CARLO GOLDONI.
/:/La locandiera/:/


PERSONAGGI

Il Cavaliere di Ripafratta
Il Marchese di Forlipopoli
Il Conte d'Albafiorita
Mirandolina, /:/locandiera/./
Ortensia /:/comica/./
Dejanira /:/comica/./
Fabrizio, /:/cameriere di locanda/./
Servitore, /:/del Cavaliere/./
Servitore, /:/del Conte/./

/:/La scena si rappresenta in Firenze, nella locanda di
Mirandolina/./.



L'autore a chi legge

Fra tutte le Commedie da me sinora composte, starei per dire
essere questa la pi morale, la pi utile, la pi istruttiva.
Sembrer ci essere un paradosso a chi soltanto vorr fermarsi a
considerare il carattere della /:/Locandiera/./, e dir anzi non
aver io dipinto altrove una donna pi lusinghiera, pi pericolosa
di questa. Ma chi rifletter al carattere e agli avvenimenti del
Cavaliere, trover un esempio vivissimo della presunzione
avvilita, ed una scuola che insegna a fuggire i pericoli, per non
soccombere alle cadute.
Mirandolina fa altrui vedere come si innamorano gli uomini.
Principia a entrar in grazia del disprezzator delle donne,
secondandolo nel modo suo di pensare, lodandolo in quelle cose che
lo compiacciono, ed eccitandolo perfino a biasimare le donne
istesse. Superata con ci l'avversione che aveva il Cavaliere per
essa, principia a usargli delle attenzioni, gli fa delle finezze
studiate, mostrandosi lontana dal volerlo obbligare alla
gratitudine. Lo visita, lo serve in tavola, gli parla con umilt e
con rispetto, e in lui vedendo scemare la ruvidezza, in lei
si aumenta l'ardire. Dice delle tronche parole, avanza degli
sguardi, e senza che ei se ne avveda, gli d delle ferite mortali.
Il pover'uomo conosce il pericolo, e lo vorrebbe fuggire, ma la
femmina accorta con due lagrimette l'arresta, e con uno svenimento
l'atterra, lo precipita, l'avvilisce. Pare impossibile, che in
poche ore un uomo possa innamorarsi a tal segno: un uomo,
aggiungasi, disprezzator delle donne, che mai ha seco loro
trattato; ma appunto per questo pi facilmente egli cade, perch
sprezzandole senza conoscerle, e non sapendo quali sieno le arti
loro, e dove fondino la speranza de' loro trionfi, ha creduto che
bastar gli dovesse a difendersi la sua avversione, ed ha offerto
il petto ignudo ai colpi dell'inimico.
Io medesimo diffidava quasi a principio di vederlo innamorato
ragionevolmente sul fine della Commedia, e pure, condotto dalla
natura, di passo in passo, come nella Commedia si vede, mi 
riuscito di darlo vinto alla fine dell'Atto secondo.
Io non sapeva quasi cosa mi fare nel terzo, ma venutomi in mente,
che sogliono coteste lusinghiere donne, quando vedono ne' loro
lacci gli amanti, aspramente trattarli, ho voluto dar un esempio
di questa barbara crudelt, di questo ingiurioso disprezzo con cui
si burlano dei miserabili che hanno vinti, per mettere in orrore
la schiavit che si procurano gli sciagurati, e rendere odioso il
carattere delle incantatrici Sirene. La Scena dello
/:/stirare/./, allora quando la Locandiera si burla del Cavaliere
che languisce, non muove gli animi a sdegno contro colei, che dopo
averlo innamorato l'insulta? Oh bello specchio agli occhi della
giovent! Dio volesse che io medesimo cotale specchio avessi avuto
per tempo, che non avrei veduto ridere del mio pianto qualche
barbara Locandiera. Oh di quante Scene mi hanno provveduto le mie
vicende medesime!... Ma non  il luogo questo n di vantarmi delle
mie follie, n di pentirmi delle mie debolezze. Bastami che alcun
mi sia grato della lezione che gli offerisco. Le donne che oneste
sono, giubileranno anche esse che si smentiscano codeste
simulatrici, che disonorano il loro sesso, ed esse femmine
lusinghiere arrossiranno in guardarmi, e non importa che mi dicano
nell'incontrarmi: che tu sia maledetto!
Deggio avvisarvi, Lettor carissimo, di una picciola mutazione, che
alla presente Commedia ho fatto. Fabrizio, il cameriere della
Locanda, parlava in veneziano, quando si recit la prima volta;
l'ho fatto allora per comodo del personaggio, solito a favellar da
Brighella; ove l'ho convertito in toscano, sendo disdicevole cosa
introdurre senza necessit in una Commedia un linguaggio
straniero. Ci ho voluto avvertire, perch non so come la stamper
il Bettinelli; pu essere che ei si serva di questo mio originale,
e Dio lo voglia, perch almeno sar a dover penneggiato. Ma lo
scrupolo che ei si  fatto di stampare le cose mie come io le ho
abbozzate, lo far trascurare anche questa comodit.



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