi
obblighi  verso  Dio se qualche oggetto esterno non  glielo  richiama
alla  mente.  Pertanto le catenine della schiavit  servono  in  modo
mirabile al cristiano per ricordargli le catene del peccato  e  della
schiavit del demonio  da cui il santo battesimo l'ha liberato    e
insieme  la dipendenza da Ges Cristo promessa nel santo battesimo  e
la  ratifica che ne ha fatto rinnovando quei voti. Uno dei motivi per
cui  cos  pochi cristiani pensano ai loro santi voti  battesimali  e
vivono dissoluti, come se nulla avessero promesso a Dio, al pari  dei
pagani,    che  non portano su di s alcun segno  esteriore  che  li
richiami loro alla memoria.
 239 -  2 - Per  mostrare  che non si arrossisce  della  schiavit  e
servizio di Ges Cristo, e che si rinuncia alla funesta schiavit del
mondo, del peccato e del demonio.
 3 - Per  garantirsi  e preservarsi dalle catene del  peccato  e  del
demonio.  Bisogna  infatti portare o catene d'iniquit  o  catene  di
carit e di salvezza (16).
 240 -  Mio  caro  fratello! Spezziamo le catene dei  peccati  e  dei
peccatori, del mondo e dei mondani, del diavolo e dei suoi satelliti.
Respingiamo lontano da noi il loro giogo funesto: "Spezziamo le  loro
catene, gettiamo via i loro legami" (17). "Mettiamo i nostri piedi  mi
servo delle parole dello Spirito Santo  nei suoi ceppi gloriosi e il
nostro  collo  nelle sue catene" (18). Curviamo il dorso e  portiamo  la
Sapienza, che  Ges Cristo, n ci rincresca di essere stretti  nelle
sue  catene:  "Introduci i tuoi piedi nei suoi ceppi, il collo  nella
sua  catena.  Piega  la tua spalla e portala, non disdegnare  i  suoi
legami" (19)
Nota che prima di pronunciare le parole surriferite, lo  Spirito
Santo prepara l'anima a non respingere il suo importante consiglio, e
le  dice: "Ascolta, figlio, e accetta il mio parere; non rigettare il
mio consiglio" (20).
 241 -  Permetti,  dunque, amico carissimo, che  io  mi  unisca  allo
Spirito  Santo, per darti il medesimo consiglio: "Le sue catene  sono
legami di salvezza" (21). Dalla croce Ges Cristo deve attirare tutto  a
s, per amore o per forza.
 Attirer  i  reprobi con le catene dei loro peccati, per incatenarli
alla sua ira eterna e alla sua giustizia vendicatrice, come forzati e
demoni.  Attirer,  invece  con  catene  di  carit  i  predestinati,
soprattutto in questi ultimi tempi: "Attirer tutti a me" (22). "Io  li
traevo con legami di bont, con vincoli d'amore" (23).
242 -  Questi schiavi d'amore di Ges Cristo, questi incatenati  di
Ges  Cristo (24),  possono portare le loro catene o al  collo,  o  alle
braccia, o ai fianchi, o ai piedi. Il Padre Vincenzo Caraffa, settimo
Generale della Compagnia di Ges, morto in odore di santit nel 1643,
portava, in segno della sua servit, un cerchio di ferro ai  piedi  e
si diceva spiacente di non poter trascinare pubblicamente la catena.
 La Madre Agnese di Ges, gi da noi ricordata, portava una catena di
ferro  intorno alla vita. Altri l'hanno tenuta al collo in  penitenza
delle  collane  di  perle da essi portate nel mondo,  ed  altri  alle
braccia per ricordarsi durante i lavori manuali di essere schiavi  di
Ges Cristo.
4. Celebrazione del mistero dell'Incarnazione
 243 -  QUARTA  PRATICA.  Avranno un culto singolare  per  il  grande
mistero  dell'Incarnazione del Verbo, che si celebra il 25  marzo.  
questo il mistero proprio della devozione di cui ho parlato. Infatti,
questa  devozione fu ispirata dallo Spirito Santo:
1 - per  onorare  e imitare  l'ineffabile dipendenza che Dio-Figlio
volle avere da  Maria per  la  gloria  di  Dio  suo Padre
e per la  nostra  salvezza.  Tale dipendenza appare in modo
speciale in questo mistero, nel quale  Ges Cristo
si  fa  prigioniero e schiavo nel seno della divina  Maria  e
dipende  da  lei  in ogni cosa.
2 - Per ringraziare Dio  delle  grazie impareggiabili
concesse a Maria e soprattutto di averla  scelta  come
sua  degnissima  Madre: scelta che avvenne in  questo  mistero.  Sono
questi i due fini principali della schiavit di Ges Cristo in Maria.
 244 -  Ti  prego  di  notare bene una cosa.  Io  dico  abitualmente:
schiavo  di Ges in Maria; schiavit di Ges in Maria. Come  parecchi
altri  han  fatto sin qui, si pu dire benissimo: schiavo  di  Maria,
schiavit della santa Vergine. Penso per sia meglio dire: schiavo di
Ges  in  Maria. Cos consigliava il Tronson, Superiore generale  del
seminario  di  san  Sulpizio, rinomato per la  sua  rara  prudenza  e
sperimentata  piet  ad  un ecclesiastico che l'aveva  consultato  in
proposito (25).
