CARLO GOLDONI.
IL TEATRO COMICO.

Commedia in tre atti in  prosa  scritta  in  Venezia  nell'anno  1750,
perch  servisse  di  prima recita.  Come segu nell'autunno dell'anno
medesimo: rappresentata in Milano nel mese di settembre antecedente la
prima volta.

L'AUTORE A CHI LEGGE.

Questa,  che io intitolo Il Teatro Comico,  piuttosto che una Commedia,
prefazione pu dirsi alle mie Commedie.
In  questa  qualunque  siasi  composizione,  ho  inteso di palesemente
notare una gran parte di qu difetti che  ho  procurato  sfuggire,  e
tutti  qu  fondamenti  s  quali  il  metodo mio ho stabilito,  nel
comporre le mie Commedie,  n altra evvi diversit fra  un  proemio  e
questo mio componimento, se non che nel primo si annoierebbono forse i
leggitori  pi  facilmente,  e  nel secondo vado in parte schivando il
tedio col movimento di qualche azione.
Io perci non .intesi di dar nuove regole altrui,  ma solamente di far
conoscere,   che  con  lunghe  osservazioni,  e  con  esercizio  quasi
continuo, son giunto al fine di aprirmi una via da poter camminare per
essa con qualche specie di sicurezza maggiore;  di che non fia  scarsa
prova il gradimento che trovano fra gli spettatori le mie Commedie. Io
avrei  desiderio  che  qualunque  persona  si  d a comporre,  in ogni
qualit di studio,  altrui notificasse per qual cammino si   avviata,
percioch alle arti servirebbe sempre di lume e miglioramento.
Cos  bramo  io  parimente,  che  qualche nobile bell'ingegno d'Italia
diasi a perfezionare l'opera mia e a rendere lo  smarrito  onore  alle
nostre  scene con le buone Commedie,  che sieno veramente Commedie,  e
non scene insieme accozzate senz'ordine e senza regola; e io,  che fin
ad  ora  sembrer  forse  a  taluno che voglia far da maestro,  non mi
vergogner mai di apprendere  da  chichessia,  quando  abbia  capacit
d'insegnare,
Questa  Commedia  fu fatta da me rappresentare nell'anno 1750 la prima
sera delle recite dell'Autunno,  come apertura di  Teatro.  Eranvi  in
essa  innestati  quei  complimenti  che  sogliono  fare i Comici  agli
uditori la prima sera, le quali cose furono poscia da me levate,  come
parti disutili della stessa Commedia.
Per adattarmi anche al costume,  e metter in grazia la Compagnia, e le
Maschere principalmente, le ho introdotte dapprima cogli abiti loro di
casa e coi loro volti,  poscia vestiti e mascherati da  scena.  Questa
per  mi  parve  in appresso una burattinata,  ed ora,  nella ristampa
che io  fo  di  questa  Commedia,   ho  anche  assegnato  a  ciaschedun
personaggio  un  nome  proprio,  riserbando chiamarlo col nome comico,
allorach nella prova  supposta  della  Commedia  rappresenta  il  tal
personaggio.  Questa  una correzione di pi, cadutami in mente ora, e
sar un difetto di pi nella edizione imperfetta del Bettinelli.


Personaggi.

ORAZIO, capo della compagnia d comici, detto OTTAVIO in commedia;
PLACIDA, prima donna, detta ROSAURA;
BEATRICE, seconda donna;
EUGENIO, secondo amoroso, detto FLORINDO;
LELIO, poeta;
ELEONORA, cantatrice;
VITTORIA, servetta di teatro, detta COLOMBINA;
TONINO veneziano, poi PANTALONE in commedia;
PETRONIO che fa il DOTTORE in commedia;
ANSELMO che fa il Brighella;
GIANNI che fa l'Arlecchino ;
IL SUGGERITORE;
Uno STAFFIERE della cantatrice, che parla;
Servitori di teatro, che non parlano.

La scena stabile  il teatro medesimo,  in  cui  si  rappresentano  le
commedie,  con  scene  e  prospetto  di cortile,  figurandosi esser di
giorno, senza lumi e senza spettatori.


