TRASCRIZIONE ELETTRONICA, PER I NON VEDENTI, A CURA DI EZIO GALIANO. 

GUIDO GOZZANO.

Convito.


M' dolce cosa nel tramonto, chino
sopra gli alari dalle braci roche,
m' dolce cosa convitar le poche
donne che mi sorrisero in cammino.



Trasumanate gi, senza persone,
sorgono tutte... E quelle pi lontane,
e le compagne di speranze buone
e le piccole, ancora, e le pi vane:
mime crestaie fanti cortigiane
argute come in un decamerone...

Tra le faville e il crepitio dei ceppi
sorgono tutte, pallida falange...
Amore no! Amore no! Non seppi
il vero Amor per cui si ride e piange:
Amore non mi tanse e non mi tange;
invano m'offersi alle catene e ai ceppi.

O non amate che mi amaste, a Lui
invan proffersi il cuor che non s'appaga.
Amor non mi piag di quella piaga
che mi parve dolcissima in altrui...
A quale gelo condannato fui?
Non varr succo d'erbe o larte maga?



- Un maleficio fu dalla tua culla,
n varr larte maga, o sognatore!
Fino alla tomba il tuo gelido cuore
porterai con la tua sete fanciulla,
fanciullo triste che sapesti nulla,
ch ben sa nulla chi non sa lAmore.

Una ti bacier con la sua bocca,
sforzando il chiuso cuore che resiste;
e quelluna verr, fratello triste,
forse luscio picchi con la sua nocca,
forse alle spalle gi ti sta, ti tocca;
gi ti cinge di sue chiome non viste...

Si dilegua con occhi di sorella
indi ciascuna. E si riprende il cuore.

Fratello triste, cui ment lAmore,
che non ti menta laltra cosa bella!