 245 - Le ragioni sono queste:
1 - Viviamo  in  un secolo orgoglioso, nel quale un gran  numero  di
dotti gonfi di s, di spiriti forti e critici, trovano a ridire sulle
pratiche  di  piet meglio stabilite e pi solide.  Ebbene,  per  non
offrire  inutili  occasioni  alle  loro  critiche,    meglio   dire:
schiavit di Ges in Maria, e dirsi: schiavo di Ges Cristo,  anzich
schiavo  di Maria. In tal modo questa devozione prende nome  pi  dal
suo ultimo fine: Ges Cristo, che dalla via e dal mezzo che conduce a
tale  fine:  Maria.  Rimane per vero che si pu benissimo  scegliere
senza scrupoli l'una o l'altra espressione, come faccio io.
 D un esempio. Se uno va da Orlans a Tours per la strada d'Amboise,
pu  dire benissimo che va ad Amboise e a Tours, e che sta viaggiando
per   Amboise  e  per  Tours.  Ma  c'  una  differenza:  Amboise   
semplicemente  la strada diretta che conduce a Tours  e  Tours    lo
scopo ultimo e la meta del viaggio.
 246 -  2 - Il mistero principale che si celebra e si onora con questa
devozione    quello  dell'Incarnazione, in cui si  pu  vedere  Ges
soltanto  in  Maria, incarnato nel suo seno.  meglio  dire,  perci:
schiavit  di  Ges  in Maria, secondo una bella preghiera  di  molte
persone  insigni: "O Ges, vivente in Maria, vieni a vivere  in  noi,
nel tuo spirito di santit..." (26).
 247 -  3 - L'espressione "schiavit di Ges in Maria" indica  meglio
l'unione  intima  che passa tra Ges e Maria. Essi  sono  uniti  cos
strettamente, che l'uno  tutto nell'altro: Ges  tutto in  Maria  e
Maria tutta in Ges. Meglio: non si trova pi Maria, ma solo Ges  in
lei.  E  sarebbe pi facile separare la luce dal sole  che  Maria  da
Ges.  Cos  potremmo chiamare Nostro Signore: Ges  di  Maria  e  la
Vergine santa: Maria di Ges.
 248 - Mi manca il tempo di soffermarmi a spiegare l'eccellenza e  le
grandezze del mistero di Ges che vive e regna in Maria, e cio della
Incarnazione del Verbo. Mi limiter quindi a brevi cenni.
 L'Incarnazione  il primo mistero di Ges Cristo: il  pi  nascosto,
il pi alto ed il meno conosciuto.
 In  questo mistero Ges scelse tutti gli eletti d'accordo con Maria,
nel  seno verginale di lei, che i santi han chiamato sala dei segreti
di Dio (27).
 In questo mistero Ges oper tutti gli altri misteri della sua vita,
poich  sin  da  allora  accett di compierli: "Entrando  nel  mondo,
Cristo dice: Ecco, io vengo per fare, o Dio, la tua volont..." (28). Un
mistero, dunque, che  compendio di tutti i misteri e ne contiene  la
volont e la grazia.
 Questo  mistero,  infine,    il  trono  della  misericordia,  della
liberalit e della gloria di Dio.
   il  trono  della  sua misericordia a nostro riguardo.  In  questo
mistero, infatti, non ci si pu avvicinare a Ges se non per mezzo di
Maria;  non lo si pu vedere n gli si pu parlare se non tramite  la
Vergine sua Madre. E Ges, che esaudisce sempre la sua cara Madre, da
tale  trono  concede  la sua grazia e la sua misericordia  ai  poveri
peccatori: "Accostiamoci dunque con fiducia al trono della grazia" (29).
   il  trono  della  sua liberalit verso Maria. Infatti,  il  nuovo
Adamo, mentre dimorava in questo vero paradiso terrestre, vi oper in
segreto  tante  meraviglie,  che n  gli  angeli  n  gli  uomini  le
comprendono.  Per  questo i santi chiamano Maria la  magnificenza  di
Dio (30), come se Dio fosse magnifico soltanto in lei (31).
   il  trono della gloria resa da Ges al Padre. In Maria,  infatti,
Ges  Cristo plac perfettamente il Padre irritato contro gli uomini,
lo  risarc perfettamente della gloria rapitagli dal peccato, con  il
sacrificio  che vi fece della sua volont e di se stesso gli  procur
pi  gloria  che  mai gli avevano data tutti i sacrifici  dell'antica
Legge;  e,  infine gli rese quella gloria infinita che il  Padre  mai
ancora aveva ricevuta dall'uomo.
