TRASCRIZIONE ELETTRONICA, PER I NON VEDENTI, A CURA DI EZIO GALIANO. 

GUIDO GOZZANO.
Paolo e Virginia.

I figli dellinfortunio

Amanti, miserere
miserere di questa mia giocosa
aridit larvata di chimere.!


Io fui Paolo gi. Troppo mi scuote
il nome di Virginia. Ebbro e commosso
leggo il volume senza fine amaro;
chino su quelle pagine remote
rivivo tempi gi vissuti e posso
piangere (ancora!) come uno scolaro...
Splende nel sogno chiaro
lisola dove nacqui e dove amai;
rivedo gli orizzonti immaginari
e favolosi come gli scenari,
la rada calma dove i marinai
trafficavano spezie e legni rari...
Virginia ride al limite del bosco
e trepida saluta...
Risorge chiara dal passato fosco
la patria perduta
che non conobbi mai, che riconosco...



O soave contrada! O palme somme
erette verso il cielo come dardi,
flabelli verdi sibilanti ai venti!
Alberi delle manne e delle gomme,
ebani cupi, sandali gagliardi,
liane contorte, felci arborescenti!
Virginia, ti rammenti
di quella sempiterna primavera?
Rammenti i campi d'indaco e di the,
e le Missioni e il Padre e il Vicer,
quel Tropico rammenti, di maniera,
un poco falso, come piace a me?...
Ti rammenti il colore
del Settecento esotico, lodore
di pace, filtro di non so che frutto
e di non so che fiore,
il filtro che dismemora di tutto?...



Ti chiamavo sorella, mi chiamavi
fratello. Tutto favoriva intorno
le nostre adolescenze ignare e belle.
Era la vita semplice degli avi,
la vita delle origini, il Ritorno
sognato da Gian Giacomo ribelle.
Di tutto ignari: delle
Scienze e dellIndagine che prostra
e della Storia, favola mentita,
abitavamo lisola romita
senz'altro dove che la terra nostra
senz'altro quando che la nostra vita.
Le dolci madri a sera
c'insegnavano il Bene, la Piet.
la Fede unica e vera;
e lenti innalzavamo la preghiera
al Padre Nostro che nei cieli sta...



Seduti in coro, nelle sere calme,
seguivamo i pirfori che ardeano
nella verzura dellEremitaggio;
fra i dolci intercolunni delle palme
scintillava la Luna sulloceano,
giungeva un canto flebile e selvaggio...
Tra noi sedeva il Saggio
e ci ammoniva con forbiti esempi
ispirati da Omero e da Virgilio...
Lisola si chiam per suo consiglio
secondo la retorica dei tempi:
Rivo dellAmist, Colle del Giglio,
Fonte dei Casti Accenti...
Era il tempo dei Nestori morali,
dei .saggi ammonimenti.,
era il tempo dei .buoni sentimenti.,
delle .virt., dei .semplici ideali..



Immuni dalla gara che divampa
nel triste mondo, crescevamo paghi
dei beni della rete e della freccia;
belli e felici come in una stampa
del tuo romanzo, correvamo i laghi
nella svelta piroga di corteccia;
sullora boschereccia
numeravamo lora il giorno lanno:
- Quanti anni avrete poi? - Quanti n'avranno
quei due palmizi dispari, alle soglie...
- Verrete? - Quando i manghi fioriranno...
- Sorella, gi si chiudono le foglie,
trema la prima stella...
- Il sicomoro ha lombra alle radici:
 mezzod, sorella...
Era la nostra vita come quella
dei Fauni e delle Driadi felici.



Ma giunse lora che non ha conforto.
Seco ti volle nei suoi feudi vasti
la zia di Francia, perfida in vedetta.
Il Vicer ti fece trarre al porto
dalle sue genti barbare! E lasciasti
lacrimando la terra benedetta,
ogni cosa diletta
pi caramente, per la nave errante!
Solo, malcerto della mia sciagura,
vissi coi negri e le due madri affrante;
ti chiamavo; nei sassi e nelle piante
rivedevo la tua bianca figura
che non avrei rivista...
E volse lanno disperato... Un giorno
il buon Padre Battista
annunci la tua fuga e il tuo ritorno,
ed una nave, il San Germano, in vista!



Folle di gioia, con le madri in festa,
scesi alla rada: - Giunge la mia sposa,
ritorna a me Virginia mia fedele!...
Or ecco sollevarsi la Tempesta,
una tempesta bella e artificiosa
come il Diluvio delle vecchie tele.
Appaiono le vele
del San Germano al balenar frequente,
stridono procellarie gemebonde,
albtri cupi. Il mare si confonde
col cielo apocalittico. La gente
guata la nave tra il furor dellonde.
Tutto lOceano Indiano
ribolle spaventoso, ulula, scroscia,
ma sul fragore s'alza un grido umano
terribile d'angosca:
- Virginia  l! Salvate il San Germano!... -



Il San Germano affonda. I marinai
tentano indarno il salvataggio. Tutti
balzano in mare, da che vana  larte.
Rotto ha la nave contro i polipai,
sovra coperta gi fremono i flutti,
spezza il vento governi alberi sarte...
Virginia ecco in disparte
pallida e sola!... Un marinaio nudo
tenta svestirla e seco darsi allonda;
si rifiuta Virginia pudibonda
(retorica del tempo!) e si fa scudo
delle due mani... Il San Germano affonda;
il San Germano affonda... Un sciabordare
ultimo, cupo, mozzo:
e non rivedo al chiaro balenare
la nave!... Il mio singhiozzo
disperde il vasto singhiozzar del mare.



Era lalba e il tuo bel corpo travolto
stava tra lalghe e le meduse attorte,
placido come in placido sopore.
Muto mi reclinai sopra quel volto
dove gi le viole della morte
mescevansi alle rose del pudore...
Disperato dolore!
Dolore senza grido e senza pianto!
Morta giacevi col tuo sogno intatto,
tornavi morta a chi t'amava tanto!
Nella destra chiudevi il mio ritratto,
con la manca premevi il cuore infranto...
- Virginia! O sogni miei!
Virginia! - E ti chiamai, con occhi fissi...
- Virginia! Amore che ritorni e sei
la Morte! Amore... Morte... - E pi non dissi.



Morii d'amore. Oggi rinacqui e vivo,
ma pi non amo. Il mio sogno  distrutto
per sempre e il cuore non fiorisce pi.
E chiamo invano Amore fuggitivo,
invano piange questa Musa a lutto
che porta il lutto a tutto ci che fu.
Il mio cuore  laggi,
morto con te, nellisola fiorente,
dove i palmizi gemono sommessi
lungo la Baia della Fede Ardente...
Ah! Se potessi amare! Ah! Se potessi
amare, canterei s novamente!
Ma lanima corrosa
sogghigna nelle sue gelide sere...
Amanti! Miserere,
miserere di questa mia giocosa
aridit larvata di chimere!