5. Recita dell'Ave Maria e del Rosario
 249 -  QUINTA PRATICA. Ameranno e reciteranno l'Ave Maria,  cio  il
saluto,  di cui pochi cristiani, anche istruiti, conoscono il valore,
il   merito,  l'eccellenza  e  la  necessit.  Per  farne   conoscere
l'importanza, c' voluto che la Vergine santa apparisse pi  volte  a
grandi  santi  molto illuminati, come san Domenico, san  Giovanni  da
Capestrano,  il beato Alano della Rupe. Essi composero  libri  interi
sulle  meraviglie  di  questa preghiera e  sulla  sua  efficacia  per
convertire   le  anime.  Proclamarono  a  gran  voce  e   predicarono
apertamente quanto segue:
   la  salvezza del mondo  iniziata con l'Ave Maria, cos anche  la
salvezza di ciascuno dipende da tale preghiera;
   questa preghiera fece produrre il frutto di vita alla terra arida
e sterile, cos, se recitata bene, essa far germogliare anche in noi
la Parola di Dio e il frutto di vita, Ges Cristo.
   l'Ave  Maria    una rugiada celeste che irrora  la  terra,  cio
l'anima,  perch  dia frutto a suo tempo; chi non    irrorato  dalla
rugiada celeste di questa preghiera non porta frutti, ma solo triboli
e spine e va incontro alla maledizione.
 250 - Ecco quanto la santa Vergine rivel al beato Alano della Rupe,
come    scritto nel suo libro De dignitate Rosarii e come  riferito
poi  da  Cartagena:  "Sappi, figlio mio, e portalo  a  conoscenza  di
tutti,  che    indizio  probabile e vicino di dannazione  eterna  il
recitare  con avversione, tiepidezza e negligenza il Saluto angelico,
che  ha  riparato  il  mondo intero" (32). Sono  parole,  queste,  molto
consolanti e terribili ad un tempo. Si stenterebbe a crederle se  non
ce lo garantissero per vere quel sant'uomo, san Domenico prima di lui
e  poi  tante insigni personalit insieme all'esperienza di  parecchi
secoli.
 Si    sempre  notato, infatti, che quanti portano il marchio  della
riprovazione,  come tutti gli eretici, gli empi, gli orgogliosi  e  i
mondani, odiano o disprezzano l'Ave Maria e la corona.
 Gli eretici imparano ancora e recitano il Padre nostro, ma non l'Ave
Maria  n la corona. Li considerano con orrore. Porterebbero  addosso
pi  volentieri  un  serpente che una corona. Anche  gli  orgogliosi,
bench cattolici, avendo quasi le stesse inclinazioni del loro  padre
Lucifero,  disprezzano  l'Ave  Maria  o  nutrono  per  essa  soltanto
indifferenza, e considerano la corona come devozione di  donnicciole,
buona  unicamente  per  gli  ignoranti e per  coloro  che  non  sanno
leggere.
 L'esperienza,  invece, insegna  l'abbiamo  visto    che  quelli  e
quelle  che presentano grandi segni di predestinazione amano, gustano
e recitano con piacere l'Ave Maria, e pi sono uniti a Dio, pi amano
questa  preghiera.  ci che la Vergine santa diceva ancora al  beato
Alano, dopo le parole sopra riferite.
 251 - Non so come e perch questo avvenga, ma so che  vero. Non  ho
segreto  migliore  di  questo per sapere se una  persona    di  Dio:
osservo  se  ama  recitare  l'Ave Maria e  la  corona.  Dico  se  ama
recitare,   perch   pu   accadere  che   una   persona   si   trovi
nell'incapacit  naturale o anche soprannaturale  di  recitarla,  pur
continuando ad amarla e farla amare dagli altri.
 252 -  Anime  predestinate, schiave di Ges in Maria,  sappiate  che
dopo  il Padre nostro, l'Ave Maria  la preghiera pi bella di tutte.
E  il  complimento  pi  perfetto che  possiate  rivolgere  a  Maria,
complimento  che  l'Altissimo le fece rivolgere da un  arcangelo  per
guadagnarsene il cuore. E riusc cos efficace sul suo cuore, per  le
segrete  attrattive  di  cui  pieno, che  Maria  diede  il  consenso
all'Incarnazione del Verbo, nonostante la sua profonda umilt.  Anche
voi   conquisterete  sicuramente  il  suo  cuore  con  questo  stesso
complimento recitato bene.
 253 -  Secondo  i  santi,  l'Ave  Maria  recitata  bene,  cio   con
attenzione, devozione e modestia,  la nemica del demonio  che  mette
in  fuga, il martello che lo schiaccia, la santificazione dell'anima,
la  gioia  degli angeli, la melodia dei predestinati, il cantico  del
Nuovo Testamento, il piacere di Maria e la gloria della SS. Trinit.
 L'Ave  Maria    una rugiada celeste che rende feconda  l'anima,  un
bacio casto e affettuoso che si d a Maria, una rosa vermiglia che le
si  offre, una perla preziosa che le si dona, una coppa d'ambrosia  e
di  nettare  divino che le si porge. Tutti questi paragoni  sono  dei
santi.
 254 - Vi prego dunque vivamente, per l'amore che vi porto in Ges  e
in  Maria,  di non contentarvi di dire la Coroncina della  santissima
Vergine.  Recitate anche la corona, e se ne avete il tempo,  recitate
il  rosario  intero tutti i giorni. Al momento della morte benedirete
il  giorno  e  l'ora in cui mi avrete creduto. E, dopo aver  seminato
nelle  benedizioni  di  Ges  e di Maria,  raccoglierete  benedizioni
eterne   nel   cielo:  "Chi  semina  con  larghezza,  con   larghezza
raccoglier" (33).
6. Recita del Magnificat
 255 - SESTA PRATICA. Per ringraziare Dio delle grazie concesse  alla
Vergine  santissima  reciteranno spesso il  Magnificat,  sull'esempio
della beata Maria Doignies e di parecchi santi.
 Il  Magnificat   l'unica preghiera e l'unica opera  composta  dalla
Vergine  santa, o meglio, composta in lei da Ges, dato  che  parlava
per  bocca  di lei.  il pi grande sacrificio di lode che Dio  abbia
ricevuto  nella  Legge della grazia. E il cantico  pi  umile  e  pi
riconoscente e insieme pi sublime e pi elevato di tutti. I  misteri
che  racchiude sono cos grandi e nascosti, che gli angeli stessi non
li conoscono tutti.
 Gersone (34)  uno dei sapienti e devoti teologi  dopo aver  consacrato
tanta parte della vita a comporre trattati pieni di erudizione  e  di
piet   sulle  materie  pi  difficili,  incominci  con  timore   la
spiegazione  del Magnificat solo sul finire della vita, per  coronare
cos  le  proprie opere. Ci riferisce in un volume in  folio  da  lui
composto,  molte  cose meravigliose sul bello e divino  cantico.  Fra
l'altro  afferma  che  la Vergine santissima lo recitava  spesso  lei
stessa, soprattutto come ringraziamento dopo la santa comunione.
 Il dotto Benzonio (35), nella sua spiegazione del Magnificat, riferisce
parecchi miracoli ottenuti in forza di questo cantico. E osserva  che
i demoni tremano e fuggono quando sentono queste parole: "Ha spiegato
la  potenza  del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri  del
loro cuore" (36).
7. Distacco dal mondo
 256 -  SETTIMA  PRATICA.  I  servi  fedeli  di  Maria  devono  molto
disprezzare,  odiare e fuggire il mondo corrotto.  Si  servano  delle
pratiche di distacco dal mondo, da noi indicate nella prima parte (37).
NOTE:
 1) Mt 23,23.
 2) Cf S. FRANCESCO Dl SALES, Trattenimenti spirituali, 1.
 3) Mt 5,16.
 4) S. GREGORIO MAGNO, Hom. 2 in Evang., n. 1, PL 76, 1115.
 5)  Nel  1899, a Ottawa (Canada), Mons. Duhamel istituisce  la  prima
Confraternita  di Maria Regina dei cuori. Nel 1913,  Pio  X  dichiara
Arciconfraternita la sede di Roma. Il 16.7.1955, la S. Sede  dichiara
propriae  le due distinte associazioni per i fedeli e i sacerdoti,  e
il  5.7.1956  ne approva i nuovi statuti. La direzione generale    a
Roma, Viale dei Monfortani, 65.
 6) Cf VD 78-79.
 7) S. BERNARDO, PL 184, 490 B.
 8) Lc 18,41.
 9) S. AGOSTINO, PL 33, 885.
 10) Cf VD 216 e 266.
 11) Ap 12,1.
 12)  Testo  latino:  "Dignare me laudare te, Virgo sacrata,  da  mihi
virtutem contra hostes tuos".
 13)  In  pratica,  nelle Associazioni monfortane  si  sostituisce  la
catenina con la medaglia di "Maria Regina dei cuori".
 14) Ef 3,1; Rm 1,9.
 15) Os 4,11.
 16) Testo latino: "Vincula peccatorum... In vinculo charitatis".
 17) Sal 2,3. Cf PI.
 18) Sir 6,25.
 19) Sir 6,26.
 20) Sir 6,24.
 21) Sir 6,31 (secondo la Volgata).
 22) Gv 12,32.
 23) Os 11,4.
 24) Cf Ef 3,1: Vincti Christi.
 25)  LUIGI  TRONSON  (1622-1700), dal 1676  terzo  superiore  di  San
Sulpizio, consultato dal Montfort stesso mentre era seminarista .
 26) "O  Ges, vivente in Maria, vieni a vivere nell'anima  dei  tuoi
servi,  nel  tuo  spirito di santit, nella pienezza dei  tuoi  doni,
nella  perfezione delle tue vie, nella verit delle tue virt,  nella
comunione  dei  tuoi  misteri. Domina in  noi  su  tutte  le  potenze
nemiche:  il  mondo,  il  demonio e la carne,  nella  virt  del  tuo
Spirito, alla gloria del Padre. Amen".
 27) S. AMBROGIO, De institut. Virgin. et S. Mariae Virg. perpetua, ad
Eusebium, c. 7, n. 50, PL 16, 333: aula sacramentorum.
 28) Eb 10, 5-9.
 29) Eb 4,16.
 30) Cf VD 6: Magnificentia Dei.
 31) "Solummodo ibi magnificus Dominus".
 32) SMR 49; QN 157.
 33) 2 Cor 9,6.
 34)   Jean   Le   Charlier   de   GERSON   (1363-1429),   cancelliere
dell'Universit di Parigi.
 35)  BENZONI  RUTILIO (+ 1613), vescovo di Loreto. - Cf  A.  RUM,  La
Santa Casa al tempo di Rutilio Benzoni, Vescovo di Loreto e Recanati,
in Il messaggero della Santa Casa, n. 2, febbraio 1985, pp. 47-48.
 36) Lc 1,51.
 37) Purtroppo la prima parte del manoscritto non ci  pervenuta.

                PARTE TERZA - CAPITOLO QUINTO (seconda parte)
              ESPRESSIONI E IMPEGNI DELLA CONSACRAZIONE

B. ATTEGGIAMENTI INTERIORI
 257 -  Oltre  le  pratiche  esterne di questa  devozione    che  ho
riferite  e  che  non  bisogna omettere, n  per  negligenza  n  per
disprezzo,  per  quanto  lo  stato e le  condizioni  di  ciascuno  lo
consente , ecco ora alcune pratiche interiori molto santificanti per
coloro  che lo Spirito Santo chiama ad un'alta perfezione. Per  dirlo
in  due  parole, esse consistono nel compiere tutte le proprie azioni
per  mezzo  di Maria, con Maria, in Maria e per Maria, per  compierle
pi perfettamente per mezzo di Ges, con Ges, in Ges e per Ges.
1. Tutto per mezzo di Maria: agire secondo lo spirito di Maria
 258 -  Bisogna compiere le azioni per mezzo di Maria.  Bisogna  cio
obbedire  in ogni azione e lasciarsi muovere in ogni azione  dal  suo
spirito,  che  e  il  santo Spirito di Dio. "Tutti  quelli  che  sono
guidati  dallo Spirito di Dio, sono figli di Dio" (38); coloro che  sono
guidati  dallo spirito di Maria sono figli di Maria e per conseguenza
figli  di Dio  come abbiamo mostrato . Fra i tanti devoti di Maria,
solo  quelli  che  si lasciano guidare dal suo spirito  sono  veri  e
fedeli devoti.
 Ho  detto che lo spirito di Maria e lo Spirito di Dio. Lei, infatti,
non  si  lascio mai condurre dallo spirito proprio, ma  sempre  dallo
Spirito di Dio, il quale se ne rese talmente padrone da diventare  lo
spirito stesso di Maria. Perci sant'Ambrogio dice: "L'anima di Maria
sia  in ciascuno per glorificare il Signore; lo spirito di Maria  sia
in ciascuno per esultare in Dio" (39).
 Come    felice  una persona, quando sull'esempio del buon  fratello
gesuita  Rodriguez (40), morto in odore di santit, e tutta posseduta  e
mossa  dallo spirito di Maria! Lo spirito di Maria e soave  e  forte,
zelante e prudente, umile e coraggioso, puro e fecondo.
 259 - Perch l'anima si lasci veramente guidare da questo spirito di
Maria, deve compiere quanto segue.
1 - Prima  dell'azione  per esempio prima della meditazione,  della
celebrazione  o ascolto della santa Messa, prima della  comunione...
bisogna rinunciare allo spirito proprio, al proprio modo di vedere  e
di  volere.  Infatti, le tenebre del nostro spirito e la malizia  del
nostro  volere  e  operare, per quanto possano  apparirci  buoni,  se
assecondati, frappongono ostacolo al santo spirito di Maria.
2 - Bisogna  consegnarsi allo spirito di Maria, per essere  mossi  e
guidati secondo il suo volere. Bisogna mettersi docilmente fra le sue
mani verginali, come uno strumento fra le mani dell'operaio, come  un
liuto  fra  le  mani  di  un  abile  suonatore.  Bisogna  perdersi  e
abbandonarsi in lei, come una pietra che si getta nel mare. Ci si fa
semplicemente e in un istante con una sola occhiata dello  spirito  e
un  lieve  movimento della volont, o anche con una breve frase,  per
esempio:  "Rinuncio a me e mi dono a te, mia cara Madre". Bench  non
si  provi  nessuna dolcezza sensibile in tale atto  di  unione,  esso
rimane  vero, cosi come rimane vero che apparterrebbe al demonio  uno
che  dicesse    Dio non voglia!  "mi do al demonio" con  la  stessa
sincerit, bench non avverta nessun cambiamento sensibile.
3 - Di tanto in tanto, durante e dopo le azioni, bisogna rinnovare il
medesimo  atto  di offerta e di unione. Tanto pi frequentemente  ci
avviene  e  tanto pi presto si giunge alla santit e all'unione  con
Cristo.  Tale unione segue sempre necessariamente quella  con  Maria,
perch lo spirito di Maria  lo spirito di Ges.
2. Tutto con Maria: agire imitando Maria
 260 -  Bisogna  compiere le proprie azioni con Maria.  Bisogna  cio
agire  guardando  a Maria come al modello perfetto di  ogni  virt  e
santit (41),  plasmato dallo Spirito Santo (42) in una semplice  creatura,
perch  lo  imitassimo secondo le nostre povere capacit (43).  In  ogni
azione, dunque, dobbiamo chiederci come l'ha compiuta o la compirebbe
Maria  se  fosse  al nostro posto. A tale scopo dobbiamo  studiare  e
meditare tutte le grandi virt da lei esercitate nel corso della  sua
vita. In modo particolare:
1.  La  fede  viva con la quale credette senza esitare  alla  parola
dell'angelo. E credette fedelmente e con costanza fino ai piedi della
croce sul Calvario.
2.  L'umilt  profonda per cui prefer sempre il  nascondimento,  il
silenzio, l'obbedienza in tutto e l'ultimo posto.
3. La purezza del tutto divina, che non ebbe e non avr mai l'uguale
sulla terra.
Lo  ripeto ancora. Si ricordi che Maria e il grande ed unico  stampo
di  Dio,  atto a modellare immagini viventi di Dio, con poca spesa  e
poco  tempo.  Chi  trova questo stampo e vi si  getta  dentro,  viene
presto  trasformato in Ges Cristo, che questo stampo rappresenta  al
naturale.
3. Tutto in Maria: agire intimamente uniti a Maria
 261 - Bisogna compiere le proprie azioni in Maria.
 Per capire bene questo esercizio interiore occorre ricordare:
1 - La  Vergine  santissima e il vero paradiso terrestre  del  nuovo
Adamo.  L'antico paradiso terrestre era semplicemente una sua figura.
In questo paradiso terrestre si trovano ricchezze, bellezze, rarit e
dolcezze  inesplicabili,  lasciate in  esso  dal  nuovo  Adamo,  Ges
Cristo.  In  questo paradiso egli prese le sue compiacenze  per  nove
mesi,  opero  le  sue meraviglie e dispiego le sue ricchezze  con  la
magnificenza di un Dio.
 Questo  luogo  santissimo  si  compone  tutto  di  terra  vergine  e
immacolata.
 Con  essa  fu  plasmato  puro e senza macchia,  e  in  essa  attinse
nutrimento  il  nuovo  Adamo, per opera dello Spirito  Santo  che  vi
abita.
 In  questo paradiso terrestre si trovano realmente l'albero di  vita
che  porto Ges Cristo, il frutto di vita e l'albero della conoscenza
del bene e del male, che diede la luce al mondo.
 In  questo luogo divino si trovano alberi piantati dalla mano di Dio
e  irrorati  dalla sua rugiada, che hanno prodotto e  producono  ogni
giorno  frutti di sapore divino. Vi sono aiuole smaltate di splendidi
e  svariati fiori di virt, che emanano un profumo tale da  inebriare
perfino   gli  angeli.  Vi  sono  verdi  prati  di  speranza,   torri
inespugnabili  di  fortezza, case incantevoli di fiducia...  Solo  lo
Spirito  Santo  pu  far  conoscere la verit nascosta  sotto  queste
figure  di  cose  materiali. In questo luogo si  trovano  l'aria  non
inquinata  della  purezza,  il bel giorno  senza  notte  dell'umanit
santa, il bel sole senza ombre della divinit, la fornace sempre viva
della  carit dove il ferro s'infoca e si trasforma in oro, il  fiume
dell'umilt che, nascendo da terra, si divide in quattro  rami    le
quattro virt cardinali  ed irriga tutto questo luogo d'incanto (44).
 262 - 2 - Per  bocca  dei  santi Padri, lo  Spirito  Santo  chiama,
inoltre, Maria:
 1 - la porta orientale, da cui il sommo sacerdote Ges Cristo entra ed
esce  nel mondo. Per mezzo di lei vi entro la prima volta, per  mezzo
di lei vi torner la seconda.
 2 - il  santuario della Divinit, il riposo della Santissima Trinit,
il  trono di Dio, la citt di Dio, l'altare di Dio, il tempio di Dio,
il mondo di Dio. Tutti titoli ed elogi verissimi, rispetto alle varie
meraviglie e grazie operate dall'Altissimo in Maria.
 Quali ricchezze e quale gloria! Quale piacere e quale felicita poter
entrare e rimanere in Maria, dove l'Altissimo ha posto il trono della
sua gloria suprema!
 263 -  Purtroppo, quanto e difficile a peccatori come noi  avere  il
permesso, la capacita e la luce per entrare in un luogo cos  alto  e
santo,  custodito  non  gi da un cherubino, come  l'antico  paradiso
terrestre,  ma  dallo stesso Spirito Santo, che  ne  e  diventato  il
padrone  assoluto.  Di  Maria egli dice:  "Giardino  chiuso  tu  sei,
sorella mia, sposa, giardino chiuso, fontana sigillata" (45). Maria e un
giardino  chiuso! Maria e fontana sigillata! I miseri figli di  Adamo
ed   Eva,  cacciati  dal  paradiso  terrestre,  possono  entrare   in
quest'altro soltanto per una grazia speciale dello Spirito Santo  che
devono meritare.
 264 -  Dopo  aver  ottenuto  con la propria  fedelt  questa  grazia
eccezionale,   bisogna  abitare  nel  bell'interno   di   Maria   con
compiacenza,  in  esso  riposarsi in pace, appoggiarsi  con  fiducia,
nascondersi con sicurezza e perdersi senza riserva. Cos,  in  questo
seno verginale, l'anima:
1 - sar  nutrita con il latte della sua grazia e della sua  materna
misericordia;
2 - trover liberazione da turbamenti, timori e scrupoli;
3 - rimarr al sicuro da ogni nemico: dal demonio, dal mondo  e  dal
peccato, ai quali non  mai stato consentito di entrarvi. Per  questo
ella dice: "Chi compie le mie opere non peccher" (46).
Ci significa che non commetter peccato considerevole chi rimane
spiritualmente nella santa Vergine.
4 - sar  formata in Ges Cristo e Ges Cristo sar formato in  lei,
perch  il seno di Maria  avvertono i Padri   la sala dei  misteri
divini,  in  cui  sono stati formati il Cristo e  tutti  gli  eletti:
"L'uno e l'altro  nato in essa".
4. Tutto per Maria: agire al servizio di Maria
 265 - Infine, bisogna compiere tutte le proprie azioni per Maria.
 Infatti,  chi si  dedicato completamente al suo servizio,   giusto
che  compia tutto per lei come farebbe un domestico, un servo ed  uno
schiavo.
 Questo non vuol dire che Maria viene considerata come l'ultimo  fine
del nostro servizio. Questo fine ultimo  solo Ges Cristo. Si prende
invece  Maria come fine prossimo, ambiente misterioso e mezzo  facile
per incontrarlo.
 Da  buon servo e schiavo, non bisogna starsene in ozio. Si deve,  al
contrario,  con la sua protezione  intraprendere e realizzare  cose
grandi per questa augusta sovrana. Bisogna sostenere i suoi privilegi
quando  sono  contestati,  difendere  la  sua  gloria  quando   viene
denigrata, attirare tutti  in quanto  possibile  al suo servizio e
a  questa  vera e solida devozione. Bisogna parlare e gridare  contro
coloro  che abusano della sua devozione per oltraggiarle il Figlio  e
nello  stesso  tempo,  bisogna stabilire questa  vera  devozione.  In
ricompensa di tali piccoli servizi non si deve pretendere  altro  che
l'onore  di appartenere ad una principessa cos amabile e la felicita
di   essere  da  lei  uniti  a  Ges,  suo  Figlio,  con  un  vincolo
indissolubile  nel tempo e nell'eternit! Gloria  a  Ges  in  Maria!
Gloria a Maria in Ges! Gloria a Dio solo!
NOTE:
 38) Rm 8,14.
 39) S. AMBROGIO, PL 15, 1642. Cf VD 217.
 40) S. ALFONSO RODRIGUEZ (1531-1617), fratello coadiutore della
Compagnia di Ges, canonizzato il 15.1.1888 da Leone XIII.
 41) "Maria... rifulge come modello di virt davanti a tutta la
comunit degli eletti" (LG 65).
 42) Maria "dallo Spirito Santo quasi plasmata e resa nuova creatura"
(LG 56).
 43) "Ma tale  la nostra debolezza, che la grandezza di simile
esempio (il Cristo) facilmente ci scoraggia: perci Dio ha voluto
provvedere, proponendone un altro, che pur essendo il pi vicino a
Cristo, per quanto  consentito all'umana natura,  tuttavia pi
conforme alla nostra debolezza. Questo esemplare  la Madre di Dio"
(Pio X, Enc. Ad diem illum, 2-2-1904).
 44) Questa pagina  tutta un commento spirituale a Gen 2,8-10 (Cf VD 6).
 45) Ct 4,12.
 46) Sir 24,30 (Cf VD 175).

                    PARTE TERZA - CAPITOLO SESTO
         COME VIVERE LA CONSACRAZIONE NELLA SANTA COMUNIONE

 PRIMA DELLA COMUNIONE
 266 - 1 - Ti umilierai profondamente davanti a Dio.
2 - Rinunzierai alla tua indole corrotta e alle tue disposizioni, per
quanto buone te le faccia sembrare l'amor proprio.
3 - Rinnoverai  la tua consacrazione, dicendo: "Sono  tutto  tuo,  o
amata sovrana, e tutto ci che e mio ti appartiene".
4 - Supplicherai questa buona Madre di prestarti il suo  cuore,  per
potervi ricevere Ges con le sue stesse disposizioni.
 Le farai notare che ne andrebbe della gloria di suo Figlio, se fosse
ricevuto in un cuore macchiato e incostante come il tuo, capace anche
di  diminuire  la sua gloria o di separarsi da lui. Le dirai  che  se
invece  vuol  venire  ad abitare in te per ricevere  ella  stessa  il
Figlio, pu farlo per quel dominio che le spetta sui cuori; e che suo
Figlio sar bene accolto da lei, in modo dignitoso e senza rischio di
venire offeso e respinto: "Dio sta in essa: non potr vacillare".
 Le  dirai confidenzialmente che tutto quanto le hai dato e ben  poca
cosa  per onorarla. Con la santa Comunione, invece, vuoi offrirle  lo
stesso  dono fattole un giorno dal Padre: ne sar pi onorata che  se
tu le offrissi tutti i beni del mondo.
 Le  dirai  infine  che  Ges le vuol bene in  modo  unico  e  quindi
desidera compiacersi e riposarsi tuttora in lei, pur nella tua anima,
che  e  immonda e povera pi della stalla dove egli non  disdegno  di
nascere, perch vi si trovava lei.
 Le  chiederai poi il suo cuore, con queste tenere parole: "Ti prendo
per mio tutto. Dammi il tuo cuore, o Maria".
NELLA COMUNIONE
 267 -  Dopo  il Padre nostro, mentre stai per ricevere  Ges  Cristo
dirai tre volte: "O Signore, non sono degno. . .".
 La  prima  volta e come se tu dicessi all'eterno Padre che  non  sei
degno  di ricevere il suo Unigenito a causa dei tuoi cattivi pensieri
e della tua ingratitudine verso un Padre cos buono, ma che ti affidi
a Maria, sua serva - Ecco la serva del Signore! Ella  fatta per te e
ti  ispira  una  fiducia e speranza singolare  verso  la  sua  divina
maest: "Tu solo, o Signore, mi fai riposare al sicuro!".
 268 - Dirai al Figlio: "O Signore, non sono degno...". Gli dirai che
non sei degno di riceverlo a causa delle tue parole inutili e cattive
e della tua infedelt nel servirlo, ma che lo preghi di aver piet di
te,  poich stai per introdurlo nella casa di sua Madre, che    pure
tua Madre, e non lo lascerai partire se prima non sar venuto a stare
da  lei:  "Lo strinsi fortemente e non lo lascer finch non  l'abbia
condotto in casa di mia madre, nella stanza della mia genitrice".
 Lo pregherai di alzarsi e di venire verso il luogo del suo riposo  e
verso  l'arca  della sua santificazione: "Alzati, Signore,  verso  il
luogo del tuo riposo, tu e l'arca della tua potenza".
 Gli  dirai che tu non sei come Esa: non confidi per nulla nei  tuoi
meriti, nella tua forza e nelle tue disposizioni, ma confidi, invece,
nelle disposizioni di Maria, tua cara Madre, come il giovane Giacobbe
confidava nelle premure di Rebecca. E che ardisci accostarti alla sua
santit,  per  quanto  peccatore ed Esa  tu  sia,  perch  ti  senti
sostenuto e ornato dei meriti e virt della sua santa Madre.
 269 - Dirai allo Spirito Santo: "O Signore, non sono degno...".
 Gli  dirai che per la tiepidezza e malvagit delle tue azioni e  per
le  tue resistenze alle sue aspirazioni, non sei degno di ricevere il
capolavoro della sua carit, ma che tutta la tua fiducia  Maria, sua
sposa  fedele. E dirai con san Bernardo: "Questa  la mia pi  grande
fiducia, questa  tutta la ragione della mia speranza".
 Potrai  anche  pregarlo di scendere nuovamente su Maria,  sua  sposa
indissolubile.
 Gli  dirai  che  il  suo seno e sempre puro e il  suo  cuore  sempre
ardente  e  che,  se non scende nella tua anima,  Ges  e  Maria  non
potranno essere formati n accolti degnamente.
DOPO LA COMUNIONE
 270 -  Dopo la santa Comunione, stando interiormente raccolto e  con
gli  occhi  chiusi, introdurrai Ges Cristo nel cuore  di  Maria.  Lo
darai   a  sua  Madre  che  l'accoglier  con  amore,  lo  collocher
degnamente,    l'adorer   profondamente,   l'amer    perfettamente,
l'abbraccer  strettamente e gli render in spirito  e  verit  molti
omaggi che le nostre fitte tenebre non conoscono.
 271 -  Oppure ti terrai in atteggiamento di profonda umilt nel  tuo
cuore,   alla  presenza  di  Ges  dimorante  in  Maria.  O  rimarrai
nell'atteggiamento dello schiavo che attende alla porta  del  palazzo
del  Re, mentre questi si trova a colloquio con la Regina. Mentre  il
Re  e la Regina parlano tra loro, senza che abbiano bisogno di te, te
ne  andrai in spirito per cielo e terra e inviterai tutte le creature
a  ringraziare, adorare ed amare Ges e Maria, al tuo posto: "Venite,
prostrati adoriamo, eccetera".
 272 -  Oppure domanderai tu stesso a Ges, in unione con  Maria,  la
venuta  del  suo regno sulla terra per mezzo della sua  santa  Madre.
Oppure  chiederai la divina Sapienza o il divino Amore o  il  perdono
dei tuoi peccati o qualche altra grazia, ma sempre per mezzo di Maria
e  in  Maria,  dicendo,  mentre distogli lo  sguardo  da  te  stesso:
"Signore, non guardare ai miei peccati, ma i tuoi occhi vedano in  me
solo  le virt e i meriti di Maria". E ricordandoti dei tuoi peccati,
soggiungerai: "Un nemico ha fatto questo... Sono io stesso  il  mio
peggiore  nemico, che ha commesso questi peccati"; oppure:  "Liberami
dall'uomo  iniquo  e  fallace"; o ancora: "Tu devi  crescere  e  io
invece  diminuire. Ges mio, bisogna che tu cresca nell'anima mia,  e
che  io diminuisca. O Maria, bisogna che tu cresca in me e che io sia
meno  di quel che sono stato"; "Siate fecondi e moltiplicatevi...
Ges  e  Maria,  crescete in me e moltiplicatevi al di  fuori,  negli
altri".
 273 - Vi  un'infinit di altri pensieri che lo Spirito Santo ispira
e  ispirer anche a te, se sarai molto raccolto, mortificato e fedele
a questa grande e sublime devozione che ti ho insegnata. Ma ricordati
che  pi  lascerai fare a Maria nella tua Comunione,  pi  Ges  sar
glorificato. E che tanto pi lascerai fare a Maria per Ges e a  Ges
in  Maria,  quanto pi profondamente ti umilierai e li ascolterai  in
pace  e in silenzio, senza preoccuparti di vedere, gustare e sentire.
Infatti  il  giusto  vive di fede dappertutto, ma specialmente  nella
santa  Comunione,  che   un'azione di fede:  "Il  mio  giusto  visr
mediante la fede".
